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mercoledì 11 settembre 2013

Sistemi accumulo fotovoltaico: Giappone sarà leader

(Fonte:GreenStyle.it-Francesca Fiore)
 
 
 
 
 
Il Giappone potrebbe diventare leader nello stoccaggio dell’energia fotovoltaica: la previsione è degli analisti di Lux Research, che spiegano come nel Paese del Sol Levante si sia acceso l’entusiasmo per il solare e, soprattutto, per i sistemi di stoccaggio. Secondo Lux Research, il settore dello stoccaggio dell’energia fotovoltaica può arrivare a toccare quota 2,8 miliardi di dollari sul mercato, entro i prossimi cinque anni: gli impianti combinati saranno il 95%, mentre le applicazioni off grid solo il 5%. In questo scenario, il Giappone è in prima fila: complici il disastro di Fukushima e l’aumento dei prezzi per l’elettricità prodotta da fonti fossili. Nel rapporto “Batteries Included: Gauging Near-Term Prospect for Solar/Energy Storage Systems”, il co-autore Steven Minnihan, analista seniore di Lux Research, ha spiegato:

Gli sviluppatori stimolano le vendite dei sistemi solari combinati con lo stoccaggio, cercando di imporli sul mercato come valore aggiunto, ma non tutti beneficiano allo stesso modo dei risultati di questa strategia. L’aumento di produzione di energia solare spingerà i proprietari dei sistemi residenziali ad adottare le tecnologie di stoccaggio, ma questo non sposterà più di tanto l’ago della bilancia per gli attori del settore che totalizzano, nelle vendite globali, un misero 1%.


Malgrado questo, se il Giappone saprà combinare bene le due tecnologie potrà diventare leader mondiale del settore, arrivando a toccare i 381MW di capacità fotovoltaica combinata con lo stoccaggio entro il 2018 e lasciando un ampio margine ai Paesi concorrenti. Secondo gli analisti nonostante le sovvenzioni, la Germania non otterrà il primo posto, fermandosi a 94MW, mentre gli Stati Uniti toccheranno quota 75MW, conquistando il terzo posto mondiale.

giovedì 11 luglio 2013

Intanto facciamoci l'impianto fotovoltaico con la detrazione fiscale

Intanto facciamoci l'impianto fotovoltaico con la detrazione fiscale

(Fonte:QualEnergia.it)


Leggende metropolitane raccontano che con la fine degli incentivi GSE non valga più la pena farsi un impiantino fotovoltaico sul proprio tetto. Chi ha sparso questa notizia è da sapere, ma possiamo dire che è infondata.

Come però molti sanno, in attesa che si sblocchino ulteriori possibilità e si sciolgano alcuni nodi normativi per lo sviluppo degli impianti per utenze aziendali (es. SEU o RIU, utilizzo di certificati bianchi, ecc.), per il fotovoltaico resta aperta la possibilità di realizzare impianti residenziali detraendo dalle tasse il 50% dei costi di realizzazione. Pensiamo a piccoli impianti fotovoltaici intorno ai 3 kWp, ma anche di più grossa taglia che beneficiano del regime di detrazioni previsto per tutti i “lavori di ristrutturazione e recupero edilizio” (un tempo del 36%, e che a questa aliquota torneranno, se non vi saranno modifiche legislative, dal 1° gennaio 2014).

I soggetti Irpef (persone fisiche) possono, dunque, utilizzare la detrazione fiscale anche per quegli impianti realizzati dal 26 giugno 2012 (se questi non hanno avuto accesso al conto energia) e per tutto il 2013. Ricordiamo che per gli immobili a prevalente uso abitativo va applicata al costo degli impianti l’Iva al 10% anziché del 21%. Nei prossimi giorni presenteremo delle analisi di tecnici del settore per valutare la convenienza di questa modalità di agevolazione abbinata allo “scambio sul posto”, considerando diversi parametri: taglie, differenti localizzazione, livelli di autoconsumo, finanziamento, ecc.

Possiamo anticipare che, al costo attuale di circa 6000-6.500 € al netto di Iva, un impianto da 3 kWp ha tempi di ritorno possono oscillare tra 8 e 11 anni, un periodo non così diverso se equiparato al beneficio dell’incentivo dell’ultimo conto energia, peraltro con il vantaggio di un iter burocratico meno pesante.

