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giovedì 8 maggio 2014

Incentivi fotovoltaico: Governo conferma rimodulazione al Solarexpo 2014

(Fonte:Matteo Campofiorito-GreenStyle.it)
 
 
 
“Le regole non si cambiano, ma se sono sbagliate per quanto dobbiamo tenercele?” Con questa domanda Claudio De Vincenti ha confermato, implicitamente, la tanto temuta rimodulazione degli incentivi per le rinnovabili e in particolare il fotovoltaico, la rinnovabile più amata dagli italiani.
Al Solarexpo 2014 di Milano, in occasione del convegno “Agenda energetica per il futuro del paese: decarbonizzazione dell’economia, competitività, manifatturiero avanzato”, il viceministro dello Sviluppo Economico è stato molto chiaro a riguardo. Dal discorso di De Vincenti sembrano dunque confermate le paure degli operatori del settore e di chi ha installato impianti rinnovabili: i cambiamenti ci saranno e non saranno indolore.
Secondo De Vincenti nell’energia abbiamo assistito a regole non buone e un governo responsabile deve porsi il problema del cambiamento per evitare distorsioni. Per il fotovoltaico e per le rinnovabili insomma è finita l’età dell’oro ma d’altra parte e si profila un futuro con una grid parity a portata di mano.
Gli obiettivi del Governo Renzi per il futuro sono sintetizzabili in una spinta ulteriore sull’efficienza energetica, il rendere strutturali le detrazioni fiscali, le smart grid, l’obbligo delle rinnovabili negli edifici di nuova costruzione.
Concorde alla visione di De Vincenti è stata un’altra importante partecipante al convegno, Silvia Velo sottosegretario di stato all’Ambiente e alla Tutela del Territorio. Per la Velo il settore fotovoltaico è ormai maturo e va sostenuto non più con incentivi ma con norme che agevolino chi installa un impianto. Le chiavi dello sviluppo futuro del settore saranno una decisa semplificazione delle autorizzazioni, l’introduzione dell’autorizzazione unica, oltre che una regolamentazione che favorisca lo scambio sul posto e l’accumulo, entrambe queste aree dovranno essere rese operative attraverso regolamenti e non leggi, rendendo il tutto molto più agile.

martedì 5 marzo 2013

Pannelli fotovoltaici: Cobat gestirà smaltimento e riciclo

Pannelli fotovoltaici: Cobat gestirà smaltimento e riciclo

(Fonte:GreenStyle.it-Peppe Croce)
 
 
 
A inizio di questo mese il GSE ha aggiornato l’elenco dei consorzi idonei alla raccolta e al riciclo dei pannelli fotovoltaici a fine vita. Nel nuovo elenco figura anche il COBAT, Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo Batterie usate, che ora è ufficialmente abilitato allo smaltimento di questa forma particolare di RAEE.

L’obbligo di smaltimento a fine vita dei pannelli fotovoltaici è importantissimo per chi acquista un impianto: se i moduli utilizzati non sono coperti da questa garanzia il titolare non potrà accedere agli incentivi al fotovoltaico del Quinto Conto Energia.

Da questo punto di vista è importante anche la rete di punti di raccolta: oggi nessuno ci pensa, ma tra una ventina d’anni si dovrà smontare l’intero impianto e consegnarlo a un consorzio abilitato ed è bene che il consorzio abbia punti di raccolta vicini ai clienti. Al momento COBAT può contare su 90 punti di raccolta e di impianti di trattamento e di recupero adeguati consorziati. Il che garantisce anche la tracciabilità del pannello, una volta smontato dal tetto. La certificazione del COBAT come idoneo allo smaltimento è il punto d’arrivo di uno sforzo iniziato due anni fa, come spiega Giancarlo Morandi, presidente del consorzio:


Sin dal 2011 il Consorzio ha voluto strutturare in maniera tempestiva un sistema di gestione dei moduli fotovoltaici giunti a fine vita, anticipando la normativa: in questo modo è nata la prima filiera italiana per la raccolta e il riciclo dei moduli esausti.

