Visualizzazione post con etichetta conto energia fotovoltaico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta conto energia fotovoltaico. Mostra tutti i post

martedì 5 febbraio 2013

Conto energia fotovoltaico, GSE chiarisce su impianti per la pubblica amministrazione

Conto energia fotovoltaico, GSE chiarisce su impianti per la pubblica amministrazione

(Fonte:QualEnergia.it)
 
 
Il GSE informa che, come disposto dal decreto sul quinto conto energia fotovoltaico – il DM 5 luglio 2012 (art.1, comma 4 lettera c) - il quarto conto energia continua ad applicarsi agli impianti realizzati su edifici e su aree delle amministrazioni pubbliche (di cui all’art.1, comma 2 del Decreto Legislativo n. 165 del 2001) entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012.

La Legge 24 dicembre 2012 n.228 (art.1, comma 425) - c.d. Legge di stabilità 2013 - ha prorogato il termine dell’entrata in esercizio di tali impianti:
-al 31 marzo 2013, purché a tale data l’impianto sia stato debitamente autorizzato;
 
-al 30 giugno 2013, purché l’impianto, al 31 marzo 2013, sia stato debitamente autorizzato e sottoposto alla procedura di VIA, di cui al D.lgs. 3 aprile 2006, n.152;
 
-al 30 ottobre 2013 nel caso di impianti sottoposti alla procedura di VIA di cui al D.lgs. 3 aprile 2006, n.152 e che siano stati autorizzati successivamente al 31 marzo 2013.

Il GSE precisa che le proroghe di cui ai punti 2 e 3 non sono applicabili agli impianti la cui verifica di assoggettabilità alla VIA abbia dato esito negativo.

Per gli impianti interessati alle proroghe sopra indicate, ai fini dell’invio delle richieste di incentivazione, resta fermo il limite del costo indicativo cumulato degli incentivi di 6,7 miliardi di euro l’anno.

Gli impianti con data di entrata in esercizio successiva al 31 dicembre 2012 accederanno alle tariffe incentivanti del Quarto Conto Energia relative all’anno 2013 riportate all’Allegato 5 del DM 5 maggio 2011.

Si precisa infine che:
- gli edifici e le aree dove sono ubicati gli impianti devono essere di proprietà delle Amministrazioni pubbliche già alla data di entrata in esercizio dell’impianto e per tutta la durata del periodo di incentivazione;
 
- Soggetto Responsabile dell’impianto può essere un soggetto terzo a cui è conferito un diritto reale o personale di godimento.

Per richiedere gli incentivi gli operatori dovranno continuare ad accedere al Portale GSE dedicato al Quarto Conto Energia.
A breve il GSE comunicherà sul proprio sito l’attivazione di tutte le funzionalità necessarie per consentire l’inserimento e l’invio delle richieste d’incentivazione relative agli impianti che entrano in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2012.

lunedì 5 novembre 2012

FV:Quanto durerà il V Conto Energia?

Fotovoltaico: quanto durerà ancora il Quinto Conto Energia ?

(Fonte:NewsEnergia.it-Stefano Caproni)
 
 
Uno degli aspetti più angoscianti dei vari conti energia che si sono succeduti in questi ultimi anni, è quello della durata dei conti stessi, che per loro natura, essendo basati su tetti cumulativi annui di incentivi, vedono la loro vita legata all’avanzare delle installazioni. Il quinto conto energia è l’ultimo regime di sostegno al fotovoltaico Italiano, e quindi ancor più degli altri decreti incentivanti, richiama le attenzioni degli addetti ai lavori. Anche se in questi ultimi giorni (settimane) forse l’umore degli addetti ai lavori è meno nero, visto che l’avanzare del famoso contatore sembra orientare le previsioni verso un futuro meno nero di quanto si potesse pensare.

Come ben sapete il conto energia finirà al raggiungimento del tetto annuo cumulativo degli incentivi di 6 miliardi e 700 milioni di euro (si tratta degli incentivi che ogni anno saranno erogati agli impianti fotovoltaici entrati in esercizio), a fronte di un limite raggiunto alla data in cui scriviamo (04/11/2012) di 6 miliardi e 472 milioni (quindi con ancora 228 milioni di euro a disposizione).

Il ritmo di avanzamento giornaliero degli incentivi, se pur molto variabile e incostante, è l’unico indice che possiamo utilizzare per cercare di capire quando potrebbe finire il conto energia. L’avanzamento medio de mese di ottobre (non abbiamo di proposito considerato i 92 milioni aggiunti per gli impianti a registro) è stato di circa 1.133.000 €, con una diminuzione nella seconda metà di ottobre. Se infatti analizziamo la prima quindicina di ottobre, abbiamo un avanzamento medio di circa 1.504.000 €, che si sono quasi dimezzati nella seconda quindicina, sgli 838.000 € al giorno.

Volendo quindi di proposito analizzare il dato più cautelativo, e ipotizzando che gli incentivi continuino ad avanzare alla media della seconda meta di ottobre, avremmo la fine del quinto conto energia intorno alla metà di Agosto 2013 (speriamo di no, altrimenti ci aspetta un brutto ferragosto, con la consueta corsa all’allacciamento). Ma dobbiamo tenere in considerazione anche il secondo registro, la cui apertura è prevista per il 18 marzo, e considerando sempre la media giornaliera di 838.000 € dovremmo arrivarci con circa 120 milioni a disposizione. Ecco che in questo caso il conto energia potrebbe terminare ad aprile del 2013 in caso dovesse riempirsi il secondo registro. Nel caso il registro si dovesse riempire per metà, come successo con il primo registro, ecco che avremmo un conto che termina intorno alla fine di giugno.

