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mercoledì 10 aprile 2013

Conto Energia Termico, le Regole applicative del GSE

Conto Energia Termico, le Regole applicative del GSE

(Fonte:GreenStyle.it-Silvana Santo)
 
 
 
Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ha pubblicato sul proprio sito la versione definitiva delle “Regole applicative per il Conto Energia Termico“. Qualche settimana fa era apparsa sullo stesso portale una prima stesura provvisoria delle stesse Regole, che è stata sottoposta a consultazione pubblica fino allo scorso 25 marzo.
Il Gestore dei Servizi Energetici, a questo proposito, ci tiene a precisare che le osservazioni e i pareri avanzati dalle associazioni di settore e dagli altri portatori di interesse sono stati presi in considerazione nella stesura del testo finale delle Regole.
Il documento fornisce informazioni dettagliate a proposito degli incentivi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per gli interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica, previsti dal Decreto Ministeriale del 28 dicembre 2012, il cosiddetto Conto Termico.

Le Regole, in particolare, indicano le tipologie di intervento per le quali è possibile richiedere incentivi del Conto Energia Termico, nonché l’ammontare delle sovvenzioni per ciascun tipo di intervento, la loro durata e la cumulabilità con altre agevolazioni.

Per quanto riguarda invece la presentazione delle domande di incentivo, il documento fornisce tutti i dettagli sull’iter da seguire. Presenti inoltre il regolamento per l’iscrizione ai Registri previsti per determinate tipologie di intervento e, nella sezione “Allegati”, il fac simile di tutti i moduli necessari per espletare correttamente le varie procedure burocratiche.

mercoledì 13 marzo 2013

Conto energia termico, regole applicative Gse in consultazione fino al 25 marzo

Conto energia termico, regole applicative Gse in consultazione fino al 25 marzo

(Fonte:Ediltecnico.it)
 
 
 
Il GSE ha pubblicato le Regole applicative del Conto Energia Termico allo scopo di disciplinare le modalità per accedere al meccanismo d’incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili e degli interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica, come da Decreto Ministeriale del 28 dicembre 2012.

Con questa prima pubblicazione delle Regole applicative, contenenti la scheda domanda prevista dall’art.7, comma 1, il GSE intende avviare una consultazione pubblica sulle Regole che resterà aperta fino al 25 marzo 2013.
Per partecipare alla consultazione, rivolta in particolare alle Associazioni di categoria e ai Soggetti beneficiari degli incentivi previsti dal “Conto Termico” (produttori di materiali, componenti, apparecchi e sistemi del settore dell’industria e dell’edilizia per l’efficienza energetica, Amministratori di condominio, Pubbliche Amministrazioni e Associazioni di consumatori), è necessario scrivere all’indirizzo di posta elettronica contotermico.regole@gse.it

In sintesi, ecco cosa contiene il documento:
- Inquadramento generale, i principali contenuti del Decreto e le precisazioni ritenute necessarie;
- Procedura per l’accesso diretto agli incentivi, le procedure per la richiesta di concessione dell’incentivo, a seguito della conclusione dell’intervento;
- Procedura per la prenotazione degli incentivi riservata alle PA, le procedure per la prenotazione dell’incentivo riservate alle amministrazioni pubbliche, per interventi ancora da realizzare;
- Regolamento per l’accesso ai Registri, le procedure per la partecipazione ai Registri, per specifiche tipologie e taglie di interventi, già realizzati o ancora da realizzare;
- Criteri di ammissibilità e calcolo degli incentivi per tipologia di intervento, le indicazioni specifiche per l’accesso agli incentivi con riferimento a ciascuna tipologia di intervento;
- Controlli e verifiche, i controlli in capo al GSE in attuazione del Decreto e del D.Lgs. 28/11.

Le osservazioni che perverranno entro questo termine saranno valutate dal GSE in fase di redazione del documento delle Regole applicative nella versione definitiva.

lunedì 25 febbraio 2013

Solare termico: meglio il nuovo conto energia termico o le detrazioni fiscali?

Solare termico: meglio il nuovo conto energia termico o le detrazioni fiscali?

(Fonte:QualEnergia.it-Giulio Meneghello)
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 2 gennaio, dal 2 febbraio il nuovo conto energia termico è entrato in vigore a tutti gli effetti. Chi vuole installare un impianto solare termico sul tetto di casa, dunque, almeno fino al 30 giugno, si trova a dover scegliere tra tre diversi incentivi: le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie “semplici”, recentemente portate dal 36 al 50% e che dal 1° luglio torneranno al 36%, quelle del 55% per gli interventi di efficienza energetica, che pure (salvo novità) a luglio verranno abbassate al 36% e, appunto, il nuovo conto termico. Qual è il più conveniente? Abbiamo fatto delle simulazioni, giungendo ad una conclusione: se le detrazioni fiscali sono più generose come importo incentivato, il nuovo conto termico, che dà meno soldi ma immediatamente, è molto più attraente e consente tempi molto più rapidi di rientro dell'investimento.

Come sappiamo, infatti, il nuovo conto energia per le rinnovabili termiche, che premia anche caldaie a biomassa e pompe di calore (oltre ad altri interventi di efficienza energetica, ma solo per la pubblica amministrazione), per gli impianti di solare termico sotto ai 50 metri quadri garantisce 170 euro a mq di superficie dei collettori. Diversamente dalle detrazioni fiscali (che vedono l'importo cui si ha diritto detratto dall'Irpef in 10 rate uguali in altrettanti anni), il nuovo meccanismo incentivante fa avere il contributo in due anni e non come detrazione, ma versandolo direttamente in conto corrente.

Come ciò si traduca economicamente per chi vuole installare un impianto di solare termico si vede nelle nostre simulazioni (in fondo tutti i dettagli). Per costruirle abbiamo considerato un impianto a circolazione naturale, la tipologia più diffusa ed economica, a due collettori, con superficie lorda di 4,7 mq: abbastanza per soddisfare (coprendone il 70%) il fabbisogno di acqua calda sanitaria di una famiglia di 3-4 persone, 3.000 kWh termici. Sondando il mercato, abbiamo stimato un prezzo al cliente di 2.500 euro (ovviamente solo indicativo, dato che opere di cantiere e sicurezza possono influire non poco) al quale va aggiunto un costo (sempre indicativo) per le pratiche burocratiche di 120 euro per l'accesso alle detrazioni del 55% e di 250 euro per le pratiche del conto termico (la cui procedura è ancora in fase di definizione da parte del GSE), mentre le detrazioni del 50% non comportano particolari spese amministrative.