Il costo massimo che si può detrarre, in 10 anni, sarebbe pari a 96.000 euro, una cifra che renderebbe possibile, con i prezzi attuali, la detrazione fiscale anche per impianti con potenze fino a 50 kWp. In realtà la potenza FV massima per beneficiare della detrazione del 50% è di 20 kWp. L'Agenzia delle Entrate (risoluzione n. 22 del 2 aprile) ha specificato che l'impianto fotovoltaico deve essere direttamente al servizio dell’abitazione del contribuente, utilizzato, quindi, per fini domestici come ad esempio quelli di illuminazione o alimentazione di apparecchi elettrici. Così scrive: “La possibilità di fruire della detrazione in esame – si legge – è comunque esclusa quando la cessione dell’energia prodotta in eccesso configuri esercizio di attività commerciale, come nel caso, ad esempio, in cui l’impianto abbia potenza superiore a 20 kW ovvero, pur avendo potenza non superiore a 20 kW, non sia posto a servizio dell’abitazione (cfr. ris. n. 84/E del 2012, ris. n. 13/E del 2009, cir. n. 46/E del 2007)”.

Chi può richiedere la detrazione? Oltre ai proprietari degli immobili sui quali vengono realizzati gli impianti, anche gli inquilini o i comodatari. In particolare posso usufruirne:
il proprietario o il nudo proprietario
il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
l’inquilino o il comodatario
i soci di cooperative divise e indivise
i soci delle società semplici
gli imprenditori individuali, ma solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

Ecco la procedura per richiedere la detrazione fiscale:
inviare all’Asl, quando previsto dalla normativa, l’apposito comunicazione inizio lavori;
pagare i lavori tramite bonifico bancario o postale in cui devono figurare: la causale specifica del pagamento, i dati del pagante e del ricevente (C.F o P.IVA);
indicare nella dichiarazione dei redditi, tra tutti quelli richiesti, i dati catastali dell’immobile su cui viene realizzato l’impianto fotovoltaico e altra documentazione indicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

La richiesta di detrazione fa riferimento alla data in cui sono state effettuate le spese e, per usufruire del 50% di bonus, queste vanno pagate entro il 31 dicembre 2013. Dunque non è necessaria la connessione alla rete entro il 31 dicembre 2013.

Ovviamente gli impianti fotovoltaici connessi alla rete, oltre all’iter autorizzativo indicato dal Comune, devono seguire una procedura che consiste inizialmente in una domanda (online) di preventivo al distributore di zona, un iter seguito nella quasi totalità dei casi dall’azienda installatrice.

Nell’esempio classico di un impianto FV domestico da 3 kWp (per una produzione annuale di circa 3.900 kWh in Italia centrale) con un costo, poniamo, di 6.500 € (+10% Iva), si possono recuperare con la detrazione circa 358 € all’anno per 10 anni.

Per importi più significativi va sempre ricordato che per utilizzare le detrazioni fiscali è necessario avere un reddito sufficiente a coprire tali detrazioni. Infatti, se in un anno si dovranno pagare 1.000 euro di Irpef, ma si avrebbe il diritto di detrarre 1.300 euro, la differenza di 300 euro non può essere messa a credito, perdendo per questa differenza il beneficio della detrazione.

Al vantaggio economico della detrazione va aggiunto poi quello relativo allo “scambio sul posto”. Questa modalità permette di considerare la produzione del proprio impianto, a qualunque ora e giorno dell'anno, come un "valore-salvadanio" che va a compensare (se l'impianto FV con scambio sul posto è realizzato coerentemente con i consumi dell'abitazione) quanto si preleva normalmente dalla rete, andando ad abbattere i consumi energetici annuali e dunque i costi in bolletta. Poi, e questo è il tema caldo del momento, bisognerà pensare a nuovi strumenti, accumuli o inverter speciali, in grado di aumentare l’autoconsumo, e quindi il beneficio economico, non facendo cioè passare l’energia elettrica, generata dall’impianto, nella rete.

lunedì 1 luglio 2013

Fotovoltaico: per ABB il mercato globale crescerà del 10%

(Fonte:GreenStyle.it-Silvana Santo)

 
 
 
Buone notizie in tema di fotovoltaico. Una rarità, negli ultimi tempi, vista la grave crisi che ha colpito il comparto in Europa e non solo. Maxine Ghavi, capo del settore solare del gruppo svizzero ABB, ha dichiarato in un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt che il mercato globale dell’energia solare dovrebbe crescere fortemente nei prossimi anni e ha espresso fiducia che il fotovoltaico attraverserà un lungo periodo di stabilità.

