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mercoledì 16 ottobre 2013

La Legge di Stabilità proroga al 2014 le detrazioni del 65% e 50%

La Legge di Stabilità proroga al 2014 le detrazioni del 65% e 50%

(Fonte:EdilPortale.it-Paola Mammarella)
 
 
 
Proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2014, dell’ecobonus del 65% per gli interventi di efficientamento energetico e delle detrazioni del 50% per le ristrutturazioni e l'acquisto di mobili ed elettrodomestici, sostegno alle infrastrutture, nuova Service Tax e dismissione degli immobili pubblici. Sono alcuni dei pilastri su cui poggia la Legge di Stabilità, approvata dal Consiglio dei Ministri in tarda serata.

La legge prevede interventi per 27,3 miliardi nel triennio 2014-2016, di cui 11,6 nel 2014. Tra queste voci di spesa, un miliardo sarà destinato agli incentivi fiscali per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici, ristrutturazione e per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici, che per il prossimo anno sono stati prorogati ai livelli attuali, cioè al 65% e al 50%, per poi decrescere progressivamente a partire dal 2015.

Altri 0,5 miliardi serviranno al pagamento dei debiti commerciali in conto capitale, 0,3 miliardi per la ricostruzione dell’Aquila e 0,3 mld per la manutenzione straordinaria della rete autostradale.

Alle infrastrutture andranno inoltre 0,7 miliardi per la manutenzione straordinaria della rete ferroviaria e gli interventi per la velocizzazione del corridoio adriatico da parte di RFI, 0,24 miliardi ad ANAS per il completamento asse autostradale Salerno - Reggio Calabria e 0,2 miliardi per il completamento dei lavori del Mose.

Parte delle risorse necessarie a coprire queste spese saranno reperite grazie alla dismissione degli immobili pubblici e alla riduzione delle agevolazioni fiscali, da definire entro gennaio 2014.

La Legge di Stabilità riordina inoltre il sistema di tassazione locale. Al posto di l’IMU e TARES si istituisce una tassa sui servizi municipali il cui gettito andrà interamente ai Comuni. Come spiegato dal Governo in conferenza stampa, la nuova Service Tax avrà due gambe: una serve a coprire i costi del servizio di raccolta rifiuti ed è in base ai metri quadrati o alla quantità di rifiuti e la versa chi occupa l’immobile, l’altra è la tassa sui servizi indivisibili offerti dai comuni, è calcolata sui metri quadrati o sul valore catastale ed è pagata dai proprietari.

venerdì 28 giugno 2013

Detrazione fiscale elettrodomestici, via libera all’ecobonus

(Fonte:GreenStyle.it-Claudio Schirru)
 
 
 
 
Novità per quanto riguarda le detrazioni fiscali per gli elettrodomestici. Il testo approvato nelle commissioni Industria e Finanza del Senato prevede che siano anche queste apparecchiature elettroniche a condividere lo stanziamento accordato poche settimane fa dal Governo Letta agli elementi d’arredamento essenziali. Entrambi gli sgravi saranno riconosciuti solo se richiesti nell’ambito di ristrutturazioni volte al miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile.

L’estensione della detrazione al 50% non comporterà però un aumento corrispondente dello stanziamento già accordato, né un innalzamento del tetto di spesa già previsto dal Governo Letta. Sarà riconosciuta un bonus fiscale di valore quindi equivalente a quanto previsto per le ristrutturazioni. I lavori di miglioramento dell’efficienza energetica vedono confermata invece l’aliquota al 65%, con valenza sia per i singoli cittadini che per le gestioni condominiali.

Veniamo alle principali specifiche del nuovo provvedimento. Innanzitutto non saranno tutti gli elettrodomestici a godere dei benefici previsti, ma soltano quelli definiti “a incasso”. Esclusi quindi lavatrici e frigoriferi non inseriti negli impianti d’arredo. La classe energetica minima per i nuovi acquisti di lavastoviglie e frigoriferi sarà la A+, mentre basterà la A per quanto riguarda i nuovi forni.

Tetto di spesa relativo agli elettrodomestici da incasso sarà di 10.000 euro, da considerarsi incluso nel totale di 96.000 euro previsti in relazione agli interventi di ristrutturazione. Un unico stanziamento quindi per entrambe le categorie, una misura che, sulla base a quanto riferito a ItaliaOggi dal presidente della Commissione Finanze del Senato Mauro Maria Marino:

Ha fatto sì che non sia stato necessario trovare un’ulteriore copertura per finanziare l’estensione del bonus agli elettrodomestici.