Abbiamo ipotizzato che l'impianto sia localizzato al Centro Italia: “se ci spostassimo al Nord, dove c'è un po' meno irraggiamento, e dove predomina il sistema a circolazione forzata, più performante, il ragionamento non cambierebbe molto. Al Sud invece i risultati sarebbero ancora più interessanti perché raggiungibili con un investimento relativamente più basso, ad esempio, realizzando un sistema con un solo collettore, un po' più economico”, ci spiega Stefano Casandrini responsabile rinnovabili di Assotermica, una delle associazioni che più ha spinto negli ultimi due-tre anni per ottenere il nuovo conto e che ci ha aiutato realizzando le simulazioni.

Ma veniamo ai risultati. Basta poco per capire che le detrazioni fiscali, che coprono rispettivamente il 50 e il 55% dell'importo fanno ottenere maggiori benefici economici in termini assoluti: nella nostra ipotesi con il 50% o il 55% ci tornerebbero, sebbene su10 anni, rispettivamente 1.250 o 1.440 euro. Il nuovo conto termico invece darebbe diritto a un incentivo di soli 780 euro: molto meno del 40% dell'investimento che avrebbe dovuto coprire secondo le intenzioni e le dichiarazioni ministeriali, precisamente il 31%.

Insomma, allora meglio approfittare delle vecchie detrazioni, finché ci sono? Niente affatto. Il nuovo conto infatti sbaraglia i due incentivi concorrenti grazie a due punti di forza che lo rendono molto più attraente. Il primo è che i soldi arrivano in soli due anni, cosa che, come si vede dalle simulazioni, accorcia nettamente i tempi di rientro dell'investimento; il secondo è che si tratta di un contributo versato direttamente in conto corrente e non semplicemente di una detrazione Irpef distribuita in 10 anni come avviene.

“In questo modo si rimuove una grossa barriera all'accesso all'incentivo“, sottolinea Casandrini. “Va tenuto conto che molti hanno già importi in detrazione per altri interventi di efficienza energetica realizzati con le detrazioni in questi ultimi anni e che, tanto più in questo periodo di crisi, molti non hanno redditi che comportano tassazioni sufficienti per la detrazione”, gli fa eco Sergio D'Alessandris, presidente di Assolterm.

Insomma, meno soldi ma subito e cash: la ricetta del nuovo conto sembra interessante. E le nostre simulazioni – fatte ipotizzando che l'impianto solare vada ad integrare diversi sistemi di riscaldamento dell'acqua calda sanitaria, si veda sotto - lo mostrano chiaramente: ad esempio, affiancando il solare termico ad un boiler elettrico con il conto termico, rientreremmo dell'investimento in 3 anni e per i successivi anni di vita dell'impianto (in genere 20 anni circa) avremo un risparmio di oltre 400 euro l'anno. Con le detrazioni del 50%, come pure quelle del 55%, invece, non ci ripagheremmo l'investimento prima del quinto anno dall'installazione (clicca sul grafico per ingrandire).



Il nuovo conto energia in quanto a tempi di rientro dell'investimento batte entrambe le detrazioni fiscali attualmente disponibili, spalmate su 10 anni, ma non solo: è meglio anche delle vecchie detrazioni del 55% che restituivano l'importo in 5 anni e che nell'ipotesi citata farebbero rientrare dell'investimento in 4 anni. Visto che le detrazioni del 55% su 5 anni erano l'incentivo che aveva fatto decollare il mercato del solare termico, poi in calo da quando si è passati a 10 anni, possiamo proprio dire che il nuovo incentivo promette bene.

lunedì 28 gennaio 2013

Incentivi fotovoltaico e Conto Termico: come sfruttarli al meglio

Incentivi fotovoltaico e Conto Termico: come sfruttarli al meglio

(Fonte:GreenStyle.it-Peppe Croce)

Mentre tutta la politica italiana e parte del suo Governo sono in piena campagna elettorale per le elezioni 2013, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini si appresta a girare l’Italia per spiegare tutte le misure fino a ora varate per favorire le energie rinnovabili, il risparmio energetico e l’efficienza. Clini, che non è candidato, da febbraio a marzo girerà il paese con Confindustria e Formez PA per parlare di Quinto Conto Energia, Conto Energia Termico, Titoli di Efficienza Energetica e fondi europei per le Regioni Obiettivo Convergenza. Cioè Sicilia, Calabria, Campania e Puglia.

Secondo Clini, che ha presentato il suo “road show” questa mattina in conferenza stampa nella sede romana di Confindustria, gli strumenti per far fiorire la green economy anche in Italia ci sono ma non tutti li conoscono. Spiega il ministro:

Ho suggerito al Formez Pa di rendere disponibili le informazioni sulle misure che già si possono adottare, ci sono alcune parti della normativa ambientale che abbiamo modificato che sono oggetto di controverse, come nel caso del regolamento sulle terre e le rocce da scavo, misura più importante della riduzione delle tasse perché in Italia ci sono miliardi di investimenti fermi in opere pubbliche e infrastrutture a causa di un’interpretazione della norma che sostanzialmente ha paralizzato infrastrutture strategiche e investimenti di grande rilievo

Alcune delle novità che Clini presenterà agli imprenditori sono i nuovi “bandi per l’occupazione giovanile nella green economy e per il carbon footprint“, da venerdì scorso in Gazzetta Ufficiale e disponibili per la consultazione anche sul sito del Ministero dell’Ambiente. Il resto, invece, è tutto già noto. Almeno a noi dell’informazione di settore che seguiamo queste vicende quotidianamente.

E sappiamo, ad esempio, che il Ministero dell’ambiente presenterà in in giro per l’Italia un Quinto Conto Energia già quasi finito e un Conto Energia Termico con appena 700 milioni di budget per i privati e altri 200 per la Pubblica Amministrazione.

Di contro per i bandi sull’occupazione giovanile, quindi per le misure riservate alle imprese e non ai normali cittadini, ci sono 460 milioni da spendere in finanziamenti agevolati allo 0,5% che potranno essere usati per incentivare anche

ricerca, sviluppo e produzione mediante bioraffinerie di prodotti intermedi chimici da biomasse e scarti vegetali

È assai probabile, quindi, che almeno una fettina di quei 460 milioni finiscano a Eni e al suo progetto di bioraffineria a Marghera da 100 milioni di euro. Alle Regioni Obiettivo Convergenza, invece, andranno 380 milioni di euro:

Il ministero dell’Ambiente promuove interventi di efficientamento di edifici e utenze energetiche pubbliche o a uso pubblico e piccoli impianti alimentati da fonti rinnovabili nelle aree naturali protette e nelle isole minori. Una linea specifica di attività è dedicata all’efficientamento energetico di cluster di imprese

Altri soldi andranno nelle bonifiche, con un occhio di riguardo al caso Taranto che da sola avrà 30 dei 90 milioni stanziati, ai Siti di Interesse Comunitario (SIC) e alla lotta al dissesto idrogeologico.