Sarà per questo che negli ultimi mesi ABB ha ampliato le proprie attività nel fotovoltaico: in aprile, il marchio ha acquisito, per 1 miliardo di dollari, l’azienda produttrice di inverter Power-One, con sede in California. Una scelta in controtendenza, visti i sempre più frequenti casi di abbandono del comparto da parte di grandi aziende internazionali.

Inoltre, l’azienda ha recentemente annunciato l’intenzione di espandere gli impianti di produzione di inverter in Sud Africa e India, oltre a quelli già esistenti in Estonia e in Cina. Una strategia che si spiega col fatto che, sempre secondo Ghavi, il mercato globale del fotovoltaico crescerà di oltre il 10% nei prossimi anni.

Ha dichiarato il responsabile di ABB:

Con Power-One, abbiamo comprato un produttore di inverter solari. Essi rappresentano il cervello di un impianto fotovoltaico, per cui c’è un basso rischio che questi dispositivi diventino prodotti di massa relativamente economici. Certamente non vogliamo investire in pannelli solari.

martedì 7 maggio 2013

Produttori inverter fotovoltaici: nuovi mercati e frammentazione

Produttori inverter fotovoltaici: nuovi mercati e frammentazione

(Fonte:QualEnergia.it)
 
 
 
Nonostante fallimenti e acquisizioni il mercato mondiale degli inverter per il fotovoltaico nel 2012 si è frammentato ulteriormente, con la quota occupata dai 10 maggiori produttori erosa di 4 punti percentuali, mentre aziende relativamente piccole crescono. Anche qui, c'è l'effetto Asia: c'è stata un forte aumento della domanda in Cina e Giappone, dove gran parte dei maggiori produttori non ha una posizione molto forte sul mercato. È quanto emerge dall'ultimo report di IMS Research, ora parte di IHS.

I 10 attori principali nel 2012 hanno controllato il 56% del mercato, contro il 62% del 2011 (vedi grafico sotto). La posizione dominante (vedi classifica, sotto) di SMA Solar Technology è stata notevolmente erosa rispetto agli anni passati: nel 2009 pesava per il 40% del mercato mondiale, ora per il 25%. Anche gli altri due produttori sul podio, Power-One e Kaco, hanno perso diverse quote di mercato. I grandi, spiegano da IMS, hanno scontato il fatto di essere concentrati principalmente sul quasi stagnante mercato europeo e di non essere molto forti nei due mercati che più sono cresciuti, appunto, Cina e Giappone.



Al contrario hanno guadagnato quote altre aziende di dimensioni minori che hanno puntato sui mercati emergenti e/o nuove tecnologie. Il numero di produttori con quote di mercato sopra l'1% nel 2012 è raddoppiato da 12 a 24, mentre le aziende con meno dell'1% tutte assieme pesano per un quarto del mercato.

Advanced Energy e Enphase, ad esempio, hanno giovato della loro buona posizione in un mercato in rapida espansione come quello degli Usa. Analogamente Omron ha guadagnato 6 posti nella classifica grazie alla sua penetrazione nel mercato giapponese ed è il primo produttore asiatico ad entrare nella top 10. Specularmente altri produttori sono scesi uscendo dai primi 10: Satcon, che ha dichiarato bancarotta, Siemens che ha lasciato questo settore e Sputnik Engineering che ha mantenuto il focus su un mercato europeo in stallo.

Non attenueranno la frammentazione del mercato, prevede IHS, nemmeno le recenti fusioni. Come sappiamo, Advanced Energy ha acquisito REFUsol e ABB ha acquisito Power-One. Entrambe, si legge nel report, sono importanti mosse strategiche per ampliare il portfolio di prodotti e accedere a nuovi mercati, ma non avranno un grande impatto sulla composizione della platea di produttori. La fusione di Advanced Energy con REFUsol farebbe guadagnare all'azienda una posizione nella top 10, portandola in terza posizione. La distanza di Power-One dal leader di mercato SMA, si legge, rimane invece sostanzialmente immutata nonostante l'acquisizione della prima da parte di ABB, che nel 2012 ha avuto una quota di mercato inferiore all'1%.

