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venerdì 1 febbraio 2013

Rinnovabili: non usarle ci costerà 9 miliardi al giorno

Rinnovabili: non usarle ci costerà 9 miliardi al giorno

(Fonti:GreenStyle.it-Peppe Croce)

 
 
Si è parlato spesso, e polemicamente, dei costi delle rinnovabili. In Italia e Germania specialmente abbiamo assistito ad una vera e propria campagna contro fotovoltaico ed eolico, che farebbero schizzare in alto gli importi delle bollette elettriche dei consumatori.

In Italia ciò ha portato all’emanazione del Quinto Conto Energia per il fotovoltaico e al Decreto Rinnovabili per tutte le altre fonti verdi, con incentivi bassi e montagne di burocrazia per ottenerli. In Germania il ministro dell’Ambiente sta cercando di fare qualcosa del genere dopo un primo tentativo andato a vuoto.

C’è, però, qualcuno che si fa la domanda opposta: non quanto costano le rinnovabili, ma quanto costa non usarle. Secondo il World Future Council (WFC), un ente indipendente nato in Germania nel 2007 per promuovere le politiche contro il cambiamento climatico, si tratterebbe di una cifra non alta, enorme: 3,4 trilioni (cioè 3.400 miliardi) di dollari l’anno, o 9,3 miliardi al giorno se preferite.

Lo studio del WFC è decisamente complesso e prende in considerazione vari scenari. Il calcolo dei costi si basa principalmente sul concetto che le rinnovabili, termiche ed elettriche, sono sostitutive delle fossili. Quindi se non passeremo all’energia verde dovremo continuare a consumare milioni di tonnellate di petrolio e carbone e miliardi di metri cubi di gas naturale. Spiega il WFC:

Bruciare risorse fossili finite (non rinnovabili) per i consumi energetici impedisce il loro utilizzo in futuro. Quando in una economia di mercato i costi diventano uguali ai benefici, i costi sono anche uguali alle perdite monetarie create dal mancato utilizzo in futuro. Il costo dell’uso di una commodity deve essere alla fine alto come il costo derivante dal procurarsi quella commodity, altrimenti non sarebbe stata comprata.

Nell’economia di mercato reale questo valore è di solito più alto dei costi perché solo così chi compra fa profitto. Calcolare di quanto il valore dell’uso eccede il costo è metodologicamente difficile, quindi questo studio parte dal cauto presupposto che il valore dato all’uso (dei combustibili fossili) è almeno pari al prezzo da pagare per procurarseli.

Detto in parole povere: il costo del non utilizzo delle rinnovabili non lo paghiamo noi, lo pagheranno le prossime generazioni che si troveranno nella condizione di dover trovare sostituti alle fonti fossili. Da notare, e non è cosa da poco, che il WFC ha fatto i conti con i costi attuali di petrolio, gas e carbone. Ma in futuro potranno essere molto più alti di quanto non lo siano oggi:

Limitare l’uso di fonti fossili dal valore crescente è possibile sostituendo queste materie prime con le rinnovabili. Ogni giorno che ciò viene rimandato e che le fossili sono consumate come fonte una tantum di energia crea una futura perdita dal valore compreso tra 8,8 e 9,3 miliardi di dollari.

Non solo gli attuali costi delle varie energie rinnovabili devono essere presi in considerazione, ma anche il costo di non usarle. Basandoci sulle stime cautelari che abbiamo usato, i costi reali potrebbero essere anche più alti di quelli che abbiamo calcolato.

venerdì 14 settembre 2012

Conto energia fotovoltaico

Conto energia fotovoltaico e decreto rinnovabili sotto la lente di GSE e APER

(Fonte: QualEnergia.it)
 
Ieri mattina alla sede del Gestore Servizi Energetici si è tenuto il workshop sul futuro delle rinnovabili elettriche con i nuovi decreti, organizzato da GSE e APER. Il Gestore ha spiegato con pazienza le nuove regole a una platea di operatori, ma i decreti non sono coerenti con gli obiettivi del Paese, commentano da APER.
Grande partecipazione per il workshop organizzato dal Gestore dei Servizi Energetici e APER dal titolo "Un nuovo inizio per le rinnovabili. Come cambiano gli scenari e le regole del gioco dopo l’entrata in vigore del DM FER e del V Conto energia" che si è tenuto oggi presso l’Auditorium del GSE. Un importante momento di formazione che ha visto illustrate le principali novità contenute nei recenti provvedimenti che hanno ridisegnato il settore italiano delle rinnovabili.
"Oggi il settore delle FER è in pieno fermento, come del resto accade ogni qualvolta venga introdotta una novità normativa" così ha aperto il Convegno il Presidente e Amministratore Delegato del GSE, Nando Pasquali, "ed è altrettanto indubbio che questo comparto si sia contraddistinto per una crescita costante, sostenuta dagli incentivi, da una grande capacità degli operatori e dalla maturazione tecnologica del settore, che speriamo possa portare presto alla grid parity", ha dichiarato Pasquali.
"I nuovi decreti - dichiara al termine dell’evento Agostino Re Rebaudengo, Presidente di APER – permetteranno un modestissimo sviluppo delle rinnovabili elettriche da oggi al 2020, appena sufficiente a raggiungere gli obiettivi fissati da Bruxelles. Ritengo che l’Italia debba essere più ambiziosa e attenta alla crescita, facendo la fondamentale scelta di prediligere uno sviluppo green rispetto alle fonti fossili. In un momento in cui il contesto europeo ha quasi definito ambiziosi obiettivi al 2030 e le strategie al 2050, il nostro Paese dovrebbe proseguire politiche di sviluppo con strumenti attuativi coerenti che rendano possibile il raggiungimento al 2020 di una quota pari al 38% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, così come sembra suggerire la bozza di Strategia Energetica Nazionale, apparsa in questi giorni sui media".