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martedì 25 febbraio 2014

Rinnovabili e dissesto idrogeologico, Renzi: importanti per il Paese

Rinnovabili e dissesto idrogeologico, Renzi: importanti per il Paese

 
(Fonte:GreenStyle.it-Claudio Schirru)

 
Energie rinnovabili e dissesto idrogeologico non saranno di serie B per il Governo Renzi. Ad affermarlo lo stesso Presidente del Consiglio incaricato in occasione del discorso “a braccio” sostenuto ieri al Senato, durante il quale ha aperto alla presentazione di un piano industriale che comprenda due dei settori chiave della green economy.

Matteo Renzi nel suo discorso sembra voler fugare i dubbi emersi dopo la candidatura a ministro dell’Ambiente di Gian Luca Galletti, uomo politico di lungo corso, ma dalla poca familiarità con incarichi relativi al dicastero che andrà a occupare dopo il presumibilmente scontato via libera della Camera al Governo:

Nel piano per il lavoro che presenteremo a marzo ci sarà una sorta di piano industriale per i singoli settori: sulle energie alternative, intese non semplicemente come il sussidio o l’intervento su un singolo settore, ma come il bisogno di andare a inventarsi nuovi posti di lavoro; sulla chimica verde, sull’innovazione tecnologica applicata alla ricerca, sugli investimenti veri e profondi che si possono fare contro il dissesto idrogeologico in un Paese in cui abbiamo soldi bloccati e fermi, anche per responsabilità delle pubbliche amministrazioni, che gridano vendetta, non soltanto per ciò che stanno vivendo in queste ore il modenese o l’area di Olbia, ma anche per come in questi anni abbiamo dovuto vivere e con il fiatone certe emergenze che potevano essere affrontate in modo molto più semplice.


Necessaria una svolta reale su temi come energie rinnovabili e dissesto idrogeologico che non sono di secondo piano, prosegue Renzi, atteso però nei prossimi mesi alla prova dei fatti:

Davvero abbiamo ancora soldi fermi sulle casse di laminazione ed espansione, quando il mondo che sta cambiando rende così semplice intervenire in questa situazione? Davvero in alcune realtà del Paese ancora non sappiamo chi ha il potere di intervento sugli argini, per l’eccesso di funzioni tra le Regioni, le Province, i Comuni, le autorità d’ambito? Davvero pensiamo che questi siano temi di serie B, di cui non parlare perchè dobbiamo confrontarci soltanto parlando tra di noi delle nostre realtà quotidiane? Come facciamo a non prendere atto che anche su questo tema c’è bisogno di una svolta reale?

martedì 12 novembre 2013

Sydney 100% rinnovabile entro il 2030

(Fonte:GreenStyle.it-Marco Mancini)

 
 
 
Sydney è una delle città più importanti dell’Australia e negli ultimi anni anche del mondo. Con i suoi 4 milioni di abitanti sta diventando uno dei simboli dell’avanzamento tecnologico mondiale. Quando si parla di tecnologia, il pensiero va sempre più verso le energie rinnovabili. Allan Jones, responsabile dell’Ufficio Sviluppo Energia e Cambiamenti Climatici di Sydney, ha rilasciato un annuncio molto interessante e in parte anche inaspettato: vuole fare in modo che la città un giorno sia alimentata al 100% dalle fonti rinnovabili.

Questo giorno non sembra essere nemmeno così lontano: anno 2030. L’impresa è titanica visto che l’Australia è nota per essere una delle principali esportatrici di carbone e uranio e finora ha basato la sua sussistenza proprio sull’energia “sporca”. Il Paese è noto però anche per essere sempre all’avanguardia e così un obiettivo tanto ambizioso da raggiungere in meno di vent’anni non sembra poi così utopistico.

Jones non è nuovo a idee del genere. Prima di essere assunto all’Ufficio Sviluppo di Sydney era a capo del programma climatico del Regno Unito. Il suo piano prevede che la città sia alimentata completamente dalle rinnovabili non soltanto per quanto riguarda la produzione di energia elettrica, ma anche per quella termica e per il raffreddamento. Come raggiungere questo obiettivo è presto detto.

Secondo i piani di Jones, sole e vento potrebbero fornire il 30% dell’energia necessaria. Il restante 70% verrebbe garantito dagli impianti di trigenerazione, o generatori a biomassa. Si tratta di una tecnologia nuova, inventata quest’anno, ed è un’evoluzione degli impianti di cogenerazione. Mentre questi ultimi producono energia e calore, quelli di trigenerazione permettono la produzione anche dell’aria fredda.
Il progetto di Jones non è un capriccio ambientalista, ma sta diventando una necessità. Le centrali termiche tradizionali necessitano di spazio che la città non ha e le frequenti tempeste ne metterebbero a rischio la sicurezza.

Gli impianti rinnovabili invece sono meno esposti alle intemperie e sicuramente produrrebbero meno danni in caso di calamità naturale. Calamità a cui l’Australia va incontro regolarmente tutti gli anni. Inoltre in questo modo il territorio cittadino, all’interno dei confini odierni, sarebbe dedicato allo sviluppo abitativo e industriale, mentre la terra tutta intorno Sydney, per lo più desertica, verrebbe riconvertita alle rinnovabili.

Infine, per tutti coloro i quali sono convinti che un’operazione simile sia impossibile perché troppo costosa per le casse pubbliche, arriva l’obiezione di Allan Jones. Le casse comunali infatti sborseranno appena il 10% del costo dell’intero progetto, per costruire o migliorare gli impianti di distribuzione dell’energia. Per il resto il progetto sarà finanziato completamente da fondi privati.

venerdì 20 settembre 2013

Rinnovabili al 2030, l’industria Ue chiede a Bruxelles target vincolanti

Rinnovabili al 2030, l’industria Ue chiede a Bruxelles target vincolanti

(Fonte:Rinnovabili.it)
 
Il 2020 si avvicina e con questa data si fa sempre più prossima la scadenza della strategia europea su energia e clima. Mentre l’esecutivo europeo è impegnato a discutere del quadro normativo che dovrà accompagnare i Ventotto fino al 2030, il settore delle rinnovabili europee fa squadra per mandare un messaggio unanime all’indirizzo dei decisori politici. EPIA, EWEA, ESTIF, insieme con altre 60 imprese e le associazioni di settore, hanno co-firmato una lettera aperta rivolta ai ministri europei dell’Energia, al commissario per l’Energia e al commissario per il Clima in cui si chiede che la nuova road map per il 2030 si basi su strumenti e obiettivi che si rafforzino reciprocamente.

Il nuovo quadro su clima ed energia attualmente in discussione – sottolineano le associazioni – dovrebbe riportare un obiettivo giuridicamente vincolante sulle energie rinnovabili e presentare un assetto normativo, per i prossimi anni, capace di contribuire a ridurre i costi attuali della de-carbonizzazione, contribuendo a proteggere l’ambiente e facilitando la creazione di nuovi posti di lavoro.

“La transizione verso un’economia sostenibile è una straordinaria occasione per rilanciare la crescita economica e creare nuovi posti di lavoro, garantendo al contempo la tutela dell’ambiente”, si legge nella missiva. “Con il pacchetto ’20-20-20′, l’UE ha stabilito una chiara direzione per la sua politica energetica e climatica fino al 2020. Tuttavia, il 2030 è già alle porte. Considerati i lunghi cicli di investimento nel settore energetico e il fatto che le decisioni di investimento nei mercati liberalizzati dell’energia dell’UE dipendono fortemente l’affidabilità, è necessaria certezza del quadro normativo dei prossimi 17 anni”.

Rinnovabili più convenienti del carbone negli USA

(Fonte:GreenStyle.it-Marco Mancini)
 
 
 
Le energie rinnovabili sono più economiche del carbone e delle altre fonti fossili, se si prendono in considerazione tutti i costi e non solo quelli più visibili. Anche se produrre un watt da una turbina o da un pannello costa attualmente di più rispetto ai metodi tradizionali, tenendo conto dell’impatto sulla salute e sul clima, alla fine dei conti le fonti rinnovabili risultano meno dispendiose per il bilancio pubblico.

Questo semplice calcolo, troppo spesso sottovalutato, è stato effettuato dal Dott. Laurie Johnson, impegnato nel programma Clean Air presso il Natural Resources Defense Council degli Stati Uniti. L’analisi tiene conto anche dei costi nascosti delle fonti fossili, oneri che pesano sulla spesa pubblica. Più precisamente sono i costi sanitari e ambientali, legati alla combustione dei fossili, a essere azzerati quando si passa alle rinnovabili.