Anche tenendo conto delle fusioni la quota dei 10 produttori più grandi si ferma al 59%, 3 punti in meno rispetto al 2011, mentre il 2013, si prevede, vedrà nuovi piccoli e medi produttori crescere: sono quelli basati sui mercati emergenti di Giappone e Cina. Le due potenze asiatiche infatti saranno i due più grandi bacini di domanda per l'anno in corso, contano una buona base di produttori locali e sono piuttosto difficili da penetrare per le aziende straniere.

mercoledì 10 ottobre 2012

Dall'Imem-Cnr il fotovoltaico low cost

Dall'Imem-Cnr il fotovoltaico low cost

 
(Fonte:InfoBuildEnergia.it)
 
 
In un comunicato stampa l'Imem-Cnr - Istituto dei materiali per l'elettronica ed il magnetismo - annuncia di aver messo a punto un processo di produzione di celle solari a film sottile che funziona a bassa temperatura e consente di utilizzare un'ampia gamma di substrati.
Le tecnologie per i sistemi di produzione su scala industriale nel settore solare-fotovoltaico sono al centro di importanti interessi economici nei paesi a maggior consumo di energia. In quest'ambito, il lavoro dell'Istituto dei materiali per l'elettronica ed il magnetismo del Consiglio nazionale delle ricerche di Parma (Imem-Cnr) rappresenta un sostanziale passo avanti verso la produzione a basso costo di moduli fotovoltaici innovativi, a base di film sottili di diseleniuro di rame, indio e gallio. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista 'Applied Physics Letters'.
"Questo materiale policristallino, noto con l'acronimo di Cigs, è ideale per applicazioni fotovoltaiche soprattutto perché assorbe la luce in modo molto efficiente", spiega Massimo Mazzer dell'Imem-Cnr. "È però complesso da sintetizzare sotto forma di film sottile mantenendo le necessarie caratteristiche di composizione chimica e di struttura cristallina. Finora per la deposizione dei film si è ricorsi a processi di sintesi complessi, che richiedono numerosi passaggi in condizioni anche molto diverse di temperatura e pressione: la produzione su scala industriale di moduli fotovoltaici a base di Cigs non è pertanto decollata a causa degli alti costi".
Il gruppo di ricerca ha sviluppato invece un processo "che consente di depositare film sottili di Cigs, con un unico passaggio a temperature di circa 270°C, molto più basse dell'attuale limite inferiore di circa 400°C dichiarato da altri centri di ricerca e industriali in tutto il mondo", chiarisce il coordinatore. "Questo importante risultato è stato ottenuto grazie ad una tecnica che utilizza delle scariche elettriche controllate per vaporizzare istantaneamente il Cigs dalla superficie di un lingotto e trasferirlo sul substrato della cella solare. Nei laboratori dell'Imem siamo riusciti a controllare le proprietà termodinamiche di queste nuvole di atomi generate dagli impulsi elettronici fino a ottimizzare la formazione e la crescita del film sottile".
In termini di efficienza il 15% ottenuto col nuovo processo è in linea con i migliori risultati raggiunti finora su scala industriale "ma ci aspettiamo di riuscire a colmare ulteriormente il gap con l'attuale record mondiale del 20,3% ottenuto in laboratorio dai ricercatori dello Zsw di Stoccarda", conclude Mazzer. "Uno dei principali vantaggi che derivano dall'abbattimento delle temperature è la possibilità di produrre celle solari a film sottile di Cigs su un'ampia gamma di substrati, tra cui nastri metallici o materiali plastici flessibili, realizzando per esempio prodotti fotovoltaici da integrare nell'edilizia, dove si consumano i due terzi circa di tutta l'energia elettrica distribuita dalla rete".
La ricerca ha avuto il supporto del ministero dello Sviluppo Economico nell'ambito del programma Industria 2015.

martedì 9 ottobre 2012

Il mercato fotovoltaico si stabilizzerà nel 2013

Dopo il boom del 2011 il mercato fotovoltaico si stabilizzerà nel 2013

 
(Fonte:NewsEnergia.it-Stefano Caproni)
 
 
La crisi che ha investito il settore fotovoltaico nel 2012 non permetterà il raggiungimento degli obiettivi raggiunti nel corso del 2011, e secondo una ricerca di Solarbuz, società di ricerca e analisi del mercato solare (gruppo NPD), con un target che si attesterà a poco meno di 30 GW di fotovoltaico, la domanda per il 2012 è prevista in calo. Le imprese che sopravviveranno al 2013, secondo la società di ricerca, potrebbero veder crescere in modo esponenziale i loro ricavi. Tra i componenti principali di un mercato sempre meno competitivo sono evidenziati gli ostacoli agli scambi globali e il consolidamento dei mercati.

L’attuale situazione di eccesso di offerta di moduli fotovoltaici continua a causare confusione tra le imprese, molte delle quali hanno dovuto adeguare al ribasso le loro previsioni sul mercato e la produzione del 2012. Solarbuzz scrive che i produttori di moduli fotovoltaici avevano aumentato il loro livello di produzione in previsione di un boom, anche se la domanda del mercato per il terzo trimestre 2012 ancora non riesce ad assorbirne la produzione.