Si tratta evidentemente solo di ipotesi, e valutando nelle prossime settimane l’aumento medio giornaliero degli incentivi, potremmo rivedere queste ipotesi con prospettive più o meno positive. Se solo l’avanzamento giornaliero dovesse attestarsi ad esempio sui 3-400.000 € potremmo anche arrivare alla fine del 2013. Sotto abbiamo riportato un grafico dell’avanzamento giornaliero degli incentivi nel mese di ottobre (il picco è dovuto all’inserimento degli impianti iscritti al primo registro). Fateci sapere le vostre proiezioni a titolo di curisità.

Ed in ogni caso, la fine del conto energia non deve segnare la fine del fotovoltaico Italiano, tante altre possibilità possono far vivere al fotovoltaico una seconda giovinezza

venerdì 12 ottobre 2012

Quinto conto energia FV: il primo registro nel contatore GSE

Il primo registro del V conto energia nel contatore GSE

 
(QualeEnergia.it)
 
 
Il contatore del conto energia fotovoltaico oggi, 12 ottobre 2012, ha fatto un notevole balzo in avanti segnando circa 16,6 GW contro i 15,6 di ieri (quasi 1 GW in più, 985 MW per l’esattezza) e 6,456 miliardi di euro contro i 6,359 di ieri (circa 97 milioni di € in più).

Vista l’attenzione che riservano al monte incentivi annuali gli operatori, abbiamo avuto conferma dal GSE, che nella giornata odierna sono stati contabilizzati, come atteso da alcuni giorni, gli impianti FV del primo registro del quinto conto energia (sopra i 12 kW), e cioè sia quelli in esercizio che quelli in posizione utile per usufruire degli incentivi ma non ancora in esercizio.

Per quanto riguarda gli impianti a registro entrati in esercizio sappiamo che essi sono 664, per una potenza pari a 318,7 MW e per un costo annuo di incentivi pari a 24,9 milioni di euro. Gli impianti, sempre a registro e non entrati in esercizio sono invece quasi 3000 (2.956), per una potenza di 647,7 MW e un costo annuo di 65,4 milioni di euro. Ecco dunque spiegato il gap delle ultime 24 ore, che risulterebbe di 90,4 milioni. Mancherebbe all’appello altri 6,3 milioni di incremento rispetto a ieri. Questi fanno riferimento, presumiamo, a 24 impianti a registro del quarto conto energia, in posizione utile ma non ancora in esercizio, pari a 27,7 MW circa e, appunto, a 6,8 milioni di euro di costo annuale di incentivi.

Ricordiamo che il Quinto conto energia terminerà decorsi 30 giorni solari dalla data in cui si raggiungerà un costo indicativo cumulato degli incentivi di 6,7 miliardi di euro l’anno (comprensivo dei costi impegnati dagli impianti iscritti in posizione utile nei Registri), che sarà comunicato dall’Autorità, sulla base degli elementi forniti dal GSE attraverso il proprio contatore FV e con un’apposita deliberazione.

Pertanto al momento mancano poco meno di 244 milioni di euro al raggiungimento del limite fissato dal decreto del 5 luglio 2012.

Ecco un resoconto, ad oggi, del Quinto conto energia FV, partito dal 27 agosto 2012:

Impianti in esercizio ad accesso diretto

Integrati innovativi
N.° Impianti: 213
Potenza (kW): 1.795
Costo annuo (€): 447.277

A Concentrazione
N.° Impianti: 1
Potenza (kW): 981
Costo annuo (€): 142.507

Realizzati dalla Pubblica Amministrazione
N.° Impianti: 0
Potenza (kW): 0
Costo annuo (€): 0

Con sostituzione di Eternit
N.° Impianti: 90
Potenza (kW): 1.360
Costo annuo (€): 250.176

Fino a 12 kW
N.° Impianti: 2.968
Potenza (kW): 13.166
Costo annuo (€): 2.229.637

Tra 12 e 20 kW con riduzione del 20%
N.° Impianti: 31
Potenza (kW): 540
Costo annuo (€): 62.690

Impianti a Registro

In esercizio
N.° Impianti: 664
Potenza (kW): 318.760
Costo annuo (€): 24.994.967

Iscritti in posizione utile e non ancora in esercizio
N.° Impianti: 2.956
Potenza (kW): 647.760
Costo annuo (€): 65.452.161

venerdì 14 settembre 2012

Conto energia fotovoltaico

Conto energia fotovoltaico e decreto rinnovabili sotto la lente di GSE e APER

(Fonte: QualEnergia.it)
 