Ricordiamo infine che per le ristrutturazioni con percentuale di detrazione al 50% restano valide le seguenti possibilità di riscatto del bonus:
10 anni per tutti i contribuenti con meno di 75 anni di età;
5 anni per i contribuenti con meno di 80 anni;
3 anni per i contribuenti con più di 80 anni.

martedì 28 maggio 2013

Proroga 55%: pompe di calore e geotermia a rischio esclusione

Proroga 55%: pompe di calore e geotermia a rischio esclusione

(Fonte:Rinnovabili.it-


 
 
La bozza del DL entrato in Consiglio dei Ministri propone d’escludere dal bonus gli interventi che possono accedere al Conto Termico. Co.Aer: “Rischio effetto esodati per le tecnologie efficienti”
E’ fissato per oggi l’incontro tecnico, indetto dal Governo, per definire le possibili coperture economiche a proroga (fino al 31 dicembre 2013) delle detrazioni del 50% e del 55%.

In questo difficile processo di risoluzione delle questioni tecniche e finanziarie è spuntata nei giorni scorsi l’ipotesi, avanzata dallo stesso ministro dello Sviluppo Zanonato, di limitare tale benefici “a chi non gode già di altri sgravi fiscali, in particolare legati al cosiddetto Conto Termico”, con la possibilità di valutare, in un secondo momento, l’estensione della copertura. In altre parole, l’ultima bozza del Decreto legge entrata in CdM, contiene l’esplicita esclusione dagli interventi di riqualificazione energetica coperti dal bonus del 55%, della sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia.

In attesa di saper l’esito della riunione odierna e come e se Palazzo Chigi rinnoverà la detrazione fiscale, Co.Aer, Associazione Costruttori apparecchiature ed impianti per la climatizzazione e pompe di calore, esprime tutta la sua preoccupazione in merito: “Non abbiamo alcuna garanzia che il conto energia termico possa supportare il manifatturiero italiano delle pompe di calore – dichiara Bruno Bellò, Presidente Co.Aer – Rischiamo un “effetto esodati” anche per le nostre tecnologie più efficienti e innovative. Le motivazioni principali sono la scarsa remunerabilità, la non operatività ad oggi e la mancanza di una tariffa elettrica dedicata per le pompe di calore, prevista nello stesso conto energia termico. Al momento lo strumento esiste ma non è applicabile né preventivabili i benefici per chi installa tali tecnologie – conclude Bellò – La richiesta esplicita degli imprenditori è che i due sistemi di incentivazione coesistano almeno fino a quando non sarà attivo ed efficiente il conto energia termico perciò almeno fino al 31 dicembre 2013”.

giovedì 4 aprile 2013

Fotovoltaico, si applica la detrazione 50% se è al servizio dell’abitazione

Fotovoltaico, si applica la detrazione 50% se è al servizio dell’abitazione

(Fonte:Ediltecnico.it)
 
 
 
Le spese di acquisto e di realizzazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica possono usufruire della detrazione 50%. Il chiarimento è arrivato dall’Agenzia delle Entrate con la recentissima Risoluzione n. 22 del 2 aprile 2013.

L’Agenzia aveva già fornito chiarimenti sulle detrazioni fiscali legati ad un impianto fotovoltaico, con la risposta a un quesito posto dall’ANIE, la federazione nazionale delle imprese elettrotecniche ed elettroniche, confermando l’applicabilità della detrazione 50% anche per la realizzazione di impianti fotovoltaici.

Nella risoluzione 22/E precisa che per beneficiare del bonus fiscale, l’installazione dell’impianto fotovoltaico deve essere direttamente al servizio dell’abitazione del contribuente, utilizzato, quindi, per fini domestici come ad esempio quelli di illuminazione o alimentazione di apparecchi elettrici.

L’Agenzia ha inoltre sottolineato la conferma da parte del ministero dello Sviluppo economico sul fatto che la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili possa essere equiparata a tutti gli effetti alla realizzazione di interventi finalizzati al risparmio energetico, in quanto entrambe le soluzioni determinano una riduzione dei consumi da fonte fossile.

Il ministero dello Sviluppo economico ha evidenziato che la realizzazione dell’impianto fotovoltaico comporta automaticamente la riduzione della prestazione energetica degli edifici e qualsiasi certificazione può attestare il conseguimento di un risparmio energetico.