Bruciare il carbone è un modo molto costoso per produrre elettricità. Ci sono modi più efficienti e sostenibili per ottenere energia.


spiega il dott. Johnson, che ha condotto la ricerca insieme ai colleghi della Judge Business School, University of Cambridge e NRDC’s Center for Market Innovation. Mentre un’azienda privata sostiene dei costi per produrre energia dalle diverse fonti, lo Stato ne affronta altri che riguardano le conseguenze di questa produzione. Basti pensare alle spese per curare il cancro causato dalle emissioni delle centrali a carbone, o quelli per rimborsare gli agricoltori a fronte di una forte perdita di raccolto causata dalla siccità collegata al riscaldamento globale. Solo nel 2012 i danni da mutamenti climatici negli USA sono stati stimati in 140 miliardi di dollari.

Troppo spesso, quando uno Stato decide di istituire dei sussidi per la produzione energetica, non tiene conto di questi fattori. Ma analizzando questi costi si scopre che, sulla bilancia economica, il carbone, il petrolio e persino il gas pesano molto di più del sole o del vento. Il dibattito è molto acceso negli Stati Uniti dove il presidente Obama vuol porre dei limiti alla capacità di inquinamento delle centrali elettriche. Questa scelta è stata criticata dai suoi oppositori perché farebbe aumentare i costi. In realtà, considerando questo nuovo punto di vista, li ridurrebbe.

giovedì 6 giugno 2013

Energie rinnovabili, sorpresa: toccato il 50% dell’offerta

Energie rinnovabili, sorpresa: toccato il 50% dell’offerta

(Fonte:Ecqualogia.it-Agostinelli e Roberto Meregalli)

Gli amministratori delegati di Enel, Gasterra, Gdf Suez, Iberdrola, Eni, Rwe, E.On, Gas Natural Fenosa alla vigilia del Consiglio europeo del 22 maggio, hanno posto all’attenzione dei leader europei la necessità urgente di modificare la politica energetica comunitaria. I big del gas hanno chiesto la remunerazione dell’uso delle loro vecchie reti e della potenza inutilizzata delle loro centrali , nonché un mercato delle emissioni di CO2 che favorisca le fonti sporche, disincentivando definitivamente la concorrenza delle rinnovabili.

Si tratta del livello più elevato di pressione a cui le grandi corporation sono giunte, dopo due anni di campagna serrata e martellante sui mezzi di comunicazione e in tutte le occasioni istituzionali possibili (audizioni parlamentari, incontri, conferenze) per bloccare l’avanzata delle fonti rinnovabili. Chicco Testa, formidabile campione di trasformismo, attacca i costi dell’energia, attribuendoli agli incentivi al fotovoltaico e all’eolico, nonostante nel corso del 2013 siano scesi sia il prezzo dell’elettricità che del gas. Mai udito tanto ardore contro i sussidi agli inceneritori o per gli oneri nucleari o gli sconti alle ferrovie e ai grandi consumatori industriali. Viene spontaneo chiedersi perché tutta questa rabbia verso le nuove fonti. O verso la trattativa in corso al ministero per lo sviluppo economico per garantire “meccanismi di garanzia di remunerazione” al rigassificatore di Livorno, che doveva già essere in opera ma che i proprietari non fanno salpare da Dubai, dove ufficialmente è stato varato il 5 febbraio, proprio perché in attesa di contributi economici statali.

Quello che si sta svolgendo sulle spalle dei cittadini è uno scontro fra i dinosauri del passato e la nuova generazione distribuita, con l’obiettivo dei primi di bloccare il cambiamento in atto o almeno rallentarlo il più possibile. Ma fermarsi quando si è a metà del guado significa sprecare o quantomeno rendere meno produttive le spese e gli sforzi sinora effettuati. L’investimento in rinnovabili è stato rilevante e l’unica proposta sensata e davvero dalla parte dei consumatori ora sarebbe quella di pensare a come sfruttarla e valorizzarla al massimo, non a come sprecarla. Non serve più alcun sussidio, basterebbero sgravi fiscali e regolamenti che permettano a chi mette i pannelli sul tetto di vendere direttamente al vicino senza passare dalla rete.

E se qualcuno ancora non crede alle potenzialità (almeno nell’elettrico) delle FER, guardi cosa sta succedendo nella borsa elettrica: la scorsa settimana il 54,5% dell’elettricità offerta era da fonte rinnovabile! Il gas (per definizione uno dei nostri problemi perché ne saremmo troppo dipendenti) era relegato al 24%, all’8,5% il carbone. Siamo già al 50% rinnovabile e montagne di relazioni e di studi – compresi quelli che sostengono la Strategia Energetica nazionale di Monti/Passera/Letta – vanno buttati al macero perché obsoleti. Le FER hanno fatto scendere il prezzo medio d’acquisto a 49,45 euro al MWh, quando era a 61 euro il mese scorso e a 75,48 nel 2012 (e questo spiega da sé la lotta feroce delle corporation). Inoltre sono stati importati meno fossili con un miglioramento della bilancia dei pagamenti (3 miliardi di euro in meno la voce energia nel primo trimestre 2013 rispetto al primo del 2012, secondo l’Istat). E sono state minori le emissioni in un cielo sempre più instabile. Buone notizie per il cittadino e il consumatore. Cattive, evidentemente, per i gestori dei grandi impianti fino a ieri indiscussi monopolisti.

lunedì 27 maggio 2013

Il clima ostile alle energie rinnovabili e la forte lobby europea del fracking gas

Il clima ostile alle energie rinnovabili e la forte lobby europea del fracking gas

(Fonte:QualEnergia.it-Gianni Silvestrini)
 
 
 
 
L’attuale contesto per il comparto delle rinnovabili e della efficienza è delicato, anche se non privo di interessanti opportunità. Vanno crescendo le forze che ritengono che gli incentivi vadano centellinati o che addirittura si debba intervenire con misure retroattive, un’azione che rischierebbe di essere incostituzionale e che lederebbe la credibilità del nostro paese.

Le motivazioni addotte sono due: un costo eccessivo delle bollette per gli utenti finali e l’impatto sul mondo delle aziende energetiche in difficoltà per il calo della domanda e la competizione di nuovi attori, come l’oltre mezzo milione di cittadini e imprese che posseggono impianti fotovoltaici.

In realtà, anche a livello europeo spira un’aria non proprio rassicurante. Il documento “Energy challenges and policy”, predisposto per il Consiglio Europeo del 22 maggio parte dalla constatazione della difficoltà delle imprese europee rispetto a quelle statunitensi che godono di prezzi del gas molto inferiori grazie agli effetti negli ultimi anni della produzione di gas da fracking.

Date queste premesse, il documento apre all’introduzione del fracking anche in Europa, pone l’accento sulla competitività e sui prezzi dell’energia, mentre si avverte una minore attenzione sulle questioni climatiche. Va ricordato che la Confindustria europea, BusinnessEurope, ha svolto una forte azione di lobby proprio su questi temi, come già aveva fatto con successo durante le discussioni sull’Emissions Trading, e sembra essere riuscita ad influenzare la riunione dei capi di Stato riuniti a Bruxelles.

Per quanto riguarda la tecnica del fracking, è comunque impensabile la riproposizione del successo americano. Il contesto territoriale, geologico e la densità abitativa sono infatti molto differenti e già sono scattate mobilitazioni contro un processo che presenta notevoli implicazioni ambientali.

Potrebbe invece avere un impatto l’importazione di gas liquefatto dagli Usa, previsto al momento per il Giappone e Regno Unito, che darebbe maggiore potere contrattuale agli europei nelle trattative con i tradizionali fornitori di gas come la Russia o l’Algeria.

Peraltro, si deve tener conto che i costi dell’estrazione del fracking gas aumenteranno. Visti i rapidi tempi di esaurimento dei pozzi di shale gas, occorrono infatti investimenti colossali. E’ stato calcolato che per mantenere l’attuale livello di estrazione negli Usa occorrerebbero investimenti per 42 miliardi $/anno, a fronte di ricavi che al momento sono di 33 miliardi $/anno.

L’impatto immediato della rivoluzione statunitense dello shale gas è però, paradossalmente, di segno completamente diverso per l’Europa. Il calo del prezzo del metano e le nuove regole per le inquinanti centrali a carbone Usa stanno infatti inducendo un forte cambiamento del mix di combustibili nella generazione elettrica. Nel 2012 la produzione dalle centrali a carbone statunitensi è calata dell’11,6%, sostituita da una maggiore produzione da gas. Di conseguenza grandi quantità di carbone a basso costo si sono riversate dalle miniere statunitensi in Europa, dove nel frattempo il mercato dell’Emissions Trading si era inceppato facendo crollare le quotazioni di una tonnellata di CO2 al livello del prezzo di un paio di capuccini, mettendo così fuori gioco i cicli combinati a gas.