Il raggiungimento di quest’obiettivo permetterà al nostro Consorzio multifiliera, che già conta un centinaio di produttori iscritti per il fotovoltaico, d’integrare l’ampia offerta di servizi ambientali nati per rispondere alle esigenze dei cittadini, delle Amministrazioni e delle imprese.

In effetti già da diversi mesi COBAT è stato scelto dal Comitato IFI come consorzio di riferimento per lo smaltimento del fotovoltaico. L’accordo IFI-COBAT è persino precedente, e di parecchio, all’approvazione della normativa sull’obbligo di riciclo.

Una normativa che è arrivata con troppo ritardo, secondo IFI, permettendo a chi non era in regola di “tirare avanti” ancora per un po’. Recentemente anche Yingli Solar, primo produttore al mondo di fotovoltaico, ha scelto il COBAT per il riciclo dei suoi pannelli.

venerdì 1 marzo 2013

Incentivi fotovoltaico e rinnovabili, superati i 10 miliardi annui

Incentivi fotovoltaico e rinnovabili, superati i 10 miliardi annui

 (Fonte:GreenStyle.it-Peppe Croce)
 
 
Il contatore complessivo degli incentivi alle energie rinnovabili ha superato i 10 miliardi di euro l’anno. Per la precisione siamo a quasi 10,7 miliardi. La cifra si ottiene sommando gli importi dei due contatori online del GSE: quello relativo agli incentivi al fotovoltaico e quello relativo agli incentivi alle altre fonti rinnovabili elettriche.

Gli incentivi al fotovoltaico hanno toccato in questi giorni 6.571.222.668 euro, molto vicini a quei 6,7 miliardi che fanno scattare la procedura di chiusura del Quinto Conto Energia. I sussidi a eolico, biomasse, idroelettrico e alle altre fonti verdi sono invece arrivati a 4,125 miliardi di euro divisi tra Certificati Verdi (2,614 miliardi), tariffa omnicomprensiva (1,047 miliardi), CIP 6 (222 milioni) e registri e aste (241 milioni).

Per le rinnovabili non fotovoltaiche la soglia massima di spesa oltre la quale scatta la fine degli incentivi è fissata a 5,8 miliardi di euro. Nel calcolo del peso degli incentivi, specifica il GSE, non vengono considerati gli oneri derivanti dai servizi di Ritiro Dedicato (RID) e Scambio sul Posto (SSP).

Queste cifre sono destinate a gettare benzina sul fuoco della polemica sul peso delle rinnovabili in bolletta. Recentemente si è assistito non solo a uno scontro tra i produttori di energia da termoelettrico e rinnovabili (Assoelettrica contro Aper e viceversa), ma persino tra organismi diversi di Confindustria che rappresentano settori diversi dell’industria energetica italiana (GIFI-ANIE contro Assoelettrica).

È chiaro, però, che gli incentivi alle rinnovabili elettriche hanno ancora vita breve e quelli per il fotovoltaico finiranno tra poche settimane. Che la situazione politica attuale rende assai difficile ipotizzare un Sesto Conto Energia. A questo si deve aggiungere una riflessione: quando finiranno sia gli incentivi al fotovoltaico che quelli alle altre rinnovabili le due tecnologie saranno in due condizioni completamente diverse.

Per il fotovoltaico si potrà ancora usufruire delle detrazioni IRPEF-IRES, che fino a giugno 2013 ammontano al 50% (persino 55% se si segue la complicata procedura dedicata alle ristrutturazioni energetiche degli edifici) e dopo scenderanno al 36%. Per le altre rinnovabili, se non cambia qualcosa, non resteranno neanche le briciole. Ciò potrebbe voler dire la fine dei grandi impianti verdi in Italia.


giovedì 14 febbraio 2013

Fotovoltaico, riciclo obbligatorio dei pannelli: chiarimenti Remedia

Fotovoltaico, riciclo obbligatorio dei pannelli: chiarimenti Remedia

(Fonte:GreenStyle.it-Peppe Croce)

 
L’obbligo della certificazione dei pannelli fotovoltaici in merito al riciclo a fine vita dell’impianto è stato recentemente spostato dal GSE al 31 marzo prossimo, ma il disciplinare tecnico al quale devono aderire i produttori dei pannelli è stato già pubblicato.

