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mercoledì 14 gennaio 2015

Batterie agli ioni di litio: vetro aumenterà efficienza

(Fonte:GreenStyle.it-Marco Mancini)

 
 
Nei prossimi anni per limitare l’impatto devastante del riscaldamento globale il mondo dovrà affrontare una sfida importante: la decarbonizzazione dell’economia. Per ridurre la dipendenza dai fossili e coprire una fetta sempre maggiore dei consumi energetici globali grazie alle fonti rinnovabili i sistemi di accumulo giocheranno un ruolo determinante.

L’energia prodotta dall’eolico e dal fotovoltaico dovrà infatti essere immagazzinata in modo efficiente per permettere all’elettricità generata in surplus in alcuni momenti della giornata di essere impiegata nei momenti in cui invece si registra un calo produttivo. In questo modo l’energia rinnovabile reggerà alle fluttuazioni della rete, diventando più competitiva e affidabile. Le batterie giocano un ruolo determinante anche nel campo della mobilità sostenibile: auto elettriche con un’autonomia maggiore hanno maggiori probabilità di affermarsi sul mercato.

Per aumentare l’efficienza delle batterie agli ioni di litio i ricercatori dell’ETH di Zurigo hanno sviluppato un nuovo tipo di vetro, capace di incrementare la densità e la capacità dei sistemi di accumulo. Il nuovo materiale, prodotto dal vanadato-borato, è stato utilizzato per produrre gli elettrodi delle batterie agli ioni di litio.

Dalle prime sperimentazioni è emerso che il vetro potrebbe raddoppiare potenzialmente la capacità di stoccaggio delle batterie. Lo speciale materiale, composto da ossido di vanadio (V2O5) e litio-borato (LiBO2), è stato rivestito da uno strato di ossido di grafene ridotto (RGO) per migliorare le proprietà degli elettrodi.

Il vanadio, nella sua forma cristallina, permette solo alcuni cicli di ricarica ed è abbastanza instabile. Per questa ragione i ricercatori hanno preferito utilizzare il vanadio come fosse un vetro, fondendolo con dei composti del borato e creando un nuovo materiale dalla conducibilità elevata, economico e facile da produrre.

Le batterie composte da un elettrodo in vanadato-borato, rivestite di ossido di grafene, raggiungono una densità piuttosto elevata, pari a circa 1000 watt-ora per chilogrammo. Grazie a queste batterie, sul mercato non prima di 10 anni, l’autonomia delle auto elettriche e dei cellulari secondo i ricercatori potrebbe raddoppiare.

martedì 10 dicembre 2013

Accordo Ikea/Enel per colonnine di ricarica veicoli elettrici

Accordo Ikea/Enel per colonnine di ricarica veicoli elettrici

(Fonte:ZeroEmission.it)
 
 
 
 
Ikea Italia ed Enel Distribuzione SpA firmano oggi un protocollo d’intesa per dotare i negozi serviti dalla rete Enel di colonnine per auto elettriche. Il protocollo, che coinvolge 18 negozi Ikea dei 20 presenti in Italia (a cui si aggiungerà a marzo 2014 anche il nuovo negozio di Pisa), prevede siano installate 36 infrastrutture di ricarica, ovvero due colonnine per ogni punto vendita. Sono già cinque i punti vendita in Italia che oggi offrono il servizio di ricarica dei veicoli elettrici. L’obiettivo di Ikea è arrivare entro i primi mesi del 2014 ad avere, come prima catena della grande distribuzione in Italia, tutti i punti vendita dotati di queste infrastrutture, anche in collaborazione con altri partner. Ikea ha deciso di fornire gratuitamente questo servizio a tutti i soci Ikea Family.

Le infrastrutture che saranno installate in collaborazione con Enel Distribuzione sono del tipo Pole Station, possono ricaricare a 3kW (slow) o a 22 kW (quick) e garantiscono l’alimentazione dei veicoli di nuova generazione così come del parco di veicoli già circolante. L’iniziativa si inserisce all’interno della strategia di sostenibilità di Ikea “People and Planet Positive”, con l’obiettivo di avere un impatto positivo sull’ambiente e sulle persone, che coinvolge ogni aspetto del business, dal rapporto con i fornitori, a come sono realizzati e gestiti i negozi, ai servizi offerti ai clienti.