Anche se nel quarto trimestre 2012 ci sarà un importante impulso della domanda del mercato, è improbabile che si possano raggiungere i livelli record visti nel corso del 2011, quando la domanda di fine anno aveva portato a oltre 10 GW di moduli fotovoltaici venduti in uno solo trimestre.

venerdì 28 settembre 2012

Il fotovoltaico dopo il conto energia

Il fotovoltaico dopo il conto energia: cosa c’è da sapere sulle agevolazioni fiscali previste

(Fonte:NewsEnergia.it-Stefano Caproni)
E’ già ora di cominciare a pensare al dopo conto energia, sia perchè le più ottimistiche previsioni dicono che la durata non sarà superiore a qualche mese, sia perchè forse è giunto il momento di abbandonare un decreto pieno di lacune e di incertezze, che non permette di fare la minima programmazione, con chiarimenti e regole interpretabili e piene di ostacoli e “trappole”. Ne abbiamo già parlato, un decreto di poche pagine non può avere 130 pagine di regole applicative. Abbiamo fatto una chiacchierata con un consulente che ci ha chiarito alcuni aspetti molto interessanti, tra i quali la tanto discussa detrazione del 36% (ora 50%) che ancora in parecchi ritengono incompatibile, anche perchè non è proprio alla luce del sole.

Iniziamo dalla Risoluzione ministeriale 207/E del 20.5.2008, la quale stabilisce che non è possibile cumulare la tariffa incentivante prevista per gli impianti fotovoltaici con la detrazione del 55%. Il 55% però può essere utilizzato per altri interventi realizzati sull’edificio contemporaneamente all’installazione dei pannelli fotovoltaici. Ad esempio se oltre ai pannelli vengono realizzati altri interventi di riqualificazione energetica che permettono di conseguire un indice di prestazione energetica inferiore di almeno il 20%, su questi altri interventi (ad esempio l’isolamento del tetto dell’edificio) si può beneficiare del 55%. In questi casi però è bene tenere nettamente distinte le fatture per i pannelli fotovoltaici (no 55%) dalle altre fatture per la riqualificazione energetica (si 55%) in modo da non fare confusione, dato che quasi sempre l’agenzia delle entrate, nel controllare le dichiarazioni, chiede la documentazione negli anni successivi.

Il 55% può essere utilizzato sia da persone fisiche/privati, sia da imprese individuali, società di qualsiasi tipo (società di persone, società di capitali), sia da enti pubblici e privati, sia da studi professionali. L’impresa individuale o la società, rispetto ai privati, ha la possibilità di dedurre l’ammortamento dell’impianto fotovoltaico. In alternativa, se l’impianto viene fatto in leasing, si possono dedurre i canoni di leasing. Di conseguenza, anche se non hanno il beneficio del 55%, hanno comunque un risparmio di imposta grazie all’ammortamento o alla deducibilità dei canoni. I privati, invece, non ne usufruiscono.

Nell’agevolazione del 36% (ora 50%) rientrano invece interventi di manutenzione straordinaria, di ristrutturazione dell’edificio, di risanamento o restauro conservativo. Rientrano anche interventi di bonifica dell’amianto (anche se eseguiti senza una ristrutturazione o una manutenzione straordinaria). Rientrano anche gli interventi che permettono di conseguire risparmi energetici. La la circolare ministeriale del 24 febbraio 1998 n. 57 è stata una delle prime che ha commentato il 36% e (salvo alcuni dettagli, come il numero delle rate, l’importo massimo di spesa, la % di detrazione) è ancora pienamente valida. Lì si richiamano ad un certo punto gli interventi che consentono un risparmio energetico richiamati dal decreto del 15 febbraio 1992.