Tra le misure che saranno presentate c’è anche un decreto a hoc per il CSS, cioè il Combustibile Solido Secondario. Per decreto alcuni tipi di “mondezza” vengono classificati come prodotto e non più come rifiuto ma solo

qualora siano utilizzati in alcune tipologie di impianti industriali che, per le garanzie fornite in campo ambientale e tecnico, sono particolarmente idonei;

Queste tipologie di impianti industriali particolarmente idonei non sono altro che i cementifici, che attualmente divorano pet coke per far funzionare i forni. Il pet coke altro non è che uno dei peggiori scarti della lavorazione del petrolio, a sua volta convertito magicamente da rifiuto in prodotto nel 2002 dal Governo Berlusconi.

L’idea è quella di bruciare meno pet coke sostituendolo con il nuovo “rifiuto non rifiuto”. Se questo sarà un vantaggio per l’ambiente (potrebbe esserlo: peggio del pet coke c’è veramente poco altro) lo si vedrà solo con il tempo e, soprattutto, appena sarà chiaro quali requisiti tecnici e sistemi di filtraggio dovranno avere i cementifici e gli altri impianti autorizzati a bruciare CSS.

L’unica cosa certa è che, bruciando rifiuti al posto del pet coke, i cementifici risparmiano. Il che vuol dire che il decreto Clini sul CSS non sembrerebbe un favore all’ambiente (anche se potrebbe esserlo) ma è di sicuro un favore al ciclo del cemento. Che, diciamola tutta, in Italia qualche problema all’ambiente l’ha già creato.

lunedì 14 gennaio 2013

Conto Energia Termico, il vento delle termiche inizia a soffiare

Conto Energia Termico, il vento delle termiche inizia a soffiare

(Fonte:Ediltecnico.it)
 
 
Chiunque voglia navigare sa che occorre direzionare e gestire le vele in quanto non potrebbe modificare l’intensità e la direzione dei venti a suo piacimento. Quindi, coloro che navigano da anni tra i venti mutevoli delle normative di settore, tra risacca, bonaccia e tempestosi proclami, iniziano già a chiedersi cosa porterà il vento delle termiche.

Fuori da ogni metafora marinara, il settore delle rinnovabili è un settore che negli anni è cresciuto in modo disorganico e, a volte, disorganizzato; talvolta grazie strumenti speculativi e di breve durata , a normative disorganiche ed a regole regionali difformi tra loro ma che non ha seriamente puntato sulla ricerca tecnologica nazionale e sulla formazione della filiera.

Cosa accadrà con la “nuova” ventata di incentivi portata dal Conto Energia Termico?

Personalmente avrei preferito che prima si fosse regolamentato il settore con la qualificazione degli operatori come previsto dall’art. 15 del decreto legislativo 28 marzo 2011 (Decreto Romani): il termine previsto dalla norma citata per l’attivazione dei programmi di formazione era il 31 dicembre 2012!

Non si tratta di un mero problema formale ma di un’impostazione chiara che permetta di selezionare operatori qualificati ma anche di istruirli sui meccanismi tecnico-finanziari correlati e sugli strumenti gestionali in modo che le loro aziende non si arenino al soffiare del primo vento avverso.

Infatti, la prima domanda da porsi è se (come tecnico o come impresa) è opportuno investire in formazione, in tecnologia, in personale, ecc. nel cosiddetto Conto Energia Termico, quanto e perché.

Infatti, l’interpretazione normativa dei singoli articoli e degli allegati può, per un attimo, essere tralasciata per comprendere a fondo la norma, le sue opportunità ed i suoi limiti.

Per fare questo occorre analizzare il preambolo del decreto in quanto esso contiene le intenzioni, i vincoli, gli obiettivi del legislatore che saranno successivamente espressi negli articoli e negli allegati.

Si tratta di esaminare le fondamenta su cui il Conto Energia Termico stesso si regge: una norma non potrà mai dare più di quanto il preambolo possa concedere!

Ad esempio, nel quinto Conto Energia la conclusione della fase di incentivazione del fotovoltaico viene annunciata già nel preambolo. Infatti in esso sono citati gli obiettivi del c.d. Pacchetto clima-energia “20-20-20″ (pari al 17% del consumo complessivo di energia al 2020),si ricorda che tale obiettivo è scomposto in tre settori principali (calore, trasporti ed energia elettrica) e che, per quanto riguarda l’energia elettrica, l’obiettivo al 2020 del 26% del consumo totale elettrico è stato quasi raggiunto (con un anticipo di circa 9 anni!). Il preambolo del d.m. 5 luglio 2012 termina con la seguente considerazione: “per ora per il raggiungimento degli obiettivi va dato impulso ai settori del calore e trasporti e all’efficienza energetica, che sono modalità, in media, economicamente più efficienti”.

Quindi, come sottolinea il preambolo il fotovoltaico deve lasciare il testimone alle rinnovabili termiche ed essendo esse delle tecnologie economicamente più efficienti anche l’entità degli incentivi sarà “parametrata” diversamente dal passato.

Si ricorda che l’incentivazione di una tecnologia serve alla sua promozione (obiettivo generale) ed al suo ingresso nel libero mercato (obiettivo strutturale) quindi la stabilità dell’incentivo non può essere il fine ma il mezzo.

Per quanto riguarda il preambolo del c.d. Conto Energia Termico, il legislatore premette “la necessità di un monitoraggi dei risultati e delle risposte ottenute con il nuovo regime di incentivi” e quindi avverte gli addetti ai lavori che si tratta di uno strumento “in fase di messa a punto” che il mercato dovrà utilizzare in modo coerente con le attese.

Inoltre, il preambolo suggerisce che occorre valutare questo strumento non in modo assoluto ma rispetto agli altri strumenti normativi attualmente presenti e che, a loro volta, sono passibili di modifiche ed aggiornamenti.

Quindi, il legislatore vuole predisporre un quadro organico per la promozione dell’efficienza energetica e delle rinnovabili termiche dove coesistono i TEE (certificati bianchi), le detrazioni fiscali, il conto energia termica oltre le agevolazioni in conto capitale ed gli altri strumenti finanziari (vedi ESCO) del settore.

Infatti, ormai conclusa la fase iniziale sperimentale dei TEE, tale strumento è diventato una forma codificata e matura di programmazione di interventi di efficientamento di taglia medio-grande oltre a rappresentare un fronte avanzato di ricerca di ingegneria finanziaria per il settore.

Invece, le oscillazioni valutare nel mercato dei titoli e la mancanza di competenze specialistiche diffuse ha reso “di fatto” i TEE uno strumento complesso e specialistico al quale difficilmente accedono le PA (tale considerazione è contenuta nel preambolo del decreto in esame!).

Inoltre, la PA non può utilizzare lo strumento delle detrazioni fiscali.