Questo sfasamento di date ha causato molta apprensione negli acquirenti dei nuovi impianti solari, che temono di trovarsi in torto e, di conseguenza, di dover rinunciare agli incentivi per il fotovoltaico.

Acquirenti che hanno inondato i call center dei consorzi di recupero per capire come stiano realmente le cose. Spiega Maurizio Maggi, direttore del settore fotovoltaico del Consorzio Remedia (uno dei consorzi, insieme ad esempio al COBAT, che si occupa dello smaltimento dei pannelli):

Stiamo ricevendo molte chiamate al call center di Remedia di utenti che chiedono se il loro impianto sia in regola con le disposizioni sul riciclo contenute nelle regole applicative del IV e V conto energia.
La finalità di interesse pubblico perseguita dal GSE attraverso le regole applicative sul riciclo e attraverso il Disciplinare è quella di assicurare il recupero e riciclo del singolo modulo fotovoltaico a fine vita, che deve essere “tracciato” dal momento della immissione sul mercato italiano sino al momento dello smaltimento.

In pratica gli acquirenti devono sapere che il produttore, l’importatore, il distributore o l’installatore dell’impianto fotovoltaico ha l’obbligo di aderire a un consorzio.

Non importa quale di queste figure sia realmente inscritto, l’importante è che almeno uno dei tanti attori della filiera fornisca la garanzia che tra una ventina d’anni quei pannelli fotovoltaici non finiscano in discarica ma vengano smaltiti a norma di legge. Spiega ancora Maggi:

Dal punto di vista del GSE non è rilevante quale tipologia di soggetto sia iscritto al consorzio, ma è obbligatorio che qualcuno sia iscritto e che paghi il contributo per il riciclo per ciascun modulo.

Obbligo valido anche per i produttori esteri e i relativi importatori. Se, al momento di un eventuale controllo del GSE, si trova un impianto che non ha alcuna assicurazione sul fine vita il Gestore può legittimamente revocare gli incentivi del Quinto Conto Energia.

mercoledì 6 febbraio 2013

Quarto Conto Energia: proroghe per gli enti pubblici

Quarto Conto Energia: proroghe per gli enti pubblici

(Fonte:GreenStyle.it-Silvana Santo)

 
Sul sito del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) sono state pubblicate delle precisazioni sull’applicazione del Quarto Conto Energia agli impianti fotovoltaici installati su edifici della pubblica amministrazione. I chiarimenti, in particolare, riguardano la proroga del termine entro il quale i suddetti impianti sarebbero dovuti entrare in esercizio per poter godere delle tariffe incentivanti (inizialmente fissato al 31 dicembre 2012).

La scadenza utile per rientrare nel Quarto Conto Energia è stata posticipata al 31 marzo 2013, purché a tale data l’impianto sia stato già autorizzato; al 30 giugno 2013, purché l’impianto, entro il 31 marzo 2013, sia stato autorizzato e sottoposto alla procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale); al 30 ottobre 2013 nel caso di impianti sottoposti alla procedura di VIA di cui al D.lgs. 3 aprile 2006, n.152 e che siano stati autorizzati successivamente al 31 marzo 2013.

Nel caso in cui la Valutazione di Impatto Ambientale abbia dato esito negativo, le proroghe non sono applicabili. Il GSE, inoltre, precisa che, a prescindere dalle scadenze applicabili, resta comunque valido il tetto di spesa cumulato annuo di 6,7 miliardi di euro, oltre il quale scatterà (trascorso un mese solare) il blocco degli incentivi al fotovoltaico.

Il Gestore, infine, aggiunge:

Gli edifici e le aree dove sono ubicati gli impianti devono essere di proprietà delle Amministrazioni pubbliche già alla data di entrata in esercizio dell’impianto e per tutta la durata del periodo di incentivazione. Il Soggetto Responsabile dell’impianto, inoltre, può essere un soggetto terzo a cui è conferito un diritto reale o personale di godimento.