“La mobilità elettrica presenta grandi potenzialità in termini di riduzione dell’inquinamento sia atmosferico che acustico - ha detto Stefano Brown, Sustainability manager Ikea Italia - ecco perché crediamo in questo progetto e stiamo sperimentando varie tecnologie e soluzioni per offrire una possibilità in più ai nostri clienti per fare una scelta sostenibile. È un altro piccolo passo verso il nostro obiettivo di abbassare in modo consistente le emissioni di CO2. Non ci fermiamo qui: continueremo ad investire sulla sostenibilità nonostante la contingenza economica”.

mercoledì 31 luglio 2013

Auto elettriche: in Giappone 12.000 nuovi punti di ricarica

(Fonte:GreenStyle.it-Giuseppe Cutrone)

 
 
 
Toyota, Nissan, Honda e Mitsubishi hanno stretto un accordo che li impegnerà nella realizzazione di una rete di ricarica per veicoli elettrici e ibridi. Il progetto, che fa riferimento al Giappone, vede impegnato finanziariamente anche il governo di Tokyo e mira a incentivare la vendita di modelli a propulsione alternativa sul mercato interno, dove nel 2012 sono state immatricolate 3.400.000 vetture di questo tipo.

In totale il governo giapponese metterà a disposizione per l’anno in corso 100,5 miliardi di yen, corrispondenti a circa 963.400.000 euro, mentre i quattro costruttori uniranno le proprie forze e le proprie competenze per supportare la realizzazione di 4.000 nuove stazioni di ricarica rapida e 8.000 di ricarica standard.

Complessivamente verranno costruiti oltre 12.000 impianti che si sommeranno ai 4.700 punti per il rifornimento di energia elettrica già attivi nel paese, tra i quali, circa 1.700, dotati di apparecchiature di ricarica rapida. Nel progetto è prevista l’installazione delle colonnine nelle cosiddette “zone di interesse”, come ad esempio i parcheggi, le aree di sosta nelle vicinanze di negozi, ristoranti o centri commerciali, nonché nei punti di servizio autostradali e presso le stazioni distributrici di carburanti tradizionali.

Lo sforzo del governo e dei costruttori andrà anche nella direzione di coordinare al meglio fra di loro le strutture, evitando quanto accaduto finora nella rete esistente, dove differenze di gestione tra i diversi operatori del settore hanno causato a volte un servizio non perfetto agli automobilisti.

Anche grazie a questi sforzi, in Giappone si cerca di aumentare la quota di vetture elettriche e ibride distribuite, con la speranza di farle arrivare a detenere tra il 15 e il 20% del mercato entro il 2020.

lunedì 29 luglio 2013

Auto elettriche: BMW investe nella rete di ricarica in Gran Bretagna

Auto elettriche: BMW investe nella rete di ricarica in Gran Bretagna

(Fonte:GreenStyle.it-Francesco Cutrone)

 
 
 
C’è un certo fermento in casa Bmw per quanto concerne la propulsione elettrica. In attesa del debutto della nuova compatta a zero emissioni, la Bmw i3, il costruttore di Monaco di Baviera ha infatti annunciato l’intenzione di investire in una rete di ricarica nel Regno Unito, con il chiaro obiettivo di creare i presupposti utili ad agevolare e a invogliare la domanda di questo genere di veicoli e avere così un buon riscontro dal mercato.

Per raggiungere i propri obiettivi, Bmw, tramite la controllata BMW i Ventures, ha investito 500.000 sterline per acquistare il 2% delle azioni della società Chargemaster, puntando in questo modo a un sodalizio che mira a estendere la rete di ricarica ChargeNow in tutto il paese anglosassone.
Allo stesso tempo è stato stretto un accordo di collaborazione della durata di cinque anni, a conferma di una strategia che il costruttore tedesco intende perseguire anche in altri paesi, dove potrebbero venire siglati degli analoghi accordi, possibilmente con un certo anticipo rispetto al debutto nelle concessionarie della nuova i3.

Per quanto riguarda la Bmw i3, va ricordato che una settimana fa sono stati resi noti i prezzi, compreso il listino italiano che vedrà la berlina elettrica partire da 36.200 euro. La vettura sarà ordinabile presso la nuova rete di concessionari Bmw i (il marchio che identificherà tutti i modelli a ridotte emissioni del gruppo), oltre che tramite la vendita online su un’apposita piattaforma.