Nel decreto 15 febbraio 1992, art. 1 è specificato chiaramente l’impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica. Di conseguenza gli impianti fotovoltaici rientrano nell’agevolazione 36% (ora 50%), anche senza interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione, ecc. Il decreto 19 febbraio 2007 prevede però all’art. 9 comma 4 che le tariffe incentivanti non sono applicabili agli impianti fotovoltaici per i quali si è usufruito dell’agevolazione prevista dall’art. 2 della L. 289/2002. Questo articolo richiama il 36%.
In sintesi il 36% (ora 50%) è sicuramente utilizzabile per gli impianti fotovoltaici anche senza altri tipi di interventi (manutenzione straordinaria, ristrutturazione, ecc.). E’ però incompatibile con la tariffa incentivante. Ha il grosso pregio di non richiedere condizioni o livelli di efficienza energetica come è invece previsto dal 55% e inoltre ha il pregio di non prevedere comunicazioni all’enea o documentazione complessa da presentare all’agenzia delle entrate.
Occorre ovviamente informarsi sempre in Comune se l’intervento di installazione dei pannelli fotovoltaici richiede una qualche comunicazione (DIA, Scia, comunicazione di inizio lavori), se non occorre presentare la documentazione, ai fini fiscali è sufficiente preparare un’autocertificazione (va firmata e solo conservata, senza inviarla all’agenzia) in cui si attesta la data di inizio lavori e che l’intervento rientra tra quelli agevolabili. Potrà essere richiesta dall’agenzia delle entrate in caso di controllo. L’unico difetto è dato dal fatto che il 36% (ora 50%) è utilizzabile solamente dai privati (no imprese o società).
Tenuto conto delle possibilità sopra descritte, l’addio al Conto Energia non sarà così doloroso.

giovedì 27 settembre 2012

100 miliardi di fatturato per il Fotovoltaico

Fotovoltaico, un settore da 100 miliardi di euro di fatturato

(Fonte:QualEnergia.it)

Negli ultimi 10 anni il mercato del fotovoltaico in Europa è cresciuto a un tasso medio annuale del 40%. Nel 2011 il Vecchio Continente ha coperto i due terzi della domanda mondiale della tecnologia. Sempre in Europa il solare FV nel 2011 ha generato il 2% della domanda elettrica, l'equivalente del fabbisogno di una nazione delle dimensioni dell'Austria. Nel mondo sono installati in totale circa 70 GW (fine 2011). Sono questi alcuni dei dati contenuti nel '2012 Photovoltaics Status Report', fresco di pubblicazione da parte del Joint Research Centre della Commissione europea. Una pubblicazione molto utile per fare un riassunto dell'evoluzione del fotovoltaico a livello mondiale ed europeo degli ultimi tempi.

Nel 2011 il mercato fotovoltaico mondiale, crescendo di quasi il 30% rispetto all'anno precedente, ha raggiunto un volume di fatturato di 98,5 miliardi di euro. In Europa, il settore, ha attirato quasi la metà del totale degli investimenti mondiali in fonti rinnovabili ed efficienza energetica, compensando il declino degli investimenti in eolico e nel vasto comparto degli usi razionali dell'energia. Infatti, nel solo 2011 si sono investiti in tutte le rinnovabili 202 miliardi di euro, per una potenza installata nell'anno di 83,5 GW.

Nel mondo la potenza cumulativa degli impianti rinnovabili ha raggiunto 565 GW, tanto che ormai, sempre in termini di potenza, ha superato il nucleare di oltre il 50%.

Qui sotto il bilancio dell'installato e della potenza dismessa nel 2011 per le varie fonti:



Nel nostro continente, si legge nel report JRC, nel 2011 si sono installati 18,5 GW di nuova potenza fotovoltaica, portando il cumulativo della UE a 52 GW. I Paesi leader nelle installazioni, come sappiamo, sono nell'ordine Germania, Italia, Spagna, Repubblica Ceca, Francia, Belgio e Regno Unito. Di seguito l'installato annuale mondiale per il fotovoltaico negli ultimi anni e, nel grafico sotto, quello cumulato:





Dal 2000 la produzione di celle e moduli ha registrato incrementi annuali dal 40% al 90%. Il più importante aumento di produzione si è avuto in Asia negli ultimi 5 anni. Oggi Cina e Taiwan coprono insieme il 65% della domanda mondiale di FV.

Nel 2011 si sono prodotti circa 35 GW di celle e moduli FV, mentre le nuove installazioni risultano essere pari a circa 27 GW. Dal 2008 al secondo trimestre 2012 i prezzi degli impianti nei mercati più competitivi sono scesi del 60% e, come sappiamo, la sovrapproduzione che si è verificata sta mettendo a dura prova soprattutto il settore industriale. Qui sotto il grafico sulla produzione annuale di celle e moduli FV:



Nonostante le difficoltà per le aziende, gli analisti sentiti per il report JRC restano fiduciosi sui fondamentali del settore e prevedono che la crescita continui a rimanere sostenuta sul medio e lungo termine. La IEA a giugno 2012 ha previsto che l'installato fotovoltaico al 2017 potrà triplicare. Le previsioni di mercato per il 2012 riguardanti le installazioni vanno infatti dai 28,4 GW dello scenario conservativo di Bloomberg ai 30-31 GW di Solarbuzz e IMS Research fino ai 35,4 GW dello scenario più ottimistico della stessa Bloomberg.