Le domande di incentivazione dovranno essere come sempre presentate per via telematica sul Portale GSE dedicato al Quarto Conto Energia. Sempre a proposito di Quarto Conto Energia, inoltre, sono state introdotte delle agevolazioni particolari per i comuni terremotati di Emilia Romagna e Veneto.

Le disposizioni straordinarie, in particolare, riguardano gli impianti fotovoltaici che sono andati distrutti negli eventi sismici del maggio 2012, oppure quelli situati su edifici gravemente danneggiati o comunque giudicati inagibili. A questo proposito, il GSE informa che:
 
-gli impianti fotovoltaici realizzati e quelli in fase di realizzazione installati su fabbricati
distrutti o oggetto di ordinanze sindacali di sgombero in quanto inagibili totalmente o
parzialmente, accedono alle tariffe incentivanti cui avevano diritto al 6 giugno 2012, qualora
entrino in esercizio entro il 31 dicembre 2013;
 
-gli impianti fotovoltaici realizzati sui fabbricati distrutti possono essere ricostruiti anche a
terra mantenendo le tariffe in vigore al momento dell’entrata in esercizio;
 
-gli impianti fotovoltaici già autorizzati alla data del 30 settembre 2012 accedono agli
incentivi vigenti alla data del 6 giugno 2012 (tariffe 1° semestre del Quarto Conto Energia),
qualora entrino in esercizio entro il 31 dicembre 2013.

giovedì 12 aprile 2012

Quinto conto energia fotovoltaico, le prime reazioni

FONTE (portale Qualenergia.it)

Dopo una lunga attesa il nuovo conto energia fotovoltaico, che in queste ultime settimane ha fatto perdere il sonno a diversi operatori, è arrivato. Il testo definitivo del decreto ancora non è stato diffuso, ma se ne conoscono gli elementi principali. Le prime reazioni dalla politica e dalle associazioni, quest'ultime mai coinvolte dai ministeri.

Dopo una estenuante attesa il nuovo conto energia per il fotovoltaico, che in queste ultime settimane ha fatto perdere il sonno a diversi operatori, è arrivato. Il testo definitivo del decreto ancora non è stato diffuso, ma ieri nel tardo pomeriggio gli elementi principali sono stati resi noti.
Il nuovo regime incentivante, ricordiamo, entrerà in vigore il mese successivo al superamento della soglia dei 6 miliardi e comunque dopo il 1° luglio. Distribuirà incentivi per meno di 500 milioni/anno, e vede la grossa novità dell'obbligo di iscrizione a un registro anche per impianti decisamente piccoli: solo quelli sotto i 12 kW ne saranno esentati (rispetto alle bozze precedenti, che parlavano prima di una soglia di 3 kW e poi di 6 KW, l'asticella è stata alzata).
I nuovi incentivi saranno basati sulla tariffa omnicomprensiva con una particolare remunerazione per l'autoconsumo (fine anticipata, quindi, dello scambio sul posto). Le riduzioni (indicative) saranno abbastanza marcate: se con il quarto conto energia un impianto da 3 kW su tetto permetteva una remunerazione di circa 352 €/MWh con il quinto ne avrà 237; per un impianto da 200 kW su edificio la remunerazione scenderà da 313 a 199 euro/MWh e per 1 MW a terra passerà da 236 a 161.

Questa mattina, intervistato da Repubblica TV, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha rassicurato sull'impatto che i nuovi incentivi avranno sul settore: "La tenuta del settore industriale è una delle preoccupazioni più importanti dello schema di incentivi che abbiamo messo a punto. La preoccupazione principale che abbiamo è quella di sostenere, attraverso gli incentivi e le fonti rinnovabili, una filiera produttiva che nel nostro Paese è molto importante. Voglio ricordare a chi ha tentato di bloccare i meccanismi incentivanti che l'occupazione che si è creata in questo settore è più importante di quella in settori industriali tradizionali, che sono anche quelli che hanno rappresentato, in parte, un ostacolo allo sviluppo delle rinnovabili nel nostro Paese", ha sottolineato il ministro, aprendo anche a possibili modifiche in fasi successive: “ora verrà esaminato dalla Conferenza Unificata, per cui avremo ancora una fase di valutazione e lavoro comune".