Ieri mattina alla sede del Gestore Servizi Energetici si è tenuto il workshop sul futuro delle rinnovabili elettriche con i nuovi decreti, organizzato da GSE e APER. Il Gestore ha spiegato con pazienza le nuove regole a una platea di operatori, ma i decreti non sono coerenti con gli obiettivi del Paese, commentano da APER.
Grande partecipazione per il workshop organizzato dal Gestore dei Servizi Energetici e APER dal titolo "Un nuovo inizio per le rinnovabili. Come cambiano gli scenari e le regole del gioco dopo l’entrata in vigore del DM FER e del V Conto energia" che si è tenuto oggi presso l’Auditorium del GSE. Un importante momento di formazione che ha visto illustrate le principali novità contenute nei recenti provvedimenti che hanno ridisegnato il settore italiano delle rinnovabili.
"Oggi il settore delle FER è in pieno fermento, come del resto accade ogni qualvolta venga introdotta una novità normativa" così ha aperto il Convegno il Presidente e Amministratore Delegato del GSE, Nando Pasquali, "ed è altrettanto indubbio che questo comparto si sia contraddistinto per una crescita costante, sostenuta dagli incentivi, da una grande capacità degli operatori e dalla maturazione tecnologica del settore, che speriamo possa portare presto alla grid parity", ha dichiarato Pasquali.
"I nuovi decreti - dichiara al termine dell’evento Agostino Re Rebaudengo, Presidente di APER – permetteranno un modestissimo sviluppo delle rinnovabili elettriche da oggi al 2020, appena sufficiente a raggiungere gli obiettivi fissati da Bruxelles. Ritengo che l’Italia debba essere più ambiziosa e attenta alla crescita, facendo la fondamentale scelta di prediligere uno sviluppo green rispetto alle fonti fossili. In un momento in cui il contesto europeo ha quasi definito ambiziosi obiettivi al 2030 e le strategie al 2050, il nostro Paese dovrebbe proseguire politiche di sviluppo con strumenti attuativi coerenti che rendano possibile il raggiungimento al 2020 di una quota pari al 38% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, così come sembra suggerire la bozza di Strategia Energetica Nazionale, apparsa in questi giorni sui media".

lunedì 10 settembre 2012

Detrazione fiscale più conveniente del conto energia?

 FV, detrazione fiscale più conveniente del conto energia?


 (Fonte:QualEnergia.it-Giulio Meneghello)

Conviene un impianto FV senza il sostegno del conto energia, approfittando delle detrazioni del 50% per le ristrutturazioni edilizie? Se per impianti da 3 kW il conto energia resta, sebbene di poco, l'ipotesi migliore, con 20 kW abbandonare la tariffa GSE in favore della detrazione sembra un'ottima idea. Alcune ipotesi di investimento.

Realizzare un impianto fotovoltaico senza il sostegno del conto energia, ma approfittando invece delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, recentemente portate dal 36 al 50%, è un' idea che molti stanno accarezzando, complice l'incertezza su quanto dureranno gli incentivi del quinto conto – oggi siamo già a oltre 6,3 miliardi di spesa annua e sappiamo che raggiunta quota 6,7 termineranno – e i nuovi ostacoli burocratici introdotti per richiederli. Ma è un'ipotesi economicamente praticabile?

Qualenergia.it ha cercato di scoprirlo avvalendosi del prezioso supporto degli ingegneri di ATER, l'Associazione Tecnici Energie Rinnovabili, e ha scoperto che l'idea non è affatto peregrina: se per impianti molto piccoli (3 kWp) gli incentivi del conto energia restano più convenienti, anche se non di molto, per impianti leggermente più grandi (20 kWp) rinunciare al conto energia in favore delle detrazioni sembra essere un'ottima idea: su 25 anni si parla di quasi 30mila euro di guadagno in più. I grafici qui sotto (riferiti a un ipotetico impianto realizzato a Roma) lo mostrano chiaramente.

Come i lettori sapranno, da giugno 2012 e fino al 30 giugno 2013 le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie (da non confondersi con quelle del 55% per l'efficientamento energetico) sono state portate dal 36 al 50%. Per un ventaglio piuttosto esteso di lavori edilizi e a beneficio delle sole persone fisiche spetta così una detrazione Irpef del 50% su un limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, spalmata su 10 anni in rate omogenee (qui la guida dell'Agenzia delle entrate, pdf). Va da sé che – come ci spiegano gli esperti sentiti, anche se una conferma ufficiale dell'Agenzia delle Entrate ancora manca - nel ventaglio di lavori eleggibili per le detrazioni si può far rientrare anche la realizzazione di un impianto fotovoltaico, pur non espressamente citata: tra i lavori detraibili sono inclusi infatti gli interventi per il risparmio energetico e, finora, impianti che producono energia rinnovabile - come per esempio le stufe a pellet o a legna e, in diversi casi, impianti fotovoltaici - sono sempre stati ammessi.

Se realizziamo un impianto fotovoltaico da 3 kW, ipotizzando di pagarlo 8.250 euro iva compresa, almeno fino al 30 giugno 2013, dunque, 4.125 euro ci verranno restituiti scalandoli dalle tasse in 10 anni con altrettante rate da 412,5 euro ciascuna. Per un 20 kW pagato 46.200 euro (iva compresa) con la detrazione ci verrebbero rimborsati 23.100 euro in 10 rate da 2.310 euro, ovviamente a patto di avere un reddito tale da dover pagare di Irpef una cifra maggiore della rata.
Insomma, l'ipotesi si fa interessante, anche perché permette di superare alcuni ostacoli burocratici. Rinunciando agli incentivi del quinto conto energia – che ricordiamo sono alternativi alle detrazioni – si può infatti godere dello scambio sul posto (nel nuovo conto energia sostituito dal sistema tariffa omnicomprensiva - premio per autoconsumo) e si bypassa completamente il GSE. In questo modo si evitano alcune possibili complicazioni con cui gli operatori si stanno scontrando al momento; per esempio la questione, ancora da chiarire, della certificazione energetica dell'edificio: con il nuovo conto energia è obbligatoria per accedere agli incentivi anche se in alcune situazioni – si pensi a un ricovero attrezzi, che comunque è considerato edificio – è molto difficile da ottenere.
Ma, soprattutto, percorrere la via della detrazione permette di evitare il registro cui sono obbligati a iscriversi tutti gli impianti sopra i 12 kW (a meno che non siano realizzati in sostituzione di tetti in amianto, integrati con caratteristiche innovative, a concentrazione o realizzati su proprietà della pubblica amministrazione, o che, se inferiori ai 20 kW, accettino incentivi decurtati del 20%). Il registro, come sappiamo, è una graduatoria che stabilisce l'accesso a un ammontare limitato di incentivi secondo determinati criteri di priorità. Il problema è che, specialmente per gli impianti che non hanno caratteristiche che li fanno salire in graduatoria – per esempio essere realizzati in sostituzione di eternit o abbinati a efficentamento energetico dell'edificio – arrivare agli incentivi tramite il registro potrebbe essere quasi impossibile dato che le risorse a disposizione sono già in parte allocate a progetti che hanno già ottenuto l'accesso.