Questo spiega come, paradossalmente, in Germania accanto ad una forte crescita delle rinnovabili si sia registrato anche un incremento dell’uso del carbone e un calo dell’impiego del metano. Grazie al boom fotovoltaico, peraltro sono cresciute anche le esportazioni elettriche, malgrado la chiusura parziale del nucleare.

Tornando alle inquietudini europee, fortunatamente il tema dell’efficienza resta centrale, anzi acquista una importanza ancora maggiore. Alti prezzi rendono infatti più interessanti gli interventi per ridurre consumi.

Diventa quindi molto importante il processo di recepimento della Direttiva sull’efficienza che vedrà impegnato il nostro Governo nei prossimi mesi. E decisivo il rifinanziamento, questa settimana, delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici.

mercoledì 8 maggio 2013

Ermete Realacci nuovo presidente Commissione Ambiente alla Camera

Ermete Realacci nuovo presidente Commissione Ambiente alla Camera

(Fonte:GreenStyle.it-Guido Grassadonio)

 
 
Lo avevamo incontrato prima delle elezioni l’Onorevole Ermete Realacci. Lo avevamo punzecchiato sulla difficile situazione politica in cui si trovava, unica voce “verde” in un Partito, il Partito Democratico, che sembrava guardare altrove. Dopo il caos politico-istituzionale seguito all’esito elettorale, l’esponente PD è stato eletto Presidente della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera.

Un ruolo importante, che si ritroverà però a portare avanti in una situazione che potrebbe imporgli “trasversalità politiche” ancora più dure di quanto non immaginasse qualche mese fa. Realacci però si dichiara ottimista e fiducioso sul lavoro che verrà:

Lavorerò, nell’ambito della mie competenze, perché la Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici affronti le tante questioni aperte e per fare delle politiche ambientali e territoriali la chiave per rilanciare l’economia e produrre nuova occupazione.


E segna subito le priorità politiche, che sembrano quasi un manifesto:

La risposta alla crisi non può che venire da una scommessa sull’innovazione, sulla qualità, sulla green economy. Prima di tutto è necessario rilanciare l’edilizia a partire dalla qualificazione urbana, dalla manutenzione del territorio e delle infrastrutture e stabilizzare ed estendere gli incentivi per il risparmio energetico e la sicurezza antisismica degli edifici privati e pubblici.

Realacci non ha, però, fatto finta di non cogliere le difficoltà politiche in cui si trova. All’interno di un partito che appoggia il Governo, quindi all’interno della strana maggioranza che si è formata, una maggioranza che difficilmente avrà l’ambientalismo come stella polare, il nuovo Presidente della Commissione Ambiente ha aperto alla collaborazione con forze diverse:

Affronteremo i problemi a partire dal merito delle proposte, mi auguro quindi sia possibile in molti casi avere maggioranze più ampie di quella che sostiene il governo. Così come sarà possibile che su alcuni temi ci siano maggioranze diverse.
Dunque sul tema dell’ambiente, Realacci cerca una rinnovata intesa con Sinistra Ecologia e Libertà. Ma soprattutto, apre ad un dialogo con il Movimento 5 Stelle. Se leggiamo, infatti, il messaggio posto tra le righe del formalismo imposto dalla situazione, il significato è chiaro: la commissione è aperta alle proposte dei grillini e le prenderà sul serio come quelle provenienti da qualsiasi altra parte politica.

Per sottolineare meglio il desiderio d’intesa con il M5S, Realacci ha concluso:

Mi attiverò da subito per rinunciare alla mia indennità di presidente di Commissione e mi risulta che una scelta analoga farà anche il vicepresidente Tino Iannuzzi.

Interessante notare che, se Iannuzzi è anche lui un membro del PD, l’altro vicepresidente, Massimo Felice De Rosa, viene proprio dal movimento rappresentato da Beppe Grillo.

Infine, non potevano mancare gli auguri di Legambiente, nella voce del presidente Vittorio Cogliati Dezza, al vecchio compagno di tante battaglie Realacci:

Ermete con le sue competenze e la grande esperienza acquisita in tanti anni di importanti battaglie ambientali condotte alla guida di Legambiente, è la miglior garanzia perché questo Parlamento sappia raccogliere le tante nuove sensibilità ambientali presenti e sappia imprimere quella svolta che milioni di cittadini si attendono nella qualità della loro vita, nelle prospettive di nuovo lavoro, nella creazione di nuova bellezza nelle città come nelle aree meno urbanizzate, nel rispetto della legalità ovunque. Siamo certi che con la sua intelligenza e la sua tenacia saprà far valere le ragioni dell’ambiente e di un sano sviluppo del territorio.

A noi, comunque, resta il dubbio che quando si tratterà di prendere decisioni davvero importanti, la necessità di garantire stabilità al Governo verrà anteposta a qualsiasi buona idea sul campo ambientalista. Vedremo se saremo smentiti.

venerdì 5 aprile 2013

Le energie rinnovabili che piacciono a Bill Gates

Le energie rinnovabili che piacciono a Bill Gates

(Fonte:Rinnovabili.it)

 
Il miliardario fondatore di Microsoft sta investendo in nuovo sistema di stoccaggio ecofriendly, nato per l’immagazinamento dell’energia verde e sostenibile

La società sostiene che le sue innovative batterie ibride rappresentino un’alternativa così rispettosa dell’ambiente da poter essere smaltite come rifiuti ordinari; il merito va alla tecnologia sviluppata dagli ingegneri Aquion che sono riusciti ad impiegare un elettrolita semplice a base di acqua salata piuttosto che prodotti chimici costosi e pericolosi. Le batterie sono inoltre estremamente “tolleranti ai guasti” come si dice nel gergo tecnico, ovvero possono andare in corto circuito senza provocare un’esplosione o un incendio.
Ai 35 milioni si aggiungerà a breve un ulteriore prestito di 15 milioni di dollari che permetteranno alla compagnia di portare i propri sistemi sul mercato di massa nei primi mesi del 2014. La decisione di Gates di supportare in questo modo l’innovazione energetica americana giunge solo pochi mesi dopo all’appello pronunciato all’indirizzo del governo USA affinché vengano stanziati maggiori fondi per il comparto della Ricerca e Sviluppo. “E’ sempre piuttosto sorprendente vedere quanto poco si spenda per l’R&S dell’energia”, ha detto Gates: “Dobbiamo fare molto di più […] L’energia è così maledettamente interessante e così maledettamente importante”.

giovedì 4 aprile 2013

Energie rinnovabili: un progetto europeo mette in rete le fonti green

Energie rinnovabili: un progetto europeo mette in rete le fonti green

(Fonte:Rinnovabili.it)
 
 
Grazie ad un progetto dell’IWES il sogno di collegare impianti alimentati a fonti rinnovabili in piccole reti di trasmissione si appresta a divenire realtà.
Da tempo i sostenitori delle energie rinnovabili sognano la realizzazione di una rete di piccole centrali energetiche in grado di sostituire i grandi impianti tradizionali. La preoccupazione che fino ad oggi ha bloccato lo sviluppo di questi progetti, è però l’incertezza che un sistema decentrato di produzione energetica riesca a soddisfare le esigenze di cittadini e attività industriali garantendo un approvvigionamento sicuro.

Un team di ricercatori europei ha compiuto passi di gigante per rendere il sogno di molti una realtà, progettando la Centrale Elettrica Combinata Kombikraftwerk2. Il prototipo virtuale della centrale combinata ha già dimostrato che è tecnicamente possibile lasciare che ogni singolo produttore immetta energia elettrica in rete, e durante questo processo la griglia riesce a rimanere stabile.

Il prototipo verrà mostrato in occasione della fiera di Hannover prevista dall’8 al 12 aprile. “Ogni fonte di energia – che si tratti di vento, sole o biogas – ha i suoi punti di forza e di debolezza”, spiega Kurt Rohrig, vicedirettore dell’Istituto Fraunhofer per l’energia del vento e per le tecnologie del sistema energetico (IWES), uno dei principali partner del progetto finanziato dall’UE.

Il progetto è collegato, via Internet, a 25 impianti con una potenza nominale di 120 MW e ad un impianto di pompaggio e una centrale di controllo assicura la riduzione di quegli svantaggi legati all’intermittenza delle fonti di energia rinnovabile, tenendo conto che il sole non sempre splende, e che il vento a volte non soffia. In questo modo, cioè quando più impianti sono collegati in un stesso circuito, le carenze di una fonte possono essere bilanciate da un surplus produttivo di un’altra centrale. “Grazie al loro carattere decentrato e gli sviluppi dell’innovazione, le energie rinnovabili possono già contribuire a stabilizzare il sistema di alimentazione”, ha dichiarato Kaspar Knorr, project manager del progetto all’IWES.

mercoledì 3 aprile 2013

Il Giappone pensa all’impianto fotovoltaico da 400 MW

Il Giappone pensa all’impianto fotovoltaico da 400 MW


(Fonte:Rinnovabili.it)
 
 
Continua l’impegno del Giappone nelle energie rinnovabil. Il paese ha in progetto la realizzazione di un mega impianto fotovoltaico, uno tra i maggiori del paese. Con 400 MW di potenza istallata e un valore di 1,1 miliardi di dollari, la centrale oltre a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili potrebbe dare lavoro a circa 150 persone.