“È sufficiente quindi, conservare la documentazione comprovante l’avvenuto acquisto e installazione dell’impianto a servizio di un edificio residenziale, mentre non è necessaria una specifica attestazione dell’entità del risparmio energetico derivante dall’installazione dell’impianto fotovoltaico – si precisa nella risoluzione del 2 aprile scorso -.
Quanto precisato sull’attestazione del risparmio energetico ai sensi della lett. h) non esime i soggetti che intendono avvalersi della detrazione di imposta dal conservare comunque le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia ovvero, nel caso in cui la normativa non preveda alcun titolo abilitativo, un’apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ai sensi dell’art. 47 del DPR 28 dicembre 2000, n. 445 (cfr. Provvedimento del Direttore dell’Agenzia dell’entrate del 2 novembre 2011)”.

Sulla convenienza della detrazione con il meccanismo dello scambio sul posto e del ritiro dedicato, il Ministero ha evidenziato che l’articolo 12 del decreto ministeriale 5 luglio 2012 (recante disposizioni sulla cumulabilità degli incentivi e dei meccanismi di valorizzazione dell’energia elettrica prodotta), se da un lato contempla espressamente l’incompatibilità fra le tariffe incentivanti e le detrazioni fiscali, dall’altro nulla dispone sulla incompatibilità fra lo scambio sul posto e altri benefici.
Il ministero, in base alla normativa richiamata e considerando, altresì, che lo scambio sul posto è un meccanismo che realizza la riduzione dell’assorbimento dell’energia dalla rete, ritiene che lo stesso sia sommabile alla detrazione fiscale in questione e che conclusioni analoghe possano essere raggiunte anche con riferimento al ritiro dedicato.

L’Agenzia delle Entrate ricorda che l’installazione di un impianto fotovoltaico diretto alla produzione di energia elettrica, per poter beneficiare della detrazione in esame – volta a favorire il recupero del patrimonio edilizio abitativo in relazione a unità immobiliari residenziali – deve avvenire essenzialmente per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (cioè per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici ecc.) e quindi l’impianto deve essere posto direttamente al servizio dell’abitazione dell’utente.

“La possibilità di fruire della detrazione in esame – aggiunge – è comunque esclusa quando la cessione dell’energia prodotta in eccesso configuri esercizio di attività commerciale, come nel caso, ad esempio, in cui l’impianto abbia potenza superiore a 20 kw ovvero, pur avendo potenza non superiore a 20 kw, non sia posto a servizio dell’abitazione (cfr. ris. n. 84/E del 2012, ris. n. 13/E del 2009, cir. n. 46/E del 2007)”. Per le spese documentate, sostenute dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, relative agli interventi di cui all’articolo 16- bis, comma 1, del TUIR, la percentuale di detrazione del 36 per cento è elevata al 50 per cento e il limite di spesa di euro 48.000 a euro 96.000 (art. 11, comma 1, del d.l. n. 83 del 2012)

martedì 19 marzo 2013

Detrazione 55%, ecco perchè ha perso terreno rispetto alla detrazione 50%

Detrazione 55%, ecco perchè ha perso terreno rispetto alla detrazione 50%

(Fonte:Ediltecnico.it)
 
 
 
Hanno subìto una forte diminuzione gli interventi di risparmio energetico che ricevono una detrazione del 55%. Come sappiamo, per gli interventi generici di recupero edilizio, la detrazione 36% è stata portata al 50% ed è stato questo il “colpo di grazia” per il 55%.

Il Dl Sviluppo (n. 83/2012) ha innalzato dal 36% al 50% la detrazione fiscale per la ristrutturazione e da quel momento (giugno 2012) il 55% è risultato certamente meno competitivo, perché, anche se permette di scontare il 5% in più, il percorso per ottenere il rimborso è molto più complicato: serve l’invio della pratica all’Enea, da accompagnare, per esempio, a schede prestazionali o certificazioni energetiche, non immediate da ottenere.
La detrazione 55% è anche poco efficace, così come è strutturata: come dice Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente al Sole 24 Ore di ieri, “riconosciamo l’incentivo a tutti i tipi di intervento e non misuriamo il risparmio ottenuto”. In questo modo si sprecano risorse pubbliche.
Per chi abita in condominio, infine, il 55% risulta addirittura inapplicabile: non è possibile mettere d’accordo tutti, anche perché ogni condomino ha una capacità fiscale differente. A proposito di questo, il 20 marzo, Legambiente presenterà una proposta di legge per ridurre i consumi nei condomini.