Ecco dunque che la via della detrazione del 50% associata allo scambio sul posto diventa ancor più interessante, tanto più che può essere percorsa anche come ultima spiaggia: dato che la documentazione si presenta all'Agenzia delle Entrate a lavori finiti e senza particolari scadenze temporali (vedi guida, pdf) , volendo si può prima tentare la strada del registro e poi, se non si rientra in posizione utile, fare domanda per la detrazione.
Detto questo andiamo a vedere i risultati delle ipotesi di investimento, realizzate per Qualenergia.it dagli ingegneri di ATER - Fabio Alberani, Giampiero Crasti e Massimo Venturelli - che hanno messo a punto anche un software di simulazione scaricabile gratuitamente dal sito www.assotecnicirinnovabili.org.

Come dicevamo, la convenienza della strada detrazione e scambio sul posto per gli impianti piccolissimi non è di molto inferiore a quella che si avrebbe con il conto energia e già sui 20 kW la detrazione conviene rispetto al quinto conto energia.
Per un impianto da 3 kW a Roma (componenti made in Europe, che danno diritto al relativo premio sul conto energia e costo per kW ipotizzato in 2.500 euro + iva) vediamo che con il conto energia rientreremmo dell'investimento con un anno di anticipo rispetto che con la detrazione del 50% (9 anni anziché 10) e in 25 anni avremmo un guadagno netto di circa 14.700 € contro gli 11.700 dell'ipotesi 'detrazione' (vedi confronto dettagliato nelle simulazioni in calce).

Per un 20 kW (sempre a Roma, componenti made in Europe, costo per kW ipotizzato in 2.100 euro + iva), invece, la detrazione conviene nettamente: con il conto energia si rientrerebbe dell'investimento leggermente dopo (7 anni contro 8) e sui 25 anni si avrebbe un guadagno inferiore di quasi 30mila euro che non scegliendo la detrazione Irpef.

Insomma, per il fotovoltaico residenziale la strada delle detrazioni fiscali sembra invitante, anche se ancora inesplorata. Lo stesso call center dell'Agenzia dell'Entrate, come pure l'ufficio stampa, contattato da Qualenergia.it, sembra non sapere quasi nulla del connubio sgravi Irpef per le ristrutturazioni ed elettricità dal solare. Staremo a vedere se emergeranno ostacoli burocratici. Intanto vi lasciamo alle simulazioni dettagliate di impianti da 3 o da 20 kW a Milano, Roma e Palermo realizzati con conto energia o detrazioni e con capitale proprio o con finanziamento bancario. Buono studio.
 





giovedì 6 settembre 2012

Scambio sul posto fino a 10 MW e incentivi per piccoli impianti.

Scambio sul posto fino a 10 MW e incentivi post-V Conto Energia per piccoli impianti?

(Fonte: Photon-online.it)
05.09.2012: «L’intenzione è quella di alzare a 10 megawatt la soglia per lo scambio sul posto» così Marcello Garozzo della segreteria tecnica del sottosegretario al ministero dell’Ambiente, Tullio Fanelli, ha presentato quello che ha definito un «processo in corso» in seno al dicastero per superare l’attuale soglia dei 200 chilowatt: «Abbiamo già presentato un emendamento in questo senso, che è stato respinto, ma torneremo a presentarlo» ha spiegato nel corso della giornata inaugurale del salone «PV Rome» .

«Non si tratta di un auspicio» ha precisato Garozzo che ha anche rivelato che è allo studio la possibilità di concedere incentivi anche oltre la durata del quinto Conto Energia, seppur limitatamente ai piccoli impianti residenziali architettonicamente integrati e innovativi. Scettico in merito all’ampliamento a 10 megawatt dello scambio sul posto il responsabile dell’unità «Fonti Rinnovabili» dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG), Andrea Galliani, che ha sottolineato come il semplice innalzamento del limite, legato alle possibilità di essere esonerati dai costi di trasmissione e dispacciamento comporterebbe la suddivisione di tali costi tra un numero sempre minore di utenti finali di elettricità. In pratica, ha sintetizzato Galliani, si andrebbe a penalizzare «l’utente finale che non può installarsi un impianto fotovoltaico sul tetto».

giovedì 12 aprile 2012

Quinto conto energia fotovoltaico, le prime reazioni

FONTE (portale Qualenergia.it)

Dopo una lunga attesa il nuovo conto energia fotovoltaico, che in queste ultime settimane ha fatto perdere il sonno a diversi operatori, è arrivato. Il testo definitivo del decreto ancora non è stato diffuso, ma se ne conoscono gli elementi principali. Le prime reazioni dalla politica e dalle associazioni, quest'ultime mai coinvolte dai ministeri.