Secondo la Bloomberg il parco solare sarà costruito su un’isola remota nel sud del Giappone, fuori dalla città di Sasebo, e della costruzione se ne occuperà un consorzio di aziende di cui fa parte il Photovolt Development Partners. Il progetto dovrebbe iniziare nel mese di maggio e l’energia prodotta dal parco solare sarà acquistata dalla Power Kyushu Electric per dare energia elettrica alla città di Sasebo sulla terraferma, raggiungibile grazie ad una linea di trasmissione sottomarina. La notizia arriva a dieci giorni di distanza dall’approvazione nella scorsa settimana che ha determinato un taglio al 10% del feed in tariff con una riduzione sostanziale dei rendimenti degli sviluppatori.

mercoledì 6 marzo 2013

Trento, investimenti in efficienza energetica ed energie rinnovabili

Trento, investimenti in efficienza energetica ed energie rinnovabili

(Fonte:InfoBuildEnergia.it)
 
 
 
La Giunta Provinciale di Trento ha approvato un bando avente ad oggetto la concessione di contributi ad imprese per investimenti nei settori dell'efficienza energetica e dell'energia rinnovabile, con l'obiettivo di "Promuovere la sostenibilità nel campo dell'edilizia e della gestione del territorio". Il bando ha stanziato complessivamente 6 milioni di euro da destinarsi a reti energetiche; generatori di calore a biomassa - caldaie a caricamento automatico a pellet o cippato; generatori di calore a biomassa - caldaie a caricamento manuale o caldaie policombustibile; ollettori solari; coibentazioni termiche; eneratori di calore a condensazione; impianti finalizzati al recupero del calore; pompe di calore; cogenerazione; altre iniziative dalle quali conseguano rilevanti riduzioni dei consumi di energia termica e/o di energia elettrica; impianti eolici.
Beneficiari dell'iniziativa sono le imprese che possono accedere alle agevolazioni previste dalla legge provinciale n. 6/1999; le domande di ammissione ai contributi possono essere presentate all'Agenzia Provinciale per l'Incentivazione delle Attività Economiche fino a venerdì 8 marzo 2013. Ciascuna impresa potrà ricevere un contributo massimo cumulato pari a 500.000 euro.

Nel rispetto degli obiettivi previsti dagli orientamenti dell'Unione Europea in materia di energia (riduzione delle emissioni di gas serra del 20%, 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili e aumento del 20% dell'efficienza energetica) il Programma Operativo provinciale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2007 - 2013, la cui gestione è affidata al Servizio Europa della Provincia autonoma di Trento, pone particolare attenzione agli interventi volti alla diffusione della cultura della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico, tramite le seguenti forme di incentivazione:
 
- Incentivazione all'installazione di impianti basati su fonti di energia rinnovabili;
- Incentivazione alla messa in opera di isolamenti termici e tecniche che limitino la dispersione di energia;
- Promozione dell'uso delle risorse rinnovabili, in particolare quelle disponibili localmente, mediante impianti di combustione a biomassa e reti di teleriscaldamento;
- Sostegno a programmi per il miglioramento dell'efficienza energetica degli impianti, con particolare riferimento a generatori di calore, impianti termoelettrici e grandi impianti.

giovedì 28 febbraio 2013

Liguria: semplificazione urbanistica per i nuovi impianti di energie rinnovabili

Liguria: semplificazione urbanistica per i nuovi impianti di energie rinnovabili

(Fonte:InfoBuildEnergia.it)
 
 
La Regione Liguria accelera la semplificazione per le autorizzazioni energetiche rinnovabili. Nei prossimi mesi, comunque entro la fine dell'anno, la realizzazione di nuovi impianti con sarà più subordinata a una deroga al Ptcp- Piano territoriale di coordinamento paesistico regionale. Grazie a una proposta di variante approvata dalla giunta Burlando, presentata dall'assessore alla Pianificazione Territoriale e Urbanistica Gabriele Cascino, la situazione sarà in pratica rovesciata: gli impianti energetici si potranno insediare in tutte le parti del territorio regionale, con esclusione dei centri storici, delle strutture urbane qualificate, nella aree con beni culturali e artistici e archeologici, chiese, monumenti e a forte impatto paesaggistico e in quelle a tutela ambientale. Il piano paesistico regionale, di fatto, non sarà più un impedimento per gli impianti energetici, fatti salvi, oltre ai casi indicati, eventuali vincoli comunali.
"L'obiettivo del disegno di legge è ridurre ulteriormente le limitazioni alla realizzazione degli impianti eolici, fotovoltaici e idroelettrici e dar un forte impulso alle energie rinnovabili per poter arrivare al 14,1% al 2020", ha spiegato Cascino.
Il testo della variante della giunta regionale sarà adesso inviato ai comuni che entro sessanta giorni potranno fare eventuali osservazioni, dopodiché la variante sarà adottata e approvata con una delibera e opererà in regima di salvaguardia fino alla definitiva approvazione da parte del Consiglio Regionale

venerdì 22 febbraio 2013

Un summit tra Italia e Turchia per le Energie Rinnovabili

Un summit tra Italia e Turchia per le Energie Rinnovabili

(Fonte:ZeroEmission.it)
 
 
Il Wec, World energy council, organizzerà ad aprile un summit sulle rinnovabili tra Italia e Truchia. L'evento segue il seminario svolto lo scorso 30 gennaio a Roma sul tema “Le rinnovabili in Turchia: opportunità di investimento”, iniziativa organizzata dal Gse in collaborazione, con il Wec Italia e l’ Ice - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, sulla base dell’interesse mostrato dalle aziende italiane che hanno partecipato al seminario e di quello segnalato delle istituzioni e delle aziende turche,siamo lieti di annunciare il "Italia – Turchia per le Energie Rinnovabili", questo il titolo dell'incontro che si terrà ad Istanbul il 12 e il 13 aprile e che sarà dedicato alla promozione della filiera italiana delle rinnovabili e all’approfondimento delle opportunità offerte dal mercato turco in ambito clean-tech.

Nell’occasione saranno presenti i principali attori istituzionali e settoriali italiani e turchi, impegnati nello sviluppo delle rinnovabili dei rispettivi Paesi. All’incontro è prevista la presentazione del settore delle energie rinnovabili in Turchia, le dinamiche del processo autorizzativo, il quadro della regolamentazione degli incentivi, le testimonianze delle imprese, gli strumenti volti alla realizzazione degli investimenti ed i finanziamenti per le imprese italiane. Sarà inoltredato ampio spazio alla possibilità di incontri BtoB tra numerose aziende turche e le aziende italiane. Il settore delle energie rinnovabili in Turchia è in pieno sviluppo e riserverà opportunità interessanti per le imprese straniere grazie ai trend di crescita del Paese, alla crescita della domanda energetica, alle grandi potenzialità del settore delle energie rinnovabili e al piano di incentivazione delle tariffe e degli investimenti.

venerdì 15 febbraio 2013

Green economy, prestiti agevolati per chi assume giovani

Green economy, prestiti agevolati per chi assume giovani: i requisiti

(Fonte:GreenStyle.it-Claudio Schirru)

 
 
Prestiti agevolati per spingere all’assunzione di giovani nella green economy. Il bando è promosso dal Ministero dell’Ambiente e finanzierà l’operazione con 450 milioni di euro. Economia verde, ma non solo. L’accesso ai fondi sarà possibile anche per aree d’intervento che comprendano la messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico e dal rischio sismico.

La domanda per i prestiti ministeriali avrà come data di scadenza il 26 aprile. I termini del bando prevedono che i finanziamenti vengano erogati a 6 anni con un tasso agevolato dello 0,5%, con alcune eccezioni. Se a richiederlo saranno ESCo (Energy Service Company), Srl semplificate o soggetti in regime di partenariato pubblico/privato con contratto di disponibilità la durata passerà da 6 a 10 anni, con il tasso d’interesse che verrà dimezzato rispetto a quanto previsto per gli altri possibili richiedenti.