Tra le caratteristiche del modello c’è un’autonomia di almeno 150 chilometri ulteriormente ampliabile se si opta per la versione “range extender”, ovvero una variante ad autonomia estesa dotata di un motore a benzina impiegato come generatore di corrente per ricaricare la batteria. Il debutto sul mercato è fissato invece per il mese di novembre.

mercoledì 10 luglio 2013

Olanda: stazioni di ricarica per auto elettriche ogni 50 km

Olanda: stazioni di ricarica per auto elettriche ogni 50 km

(Fonte:Tom's Hardware-Dario d'Elia)
 
 
 
 

L'Olanda nel 2015 sarà il primo paese europeo a disporre di una rete capillare di stazioni di ricarica elettrica per autoveicoli. La svizzera ABB ha vinto l'appalto con la startup Fastned per installare 201 stazioni EV (electric vehicle) nell'intera area dei Paesi Bassi. Si stima una struttura ogni 50 km per servire quasi 17 milioni di abitanti.

Le stazioni Fastned saranno dotate di (ri)caricatori multi-standard compatibili con tutti i più importanti marchi europei, americani e asiatici; senza contare il supporto ai protocolli CCS e CHAdeMO. Al momento si parla dei modelli di ricarica Terra 52 e Terra 53 da 50 kilowatt (kW), capaci di ripristinare l'autonomia delle batterie in 15-30 minuti. A dire la verità non è pero chiaro cosa debbano fare nel frattempo gli automobilisti: forse saranno create delle zone di accoglienza nelle vicinanze...

La prima consegna dei Terra è attesa per settembre 2013, mentre le stazioni con pensiline solari saranno pronte per il 2015. Fastned ha già pensato a sistemi di pagamento elettronici evoluti e servizi avanzati per gestire ogni operazione in sicurezza.

"Fastned ha scelto ABB per la su comprovata esperienza nell'implementazione e gestione delle reti nazionali di ricarica EV", ha commentato Ulrich Spiesshofer, Commissario esecutivo responsabile per l'automazione di ABB. "Forniamo i sistemi di ricarica, le applicazioni software industriali all'avanguardia per il servizi remoti così come la connettività ai sistemi di gestione degli abbonati e dei pagamenti".

Il progetto olandese è il frutto della caparbietà di Fastned, che nel 2011 domandò al Ministro delle Infrastrutture il permesso di realizzare una rete di ricarica per le strade del paese. A dicembre il Governo lanciò il bando per la realizzazione di 245 stazioni, di queste se ne aggiudicò 201 la stessa Fastned.

Ha deciso tutto in meno di un anno? Sì.

In Italia ci vorrebbe un decennio. Dopodiché al momento dell'assegnazione degli appalti la magistratura interverrebbe prima (per qualche infiltrazione mafiosa) e dopo (mazzette). Una volta assegnate le stazioni si scoprirebbe un problema di standard. "Ma come, non vanno le ussebbì?". E uno di antitrust, con qualche azienda che magari gioca con società prestanome. Poi assisteremmo ai lavori e qualche comitato NIMBY (Not In My Back Yard) potrebbe spuntare fuori con accuse di ogni genere. Del tipo: il rumore della ricarica infastidisce l'accoppiamento del toporagno. Ma vogliamo parlare dell'Ululone Appenninico, del Tarabuso o il Mignattaio?
È l'Italia. Ma che male vi hanno fatto le pompe di benzina?

martedì 18 giugno 2013

Auto elettriche, gli obiettivi della Germania

Auto elettriche, gli obiettivi della Germania

(Fonte:TuttoGreen.it)




La Germania punta tutto sulla mobilità sostenibile: il Governo si pone un obiettivo non da poco entro il 2020. Per tale data, infatti, Angela Merkel ha dichiarato di puntare alla presenza di un milione di veicoli elettrici nel Paese.

Un progetto ambizioso, che necessiterà di incentivi e interventi volti a favorire una simile diffusione: se è vero che le auto elettriche stanno prendendo piede nel mercato globale, è vero anche che in Germania non stanno al momento riscuotendo lo sperato successo, con la presenza di soli 7.000 veicoli.