La detrazione fiscale, gestito dal binomio Enea-Agenzia delle Entrate, è sicuramente lo strumento che sarà nei prossimi mesi sottoposto ad un processo di revisione e, probabilmente, verrà depotenziato o semplicemente adeguato.

Infatti, si ricorda che le detrazioni comportano un minore gettito fiscale e quindi incidono direttamente sul bilancio dello Stato.

Infine, le detrazioni fiscali ristorano l’investimento effettuato in un arco temporale decennale ed inoltre richiedono, nella maggior parte dei casi, figure qualificate che assistano il privato nelle fasi burocratica e progettuale.

Ne risulta che alcuni interventi incentivati (vedi sostituzione degli infissi) sono stati scelti in misura molto maggiore di altri più efficienti ma più complessi.

Il Conto Energia Termico intende operare dove le misure incentivanti citate non possono essere scelte o per mancanza di specifiche competenze (vedi PA) o per scelte di tipo tecnico-finanziario. Dunque, non si tratta di una misura “assorbente” di incentivazione in quanto sarà sempre necessario accedere alle altre misure sia nel caso in cui risulti dal Decreto stesso esplicitamente esclusa l’incentivazione (ad esempio per interventi di grandi dimensioni ) o ci siano casi in cui gli strumenti di incentivazione attuabili siano concorrenti ma sempre mutuamente esclusivi.

Ad esempio si potrà scegliere tra detrazione del 55% e Conto Energia Termico per la realizzazione di impianti solari termici di piccola taglia.

Concludendo, il cosiddetto Conto Energia Termica raccoglie il testimone dal quinto Conto Energia, giunto ormai a fine corsa, prosegue la corsa agli obiettivi concordati con l’Europa (Pacchetto 20-20-20), forte dell’esperienza già maturata nel settore, quindi privo degli aspetti fortemente speculativi che hanno caratterizzato il recente passato. Si tratta di uno strumento semplificato, a lungo respiro ma facile da rimodulare, leggero per le finanze dello Stato, facile da utilizzare permette alla filiera di strutturarsi e mettere a punto nuovi modelli di business.

Sarà davvero il vento giusto? Ai bravi navigatori non resta che salpare, spiegare le vele e provare a navigare.

venerdì 11 gennaio 2013

Sette cose da sapere sul Conto Energia Termico

Sette cose da sapere sul Conto Energia Termico

(Fonte:Ediltecnico.it)
 
 
Ora che il Conto Energia Termico è diventato operativo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto 28 dicembre 2012 ed è entrato in vigore lo scorso 3 gennaio, cerchiamo di fare una sintesi ragionata di quanto scritto e approfondito nelle scorse settimane, fornendo ai lettori un vademecum con le sette cose da sapere sul Conto Energia Termico.

Chi può richiedere gli incentivi del Conto Energia Termico?
Sia i soggetti pubblici che i soggetti privati potranno usufruire degli incentivi messi a disposizione del conto termico. Nello specifico, per privati, il decreto individua: persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito di impresa (imprenditori individuali).

Per ulteriori informazioni e per sapere cosa intende il decreto quando parla di “interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni”.

Quali sono le spese incentivabili con il Conto Energia Termico?
In altri termini, quali sono le voci di spesa per le quali si potrà fare domanda di incentivazione in Conto Energia Termico?

Sono sei le voci di costo incentivabili, che concorrono alla determinazione delle spese ammissibili ai fini dell’incentivo, comprensive di IVA.
1. Interventi impiantistici per la produzione di acqua calda.
2. Interventi impiantistici per la climatizzazione invernale
3. Interventi per l’isolamento termico dell’involucro edilizio
4. Interventi per l’isolamento termico dei serramenti
5. Interventi di riduzione irraggiamento solare negli ambienti interni
6. Prestazioni professionali

Come accedere agli incentivi
Per accedere agli incentivi, il richiedente deve presentare la domanda al GSE tramite la scheda domanda che sarà messa a disposizione sul sito del Gestore per i servizi energetici. La domanda deve essere presentata entro 60 giorni dalla data di effettuazione dell’intervento o di ultimazione dei lavori.

Ammontare e durata degli incentivi
La durata e l’ammontare degli incentivi varia a seconda del tipo di intervento e del soggetto richiedente: pubblico o privato.

Conto Energia Termico, certificazione e diagnosi energetica
Per accedere ai benefici del decreto 28 dicembre 2012 è necessario che venga effettuata una diagnosi energetica preventiva sull’immobile oggetto dell’intervento e una successiva certificazione energetica che attesti il risparmio ottenuto.

La pagina web del GSE
Assolutamente da segnalare per chi vuole avere una panoramica completa del Conto Energia Termico è la pagina web predisposta dal Gestore per i servizi energetici con tutte le informazioni sul meccanismo di incentivazione stabilito dal DM 28/12/12 e sulle modalità di accesso agli incentivi.

Criteri di ammissibilità
Per accedere agli incentivi messi a disposizione dal Conto Energia Termico riportiamo la tabella con i valori di trasmittanza massimi consentiti e la tabella con i requisiti tecnici di soglia minima consentiti.


Conto Energia Termico. Valori di trasmittanza massima consentiti per l’accesso agli incentivi (tabella 1) e requisti tecnici di soglia minimi consentiti per l’accesso agli incentivi (tabella 2)

lunedì 7 gennaio 2013

Fiper: "Più budget al Conto energia termico"

Fiper: "Più budget al Conto energia termico"

(Fonte:ZeroEmission.it)

 
“Sul conto energia termico ci auspichiamo che il budget allocato, sicuramente oggi insufficiente, sia incrementato dal nuovo Governo nell’ottica di promuovere con efficacia e nel breve periodo gli interventi di efficienza energetica e la promozione delle FER termiche nell’ambito domestico”. Questa l'opinione di Walter Righini, Presidente di Fiper, la Federazione italiana che riunisce i produttori di energia da fonte rinnovabile, in merito alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del nuovo Conto energia termico e delle nuove regole sui certificati bianchi.

Il provvedimento fissa i nuovi target nazionali per il quadriennio 2013-2016 in termini di risparmio energetico per le aziende di distribuzione dell'energia elettrica e del gas (con oltre 50mila clienti). Le aziende di distribuzione dell’energia elettrica e del metano dovranno conseguire risparmi sui consumi finali dei loro clienti, oppure acquistare i titoli di efficienza energetica da chi ha ottenuto questi risparmi al posto loro. In questo modo la vendita dei certificati bianchi costituisce un incentivo di mercato agli investimenti, senza pesare sui conti pubblici. I risparmi cumulati dovranno raggiungere i 4,4 megatep nel 2013, i 5,9 nel 2014, i 6,4 nel 2015 e i 7,3 megatep nel 2016. Qualora l’obiettivo nazionale di un determinato anno venga conseguito con un margine superiore al 5%, il target per l’anno successivo sarà incrementato in proporzione. Il decreto istituisce nuove procedure ad hoc per incentivare il risparmio energetico nel settore industriale, nelle infrastrutture e nei trasporti.