Il primo stanziamento sarà di 80 milioni e riguarderà il periodo marzo-luglio 2012. Il Ministero dell’Ambiente ha poi previsto la possibilità di prorogare, qualora parte delle risorse risultino non assegnate, la scadenza naturale del 26 aprile ad una nuova data. La procedura per l’assegnazione è infine previsto si basi su criteri di tipo “valutativo comparativo”. Questi i soggetti che potranno presentare domanda e i requisiti specifici che dovranno possedere. Innanzitutto sono ammesse imprese in forma individuale, società e consorzi. A queste poi si aggiungono le imprese tra cui è stato stipulato un contratto di rete. Le aziende interessate dovranno possedere, al momento di presentare la domanda, alcune caratteristiche:
 
Requisiti
 
Iscrizione nel registro delle imprese;
Regime di contabilità ordinaria, pieno e libero esercizio dei propri diritti e non devono trovarsi soggetti a procedure concorsuali né ad amministrazione controllata;
Aver presentato almeno due bilanci su base annuale, se previsto dalle normative vigenti, presso il registro delle imprese.
 
Campi d’intervento
 
Tutela del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico;
Attività di ricerca, sviluppo e produzione nel settore dei biocarburanti di seconda e terza generazione o delle bioraffinerie di prodotti intermedi chimici (con impiego di biomasse o derivati vegetali);
Energie rinnovabili. Ricerca, sviluppo e produzione per quanto riguarda il solare termico, a concentrazione, termodinamico e fotovoltaico. A questi si aggiungono biomasse, biogas e geotermia;
Efficientamento energetico, comprensivo delle attività di Social Housing;
Produzione o valorizzazione di prodotti o processi di produzione o servizi che, a confronto con le alternative disponibili, comportino una riduzione dell’inquinamento e dell’impiego di risorse durante l’arco dell’intero ciclo di vita.

Seguono poi delle ulteriori specifiche inserite nel bando ministeriale. I fondi potranno essere richiesti anche da quelle aziende che non svolgono attività esclusiva riconducibile a quelle sopracitate, limitatamente al finanziamento di progetti di intervento afferenti le categorie di cui ai punti 1, 3, 4 e 5. Relativamente a quanto previsto nei punti 3 e 4, le attività dovranno prevedere l’utilizzo di tecnologie innovative. Saranno inoltre privilegiate le richieste di finanziamento, di cui al punto 1, che si orienteranno per l’impiego di “misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici”. Per le ulteriori specifiche si rimanda al testo integrale del bando.
Presenti infine alcuni criteri di ammissibilità, legati al numero e alla tipologia di giovani da assumere e alla soglia minima di spesa, per poter avere accesso ai prestiti a tasso agevolato:
 
Assunzioni e Investimenti
 
Assunzione a tempo indeterminato di un minimo di 3 giovani con età non superiore a 35 anni, con riferimento alla data di assunzione. Il minimo richiesto scende a 1 per le ESCo, le PMI e le Srl semplificate;
Qualora le assunzioni superassero il numero di 3 un terzo di queste dovranno riguardare laureati di età massima pari a 28 anni;
La partecipazione al bando è soggetto ad un investimento minimo pari a un milione di euro. La soglia scende a 500 mila euro qualora i progetti siano presentati da PMI o ESCo. Le Srl semplificate avranno l’importo minimo ridotto a 200 mila euro;
Potrà essere finanziata una percentuale massima di spesa pari al 60%, estesa fino al 75% per le PMI, le ESCo e le Srl semplificate.

mercoledì 13 febbraio 2013

Energie rinnovabili ed efficienza energetica, scenari ed opportunità



Energie rinnovabili ed efficienza energetica, scenari ed opportunità

 (Fonte:InfoBuildEnergia.it)

L'Agenzia per l'Italia Digitale e la Fondazione Silvio Tronchetti Provera, alla presenza del Ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, del presidente del Cnr, Luigi Nicolais e di Marco Tronchetti Provera, presidente della Fondazione hanno promosso il 12 febbraio, presso l'auditorium Pirelli il convegno "Energie rinnovabili ed efficienza energetica, scenari ed opportunità". Nell'occasione è stato presentato presentato il secondo Osservatorio per le energie rinnovabili e l'efficienza energetica realizzato in base all'accordo tra Fondazione Silvio Tronchetti Provera e Agenzia per l'innovazione.
 
L'Osservatorio, promosso in collaborazione con l'Università Bocconi, il Politecnico di Milano e l'Università degli Studi di Milano Bicocca testimonia l'impegno che da 12 anni la Fondazione ha per la ricerca scientifica.
I dati emersi dall'Osservatorio sono stati raccolti nel libro "Energie  rinnovabili ed efficienza energetica, scenari ed opportunità", a cura di Vittorio Chiesa, professore ordinario al Politecnico di Milano, Giancarlo Giudici, professore associato del Politecnico di Milano e Massimo Beccarello, professore associato dell'Università degli studi di Milano Bicocca che affronta i temi legati alle più rilevanti tecnologie nel settore delle energie rinnovabili (il fotovoltaico, l'idroelettrico, con una particolare attenzione al mini-hydro) e all'fficienza energetica.
Il vantaggio per il sistema Paese da una maggiore efficienza energetica, secondo quanto emerge dall'Osservatorio, potrebbe essere un vero e proprio volano per la crescita: un incremento di efficienza energetica del 23% determinerebbe nei prossimi 10 anni un aumento della domanda interna di oltre 1,3 miliardi di euro, con un contributo al tasso medio di crescita del Pil di circa lo 0,5%.
L'efficienza energetica, inoltre, potrebbe far risparmiare al Paese circa 2,5 miliardi all'anno di bolletta energetica e circa 500 milioni di euro di costi delle esternalità ambientali, offrendo nuove opportunità occupazionali nel settore della progettazione sostenibile, e nell'applicazione di tecnologie digitali e di rete alle famiglie, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni.
Queste ultime, in particolare, troverebbero nello sviluppo dell'efficienza energetica un'area di attività in cui gli investimenti verrebbero ampiamente ripagati dalla riduzione dei consumi (benefici sulla bilancia dei pagamenti), mentre il Paese registrerebbe una riduzione delle emissioni (benefici ambientali).
 
Per quanto riguarda, invece, il fotovoltaico, l'Osservatorio sottolinea che nel 2012 - dai dati elaborati sulla base del "Solar Energy Report 2012" studio del Politecnico di Milano che descrive ed analizza gli aspetti tecnologici, di mercato e le dinamiche della filiera che hanno interessato il settore fotovoltaico nel 2011 e nel 2012 - la capacità installata di impianti fotovoltaici nel mondo è stimata in crescita del 45% a 98 GW, rispetto ai 67,3 GW del 2011, mentre sarebbero stati installati "solo" nuovi 21 GW a livello mondiale, in calo rispetto ai 28 GW del 2011, per effetto principalmente del rallentamento del mercato tedesco e anche di quello italiano.
L'Europa resta comunque in testa per quanto riguarda il mercato mondiale del fotovoltaico e all'talia spetta il primato degli impianti fotovoltaici entrati in esercizio nel mondo, pari a 9,37 GW (il 44,6% di quota in Europa, oltre il 33,8% nel resto del mondo) contro i 7,4 GW relativi al mercato tedesco.
Un risultato considerevole per l'talia alla luce del fatto che nel 2007 nel nostro Paese si installavano appena 70 MW di fotovoltaico, mentre la Germania viaggiava già sopra quota 1 GW di nuovi impianti l'anno.
Gli esperti del settore e gli operatori -è emerso dall'sservatorio - si attendono un calo dei prezzi medi dei moduli fotovoltaici anche per il 2013, per effetto della sovracapacità produttiva a livello mondiale.
A livello di volume d'affari generato in Italia dal fotovoltaico, gli ultimi dati disponibili a fine 2011 mostrano un fatturato di 14,8 miliardi di euro, in contrazione rispetto all'nno precedente, per effetto di un volume minore di impianti installati e al significativo calo del prezzo chiavi in mano in tutti i principali segmenti di mercato.
 