In tanti però sono preoccupati per i possibili effetti del nuovo conto energia:"Da quanto si apprende dai lanci di agenzie di stampa e ancora in assenza di un testo ufficiale del Decreto Interministeriale sul V Conto Energia, sembra ci siano tutti gli ingredienti per cancellare l’industria nazionale fotovoltaica dal panorama economico, produttivo e occupazionale del Paese”, queste le prime affermazioni di Alessandro Cremonesi, presidente del Comitato IFI (Industria Fotovoltaicia Italiana), sulle informazioni circolate in serata. “Senza l’inserimento di un Premio Made in Europe l’industria nazionale ed europea ha il destino segnato”.

Da altri fronti, ad attirare dure critiche più che l'entità dei tagli è l'introduzione del registro per impianti anche molto piccoli, che rischia di portare a un blocco di ogni tipo di investimento. Secondo Francesco Ferrante, responsabile delle politiche sui cambiamenti climatici ed energia del Pd, e Roberto Della Seta, capogruppo in Commissione Ambiente "se già le aste previste dal decreto Romani per i grandi impianti erano di difficile praticabilità, adesso l'introduzione di registri per impianti relativamente piccoli (da 12 KW per il fotovoltaico e da 50 KW per gli altri) rischia di vanificare tutto l'impianto e renda impossibile il raggiungimento degli stessi obiettivi che si dichiarano in premessa (32-35% di rinnovabili sull'elettricità, ndr). Sembra che la preoccupazione, peraltro condivisa, di tenere sotto controllo la quantità totale degli incentivi che pesano in bolletta abbia prevalso sulla costruzione di un sistema semplice, efficace ed efficiente."

"Abbiamo proposte concrete - concludono i senatori democratici - a partire da un ddl che abbiamo già presentato (vedi Qualenergia.it, ndr) e che farebbe risparmiare a cittadini e imprese 4 miliardi di oneri impropri che pesano attualmente in bolletta elettrica, e basterebbe copiare sistemi che funzionano, come quello tedesco per sostenere il settore più vivace della green economy e forse dell'intero sistema economico e d'altra parte evitare speculazioni ed extra profitti. Confidiamo che le Regioni sappiano correggere almeno gli aspetti più evidentemente sbagliati dei decreti, e il nostro Partito farà pesare la sua forza a questo fine".

Forti critiche poi arrivano per il metodo usato dal Governo nel preparare le misure, che ha visto un coinvolgimento quasi nullo delle associazioni di settore. "In nessun altro campo, e sicuramente in nessun altro Paese europeo, provvedimenti così importanti si prendono senza farli precedere da consultazioni formali con i rappresentanti di settore, procedura che eviterebbe per esempio che i provvedimenti scontino eccessi di "teorizzazioni professorali" che non tengono conto della realtà, quali per esempio l'introduzione di registri per impianti di potenza molto ridotta, e il fatto che un settore industriale così delicato sia sottoposto a continui cambiamenti di regole e che si proceda per annunci", denunciano i due Ecodem.

La stessa critica che fa Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future. "Aspettiamo di vedere il decreto prima di dare un giudizio nel merito. Ma il metodo è evidentemente sbagliato: si tratta di un decreto fatto 'in solitaria' senza mai condividere il testo con le associazioni delle rinnovabili che l'hanno ripetutamente richiesto. Un sistema che non può funzionare. L'unico operatore che sembra essere coinvolto nel processo decisionale, secondo notizie stampa non smentite, sarebbe Enel, dai cui computer risulterebbero essere transitate alcune delle bozze in circolazione finora".