Ai grandi progetti, che garantiscono risparmi superiori a 35 mila Tep con una vita tecnica superiore ai 20 anni viene riconosciuta una premialità fino al 50% in termini di certificati bianchi riconosciuti in funzione del grado di innovazione tecnologica. Rientrano in questa categoria gli impianti di teleriscaldamento ad alta efficienza. Il Conto energia termico sarà invece destinato alla promozione di energia rinnovabile termica negli impianti domestici (biomassa, pompe di calore, pannelli solari, caldaie/stufe a biomassa), e agli interventi di efficienza energetica. "lo strumento dei certificati bianchi si è rivelato efficace - ha commentato Righini - seppur limitatamente rispetto all’investimento effettuato, nel promuovere il risparmio di energia. Basti pensare ai 17 milioni di tonnellate di petrolio (Tep) risparmiate nel corso degli ultimi 7 anni, che hanno consentito di conseguire 30 milioni di ton. di mancate emissioni di CO2. Per migliorare ed incrementare il risparmio, va sicuramente semplificato l’iter di riconoscimento dei Tee, armonizzato il passaggio di consegna della gestione degli stessi da Aeeg a Gsee e avviato in tempi brevi il fondo per la realizzazione di reti di teleriscaldamento come previsto dal Decreto n.28/2011".

mercoledì 2 gennaio 2013

Firmato il Conto energia termico

 Firmato il Conto energia termico

 (Fonte:ZeroEmission.it)



Firmato il decreto interministeriale sul Conto energia termico, il nuovo strumento pensato dai Ministeri dell'ambiente, dello sviluppo economico e delle politiche agricole, pensato per dare nuovo impulso alla produzione di energia rinnovabile termica e agli interventi di efficienza energetica per la pubblica amministrazione. "Il provvedimento - si legge in una nota ministeriale - tappa essenziale per raggiungere e superare gli obiettivi ambientali europei al 2020 e della nuova direttiva sull'efficienza energetica, si propone il duplice scopo di dare impulso alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili (biomassa, pompe di calore, pannelli scalda-acqua, condizionamento a energia solare) e di accelerare i progetti di riqualificazione energetica degli edifici". Il testo sarà pubblicato a breve sulla Gazzetta Ufficiale.

Il testo è stato "ritoccato" con le modifiche proposte dalle Regioni, che prevedono l’innalzamento a 1 MW della soglia di potenza per gli impianti, l' incentivazione non solo nel caso di sostituzione, ma anche di installazione ex novo di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento con generatori di calore alimentati da biomassa con potenza fino a 1 MW, l'incentivazione per le sole aziende agricole che svolgono attività agroforestale, esclusivamente nelle aree non metanizzate, per la sostituzione di generatori di calore alimentati a gpl con generatori di calore alimentati a biomassa e, infine, la possibilità di prevedere all’Allegato II, sezione 1.2 “Generatori di calore alimentati da biomassa ” che i certificati di manutenzione vengano inseriti nei Catasti informatizzati costituiti presso le Regioni (anziché conservati in formato cartaceo per cinque anni). L'Autorità per l'energia elettrica e il gas, inoltre, entro 90 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta, dovrà istituire una speciale tariffa speciale per l'energia elettrica per le pompe di calore.

L'incentivazione si baserà su un contributo del 40%, che verrà erogato in due anni (cinque per gli interventi più onerosi), con una spesa complessiva di 700 milioni ogni anno, per gli interventi dedicati alle famiglie e di 200 milioni per la Pubblica Amministrazione. Nei primi due anni, è previsto un costo complessivo massimo di 900 milioni di euro, dei quali 200 milioni dedicati agli edifici pubblici e il restante alle costruzioni private. Per tutte le tecnologie, il nuovo decreto stabilisce dei precisi valori prestazionali minimi. Per gli impianti a biomassa o a PdC fino a 35 kWt e solari termici fino a 50 mq, l'ammontare annuo dell'incentivo è costante, calcolato a forfait ed erogato per due anni. Per gli impianti di potenza maggiore, l'ammontare annuo è costante, conteggiato a forfait ed erogato per cinque anni. L'incentivo potrà essere richiesto per gli interventi su edifici esistenti o unità immobiliari di qualsiasi categoria catastale, èer gli impianti termici per il condizionamento invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria, elettrodomestici, motori e inverter. Tra le principali novità, la cumulabilità con le detrazioni del 55%, l'incentivazione ai sistemi di schermatura e/o ombreggiamento fissi o mobili, non trasportabili, in edifici esistenti e gli interventi di sostituzione (integrale o parziale) di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre con impianti utilizzanti generatori di calore a condensazione.

giovedì 6 dicembre 2012

Conto Energia Termico.Gli incentivi partano al più presto

Conto Energia Termico, Assolterm: gli incentivi partano al più presto

(Fonte:GreenStyle.it-Silvana Santo)

Molti elementi di positività è qualche aspetto critico da rivedere. Questo, in sintesi, il giudizio di Assolterm (Associazione Italiana Solare Termico) sul Conto Energia Termico presentato dal governo qualche settimana fa. L’associazione ha sollecitato per anni l’introduzione di un meccanismo di incentivazione simile a quello esistente per il fotovoltaico, per cui ha accolto con soddisfazione la novità.

Il primo aspetto positivo, secondo Assolterm, riguarda l’ampliamento, rispetto alla detrazione fiscale del 55% in vigore attualmente, del numero e della tipologia di soggetti che potranno approfittare degli incentivi, almeno per quanto riguarda il solare termico.

Precisa l’associazione:

In generale, ma a maggior ragione in un momento così difficile per le nostre aziende, inoltre, è positivo il fatto che il periodo di diritto all’incentivo sia sufficientemente breve (2 anni per impianti sotto i 50 m2 e 5 anni per impianti da 50 a 700 m2 di superficie), permettendo così ai fruitori di acquisire l’incentivo in tempi rapidi.

Quanto agli aspetti da migliorare, secondo Assolterm è necessario prima di tutto un incremento delle risorse economiche a disposizione per gli incentivi, attualmente fissate in 900 milioni di euro l’anno, dei quali 700 per i privati e 200 per le pubbliche amministrazioni.

Aggiunge la nota di Assolterm:

La spesa complessiva annua di 900 milioni di euro prevista per l’incentivazione di tutte le rinnovabili termiche e per le misure di efficienza energetica non può certo essere considerata adeguata, soprattutto se si considera quanto sostenuto nella SEN con riferimento all’importanza di puntare sulle rinnovabili termiche come “elemento fondamentale della strategia italiana di raggiungimento degli obiettivi 20-20-20″, e se confrontata con i fondi destinati alle rinnovabili elettriche.