Dopo una estenuante attesa il nuovo conto energia per il fotovoltaico, che in queste ultime settimane ha fatto perdere il sonno a diversi operatori, è arrivato. Il testo definitivo del decreto ancora non è stato diffuso, ma ieri nel tardo pomeriggio gli elementi principali sono stati resi noti.
Il nuovo regime incentivante, ricordiamo, entrerà in vigore il mese successivo al superamento della soglia dei 6 miliardi e comunque dopo il 1° luglio. Distribuirà incentivi per meno di 500 milioni/anno, e vede la grossa novità dell'obbligo di iscrizione a un registro anche per impianti decisamente piccoli: solo quelli sotto i 12 kW ne saranno esentati (rispetto alle bozze precedenti, che parlavano prima di una soglia di 3 kW e poi di 6 KW, l'asticella è stata alzata).
I nuovi incentivi saranno basati sulla tariffa omnicomprensiva con una particolare remunerazione per l'autoconsumo (fine anticipata, quindi, dello scambio sul posto). Le riduzioni (indicative) saranno abbastanza marcate: se con il quarto conto energia un impianto da 3 kW su tetto permetteva una remunerazione di circa 352 €/MWh con il quinto ne avrà 237; per un impianto da 200 kW su edificio la remunerazione scenderà da 313 a 199 euro/MWh e per 1 MW a terra passerà da 236 a 161.

Questa mattina, intervistato da Repubblica TV, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha rassicurato sull'impatto che i nuovi incentivi avranno sul settore: "La tenuta del settore industriale è una delle preoccupazioni più importanti dello schema di incentivi che abbiamo messo a punto. La preoccupazione principale che abbiamo è quella di sostenere, attraverso gli incentivi e le fonti rinnovabili, una filiera produttiva che nel nostro Paese è molto importante. Voglio ricordare a chi ha tentato di bloccare i meccanismi incentivanti che l'occupazione che si è creata in questo settore è più importante di quella in settori industriali tradizionali, che sono anche quelli che hanno rappresentato, in parte, un ostacolo allo sviluppo delle rinnovabili nel nostro Paese", ha sottolineato il ministro, aprendo anche a possibili modifiche in fasi successive: “ora verrà esaminato dalla Conferenza Unificata, per cui avremo ancora una fase di valutazione e lavoro comune".

In tanti però sono preoccupati per i possibili effetti del nuovo conto energia:"Da quanto si apprende dai lanci di agenzie di stampa e ancora in assenza di un testo ufficiale del Decreto Interministeriale sul V Conto Energia, sembra ci siano tutti gli ingredienti per cancellare l’industria nazionale fotovoltaica dal panorama economico, produttivo e occupazionale del Paese”, queste le prime affermazioni di Alessandro Cremonesi, presidente del Comitato IFI (Industria Fotovoltaicia Italiana), sulle informazioni circolate in serata. “Senza l’inserimento di un Premio Made in Europe l’industria nazionale ed europea ha il destino segnato”.

Da altri fronti, ad attirare dure critiche più che l'entità dei tagli è l'introduzione del registro per impianti anche molto piccoli, che rischia di portare a un blocco di ogni tipo di investimento. Secondo Francesco Ferrante, responsabile delle politiche sui cambiamenti climatici ed energia del Pd, e Roberto Della Seta, capogruppo in Commissione Ambiente "se già le aste previste dal decreto Romani per i grandi impianti erano di difficile praticabilità, adesso l'introduzione di registri per impianti relativamente piccoli (da 12 KW per il fotovoltaico e da 50 KW per gli altri) rischia di vanificare tutto l'impianto e renda impossibile il raggiungimento degli stessi obiettivi che si dichiarano in premessa (32-35% di rinnovabili sull'elettricità, ndr). Sembra che la preoccupazione, peraltro condivisa, di tenere sotto controllo la quantità totale degli incentivi che pesano in bolletta abbia prevalso sulla costruzione di un sistema semplice, efficace ed efficiente."

"Abbiamo proposte concrete - concludono i senatori democratici - a partire da un ddl che abbiamo già presentato (vedi Qualenergia.it, ndr) e che farebbe risparmiare a cittadini e imprese 4 miliardi di oneri impropri che pesano attualmente in bolletta elettrica, e basterebbe copiare sistemi che funzionano, come quello tedesco per sostenere il settore più vivace della green economy e forse dell'intero sistema economico e d'altra parte evitare speculazioni ed extra profitti. Confidiamo che le Regioni sappiano correggere almeno gli aspetti più evidentemente sbagliati dei decreti, e il nostro Partito farà pesare la sua forza a questo fine".

Forti critiche poi arrivano per il metodo usato dal Governo nel preparare le misure, che ha visto un coinvolgimento quasi nullo delle associazioni di settore. "In nessun altro campo, e sicuramente in nessun altro Paese europeo, provvedimenti così importanti si prendono senza farli precedere da consultazioni formali con i rappresentanti di settore, procedura che eviterebbe per esempio che i provvedimenti scontino eccessi di "teorizzazioni professorali" che non tengono conto della realtà, quali per esempio l'introduzione di registri per impianti di potenza molto ridotta, e il fatto che un settore industriale così delicato sia sottoposto a continui cambiamenti di regole e che si proceda per annunci", denunciano i due Ecodem.