Il comparto degli impianti residenziali e commerciali (che comprende gli impianti fino a 20 kW di potenza installata) ha fatto registrare il volume d'ffari più basso tra tutti i segmenti di mercato, con una riduzione rispetto al valore 2010 di oltre il 30%.
Una dinamica non dissimile si osserva nel comparto degli impianti industriali, che ha sperimentato la riduzione più consistente rispetto al volume d'affari del 2010 tra i vari segmenti di mercato, con una contrazione del 38%.
Questi impianti, così come quelli residenziali, hanno visto diminuire il loro peso sul volume d'affari complessivo a causa della crescente  attenzione che gli operatori ed investitori hanno riservato agli impianti di maggiore taglia: il segmento dei grandi impianti, con taglia compresa tra i 200 e i 1.000 kW, nel corso del 2011 ha generato un volume d'affari complessivo di 5,7 miliardi di euro, più del doppio di quello degli impianti residenziali ed industriali.
Nel settore idroelettrico, che in Italia rappresenta la principale fonte rinnovabile per produzione di energia elettrica, pari al 15% del totale, l'Osservatorio rileva che ci sono tutte le premesse per un ulteriore sviluppo degli investimenti.
Da quando c'è stata la liberalizzazione del mercato dell'energia, infatti, dalla fine degli anni '90 l'idroletterico ha conosciuto un nuovo sviluppo soprattutto nell'ambito dei cosiddetti "mini" impianti.
E i nuovi incentivi entrati in vigore con il decreto ministeriale del 6 luglio 2012 sono in grado di ricreare condizioni favorevoli per il micro e mini-idroelettrico.
 



domenica 10 febbraio 2013

Rinnovabili USA, sgravi fiscali per 150 milioni di dollari

Rinnovabili USA, sgravi fiscali per 150 milioni di dollari

(Fonte:GreenStyle.it-Peppe Croce)

Il Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti ha appena messo a disposizione 150 milioni di dollari per coprire il credito fiscale per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica. In realtà, però, non si tratta di nuovi fondi ma della rimanenza di un precedente programma di incentivazione.

L’American Recovery and Reinvestment Act, emanato nel 2009, prevedeva un credito fiscale al 30% con una copertura complessiva di 2,3 miliardi di dollari per 183 progetti in totale. Questi 150 milioni, in pratica, sono la parte non ancora utilizzata di quel fondo.

Il meccanismo che il DOE utilizzerà per erogarli sarà quello delle aste competitive. Ricevute le richieste di sgravio fiscale, il Dipartimento analizzerà i progetti e sceglierà in base a vari parametri: creazione di nuova occupazione, fattibilità economica, innovazione tecnologica, velocità attesa della realizzazione del progetto e riduzione degli inquinanti e delle emissioni di gas serra derivanti dall’opera.

A poter essere incentivati non sono solo i nuovi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, ma anche gli interventi di risparmio energetico, gli accumuli di energia e persino cattura e stoccaggio della CO2 (CCS). Neal S. Wolin, segretario aggiunto al Tesoro, spiega la logica del tax credit:

Per continuare a far guarire l’economia, il presidente ha ben chiaro che dobbiamo fare tutto il possibile per far crescere oggi la creazione di nuovi posti di lavoro e costruire fondamenta più sostenibili per il futuro.
Produrre l’energia pulita dell’America del futuro creerà subito buoni lavori per il ceto medio e aiuterà a porre le basi per una elasticità di lungo termine della nostra economia.


Seppur con molta enfasi e retorica, quindi, il governo americano sta cercando di raschiare il barile dei fondi pubblici per mettere in atto una scelta intelligente: usare la green economy come volano dell’economia generale statunitense.

venerdì 8 febbraio 2013

Rinnovabili USA, sgravi fiscali per 150 milioni di dollari

Rinnovabili USA, sgravi fiscali per 150 milioni di dollari


(Fonte:GreenStyle.it-Peppe Croce)
 
 
Il Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti ha appena messo a disposizione 150 milioni di dollari per coprire il credito fiscale per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica. In realtà, però, non si tratta di nuovi fondi ma della rimanenza di un precedente programma di incentivazione.

L’American Recovery and Reinvestment Act, emanato nel 2009, prevedeva un credito fiscale al 30% con una copertura complessiva di 2,3 miliardi di dollari per 183 progetti in totale. Questi 150 milioni, in pratica, sono la parte non ancora utilizzata di quel fondo.

Il meccanismo che il DOE utilizzerà per erogarli sarà quello delle aste competitive. Ricevute le richieste di sgravio fiscale, il Dipartimento analizzerà i progetti e sceglierà in base a vari parametri: creazione di nuova occupazione, fattibilità economica, innovazione tecnologica, velocità attesa della realizzazione del progetto e riduzione degli inquinanti e delle emissioni di gas serra derivanti dall’opera.

A poter essere incentivati non sono solo i nuovi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, ma anche gli interventi di risparmio energetico, gli accumuli di energia e persino cattura e stoccaggio della CO2 (CCS). Neal S. Wolin, segretario aggiunto al Tesoro, spiega la logica del tax credit:

Per continuare a far guarire l’economia, il presidente ha ben chiaro che dobbiamo fare tutto il possibile per far crescere oggi la creazione di nuovi posti di lavoro e costruire fondamenta più sostenibili per il futuro. Produrre l’energia pulita dell’America del futuro creerà subito buoni lavori per il ceto medio e aiuterà a porre le basi per una elasticità di lungo termine della nostra economia.
 
Seppur con molta enfasi e retorica, quindi, il governo americano sta cercando di raschiare il barile dei fondi pubblici per mettere in atto una scelta intelligente: usare la green economy come volano dell’economia generale statunitense.


giovedì 31 gennaio 2013

Elezioni 2013, da APER 26 proposte ai partiti sulle rinnovabili

Elezioni 2013, da APER 26 proposte ai partiti sulle rinnovabili

(Fonte:GreenStyle.it-Silvana Santo)
 
 
Ventisei azioni per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia nei prossimi anni. Le propone APER (Associazione produttori energia rinnovabile) alle forze politiche in campo per le elezioni del 24 e 25 febbraio, chiedendo a tutti i candidati di dedicare una maggiore attenzione ai temi della green economy.

Le 26 idee da inserire nei programmi elettorali, contenute in un documento di 10 pagine, puntano non solo a migliorare la salute dell’ambiente nel nostro Paese, ma anche a promuovere il rilancio dell’economia nazionale e a incrementare l’occupazione.

Molto varie le proposte di Aper, dall’aumento degli investimenti in ricerca e innovazione alla semplificazione burocratica nel settore delle rinnovabili, dalla riduzione delle importazioni di combustibili fossili dall’estero a una maggiore certezza normativa per l’intero settore.

Non solo. L’associazione chiede ancora ai partiti politici di rendere più ambiziosi gli obiettivi dell’Italia in materia di energie rinnovabili, impegnandosi a raggiungere il 35% di energia pulita entro il 2030, di aumentare l’efficienza energetica della stessa quota e di ridurre le emissioni di CO2 sempre del 35%.

Impegni che APER ha chiesto alle forze politiche di sottoscrivere entro il prossimo 7 febbraio.A partire dal giorno successivo, sul sito dell’associazione sarà attivato un “ritardometro” che darà appunto conto agli elettori del ritardo con cui i partiti sottoscriveranno le 26 proposte sulla green economy.

venerdì 18 gennaio 2013

Coordinamento FREE, alcune domande ai partiti sull'energia

Coordinamento FREE, alcune domande ai partiti sull'energia

(Fonte:QualEnergia.it)


 
Il Coordinamento FREE (Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) ha inviato ai partiti politici, che si presenteranno alle prossime elezioni, un articolato position paper, che pubblichiamo qui sotto, sulla Strategia Energetica Nazionale e sullo sviluppo del settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, costituito da 15 tematiche per le quali viene richiesta una risposta o una condivisione. Il Coordinamento FREE raccoglie in qualità di Soci più di venti Associazioni che rappresentano questi settori, oltre a un ampio ventaglio di Enti e Associazioni che hanno chiesto di aderire come ‘sostenitori’ (senza ruoli decisionali).

Tra le proposte/richieste di FREE, la creazione di un Tavolo permanente di confronto con gli stakeholder, l’introduzione di una carbon tax, un’azione per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. Richieste di principio ma anche di carattere tecnico, ad una politica che, tranne qualche eccezione, non mette ancora al centro la questione energetico-ambientale e un serio ripensamento idella politica industriale del paese.

I politici dovrebbero fare uno sforzo per uscire dal pensiero unico e di breve periodo che li attanaglia e li rende mediocri nella loro azione, ponendosi almeno un quesito chiave: come dovremmo vivere e cosa dovremom consumare e produrre tra 20 o 30 anni? Già provare a dare una risposta a questa domanda sarebbe un modo per capire qual è il modello di società che hanno in mente, e che ha precise implicazioni anche per il presente. Questa si chiamerebbe ... "Politica".

La Strategia Energetica Nazionale (SEN), messa a punto dal governo Monti, va rivisitata assumendo il 2030 come obiettivo di riferimento per la decarbonizzazione, obiettivi di incremento dell’efficienza energetica e di apporto delle fonti energetiche rinnovabili, che attivino un mercato e un sistema produttivo competitivi e siano coerenti con le indicazioni contenute nelle roadmap europee: consumi che nel 2030 dovranno essere ridotti del 15% rispetto gli attuali e con le energie verdi in grado di coprire il 30% dei consumi (e arrivare al 50%-75% nel 2050), da cui far discendere il dimensionamento degli altri obiettivi e la scelta degli strumenti a ciò funzionali.