Per raggiungere un risultato del genere e trasformare le auto elettriche in uno dei principali mezzi della mobilità urbana ed extraurbana, è necessario l’intervento dello Stato: in questo senso il cancelliere tedesco ha le idee chiare e ha sottolineato i primi passi già compiuti in questa direzione nel corso della Conferenza Internazionale sull’Eletromobilità recentemente svoltasi a Berlino.

Il Governo tedesco ha investito finora 1,5 miliardi di euro per finanziare la ricerca nel campo della mobilità elettrica, introducendo incentivi come l’esenzione dal bollo di circolazione per i primi 10 anni su ogni veicolo elettrico.

La direzione intrapresa dalla Germania si inserisce in un più ampio e coerente quadro di svolta, nel quale la direzione sembra essere quella del progressivo abbandono delle fonti energetiche fossili in favore di quelle rinnovabili. Tuttavia, per quanto riguarda i veicoli elettrici, attualmente tra le forme di incentivo continua ad essere esente la più diffusa soluzione adottata anche da Francia, Cina e Stati Uniti, ovvero l‘erogazione di un incentivo diretto all’acquisto delle auto elettriche.

Secondo la Merkel, la strada da perseguire è invece la ricerca compiuta dalle case automobilistiche, per poter elaborare dei veicoli che effettivamente rispondano alle esigenze dei tedeschi, venendo incontro alle loro abitudini: “Non si può procedere – ha specificato la Merkel – danneggiando l’industria automobilistica tedesca, svantaggiata dalla produzione di modelli di cilindrata mediamente maggiore“.

venerdì 19 aprile 2013

Mobilità sostenibile: Le elettriche si vendono da sole? La storia della californiana Teslamotors

Mobilità sostenibile: Le elettriche si vendono da sole? La storia della californiana Teslamotors

(Fonte:Ecqualogia.it)
In Texas, la californiana Teslamotors - azienda automobilistica tradizionalmente dedita alla creazione di vetture elettriche - sta faticando e non poco a far digerire il proprio modello di vendita. Infatti, diversamente dalle altre case automobilistiche, Teslamotors non vende direttamente nei propri negozi a marchio, ma introduce invece il concetto di configurazione e prenotazione del veicolo sul sito internet, con la novità della consegna direttamente dalla fabbrica fino a casa.

Gli store sono vetrine e punti di incontro del cliente, spazi per la consulenza diretta e la prova dei veicoli, in stile "Apple" ma senza la consegna fisica del prodotto. Questo non piace alle varie associazioni di venditori d'auto, perché stravolge un modello di business vecchio e dunque conservativo. Inoltre, non é soggetto alla stessa tassazione dei normali concessionari.
Ma noi siamo d'accordo con le parole del Ceo e fondatore di Teslamotors, Elon Musk: le auto elettriche non dovrebbero essere vendute assieme alle auto endotermiche tradizionali, ne dallo stesso tipo di venditori, che non sono affatto incentivati a vendere un prodotto di nicchia che partirà da piccoli numeri, produrrà pochi margini e sopratutto avrà pochi e rari bisogni di pezzi di ricambio.

É comprensibile che i venditori non siano affatto propensi alla vendita, anche e sopratutto in questo periodo di crisi. Serve molta preparazione e spirito di iniziativa, occorre conoscere il veicolo elettrico nei minimi dettagli ma sopratutto bisogna conoscere il cliente, che a volte è pioniere ma più spesso un novizio della mobilità sostenibile e deve essere orientato. Il venditore di auto elettriche dovrebbe conoscere la tecnica che sta dietro le vetture, i motori elettrici ma anche le energie rinnovabili, gli incentivi, la rete di ricarica, le novità: in pratica deve essere un innovatore, staccato dal vecchio concetto di vendita dell'auto, dovrà saper vendere un servizio, ma anche saper riservare - dove non sia possibile per le case avere concessionari dedicati - gli spazi adeguati alle "auto ad elettroni".

Tutto questo lavoro è svolto da "Svolta Elettrica", ed è uno dei cardini di eV-Now! per creare una base culturale nel settore elettrico, attiva e proattiva, per trasmettere il giusto entusiasmo verso i veicoli elettrici e verso un uso più consapevole e dunque efficiente dell'energia che ci circonda.

giovedì 4 aprile 2013

Auto elettriche e fotovoltaico: insieme conquisteranno il mercato

Auto elettriche e fotovoltaico: insieme conquisteranno il mercato

(Fonte:GreenStyle.it-Silvana Santo)

Se l’industria solare e le aziende che producono veicoli elettrici lavorassero in sinergia, questi due settori potrebbero migliorare le loro prospettive di crescita. Lo sostiene uno studio realizzato da Navigant Research, che evidenzia come i target per auto elettriche e pannelli solari siano spesso coincidenti.