Intanto, nella prima metà dell'anno in corso si sono installati 13 GW, un record per un primo semestre. Secondo il report sono 4,37 GW in Germania, 1,8 in Italia e 1,7 negli Stati Uniti.

mercoledì 26 settembre 2012

La minaccia della riforma

La minaccia della riforma dello scambio sul posto

(Fonte:QualEnergia.it-Giulio Meneghello) 
Se volete dire la vostra avete ancora meno di 3 giorni di tempo. Il termine per far pervenire all'Autorità per l'energia il proprio parere sulla sua proposta di modifica al meccanismo dello scambio sul posto scade il 28 settembre.
Lo scambio sul posto, infatti, sta per cambiare e tra le proposte di modifica dell'Autorità per l'Energia  sembra sia nascosta una novità che potrebbe allontanare la grid parity, ossia quel momento in cui prodursi l'energia con un impianto a fonti rinnovabili sarà più conveniente rispetto ad acquistare l'energia dalla rete anche senza incentivi. A costo di essere ripetitivi ripetiamo quanto avevamo scritto ad ainizio agosto.
Al centro della questione ci sono gli oneri di sistema che, per un'utenza domestica, pesano per il 16,5% del costo del kWh in bolletta e che, come sappiamo, sono quei soldi che vanno a finanziare diverse voci come la promozione delle rinnovabili, i regimi tariffari speciali, ecc. Attualmente con lo scambio sul posto (SSP) gli oneri di sistema (a eccezione della componente MCT) non si pagano per tutta l'energia consumata al momento e non si pagano nemmeno, dato che vengono restituiti, per tutta l'energia scambiata con la rete, cioè l'energia in eccesso prodotta dal nostro impianto che viene riversata in rete per essere consumata in un secondo momento grazie appunto all'autoconsumo virtuale permesso dal meccanismo dello scambio sul posto.

Una situazione che in futuro potrebbe cambiare. Nel recente documento di consultazione per ridisegnare le regole dello scambio sul posto, infatti, l'Autorità per l'Energia scrive di ritenere “opportuno valutare la possibilità che gli oneri generali di sistema non siano più oggetto di restituzione, almeno nei casi di impianti di futura realizzazione”. Cioè su tutta l'energia scambiata sulla rete, a differenza di ora, gli oneri si dovrebbero pagare senza vederseli poi rimborsare.
Chiaro come ciò possa impattare su modelli di business che molti in questo periodo stanno valutando. Per esempio molti stanno pensando di rinunciare agli incentivi, divenuti più avari e difficili da ottenere, oltre che alternativi allo SSP, per realizzare impianti improntati all'autoconsumo usando lo scambio sul posto e magari, per il residenziale, beneficiando delle detrazioni ex 36%, ora portate al 50% fino a giugno 2013. Oppure un'altra opzione possibile sarebbe di utilizzare lo scambio sul posto abbinato a un sistema efficiente d'utenza (SEU), lo schema che permette a un produttore da rinnovabili di vendere l'energia a un cliente in sito senza passare per la rete elettrica (e per la cui completa definizione si attende ancora una delibera Aeeg che tarda dal 2008). Entrambe le idee sarebbero meno convenienti se la proposta dell'Autorità passasse e si dovessero pagare gli oneri anche sull'autoconsumo 'virtuale'.

Perché colpire così modelli di business che per primi potrebbero rinunciare agli incentivi? La volontà dell'Autorità è che gli oneri di sistema – saliti negli ultimi quattro anni dal 9,9% del costo del kWh in bolletta al 16,51% - siano distribuiti sul maggior volume di energia possibile e in questo modo risultino più leggeri per tutti. “In questo modo – spiegano la proposta di modifica - tali oneri verrebbero sostenuti anche dagli utenti dello scambio, potrebbero essere maggiormente distribuiti e non graverebbero solo su una quantità sempre più ridotta di energia elettrica e su un numero sempre più ridotto di clienti finali”.

“Quello che comunque rimane non condivisibile è che questa, come tutte le recenti disposizioni dell'Autorità nell'ambito delle fonti rinnovabili, rimane confinata a questioni di principio e non è accompagnata da una reale e argomentata analisi di impatto dall'una e dall'altra parte”, commenta a Qualenergia.it Marco Pezzaglia, esperto di reti e rinnovabili ed ex responsabile Unità fonti rinnovabili all'Autortità per l'Energia.