D 1 - Concordate con questa impostazione?

Relativamente agli obiettivi di efficienza energetica e di sviluppo delle rinnovabili, proponiamo che il ministero costituisca al proprio interno un Tavolo permanente di confronto con gli stakeholder, con il compito, per tali settori, di verificare il grado di attuazione della Strategia Energetica, di discutere proposte di misure ad hoc e, una volta adottate, di verificarne l’efficacia. Tra queste è prioritario esaminare la condizioni per creare una governance forte, fra cui l’opportunità di accentrare in un solo ministero (che potrebbe essere il ministero dell’energia e dei cambiamenti climatici) tutte le competenze e le funzioni in materia energetica e delle correlate implicazioni ambientali.

D 2 - Siete disponibili a livello parlamentare e, se parte della maggioranza, a livello governativo, a sostenere prima e ad approvare poi le proposte in premessa a questa domanda?

Strumenti di valenza generale, coerenti sia con un’economia di mercato, sia con gli obiettivi prioritari da noi proposti, sono l’introduzione, a fiscalità complessiva inalterata, della carbon tax, prevista dalla proposta di Direttiva europea - COM (2011) 169 - a cui faceva riferimento l’articolo 14 del disegno di legge di delega sulla riforma fiscale del governo Monti, e l’abolizione di qualsiasi forma di incentivazione ancora assegnata nel nostro Paese alle fonti fossili.

Le uniche eccezioni riguardano quelle tecnologie e quei settori che in questa fase di transizione utilizzano in modo più efficiente le fonti fossili e contribuiscono fattivamente alla riduzione dei consumi e alla de-carbonizzazione.

D 3 - Concordate sulla priorità da assegnare all’approvazione di un ddl fiscale che introduca la carbon tax e preveda una graduale uscita dal sistema dei benefici fiscali, diretti e indiretti, a favore delle fonti fossili?

Perché gli obiettivi di incremento dell’efficienza energetica e dell’apporto delle rinnovabili massimizzino le ricadute produttive e occupazionali, è necessario destinare risorse adeguate alla R&S e all’innovazione nelle industrie e nei servizi.

D 4 - Siete disponibile, spostando su altri obiettivi le voci a ciò destinate nei bilanci degli enti pubblici di ricerca, ad affiancare alla voce A5 della bolletta elettrica, che finanzia la ricerca di sistema, una voce di peso metà, per finanziare la R&S relativa all’efficienza e alle rinnovabili elettriche (riducendo però le altre componenti, al fine di non aumentare il valore complessivo), e a introdurre nella bolletta del gas una voce percentuale che porti a un ammontare annuo identico per finanziare la R&S relativa all’efficienza e alle rinnovabili termiche? Concordate che un provvedimento analogo va adottato per benzina e gasolio, con il ricavato da destinare alla R&S sui biocarburanti di seconda e terza generazione?

Siete disponibili ad utilizzare, per finanziare la R&S, una percentuale significativa dei proventi incamerati dal Governo a seguito della vendita alle aste delle quote di CO2 (periodo 2013-2020, direttiva EU ETS)?

Concordate sulla necessità di istituire un fondo di rotazione ad hoc per l’innovazione nelle industrie e nei servizi attivi nei comparti efficienza energetica e rinnovabili?

Nel settore civile (35% dei consumi finali), più della metà delle costruzioni presenta consumi tripli rispetto a quelli previsti dalle attuali normative per i nuovi edifici e miglioramenti dell’efficienza sono possibili anche sul versante dei consumi elettrici.

D 5 - Siete disponibili ad approvare immediatamente un provvedimento che per l’edilizia nuova o soggetta a ristrutturazioni rilevanti, sia essa pubblica o privata, anticipi allo 01.01.2016 l’adozione della Direttiva 2010/31/UE sui “quasi zero energy building”, come già deciso nel Regno Unito? Siete conseguentemente favorevoli ad aumentare i valori e ad accelerare le scadenze degli obblighi per i nuovi edifici o gli edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, previsti nell’Allegato 3 del Decreto Legislativo 28/2011? Nel recepimento della Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica accettate di estendere l’obbligo della riqualificazione energetica annua del 3% oltre che per gli edifici pubblici dello Stato, anche per quelli delle Regioni e degli Enti Locali?

Intendete inoltre sostenere la proposta di rendere stabili al 50% le detrazioni fiscali, riportandone però la spalmatura a 5 anni, e di estenderle (ridotte al 40%) anche alle ristrutturazioni di edifici adibiti ad attività industriali o terziarie, e di introdurre un’analoga detrazione del 10% per gli acquisti di elettrodomestici, limitatamente a quelli della classe più alta?

Per gli interventi di efficientamento energetico nelle industrie, nel residenziale, nel terziario, nell’agricoltura vi è largo spazio per la cogenerazione/trigenerazione, per il recupero termico e per motori elettrici più efficienti. Le modifiche introdotte al meccanismo dei Certificati Bianchi a fine 2011, purché rese più incisive in termini di obiettivi e di riconoscimenti economici, potrebbero garantire un adeguato sviluppo degli interventi di efficientamento, purché gli audit energetici abbiano la necessaria diffusione, soprattutto nelle PMI, condizione oggi lungi dall’essere realizzata.

D 6 - Siete d’accordo che, oltre ad assegnare ai Certificati Bianchi obiettivi più incisivi e riconoscimenti economici maggiori, le PMI possano detrarre fiscalmente il costo degli audit energetici, a condizione che questi siano effettuati da ESCO iscritte, previa qualifica, in un apposito Albo?

Un contributo trasversale alla crescita dell’efficienza energetica può venire dalle azioni del governo italiano a livello comunitario per l’approvazione di normative più stringenti e/o dei tempi per la loro entrata in vigore, riguardanti componenti e sistemi relativi alla produzione e al consumo sia elettrico che termico, nonché al trasporto pubblico e privato. Visto che la “rivoluzione energetica” va affiancata ad una “rivoluzione culturale” sarebbe opportuno, per accrescere l’efficienza energetica e l’energia da fonti rinnovabili , prevedere risorse per attività didattiche nelle scuole o campagne di informazione attraverso i mass media.

D 7 - Siete disponibili a livello parlamentare e, se parte della maggioranza, a livello governativo, a sostenere le suddette azioni da parte del governo a livello comunitario?

Prioritarie sono tutte le misure volte a facilitare, accelerandolo, il percorso verso la competitività delle fonti rinnovabili, in modo da rendere sempre più residuali i meccanismi di incentivazione. Vanno quindi eliminate innanzi tutto le pastoie normative e amministrative, che oggi come oggi rappresentano costi aggiuntivi.

D 8 - Siete d’accordo sulla necessità di abrogare immediatamente i meccanismi del registro per i piccoli impianti e, per i grandi, delle aste, che hanno dimostrato di non funzionare adeguatamente?
Siete d’accordo nell’avviare un percorso che porti a sostituire i meccanismi attuali di incentivazione con strumenti fiscali incisivi e meccanismi di sostegno sul capitale, anche con fondi rotativi?

L'anno appena concluso ha messo in evidenza una debolezza procedurale in termini di chiarezza soprattutto, ad esempio, legato al tema della definizione di entrata in esercizio; servirà, in relazione a questo, una attenta valutazione delle procedure appena conclusesi con la fine del 2012 onde evitare che impianti realizzati con ingenti investimenti non accedano agli incentivi a causa di mere formalità. Più in generale, le procedure autorizzative vanno riviste alla luce di un principio generale: la produzione energetica con le rinnovabili è funzionale al contrasto del cambiamento climatico, obiettivo considerato prioritario a livello delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea. Di conseguenza, pur nel quadro delle normative per la salvaguardia ambientale e per la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico, la valenza positiva ai fini del cambiamento climatico deve portare a un’ulteriore semplificazione delle procedure e delle norme attualmente in vigore, sia per gli impianti nuovi, sia per i rifacimenti di quelli esistenti.

Domanda 9 - Siete d’accordo che la revisione delle procedure amministrative dovrebbe essere uno dei temi da portare prioritariamente al Tavolo permanente di confronto da noi proposto?

La Strategia Energetica qui definita è pienamente realizzabile solo creando le condizioni per il massimo sviluppo: a) della produzione decentrata di energia; b) di criteri operativi che risolvano in modo non penalizzante la produzione da fonti rinnovabili non programmabili.