Ecco i dati. Nel 2011 le domande per il 55% erano 396.000. Nel 2012 dovrebbero essersi bloccate a 220.000 (44% in meno rispetto al 2011). Le prime stime arrivano dal rapporto Onre, che ci dice, appunto, che i risultati del 55% nel 2012 sono molto più bassi rispetto alle cifre che il Rapporto stesso ha preso in considerazione come le cifre indicative che ci permetterebbero di dire di aver centrato l’obiettivo del pacchetto 20-20-20 nell’edilizia residenziale entro il 2020. 3,4 i miliardi spesi per isolare nel 2012, contro i 4,4 spesi nel 2011. La cifrautile a raggiungere gli obeittivi nel 2020 è calcolata dall’Onre in 6,5 miliardi all’anno.

Alcuni interventi sono però scomparsi del tutto: non fagocitati dal più semplici 50%, non sono proprio stati fatti: in tutto sono state disperse circa 166.000 domande.
La conclusione cui giunge Lorenzo Bellicini, Direttore del Cresme, che ha condotto studi approfonditi sul rapporto 55% e 36-50%, è amara e ovvia, ma realistica: la diminuzione delle persone che hanno usufruito del bonus 55% non è solo causato dall’arrivo della detrazione 50%, ma “è l’effetto della crisi ed è la dimostrazione che persino gli incentivi alla riqualificazione non riescono più a tenere vivo il mercato” (sempre Sole 24 Ore, 18 marzo 2013).

Anche Uncsaal, associazione serramentisti in legno e alluminio, conferma che la crisi del 55% è reale e va oltre la concorrenza che si è venuta a creare con il 36% diventato 50%. Il settore dei serramenti nel 2012 ha decrementato le vendite del 14%. Va un pò meglio solo per la fascia alta, soprattutto legno e alluminio. Spiega inoltre Pietro Gimelli, direttore di Uncsaal, al Sole 24 Ore: “Per centrare l’obiettivo del 55% bisogna sceglere infissi ad altissime prestazioni, quindi più cari; con il 50% non sono richieste soglie e si può puntare anche sulla fascia media più economica”. L’Uncsaal presenterà a breve l’ultimo rapporto sulle vendite.

lunedì 18 marzo 2013

Fotovoltaico e detrazione 50%, finalmente la risposta ufficiale

Fotovoltaico e detrazione 50%, finalmente la risposta ufficiale

(Fonte:QualEnergia.it)
 
 
A patto di rinunciare agli incentivi del quinto conto energia, peraltro agli sgoccioli, il fotovoltaico può godere della detrazione fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie abbinata allo scambio sul posto. Dopo un'attesa lunghissima finalmente è arrivata la conferma ufficiale dell'Agenzia delle Entrate.

Che il fotovoltaico potesse usufruire della detrazione era stato confermato nei mesi scorsi anche alla nostra testata, tramite l'ufficio stampa dell'Agenzia, ma fino ad ora mancava un documento con i crismi dell'ufficialità in cui si spiegasse chiaramente. Il 14 marzo, a oltre 6 mesi dalla presentazione dell'interpello di Anie-Gifi finalmente è arrivata la risposta ufficiale che colma un vuoto normativo che stava seriamente irritando il settore: si consideri che le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, che erano del 36%, sono state portate al 50% solo fino al 30 giugno 2013 e poi, salvo novità, ritorneranno al 36%.

La nota della Direzione centrale normativa dell'Agenzia conferma che gli impianti fotovoltaici rientrano tra gli interventi finalizzati al conseguimento di risparmi energetici (articolo 16-bis del Tuir, lettera h, introdotto dall'articolo 4 del Dl 201/2011) e che dunque possono accedere alle detrazioni del 50% per un massimo di spesa di 96.000 euro per singola unità immobiliare.

Le spese detraibili devono essere pagate tramite bonifico bancario o postale da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento: per chi ha già effettuato le spese e non ha pagato con bonifico, non sarà possibile accedere alla detrazione. Non occorrerà invece come qualcuno temeva produrre documentazione che attesti il risparmio energetico conseguito: basta “conservare la documentazione comprovante l'avvenuto acquisto e installazione dell'impianto a servizio di un edificio residenziale, mentre non è necessaria una specifica attestazione dell'entità di risparmio energetico derivante dall'installazione dell'impianto fotovoltaico", spiega l'Agenzia.