Infatti, aggiungiamo noi, per redistribuire gli oneri si scoraggiano modelli di business che potrebbero permettere alle rinnovabili di affrancarsi dagli incentivi quando, per far salire del 5% gli oneri a causa di minor redistribuzione, bisognerebbe arrivare – stando ai calcoli di Pezzaglia – a uno scenario estremo e piuttosto improbabile in cui tutta la pubblica amministrazione e tutte le PMI italiane di tutti i settori ricorressero a modelli basati sull'autoconsumo tipo SEU.

“Una simile misura evidentemente rimuoverebbe la convenienza a realizzare impianti in autoconsumo, fatta eccezione per il caso in cui il costo di produzione sia mediamente più competitivo rispetto al prezzo di mercato alla Borsa elettrica”, commenta Pezzaglia. Dunque una guerra all'autoconsumo? “Per ora si sta parlando della non restituzione degli oneri generali sull'energia scambiata – continua – ma il tono della misura lascia intendere che l'Autorità reputa che gli oneri generali vadano corrisposti per qualunque tipo di autoconsumo: credo proverà a introdurre questa misura anche per i SEU, anche se qui la translazione risulterebbe più problematica in quanto la legge confina maggiormente l'ambito di interpretazione disponibile all'Autorità.”
Ancora più tranchant un altro esperto di rinnovabili e mercato elettrico sentito e che non vuole essere citato: “Se c'erano dubbi residui sul fatto che il ritardo nella delibera sui SEU dipenda dal timore dell'erosione della base imponibile per gli oneri di sistema, ora sono svaniti. Un passo alla volta l'Aeeg sta gettando la maschera, e il prossimo passo sarà il pressing sul legislatore affinché anche l'energia autoconsumata sia base imponibile per gli oneri di sistema. L'ostacolo che hanno è che andrebbero a colpire in primis i cogeneratori a gas dei grandi energivori, e sarebbe guerra con loro prima ancora che con le rinnovabili... Per una volta gli energivori sono inconsapevoli alleati delle rinnovabili. Intanto però sui SEU tutto tace. E la ragione è ora ufficialmente un segreto di Pulcinella.”

Molto critico anche Marco Pigni, direttore di Aper: "Ci riserviamo di dare un giudizio completo sul DCO sullo scambio sul posto entro i termini di scadenza della consultazione. D'altronde anche lo stesso Decreto ministeriale FER elettriche del 6 luglio 2012 penalizza molto lo strumento dello scambio sul posto, rendendolo alternativo all'incentivazione. Sono due disposizioni che noi non condividiamo, e che allontanano, anziché avvicinare, la grid parity delle rinnovabili elettriche in generazione distribuita. Ministero dello Sviluppo e Autorità in questo caso confermano un atteggiamento ingiustificatamente punitivo verso il segmento dell'autoproduzione e dell'autoconsumo dell'energia elettrica; noi non siamo d'accordo e lo diremo a chiare lettere in tutte le sedi opportune.”Per far sapere all'Aeeg la propria idea sulle proposte di cambiamento allo scambio sul posto, come detto, c'è tempo fino al 28 settembre 2012 quando verrà chiusa la consultazione.

lunedì 24 settembre 2012

Fotovoltaico in Sardegna

Sardegna, 10 milioni di euro per il fotovoltaico

(Fonte:Edilportale.it-Rossella Calabrese)

 
Con la DGR 38/19 del 18 settembre 2012, sono state infatti approvate le Direttive di attuazione per la concessione di contributi per l’installazione di impianti fotovoltaici da parte di soggetti privati, condomini e soggetti giuridici privati diversi dalle imprese.

Gli impianti devono essere ubicati in Sardegna, appartenere alla tipologia ‘su edificio’ e avere una potenza nominale non superiore a 20KW, per consentire la cumulabilità dell’incentivo con Conto Energia statale.

“Con questo provvedimento - ha affermato l’assessore dell’Industria, Alessandra Zedda - vogliamo sostenere e favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili, utilizzando un sistema che consenta di spendere tutte le risorse disponibili, pari a 9,9 milioni di euro, e ridurre i tempi di attesa per l’istruttoria e l’erogazione dei contributi”.

L’intervento si attua attraverso una procedura a sportello, cioè seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle domande on-line. Saranno finanziati gli impianti entrati in esercizio dal 1° gennaio 2012 e fino ad esaurimento delle risorse disponibili.