Peraltro va chiarito, visto che eravamo presenti alla conferenza stampa al Ministero dello Sviluppo Economico, che il Ministro Passera e il caposegreteria Energia, Leonardo Senni, continuavano a giustificare dati e decisioni prese con i due decreti sulle rinnovabili elettriche alla luce di molteplici colloqui avuti con gli operatori del settore. Siamo certi che alcuni operatori (di sicuro l'Enel) siano stati invitati dal ministro e dai suoi più stretti collaboratori, ma siamo anche consapevoli che nessun documento o valutazione informale o formale è stata mai inviata alle associazioni di categoria che rappresentano la pluralità delle imprese del settore.

domenica 25 marzo 2012

Quinto conto energia fotovoltaico, le primissime bozze

 FONTE (Qualenergia.it)
Circolano le prime bozze del Quinto conto energia, che si dice potrebbe arrivare entro l'estate. Vi si legge di una riduzione drastica del tetto di spesa e di novità molto penalizzanti, come il registro per tutti gli impianti sopra ai 3 kW. Un testo preoccupante per il settore e che comunque dovrebbe essere lontano dalla sua versione definitiva.


Che un Quinto conto energia entri in vigore a breve, prima dell'estate, è un'eventualità sempre più probabile. Ieri pomeriggio sono circolate le prime indiscrezioni e questa mattina abbiamo deciso di diffondere due bozze (vedi allegato, la seconda più completa), ovviamente provvisorie e non ufficiali. Siamo certi che ne seguiranno molte altre e che sarà piuttosto problematico seguire questo flusso continuo di nuove versioni (e da fonti diverse).
Il nuovo regime, stando al testo, entrerebbe in vigore dal 1° luglio 2012 o al raggiungimento del limite di spesa dei 6 miliardi (in effetti già toccato dicono fonti del Ministero dello Sviluppo Economico). Basta una prima letta per capire che, se i contenuti di questa primissima bozza si concretizzassero, si tratterebbe di una vera e propria doccia fredda per il fotovoltaico italiano.
Drastico il taglio alla spesa: una delle due versioni in bozza stabilisce che bastano 500 milioni di euro all'anno per accompagnare il FV alla maturità; per fare un confronto, il Quarto conto energia invece stanziava per metà 2011 e per tutto il 2012 fondi per 810 milioni di euro solo per i grandi impianti, senza prevedere alcun limite di budget per i piccoli impianti.
Altra grossa novità che frenerebbe bruscamente le installazioni: la bozza diffusa prevede l'iscrizione a un registro, come quello attuale dei grandi impianti, per tutte le installazioni sopra ai 3 kWp. Una graduatoria che darebbe precedenza a impianti con determinate caratteristiche, per esempio quelli su edifici efficienti o in sostituzione all'eternit. Ogni semestre si autorizzerebbero gli impianti solo se si rientra in un limite di spesa di 100 milioni di euro per semestre di cui 10 riservati a quelli con caratteristiche innovative e 10 al fotovoltaico a concentrazione.
Già da luglio poi si passerebbe a un sistema incentivante basato su tariffa omnicomprensiva, che secondo il Quarto conto energia. dovrebbe partire da gennaio 201. Nella nuova bozza però la tariffa omnicomprensiva già per il secondo semstre 2012 è più o meno dimezzata rispetto alle tariffe del Quarto CE. per il 2013, mentre il premio per l'autoconsumo è molto più sostanzioso. In sintesi il mercato FV nazionale potrebbe diventare, se così normato, un mercato da appena un gigawatt/anno.
Insomma, c'è di che far preoccupare gli operatori anche se, ufficiosamente, fonti di Qualenergia.it ci assicurano che le bozze in circolazione veranno con ogni probabilità modificata pesantemente.
Lo stesso Tullio Fanelli, sottosegretario del ministero dell'Ambiente con delega all'energia, nel corso del convegno organizzato oggi da Kyoto Club e GSE sugli incentivi alle rinnovabil e all'efficienza energetica ha cercato di rassicurare pubblicamente il settore: “Le bozze in circolazione sono provvisorie e ancora poco attendibili”, ha chiarito, aggiungendo che “il Governo si impegna a trattare il fotovoltaico con la stessa attenzione riservata alle altre fonti: senza azzerarlo, ma anche senza privilegiarlo”