Preoccupa anche la scelta del governo di non legare l’entità dell’incentivo alla produttività dell’impianto. Un approccio che, secondo l’associazione del solare termico, tradisce lo spirito del Decreto 28 del marzo 2011 (il cosiddetto Decreto Romani sulle rinnovabili, ndr) che prevedeva appunto che l’incentivo fosse “commisurato alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili“.

Assolterm, inoltre, chiede che venga incrementato l’incentivo riconosciuto agli impianti a circolazione forzata, che hanno, secondo gli esperti dell’associazione, un costo superiore a quello previsto dalle simulazioni fatte dai Ministeri competenti. Fondamentale, infine, che la pubblicazione e l’entrata in vigore del Conto Energia Termico non vengano ritardate e che i nuovi incentivi partano il prima possibile.

martedì 4 dicembre 2012

Il conto energia termico per le biomasse

Il conto energia termico per le biomasse


(Fonte:QualEnergia.it-Marino Berton)


Un articolo di Marino Berton, presidente AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali) pubblicato sull’ultimo numero della rivista bimestrale QualEnergia (n.5/2012), con il titolo 'Il conto delle biomasse' (qui anche in pdf) che affronta i principali contenuti della bozza di decreto sulle rinnovabili termiche, con una specifica attenzione appunto agli impianti a biomassa. Il testo finale del decreto, attualmente in discussione presso la Conferenza Unificata Stato-Regioni, che dovrebbe chiudere l’esame il giorno 6 dicembre, potrà subire ancora modifiche e integrazioni, anche se si presume solo marginali.

… Le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili hanno fino a ora riguardato in larga parte l’energia elettrica, malgrado le proiezioni del Piano d’Azione Nazionale per l’energia da fonti rinnovabili (PAN) indichino che il 48% dell’energia rinnovabile attesa al 2020, calcolata come tonnellate equivalenti petrolio, sarà costituita da energia termica. Le stime del piano assegnano alle biomasse il ruolo più rilevante nella quota di termica rinnovabile dal raggiungere, pari al 54%. In questo contesto il raggio d’azione del decreto attuativo per il “conto termico” dovrà riguardare, secondo il testo più recente, due specifici ambiti:
•interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti;

•interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da FER.

In questo approfondimento ci limiteremo a illustrare la seconda opzione con particolare riferimento alla termica da biomassa.
Preliminarmente il provvedimento dovrà stabilire come intende definire la soglia delle “piccole dimensioni”. La bozza fissa questo tetto nella potenza termica nominale inferiore ai 500 kW, riferita al singolo edificio o unità immobiliare. Riteniamo che questo limite sia condivisibile anche perché si sovrappone perfettamente al confine previsto nella norma EN 303-5 per le caldaie di riscaldamento a combustibili solidi, nella suo recente aggiornamento.
Il decreto è principalmente rivolto a soggetti pubblici, inclusi gli istituti autonomi case popolari, gli enti e le aziende che gestiscono l’edilizia residenziale, che eseguono a proprie spese interventi di incremento di efficienza energetica negli edifici esistenti e interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili con sistemi ad alta efficienza. Tuttavia per alcuni specifici interventi, tra i quali i generatori di calore alimentati a biomasse, il decreto ammette ai benefici anche persone fisiche, i condomini, gli enti e soggetti titolari di reddito di impresa.
Quali interventi
Nel settore delle biomasse è incentivabile la sostituzione di impianti per la climatizzazione invernale con generatori di calore alimentati a biomassa (legna, cippato, pellet) della potenza termica nominale inferiore ai 500 kW. Sono ammessi esclusivamente i generatori di calore a biomassa installati in sostituzione di impianti alimentati a biomassa, a gasolio o carbone preesistenti e con efficienza di generazione inferiore. L’incentivo quindi non potrà in alcun modo riguardare gli interventi obbligatori sui nuovi edifici, finalizzati alle prescrizioni di termica da rinnovabili previste per legge. Per le biomasse l’incentivo è rivolto alle categorie apparecchi domestici e caldaie.
Per poter beneficiare dell’incentivo il decreto prevede tre fondamentali condizioni:
•certificazione degli standard qualitativi di apparecchi e impianti;

•certificazione o conformità alle norme di qualità dei biocombustibili impiegati;

•manutenzione biennale obbligatoria dei generatori e delle canne fumarie.

Per le singole tecnologie di conversione energetica a biomasse sono richiesti specifici requisiti che sono indicati sotto.
L’incentivo
Non si tratta di una detrazione fiscale dalle tasse, ma di un incentivo erogato tramite un contratto di diritto privato tra il GSE e il soggetto responsabile dell’impianto, cioè colui che ha sostenuto le spese per l’esecuzione degli interventi.
Per gli apparecchi domestici (stufe e termocamini) l’incentivo sarà erogato in due annualità, per le caldaie in cinque annualità. Il valore economico del contributo è commisurato alla produzione di energia termica ed è determinato sulla base di una tabella che contiene i seguenti parametri presi a riferimento:
•le zone climatiche;

•la potenza di apparecchi e caldaie suddivisa in classi omogenee.

Quindi, sulla base della zona climatica del Comune in cui ricade l’edificio oggetto dell’intervento e della potenza del generatore di calore, è possibile stimare la quantità di energia termica prodotta e quindi determinare il valore dell’incentivo.
Un bonus per le emissioni
Il decreto ha previsto un sistema premiante per apparecchi e caldaie che presentano livelli di emissioni ulteriormente ridotti rispetto ai criteri base per l’accesso. Il meccanismo è costituito da due coefficienti di moltiplicazione che aumentano l’incentivo in relazione a classi emissive con valori inferiori espresse in milligrammi per normal metro cubo di particolato primario (mg/Nm3), comprensivo della frazione condensabile. Quindi a minori emissioni di polveri, maggiore potrà essere l’incentivo.