La stessa critica che fa Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future. "Aspettiamo di vedere il decreto prima di dare un giudizio nel merito. Ma il metodo è evidentemente sbagliato: si tratta di un decreto fatto 'in solitaria' senza mai condividere il testo con le associazioni delle rinnovabili che l'hanno ripetutamente richiesto. Un sistema che non può funzionare. L'unico operatore che sembra essere coinvolto nel processo decisionale, secondo notizie stampa non smentite, sarebbe Enel, dai cui computer risulterebbero essere transitate alcune delle bozze in circolazione finora".

Peraltro va chiarito, visto che eravamo presenti alla conferenza stampa al Ministero dello Sviluppo Economico, che il Ministro Passera e il caposegreteria Energia, Leonardo Senni, continuavano a giustificare dati e decisioni prese con i due decreti sulle rinnovabili elettriche alla luce di molteplici colloqui avuti con gli operatori del settore. Siamo certi che alcuni operatori (di sicuro l'Enel) siano stati invitati dal ministro e dai suoi più stretti collaboratori, ma siamo anche consapevoli che nessun documento o valutazione informale o formale è stata mai inviata alle associazioni di categoria che rappresentano la pluralità delle imprese del settore.

lunedì 12 dicembre 2011

Clima, cosa si è deciso a Durban


FONTE (Qualenergia.it –Giulio Meneghello)

Domenica mattina il mondo si è svegliato con un nuovo accordo sul clima. Al termine di due settimane di negoziati, concluse con una notte insonne di trattative convulse, infatti, le circa 190 nazioni riunite alla Conferenza sulle nazioni unite sul clima di Durban sono giunte ad un risultato all'alba di ieri.

Non è purtroppo l'accordo che servirebbe per evitare il peggio in quanto a riscaldamento globale (si veda anche l'editoriale di Gianni Silvestrini). Sulle riduzioni della CO2, infatti, in sintesi si può dire che “si è deciso che si deciderà”: gli impegni verranno definiti entro il 2015 e messi in pratica dal 2020. Tempi che, come mostrano vari studi, sono incompatibili con l'obiettivo di tenere il riscaldamento entro i 2 °C.

Tuttavia la piattaforma approvata ieri a Durban segna alcuni passi avanti storici: il fatto che, per la prima volta, tutti i paesi, sia ricchi che in via di sviluppo, accettano di assumersi impegni legalmente vincolanti a tagliare le emissioni e che nazioni come gli Usa accettino di mantenere in vita il trattato di Kyoto per altri 5 anni.

L'accordo raggiunto all'alba di ieri (in allegato il comunicato finale, qui tutti i documenti e qui le conferenze stampa) prevede infatti di adottare “un nuovo protocollo o altro strumento legale o esito condiviso dotato di forza legale” per ridurre la CO2 che impegni tutti i paesi. Lo si dovrà approntare, si legge, “il più presto possibile e non oltre il 2015” e dovrà entrare in vigore entro il 2020. Come si può notare si tratta di una sorta di scatola vuota: gli impegni sono ancora tutti da definire e soprattutto non si è trovato un accordo per specificare meglio cosa si intenda “per strumento legale o esito condiviso dotato di forza legale”. Una debolezza che si aggiunge alla dilazione nel tempo dell'impegno: come dicevamo, la scienza è chiara sul fatto che per stare sotto ai 2 °C le emissioni dovrebbero già iniziare a calare dal 2020, mentre stando alla piattaforma stabilita ieri a Durban per quell'anno, bene che vada, avremo forse un accordo per ridurla in futuro.

Nel frattempo, il Protocollo di Kyoto, che impegna a tagliare le emissioni i soli paesi di prima industrializzazione e sarebbe dovuto scadere a fine 2012, verrà rinnovato per una seconda fase, dal 2013 al 2017. Una decisione che soddisfa la richiesta di paesi in via di sviluppo come la Cina e che ha tra i vantaggi quello di avere già un impianto legale pronto e applicabile. Quanto sarà efficace questa nuova fase del protocollo di Kyoto però resta da vedere: i nuovi impegni di riduzione dovranno essere definiti entro il 1° maggio 2012 e tre importanti nazioni che avrebbero dovuto tagliare la CO2, Russia, Giappone e Canada, si sono tirati fuori dal protocollo.

L'altra questione fondamentale entrata nella piattaforma di Durban, è poi quella del Green Climate Fund, il fondo “verde” da 100 miliardi di dollari pensato alla Conferenza di Copenhagen per aiutare i paesi poveri nelle azioni di mitigazione e adattamento. A Durban si sono indicati i paesi nei quali verrà messo in opera entro il 2012, si è stabilito un comitato di controllo, ma non si è fatta chiarezza sulla copertura del fondo. Cioè, non si è ancora capito da dove verranno i soldi: una proposta di ricavare fondi dalla tassazione delle emissioni dai trasporti internazionali non è sopravvissuta nella versione finale del testo. Da definire resta anche il meccanismo di mercato di compensazione delle emissioni che si adotterà nel trattato post-protocollo di Kyoto. Ci si penserà nei prossimi dodici mesi per portare delle proposte alla Cop 18 in Quatar, a fine 2012. Si tratta, ricordiamo, di dare stabilità al mercato della CO2 e correggere le molte distorsioni dei meccanismi di compensazione attualmente in vigore con il protocollo di Kyoto, come il Clean Development Mechanism o CDM. A proposito di CDM, da Durban arriva una decisione sul fatto che i progetti di cattura e sequestro della CO2 possano ottenere crediti tramite il meccanismo: saranno ammessi, ma il 5% dei crediti verranno pagati solo dopo che si sarà verificato che in 20 anni non ci sono state fughe di CO2 dai depositi sotterranei.