Le detrazioni fiscali, conferma l'Ageniza, non sono cumulabili con le tariffe del Conto energia, mentre possono essere abbinate al Ritiro dedicato o allo Scambio sul posto. Ovviamente delle detrazioni, vedono l'importo incentivato detratto in 10 rate di uguale importo sull'IRPEF in altrettanti anni, possono accedere solo le persone fisiche (non solo i proprietari ma anche i titolari di diritti reali sugli immobili oggetto degli interventi).

Come avevamo mostrato con delle simulazioni, la detrazione abbinata allo scambio sul posto per certi impianti è decisamente conveniente. Per un impianto da 20 kW per esempio si parla di quasi 30mila euro di guadagni in più su 25 anni rispetto agli incentivi del quinto conto energia; un vantaggio economico cui si aggiunge un procedimento burocratico più semplice e la possibilità di usufruire dello scambio sul posto che, come abbiamo scritto di recente, permetterebbe di evitare in parte la stangata fiscale sotto forma di tassazione del reddito da energia immessa in rete.

sabato 9 marzo 2013

Rapporto ONRE 2013, cresce il numero dei Comuni green


Rapporto ONRE 2013, cresce il numero dei Comuni green

(Fonte:EdilTecnico.it)

 
 
 
In Italia ci sono più di mille Comuni “green”: lo dice il Rapporto ONRE, elaborato da Cresme e Legambiente e presentato questa mattina a Milano. In concreto significa che sono cresciuti di cinque volte rispetto al 2008 e del 20% rispetto al 2011 i Comuni che nei regolamenti edilizi prevedono criteri e obiettivi di edilizia sostenibile, energetici e ambientali più severi rispetto alla normativa nazionale.

In tutte le Regioni si avverte l’aumento di sensibilità rispetto a questi temi: in ciascuna Regione italiana c’è almeno un Comune “green”.

Il Rapporto traccia il quadro della normativa in vigore in Italia in materia di efficienza energetica in edilizia. Tra le norme regionali più avanzate quelle delle Province Autonome di Trento e Bolzano.
La Lombardia è la Regione con più Comuni virtuosi (318), seguita da Toscana (133) ed Emilia-Romagna (con 127). L’Emilia-Romagna ha anticipato gli obblighi di sviluppo delle energie rinnovabili previsti dal Decreto 28/2011.
I nuovi obiettivi previsti dalla Direttiva Europea 31/2010 implicano un’accelerazione nella transizione verso consumi energetici inferiori, nel settore delle costruzioni, e una forte integrazione delle fonti rinnovabili: dal 1° gennaio 2019 tutti i nuovi edifici pubblici costruiti in Paesi dell’Unione Europea, e dal 1° gennaio 2021 tutti quelli nuovi privati, dovranno essere autonomi dal punto di vista del riscaldamento e del raffrescamento oppure utilizzare fonti rinnovabili.

Fino a qualche anno fa i regolamenti comunali prevedevano obblighi, ora invece fissano più che altro obiettivi da raggiungere, in anticipo sull’UE, lasciando più libertà ai progettisti e ai costruttori in merito al “come” raggiungere l’obiettivo. I regolamenti sono quindi diventati più intelligenti: ponendo gli obiettivi e non gli obblighi sono più stimolanti, e gli interventi divengono più economici. Rimane il fatto che i controlli da parte dei Comuni sono rigidi e severi: una volta che un Regolamento viene approvato, viene anche fatto rispettare: i controlli permettono di lasciare più libertà sul “come”, pur ottenendo i risultati voluti.

Un’importante questione sollevata dal Rapporto ONRE riguarda gli incentivi per l’efficienza energetica (detrazioni 55% e detrazione 50%): il Rapporto suggerisce di concentrare l’aiuto, più che sul tipo di intervento, sul risultato ottenuto, in modo da premiare le ristrutturazioni che fanno fare il salto di classe energetica all’edificio. Già molti Comuni si muovono in questa direzione.

I parametri presi in considerazione nell’analisi Onre sono:
- l’isolamento termico;
- i tetti verdi;
- l’utilizzo di fonti rinnovabili;
- l’efficienza energetica degli impianti;
- l’orientamento degli edifici;
- la schermatura degli edifici;
- i materiali da costruzioni locali e riciclabili;
- il risparmio idrico;
- il recupero delle acque meteoriche e delle acque grigie;
- l’isolamento acustico;
- la permeabilità dei suoli;
- l’effetto isola di calore;
- le prestazioni dei serramenti;
- la contabilizzazione del calore;
- la certificazione energetica;
- le pompe di calore;
- le caldaie a condensazione;
- la ventilazione meccanica controllata.