Va dato atto positivamente dell’attenzione finora dimostrata dalle istituzioni coinvolte nel provvedimento rispetto alle osservazioni, proposte e suggerimenti che nel merito come associazione degli operatori del settore abbiamo presentato, tuttavia i tempi per l’emanazione del decreto attuativo si sono dilatati. Hanno influito sicuramente alcune incertezze determinate dai recenti provvedimenti riguardanti le detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni e sul risparmio energetico. Sotto questo profilo riteniamo che vada fatta chiarezza nelle politiche di promozione delle rinnovabili termiche, distinguendo tra gli interventi riferiti all’involucro dell’edificio finalizzati ad aumentare l’efficienza energetica e quelli che sono rivolti alla produzione energetica. Siamo dell’avviso che le detrazioni fiscali non debbano in alcun caso sostituire gli incentivi previsti per il settore privato nella bozza di decreto attuativo. Se così fosse, il Decreto legislativo 28/11 che ha recepito la direttiva europea sarebbe disatteso.
Naturalmente i due meccanismi non possono e non devono in alcun modo essere cumulati bensì, riteniamo, devono essere alternativi e scelti dal consumatore. La nostra preferenza al sistema “conto energia termico” è motivata dal fatto che tale proposta è collegata a elementi qualitativi, incentiva l’energia rinnovabile prodotta, premia l’impegno all’innovazione e stimola i consumatori e gli operatori a migliorare; è quindi un provvedimento quadro che persegue un insieme di obiettivi, mentre la detrazione fiscale è generica e appiattisce il settore; inoltre, attraverso il decreto “termica” si promuove la qualità dei combustibili legnosi e la professionalità degli installatori; infine, il meccanismo della detrazione fiscale è un sistema instabile, spesso modificato nei tempi e nell’entità dell’agevolazione, suscettibile alle variabili delle congiunture economiche.

Abbiamo invece la necessità di un sistema stabile e certo sul quale costruire una strategia produttiva e di mercato almeno decennale. Ci sono tutte le condizioni affinché si possa approvare questo decreto attuativo e far partire, finalmente, un provvedimento atteso e utile.

 
I requisiti per le singole tecnologie

 
Caldaie a biomassa:

•certificazione di un organismo accreditato che attesti la conformità alla norma UNI EN 303-5 classe 5

•rendimento termico utile non inferiore 87% + log(Pn), dove Pn è la potenza nominale dell’apparecchio

•emissioni in atmosfera non superiori a precisi limiti fissati con apposita tabella e certificate dal produttore

•nel caso di alimentazione manuale vige l’obbligo di installazione di un sistema di accumulo termico, dimensionato secondo quanto previsto dalla norma EN 303-5. Per le caldaie ad alimentazione automatica l’accumulo termico deve essere non inferiore a 20 l/kW

•il pellet utilizzato deve essere certificato e conforme alla norma UNI EN 14961-2 classe A1 oppure A2

Stufe e termocamini a pellet:
•conformità alla norma UNI EN 14785

•rendimento termico utile maggiore dell’85%

•emissioni in atmosfera non superiori ai limiti fissati e certificate dal produttore

•il pellet utilizzato deve essere certificato e conforme alla norma UNI EN 14961-2 classe A1 oppure A2

Termocamini a legna:
•siano installati esclusivamente in sostituzione di camini aperti

•conformità alla norma UNI EN 13229

•rendimento termico utile maggiore dell’85%

•emissioni in atmosfera non superiori a quanto riportato nella Tabella 12, come certificate dal produttore

Stufe a legna:
•conformità alla norma UNI EN 13240

•rendimento termico utile maggiore dell’85%

•emissioni in atmosfera non superiori a quanto riportato nella Tabella 12, come certificate dal produttore

sabato 17 novembre 2012

Conto energia termico in dirittura d'arrivo

Conto energia termico: chi tardi arriva ... non alloggia

(Fonte:QualEnergia.it-Giampaolo Valentini)
 
 
Il decreto sulle rinnovabili termiche (che riguarda anche l’efficienza energetica), altrimenti detto Conto Termico e attuativo dell’art. 28 del D.Lgs 28/2011, è ormai davvero in dirittura d’arrivo in Gazzetta, posto che il Ministero ne ha perfino diffuso la bozza che, non essendo più top secret, è da ritenersi pressoché definitiva. Molte sono le novità rispetto al 55%, qualcuna positiva, la maggior parte negative. Esaminiamole rapidamente, riservandoci di entrare in dettaglio in altra occasione, vista la complessa articolazione del decreto.

Fra le novità positive possiamo citare: la riduzione a 2 o 5 anni del tempo di erogazione dell’agevolazione (erano 10 con il 55%), l’allargamento alla pubblica amministrazione della platea dei possibili beneficiari e forse il passaggio della gestione dall’Enea al GSE in quanto si spera che saranno disponibili più risorse, più presenza e più attenzione nell’assistenza agli utenti e nella formazione degli operatori.

Fra quelle negative, la riserva degli incentivi alla P.A. per molte tipologie di interventi tra i quali sicuramente quelli maggiormente apprezzati e realizzati dal pubblico come l’isolamento di pareti, tetti e pavimenti, la sostituzione di finestre, la sostituzione di impianti termici con caldaie a condensazione, interventi che nel 2010 (ultimo anno per cui sono disponibili i dati Enea) hanno costituito l’85% di tutti i lavori realizzati a valere sul sistema di detrazioni del 55%. Il tutto, evidentemente, nell’ottica di contenere i costi per lo Stato dal momento che saranno disponibili solo 200 milioni all’anno per le pubbliche amministrazioni e 700 milioni all’anno per i privati. Se si considera che nel 2010 sono stati portati in detrazione 2.533 milioni di euro solo per i privati, ci si rende immediatamente conto dell’inadeguatezza dello stanziamento disponibile. Conseguenza: chi primo arriva non solo meglio alloggia ma sarà l’unico ad alloggiare ovvero i fondi saranno sufficienti solamente per coloro che per primi realizzeranno gli impianti mentre gli altri resteranno a bocca asciutta.

Per accedere agli incentivi, inoltre, sono previsti per tutti limiti prestazionali minimi piuttosto stringenti e l’incentivo a disposizione non è mai particolarmente generoso, non superando - in linea di massima - per gli impianti più performanti il 40% di quanto speso. Infine, la documentazione da presentare è sicuramente più corposa (e costosa) di quella richiesta in precedenza per il 55% dal momento che include, tra l’altro, attestato di certificazione energetica, schede tecniche, asseverazione dell’impianto, fatture, bonifici, diagnosi energetica, dichiarazioni e certificati di smaltimento, di emissione in atmosfera, ecc. Non occorre avere la palla di vetro nel profetizzare che tutto ciò darà luogo a contestazioni e contenziosi che nella precedente gestione erano, altrettanto colpevolmente, pressoché del tutto assenti.

Si nota, in questo nuovo Conto Termico, la sostituzione dell'Enea, che ha gestito le detrazioni del 55%, con la "new entry" GSE che è ora incaricato di predisporre i moduli di domanda ad uso degli operatori, di raccogliere detti moduli e la documentazione necessaria, di valutare la conformità o meno degli impianti ai requisiti di legge, di erogare gli incentivi, di predisporre dei controlli a campione, di proporre eventuali sanzioni per gli inadempienti e, infine, di informare e assistere gli utenti. L’Enea sconta così la poca attenzione e le poche risorse che per propria scelta ha voluto dedicare alle detrazioni fiscali del 55%, tanto da essere esonerata dal legislatore e da rivestire in futuro un ruolo marginale al servizio del GSE che, pur non avendo una esperienza specifica nell’interfacciarsi direttamente con il grande pubblico, ha saputo evidentemente fornire garanzie di una più puntuale informazione e assistenza agli utenti e rendicontazione dei risultati alle pubbliche amministrazioni ..