Per quanto concerne il punto a), la normativa esistente contiene misure che favoriscono l’autoconsumo vero e proprio e una forma virtuale di autoconsumo (il cosiddetto scambio sul posto) per impianti di potenza fino a 200 kW, misura che sarebbe opportuno estendere fino ad almeno 1 MW, mentre di recente l’AEEG ha avanzato proposte che viceversa penalizzerebbero lo scambio sul posto. Inoltre, due norme, approvate per rendere possibile la vendita diretta di energia a consumatori diversi dal proprietario di un impianto alimentato da rinnovabili, la prima, denominata Servizio Efficiente di Utenza (SEU) è da tempi in attesa che l’AEEG emani i relativi criteri di applicazione, mentre la seconda, ancora più favorevole, denominata Sistemi di Auto Approvvigionamento Energetico (SAAE) è stata recentemente oggetto di una delibera avversa del TAR del Lazio.

Per il punto b), l’AEEG ha approvato una delibera, che prevede oneri per il bilanciamento con altre fonti della produzione non programmabile, non solo penalizzante in modo ingiustificato, ma addirittura retroattivo. Viceversa, è tecnicamente possibile incaricare Terna (per la rete di trasmissione) e gli operatori delle reti di distribuzione, ciascuno per gli impianti a generazione non programmabile ad esso afferenti, di gestire in modo integrato tali impianti in modo da ridurre drasticamente l’aleatorietà della loro produzione.

Domanda 10 - Siete d’accordo nel proporre l’estensione dello scambio sul posto fino a 1 MW, senza introduzione di misure che lo penalizzino, di sollecitare l’AEEG a varare il provvedimento per rendere operativo il SEU e, nel caso in cui diventasse definitiva la sentenza del TAR del Lazio avversa ai SAAE, di rivedere il provvedimento per tenere conto dei rilievi sollevati dalla giustizia amministrativa?

Concordate che il problema del bilanciamento delle produzioni energetiche non programmabili va affrontato e risolto senza indebite penalizzazioni di tali produzioni, tenendo conto dei limiti oggettivi della tecnologia adottata, e comunque evitando ogni retroattività della norma?

Più in generale, concordate con un impegno di regolazione integrata mirato a raggiungere gli obiettivi per un minore costo dell’energia e la riduzione delle emissioni?

Le bioenergie, cioè quelle direttamente correlate alla sfera biologica e al suolo agro-forestale possono portare un contributo rilevante alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Per garantire una evoluzione sostenibile del settore sono necessarie politiche di sviluppo che siano definite a partire dal contesto, dal territorio e le sue risorse naturali, ambientali, economiche e sociali. L’approccio integrato è quello che meglio esprime le potenzialità agroenergetiche perché valorizza adeguatamente i sottoprodotti, le colture da integrazione, contribuisce ad una gestione sostenibile ed efficiente del patrimonio agricolo, zootecnico e forestale ed inoltre crea benefici per le comunità locali e al sistema produttivo.

La bioenergia è una fondamentale fonte di carbonio rinnovabile utile per una maggiore sostenibilità delle pratiche agricole. Attraverso una sua larga adozione nelle imprese agricole le bioenergie possono contribuire ad una riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili ed ad una riduzione delle emissioni di gas climalteranti in agricoltura.

In questo quadro è necessario adottare misure per:
favorire i processi di miglioramento della efficienza delle tecnologie e dei processi di conversione energetica;
sviluppare la qualità e certificazione dei biocombustibili e più in generale delle bioenergie con particolare riferimento all’efficienza nell’utilizzo del suolo e nella riduzione delle emissioni di gas climalteranti;
favorire l’utilizzo di biomasse di integrazione atte a ridurre l’efficienza nell’utilizzo del suolo agricolo quali i sottoprodotti agricoli, forestali e agroalimentari, colture energetiche in rotazione con colture alimentari, colture su terreni marginali, sottoprodotti delle bioraffinerie;
finanziare il piano quadro “Foresta- Legno” approvato dal MIPAAF per potenziare la gestione forestale sostenibile e la produzione di biomasse in chiave sinergica tra le varie destinazioni finali possibili;incoraggiare la forestazione urbana per le positive implicazioni energetiche e sociali;
prevedere per il settore forestale e l’arboricoltura da legno un sistema di incentivi basato sulla contabilizzazione degli assorbimenti di CO2;
favorire lo sviluppo delle tecnologie di produzione di biocarburanti di seconda generazione.

Va inoltre intrapresa una azione per promuovere la professionalità degli operatori del settore forestale.

D 11 - Se farete parte del governo, vi impegnerete a presentare al Tavolo permanente di confronto proposte concrete per la soluzione ottimale di quanto sopra indicato, da tradurre poi in opportuni provvedimenti da presentare al Parlamento? Se all’opposizione, sarete disposti ad approvarli?
L’energia termica rappresenta di gran lunga la prima tipologia energetica utilizzata degli italiani con il 45% nei consumi finali. Il recentissimo decreto che ha finalmente avviato il “conto termico “ costituisce indubbiamente una significativa iniziativa per la promozione di energia termica da fonti rinnovabili. Tuttavia dopo una necessaria fase di start up sarà necessario verificare se le misure adottate saranno sufficienti ed efficaci per il raggiungimento degli obiettivi, con particolare riferimento all’efficienza energetica in edilizia e alla considerazione della stagione estiva, vera sfida per il futuro che vede il nostro Paese leader in Europa.

Domanda 12 - Vi impegnate a sostenere lo sviluppo dell’energia termica da fonti rinnovabili e se sarà necessario ad adeguare misure e stanziamenti previsti dal Decreto 28 Dicembre 2012 per questo scopo?

É ormai urgente introdurre misure atte a garantire l’adeguamento delle reti energetiche agli obiettivi previsti per le rinnovabili e più in generale per la generazione distribuita.

Per quanto concerne il settore elettrico, va perseguito un potenziamento sia quantitativo (obiettivo prevalente per la rete di trasmissione), sia qualitativo (prevalente per le reti di distribuzione, che devono diventare smart). Mentre le misure per i potenziamenti quantitativi sono già previsti negli attuali meccanismi tariffari, per lo sviluppo delle smart grid occorre introdurre nelle tariffe per le reti di distribuzione una voce che consenta ai distributori elettrici di finanziare i relativi investimenti.

Non solo, anche le reti del gas vanno rese smart, e vanno approvate le misure di incentivazione del biometano immesso in rete, già previste dall’art. 21 del D.Lgs. 28/2011.

D 13 - Siete disponibili a livello parlamentare a impegnare il governo e, se parte della maggioranza, a far approvare dal governo l’indirizzo all’AEEG di modificare le tariffe per le reti di distribuzione elettriche e gas, introducendo una voce finalizzata al finanziamento degli investimenti per la loro trasformazione in smart grid?
Siete disponibili a chiedere l’immediata attuazione di quanto previsto per il biometano dall’art. 21 del D.Lgs. 28/2011?

Nel settore del calore, oltre a potenziare le reti di teleriscaldamento esistenti, ne vanno realizzate altre, con l’obiettivo di passare dall’attuale 4% circa di calore servito da teleriscaldamento al 20% al 2020. Altrettanto va fatto per la cogenerazione ad alto rendimento, lontana dagli obiettivi del Piano d’Azione Italiano per l’Efficienza Enwergetica (72 TWh/a al 2020), la cui penetrazione non dovrà essere solo abbinata al teleriscaldamento. In parallelo vanno introdotte quote minime obbligatorie di utilizzo di calore da rinnovabili, crescenti nel tempo, fino a raggiungere il 30% nel 2030. Gli investimenti per recuperi di calore da processi industriali, incluso l’utilizzo per teleriscaldamento, devono poter accedere a finanziamenti agevolati per alleggerire gli elevati costi iniziali di installazione.

Le reti di distribuzione del gas dovranno favorire l’integrazione di una quota crescente di biometano, dando immediata attuazione a quanto già disposto dal Decreto legislativo 28/2011.

É infine urgente varare il fondo di garanzia per il teleriscaldamento, previsto dall’ Art. 22 del D. Lgsl. 28/2001

D 14 - Siete d’accordo nell’appoggiare questi obiettivi?
In una Strategia Energetica con il 2030 come riferimento temporale, vanno elaborate proposte specifiche, finalizzate a uno sviluppo sinergico della mobilità elettrica e di quella tradizionale, alimentata in misura crescente con biocarburanti e biometano. La predisposizione sin d’ora di un percorso che, per la maggior parte, troverà attuazione nel prossimi decennio, è essenziale affinché il programma di ristrutturazione del sistema di raffinazione, previsto dalla SEN (e comunque imposto dalla crisi del settore), non riproduca una overcapacity analoga a quella dei cicli combinati, e sia viceversa orientato a incorporare progressivamente processi di bioraffinazione.