I proprietari di veicoli elettrici, ad esempio, spesso vivono in case che potrebbero ospitare impianti per la produzione di energia solare in grado di coprire i consumi annuali delle loro vetture. Inoltre, secondo un sondaggio del 2012, l’85% dei proprietari di auto elettriche sarebbero interessati all’installazione di un impianto a energia rinnovabile nella loro abitazione. Spiega John Gartner, analista Navigant:


Ci sono un sacco di sinergie e di punti in comune tra i consumatori che sarebbero interessati ad acquistare il solare e i veicoli elettrici. Entrambi i settori industriali hanno la potenzialità, se decidono di lavorare insieme per aumentare la probabilità che i consumatori di energia solare scelgano un veicolo elettrico.

Le auto a trazione elettrica, tra l’altro, potrebbero contribuire a risolvere i problemi legati all’intermittenza dell’energia solare, immagazzinando energia nelle proprie batterie. L’azienda SolarCity, in effetti, propone già una batteria prodotta da Tesla, in grado di alimentare una casa per un paio di giorni e di essere ricaricata da un sistema ad energia solare.

lunedì 11 febbraio 2013

Auto elettriche, il rebus della durata degli incentivi

Auto elettriche, il rebus della durata degli incentivi

(Fonte:Ediltecnico.it)
 
 
Gli incentivi 2013 per l’acquisto delle auto elettriche e degli altri veicoli green non sono ancora partiti (si attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo della l. 134/2012 di conversione del Decreto Sviluppo 83/2012), che spunta fuori subito la questione della durata degli incentivi.

La questione, ridotta ai minimi termini, è questa: per il triennio 2013 – 2015 sono stati stanziati 120 milioni di euro per promuovere la mobilità elettrica in Italia, tramite incentivi all’acquisto di auto elettriche, auto ibride, a metano, ecc.

In particolare, per il 2013 le risorse ammontano a 4,5 milioni di euro per l’acquisto di auto elettriche da parte di tutte le categorie di acquirenti (e senza necessità di rottamazione), di veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 95 g/km e 35,5 milioni di euro per l’acquisto di veicoli destinati all’uso di terzi o utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni, e destinati ad essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa.

Il punto, dunque, è quanto potranno durare gli incentivi e, soprattutto, quante di queste agevolazioni potranno essere sfruttate anche dai privati cittadini.

Secondo l’UNRAE, l’Unione nazionale dei rappresentanti autoveicoli esteri, le misure incentivanti contano su risorse a esaurimento piuttosto esiguo, soprattutto per le auto elettriche (quest’anno i bonus potrebbero esaurirsi in un paio di mesi).

“E comunque – affermano dall’UNRAE - vendere 25.000 auto in più all’anno non servirebbe a risollevare un mercato in caduta libera. Poi, il sistema è studiato per lasciare solo le briciole ai privati cittadini, visto che è destinato quasi esclusivamente alla sostituzione di flotte aziendali tramite il meccanismo della rottamazione (ma c’è da chiedersi – ed è una delle critiche più forti - quante aziende hanno auto vecchie di almeno un decennio da rottamare)”.

La ripartizione dei poco più dei 40 milioni di euro stanziati per il 2013 parla chiaro: solo 15 milioni andranno ai veicoli che producono da 0 a 95 g/km di CO2 (appunto le auto elettriche e qualche ibrido e GPL), e ben il 70% di questa cifra è destinata alla sostituzione (legata, come detto, alla rottamazione) di veicoli aziendali, veicoli “destinati all’uso di terzi” (taxi, autonoleggi) e veicoli di professionisti e artigiani che li utilizzano esclusivamente per la propria attività. Dunque solo il residuo 30% è destinato, senza vincolo di rottamazione, ai privati cittadini che vogliano acquistare un veicolo elettrico.

venerdì 25 gennaio 2013

Auto elettriche: in Italia 125.000 colonnine di ricarica entro il 2020

Auto elettriche: in Italia 125.000 colonnine di ricarica entro il 2020

(Fonte:GreenStyle.it-Giuseppe Cutrone)



L’auto ecologica piace sempre più all’Unione Europea, tanto da lanciare un’apposita strategia volta a incentivare l’uso dei cosiddetti “carburanti puliti” presso tutti i paesi aderenti. Le politiche di Bruxelles in termini di trasporto sostenibile riguarderanno ovviamente anche l’Italia, dove l’obiettivo primario è l’espansione delle colonnine di ricarica pubbliche per le auto elettriche su tutto il territorio.