mercoledì 23 novembre 2011

Rinnovabili e incentivi: una storia senza fine

(FONTE, www.reuters.com)

Quattro miliardi dal 2012 al 2020 per incentivare la produzione di calore da fonti rinnovabili e per incentivare il risparmio energetico. Dieci miliardi all'anno per il sostegno alla produzione elettrica da fonti rinnovabili, in gran parte solare, fino al 2020. Poi i costi di adeguamento della rete: altri 7 miliardi per consentirle di sostenere la generazione diffusa che già nel 2012 potrebbe raggiungere i 97 tWh (terawattore), pari all'incirca un terzo dei consumi nazionali e all'intero obiettivo previsto dal Piano di azione nazionale per il 2020. Sono questi i dati che gli addetti ai lavori si ritrovano fra le mani e che probabilmente provocheranno a breve nuove polemiche come quelle dell'autunno inverno 2010/2011. Il governo Berlusconi ha lasciato in eredità due bozze di decreto per l'ultima revisione degli incentivi che varranno a partire dal 2012. Due provvedimenti di cui si dovrà occupare il ministero dello Sviluppo economico di Corrado Passera e che sono attesi dagli operatori per programmare gli investimenti. Ma che avranno impatti non secondari sulle bollette dei consumatori. ONERI ANCHE SULLA BOLLETTA DEL GAS In attesa di una firma del ministro è il decreto ministeriale che regola i Contributi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni. Prima di lasciare il ministero, il sottosegretario Stefano Saglia lo aveva completato con l'accordo anche del ministero dell'Ambiente. Fino al 2020, per finanziare la produzione di calore da fonti rinnovabili e interventi di efficienza energetica, si prevede un costo complessivo di 3,7 miliardi che sfonderanno i 4,2 miliardi l'anno successivo, secondo quanto Reuters ha potuto leggere in documenti del ministero. La bozza di decreto prevede una riduzione degli incentivi del 20% ogni 3 anni ciò nonostante il costo crescerà dai circa 120 milioni di euro all'anno del 2012 ai 650 milioni all'anno del 2020. Il ministero ha stimato che l'impatto sulla bolletta media del gas per una famiglia tipo di circa 5 euro/anno nel 2012 e di circa 25 euro/anno al 2020 (+2,6% della bolletta media). La voce più sostanziosa però riguarda ancora una volta la produzione di elettricità da rinnovabili. La bozza di provvedimento che dovrebbe introdurre i nuovi incentivi a partire dal 2012 non è riuscita ancora a trovare un'intesa con il ministero dell'Ambiente. "Lo scontro riguardava il sostegno per la produzione da impianti, grandi o piccoli, di trattamento per i rifiuti (biomasse). L'Ambiente li voleva più alti, ma [l'ex sottosegretario Stefano] Saglia non ha voluto cedere", dice una fonte del settore sottolineando quanto già grava sulle bollette. ACCORDO IN ALTO MARE Le cifre del sostegno al settore come è noto sono da capogiro. Al ministero di via Veneto le ultime stime disponibili utilizzate per metter a punto il decreto sugli incentivi per l'anno prossimo davano un onere "a fine 2012 da 10 miliardi: 3,5/4 miliardi per la produzione da fonte non solare (vento, biomasse, idro e geotermnia) e 5,5/6 miliardi all'anno per l'elettrictà da impianti solari", secondo quanto è scritto in alcuni documenti che Reuters ha potuto visionare. Un costo che nel prossimo triennio, malgrado il tentativo di abbattere il valore del contributo ai produttori, salirà a 12,5 miliardi nel 2015: 5,5 miliardi l'anno per le fonti diverse dal fotovoltaico e 7 miliardi per il solare e questo solo fermando ogni ulteriore incentivo "senza fare un 5° conto energia e facendo cessare il 4° conto al raggiungimento dei 7 miliardi l'anno". Fin qui quello che in parte era già noto. L'ultima novità l'ha paventata l'Autorità per l'energia e il gas che con un comunicato un po' criptico la settimana scorsa ha fatto sapere che c'è il rischio di un'ulteriore esplosione dei costi per l'adeguamento della rete al funzionamento con la generazione diffusa. "In mancanza di un adeguamento complessivo del sistema, gli impatti potranno essere rilevanti sia in tema di sicurezza, sia per i costi sostenuti dai consumatori elettrici, in particolare per gli accresciuti costi per il reperimento delle risorse per il dispacciamento", si legge nella nota. L'Autorità, che sul tema lancerà una consultazione pubblica, chiede di regolare la produzione delle fonti rinnovabili ipotizzando anche interventi di blocco: "Nell'ambito della revisione della disciplina del dispacciamento l'Autorità valuterà anche la possibilità che Terna,con cadenza periodica, quantifichi la massima penetrazione della generazione da fonte rinnovabile non programmabile (con particolare riferimento agli impianti eolici e fotovoltaici) compatibile con l'assetto del sistema". Interrogato sul senso di questi possibili interventi in occasione di un convegno, Guido Bortoni non è voluto entrare nel merito dei possibili provvedimenti e non si è sbilanciato sulle cifre ma ha fatto capire che se si vuole proteggere i consumatori bisogna rendere più ordinata la produzione. "Faremo un documento di consultazione per Natale e solo allora daremo un ordine di grandezza del problema", ha risposto ai giornalisti. Secondo quanto ha riferito una fonte del settore però "si tratterebbe di una cifra che ruota intorno ai 7 miliardi di euro". Soldi necessari ad aumentare le capacità di accumulo dei produttori, a rendere intelligenti le reti e introdurre sistemi per la stima della produzione da rinnovabili studiando il meteo. Un'altra montagna di soldi che si aggiungerebbe agli incentivi già in bolletta.

mercoledì 1 giugno 2011

Quarto Conto Energia: in vigore i nuovi incentivi per il fotovoltaico


Nel DM 5 maggio 2011 le tariffe incentivanti applicabili agli impianti che entrano in esercizio dal 1° giugno 2011 al 31 dicembre 2016
- Entrano in vigore oggi 1° giugno le nuove tariffe incentivanti per il fotovoltaico definite dal quarto Conto Energia, il DM 5 maggio 2011.
Il decreto, infatti, si applica agli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio da oggi fino al 31 dicembre 2016, per un obiettivo indicativo di potenza installata a livello nazionale di circa 23.000 MW, corrispondente ad un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro.