In ogni caso, dal momento in cui andrà in vigore il Conto Termico e fino al 30 giugno 2013, gli utenti privati potranno almeno scegliere se avvalersi delle detrazioni del 55%, del Conto Termico o delle ristrutturazioni edilizie (che possono comprendere anche interventi di risparmio energetico). Ovviamente gli incentivi non sono cumulabili e, in due parole, le caratteristiche sono le seguenti:
Detrazioni fiscali: incentivo generoso (55%) ottenibile in 10 anni, adempimenti moderati, costi di istruttoria medi, controlli documentali.
Conto Termico: incentivo più modesto (40%) ottenibile in 2 o 5 anni a seconda dell’intervento, costi di istruttoria rilevanti, controlli documentali e tecnici sul campo.
Ristrutturazioni edilizie: incentivo alto (50%) ottenibile in 10 anni, adempimenti minimi, costi di istruttoria quasi nulli, controlli scarsi e commisurati agli adempimenti.

Dopo il 30 giugno la situazione cambierà ancora e avremo modo di riparlarne. Fino a quel momento la scelta è dell'utente in base al tipo di intervento sostenuto, alle prestazioni attese, alla possibilità di avere supporto tecnico a buon mercato e... alla propria personale pazienza (e aspettativa di vita) nell'attendere di acquisire per intero il bonus previsto.

lunedì 29 ottobre 2012

Conto Energia Termico: decreto in arrivo

Conto Energia Termico: emanazione decreto in arrivo

(Fonte:GreenStyle.it-Peppe Croce)
Il Conto Energia Termico per le rinnovabili che producono calore e non energia elettrica “è in arrivo”. è quanto scrive Milano Finanza affermando che il decreto è ormai pronto e la sua emanazione sarebbe alle porte. Il quotidiano non cita fonti, ma considera il Conto Energia Termico ormai cosa fatta:

È in arrivo il conto energia per le fonti rinnovabili termiche. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza il dicastero dello Sviluppo sarebbe pronto a emanare il decreto ministeriale che stabilirà gli incentivi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per gli interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni

MF, inoltre, offre anche qualche dettaglio in più su come verranno spalmati gli incentivi. Innanzitutto ammonteranno a 8 miliardi, che verranno recuperati da una accisa sulla bolletta del gas. Poi verranno privilegiati gli impianti di dimensioni minori: per la biomassa sotto i 35 kW termici e per il solare termico sotto i 50 metri quadrati di superficie l’incentivo dovrebbe essere distribuito in due anni, cioè quasi “tutto e subito”.

Gli impianti più grossi verranno incentivati in cinque anni. In ogni caso si tratta di una cifra forfettaria e un limite di potenza incentivabile pari a 500 kW termici per le pompe di calore e per la biomassa e 700 metri quadrati per il solare termico. A questo si aggiunge una specifica attenzione al risparmio energetico, sulla quale però il quotidiano milanese non fornisce ulteriori dettagli.
Il Conto Energia Termico, se sarà come MF lo descrive, dovrebbe quindi sostituire le attuali detrazioni fiscali per il risparmio energetico e verrebbe pagato esclusivamente tramite un ricarico sulle bollette del gas. Il che non mancherà di aprire una nuova polemica.
Mentre i cinque Conti Energia per il fotovoltaico, che produce elettricità, sono stati pagati da tutti in bolletta elettrica, cioè da tutti visto che nessuno vive senza energia elettrica, gli incentivi statali al calore potrebbero essere pagati da chi non ne usufruirà mai. Una buona fetta di quegli 8 miliardi, infatti, andrà a incentivare le biomasse, il geotermico a bassa temperatura e il solare termico che spesso e volentieri è abbinato ai primi due.
Con la bolletta del gas, quindi, si pagano i concorrenti del gas. Il tutto nel paese europeo dove il gas costa di più e che, nella sua nuova Strategia Energetica Nazionale, ha promesso di aumentare le estrazioni nazionali di metano e si è candidato a diventare l’hub sud europeo del gas. Per far scendere i prezzi delle bollette del riscaldamento. Qui qualcosa non quadra…

giovedì 4 ottobre 2012

Conto Energia Termico: incentivi tra un mese!

Conto Energia Termico, De Vincenti: incentivi tra un mese


(Fonte:GreenStyle.it-Peppe Croce)


Nuove speranze per i produttori di energia rinnovabile che, da oltre un anno, aspettano l’arrivo di un Conto Energia Termico dedicato al calore. Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, a margine di un congresso CGIL sull’energia ha affermato che il decreto sul Conto Energia Termico ormai vicino:

il decreto è molto avanti, penso entro il mese

Se ciò fosse confermato verrebbe mantenuta la promessa di presentare il Conto Energia Termico “tra settembre e ottobre”, fatta il mese scorso dal Ministero dello Sviluppo economico. Nessun dettaglio, invece, su come verrà risolto il problema della sovrapposizione degli incentivi del futuro Conto con le attuali detrazioni fiscali per il risparmio energetico.

Chi ha già ottenuto la detrazione del 55% per l’efficienza, che viene spalmata su dieci anni, in teoria non dovrebbe poter usufruire degli incentivi statali del Conto Termico. Questo dubbio va avanti da settembre 2011, mese in cui sarebbe dovuto uscire il decreto, quando ancora allo Sviluppo economico c’era Paolo Romani.
A dicembre l’allora neoministro all’Ambiente Corrado Clini promise che il Conto era praticamente pronto ma, di nuovo, non si vide nulla. A marzo di quest’anno, invece, l’associazione di categoria Assolterm scrisse ai ministri dell’Ambiente, Sviluppo economico e Agricoltura per chiede che fine avesse fatto. E non ottenne risposta.
La tirata d’orecchie al Ministero dell’Agricoltura deriva dal fatto che molti dei grandi impianti che usufruiranno del Conto Energia Termico saranno collegati alle aziende agricole che bruceranno gli scarti o il biometano per produrre calore. Proprio sul biometano si fonda l’ultima critica: FIPER, la Federazione Italiana Produttori Energie Rinnovabili, lamenta il fatto che a questo gas non si fa il minimo accenno neanche nella Strategia Energetica Nazionale che, come ha affermato De Vincenti sempre al convegno della CGIL di oggi, dovrebbe essere presentata entro la prossima settimana. Aspettiamo, ancora.