Secondo quanto si apprende da fonti Comunitarie, infatti, nel nostro Paese si stima di raggiungere i 125.000 punti di accesso per la ricarica entro il 2020, al fine di colmare il gap strutturale rispetto alla rete di distributori di carburanti tradizionali e di incentivare così l’adozione di auto elettriche, più efficienti dei modelli tradizionali e con il vantaggio di viaggiare a zero emissioni allo scarico.

Il commissario UE ai Trasporti, Siim Kallas, ha spiegato che:

Lo sviluppo di carburanti innovativi e sostitutivi è un modo per permettere all’Europa di risparmiare in risorse e di ridurre la nostra troppo grande dipendenza dal petrolio e promuovere un’industria dei trasporti che sia pronta a rispondere alle esigenze del ventunesimo secolo. Da qui al 2020 il numero di veicoli elettrici in circolazione in India e in Cina sarà di oltre 6 milioni in totale, secondo le proiezioni dei due Paesi. Per l’Europa si tratta di un’occasione eccellente di posizionarsi solidamente su un mercato mondiale in pieno sviluppo.

L’Unione Europea non si fermerà comunque alla sola auto elettrica, dato che sono previsti degli interventi volti ad ampliare la rete di distribuzione di altri carburanti alternativi, primi tra tutti il GPL e il metano, nonché i biocarburanti, che nei prossimi anni dovrebbero assumere un ruolo meno marginale di quello avuto finora. La speranza, condivisa da tutto il mondo automobilistico, è che queste politiche facciano da incentivo alla ripresa di un mercato che appare incapace di riprendere quota dopo la crisi in cui è sprofondato ultimamente.

venerdì 2 novembre 2012

Car sharing con auto elettriche in autostrada

Car sharing con auto elettriche in autostrada

(Fonte:GreenStyle.it-Claudio Schirru)
 
 
Presto al via il primo servizio di car sharing autostradale. Mezzi scelti per il servizio le auto elettriche, che viaggeranno in via sperimentale sulla tratta compresa tra Brescia e Milano. I 94 km del percorso sono stati giudicati ideali per l’utilizzo di veicoli elettrici secondo lo studio condotto dalla ClickUtility, il cui progetto ZET (Zero Emission Territory) verrà presentato ufficialmente martedì 22 ottobre a Milano in occasione della settima edizione del MobilityTech.
Il car sharing autostradale prevederà l’impiego di 72 auto elettriche, 144 colonnine di ricarica, 10 punti di ricarica rapida, 18 parcheggi di interscambio e alcune pensiline alimentate ad energia fotovoltaica per garantire la possibilità di ricaricare la batteria anche con fonti rinnovabili. Come ha spiegato Carlo Iacovone, responsabile del progetto per ClickUtility:
 
Il progetto interessa molto i vari attori consultati, dalla Società Autostrade all’Enel, passando per i gestori di flotte, in particolare Athlon, una società internazionale di car leasing molto impegnata sul fronte della mobilità elettrica, che ha già avviato un progetto analogo sulla trafficatissima autostrada olandese che collega il porto di Rotterdam con il cuore industriale della Germania, costeggiando il corso del Reno.
 
Il progetto ZET si avvarrà degli incentivi per la mobilità sostenibile inseriti nel decreto Sviluppo, riducendo così l’investimento totale d’avvio e di primo anno di gestione a circa 3,8 milioni di euro. Gli importi saranno divisi nella misura di 1,8 milioni per l’acquisto della flotta, 1,2 mln per le infrastrutture e 400 mila euro per i costi di gestione annui. Secondo le stime mediamente al mese verranno coperti 168 mila chilometri dalle auto elettriche del servizio di car sharing, equivalenti ad un risparmio in termini di CO2 di 26 tonnellate. Avvio previsto nel corso del 2013.