Il Rapporto individua 18 categorie di intervento volte a una maggiore efficienza e sostenibilità, attraverso obblighi e incentivi. Tre di queste categorie sono nuove e inserite solo nell’edizione 2013 del rapporto stesso:
- recupero e riutilizzo delle acque grigie;
- ventilazione meccanica;
- materiali innovativi.

Vediamo nel dettaglio le 3 nuove categorie d’intervento.

Recuperare le acque grigie significa risparmiare più acqua. Le acque grigie sono una parte delle acque domestiche, quella derivata dagli scarichi di cucina, doccia, lavandini. Più di 30 Comuni ritengono il loro recupero un requisito cogente in caso di nuova costruzione o di ristrutturazione.

La qualità dell’aria cresce con la ventilazione meccanica. Le misure che prevedono la ventilazione meccanica controllata sono da ritenersi innovative. Gli interventi principali riguardano le strutture molto isolate dall’esterno, dove il corretto ricambio dell’aria è necessario per evitare problemi di umidità, che sono i più frequenti.

Le amministrazioni stanno incominciando ad agire molto anche dal punto di vista dell’utilizzo di materiali innovativi riciclabili: si richiede sempre di più il certificato di provenienza del materiale o si progetta già prendendo in considerazione quello che succederà quando si restaurerà.

lunedì 5 novembre 2012

Detrazione 50% o Detrazione 55%?

Detrazione 50% o Detrazione 55%, quale è la scelta giusta?

(Fonte:Ediltecnico.it)
 
 
Fino al 30 giugno 2013 convivranno i due bonus fiscali: la detrazione 50% per le ristrutturazioni edilizie e la detrazione 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Il dubbio, al quale cerchiamo di rispondere, è proprio questo: negli otto mesi che ci separano da giugno 2013 è più conveniente optare per la detrazione 50% o per quella più alta del 55%?
La domanda è meno peregrina di quanto sembri, poiché alcuni interventi edilizi prevedono la possibilità, da parte del contribuente, di scegliere se orientarsi verso uno o l’altro tipo di premialità fiscale e, in seconda battuta, non sempre la scelta della detrazione 55% potrebbe rivelarsi in assoluto migliore di quella della detrazione 50%.

Vediamo di capirci qualcosa.

La scelta tra le due detrazioni si ha solo nei casi di interventi su fabbricati a uso abitativo che comportano, per esempio, la sostituzione della caldaia o la sua conversione con un altro tipo di combustibile (solitamente di fonte rinnovabile), la sostituzione degli infissi esterni esistenti con altri di tipologia, colore e materiali differenti, l’installazione di sistemi per la contabilizzazione del calore o la termoregolazione nei vari locali dell’edificio o, ancora, la posa in opera di un cappotto termico e l’isolamento termico dei solai.

Non potendo esaminare nel dettaglio tutti i singoli casi (che sarebbero innumerevoli), possiamo semplificare al massimo dicendo che, se la spesa prevista per interventi, che rientrano in entrambi i tipi di sconto IRPEF, è molto elevata (superiore cioè all’attuale tetto di 96.000 euro previsto per la detrazione 50%), è conveniente orientarsi sulla detrazione 55%, di cui ci siamo occupati ripetutamente nelle scorse settimane.

Un altro elemento soggettivo da tenere in considerazione per scegliere la Detrazione 55% in luogo di quella prevista per le ristrutturazioni è anche la complessità della documentazione tecnica da inviare all’Enea e che, per chi usufruisce del bonus 55% è un obbligo da ottemperare. Interventi semplici e non onerosi possono essere un elemento discriminante per scegliere la detrazione più pesante invece di quella sulle ristrutturazioni.

Detrazione 50%, quando conviene
Anche se percentualmente inferiore, non sempre la scelta della Detrazione 55% si rivela vincente. Riallacciandosi a quanto appena scritto, se gli interventi sono piuttosto complessi e prevedono di dotarsi di una certificazione energetica, può essere consigliabile orientarsi sulla semplice Detrazione 50%, semplicemente perché i costi da sostenere per dotarsi della certificazione potrebbero mangiare il gap del 5% in più garantito dalla detrazione per l’efficienza energetica.

Un altro elemento che può fare propendere per la scelta della Detrazione 50% è anche il valore complessivo della spesa prevista per l’intervento e l’entità della propria capienza fiscale, ossia della possibilità di mettere a detrazione costi e spese fino a una certa misura. In sintesi, se la propria capienza fiscale è limitata, è preferibile scegliere la più semplice Detrazione 50% rispetto a quella più alta, ma anche più complicata, del 55%.