Per i ‘piccoli impianti’fotovoltaici (impianti fino a 1000 kW realizzati su edifici, impianti fino a 200 kW operanti in regime di scambio sul posto, impianti di potenza qualsiasi realizzati su edifici ed aree delle Amministrazioni pubbliche) non è previsto alcun tetto di spesa fino a fine 2012. Per i ‘grandi impianti’(tutti quelli diversi dai ‘piccoli’) sono previsti tetti di spesa semestrali fino al 2012. Vedi tabella

Per gli impianti grandi e piccoli, dal 2013 al 2016, il superamento dei tetti non limita l'accesso alle tariffe incentivanti, ma determina una riduzione aggiuntiva delle stesse per il periodo successivo. Dal 2013 è prevista l’introduzione del modello tedesco.

Chi può accedere agli incentivi
Possono beneficiare delle tariffe incentivanti persone fisiche, persone giuridiche, soggetti pubblici e condomini per impianti fotovoltaici di almeno 1 kW, conformi alle norme tecniche di cui all’allegato 1 e al Dlgs 28/2011, nuovi, collegati alla rete elettrica o a piccole reti isolate.

Le tariffe incentivanti in vigore dal 1° giugno 2011 alla fine del 2016
La tariffa incentivante, differenziata per potenza dell’impianto e per periodo temporale secondo le tabelle di cui all’allegato 5, è riconosciuta per 20 anni dall’entrata in esercizio dell'impianto ed è costante in moneta corrente per tutto il periodo di incentivazione. Le tariffe sono differenziate per tipo di impianto e per classe di potenza. Sono favoriti gli impianti su edifici, e tra questi i più piccoli.

Dal primo semestre 2013, le tariffe assumono valore onnicomprensivo sull’energia immessa nel sistema elettrico. Sulla quota di energia autoconsumata è attribuita una tariffa specifica. Dal secondo semestre 2013 si applicheranno riduzioni programmate rispetto alle tariffe vigenti nel semestre precedente. Tutte le tariffe applicabili dal 1° giugno 2011 alla fine del 2016, sono indicate nell’Allegato 5, Tabelle da 1 a 5.

Tariffe diverse sono previste per gli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative. Si tratta di impianti fotovoltaici tra 1 kW e 5 MW che utilizzano moduli non convenzionali e componenti speciali, sviluppati specificatamente per integrarsi e sostituire elementi architettonici. Tutte le tariffe applicabili dal 1° giugno 2011 alla fine del 2016, sono indicate nell’Allegato 5, Tabelle da 6 a 9.

Ultima tipologia è quella degli impianti a concentrazione, le cui tariffe applicabili dal 1° giugno 2011 alla fine del 2016, sono indicate nell’Allegato 5, Tabelle da 10 a 13.

Le regole per l’incentivazione dei grandi impianti
I grandi impianti che entrano in esercizio entro il 31 agosto 2011 accedono direttamente alle tariffe incentivanti, previa comunicazione al GSE dell’entrata in esercizio. Invece, i grandi impianti che entrano in esercizio dopo il 31 agosto 2011 e fino a tutto il 2012, per accedere alle tariffe incentivanti, devono essere iscritti nell’apposito registro informatico gestito dal GSE, in una posizione tale da rientrare nei limiti di costo definiti per ciascun periodo (leggi tutto).

Il GSE ha pubblicato le Regole tecniche per l’iscrizione dei grandi impianti fotovoltaici al registro (leggi tutto).


Le pratiche ex lege Salva-Alcoa
GIFI-ANIE ha ricevuto segnalazioni dalle sue aziende associate riguardanti il rigetto da parte del GSE di numerose pratiche di riconoscimento della tariffa incentivante relative alla Legge 129/2010, cosiddetta “Salva Alcoa”. Per questo motivo il Presidente di GIFI-ANIE, Valerio Natalizia, ha scritto al Direttore operativo del GSE, Gerardo Montanino.

“Ci risulta - dichiara Natalizia nella lettera - che la maggioranza delle non approvazioni riguardano la mancanza e la non conformità di alcune attestazioni formali, ancorché importanti, ad integrazione di molteplici documenti che già comprovano l'effettiva e compiuta realizzazione dell'impianto. Riteniamo - continua Natalizia - che tali attestazioni non dovrebbero pregiudicare l'esito del processo. Pertanto abbiamo chiesto al GSE di prevedere la possibilità di integrare entro un tempo massimo le attestazioni mancanti, al fine di garantire il buon esito di progetti avviati anche più di un anno fa”.

“Ribadisco anche in questo contesto - conclude Natalizia - la fondamentale importanza del severo controllo, anche da parte del GSE, della completezza, veridicità e corrispondenza fra dichiarazioni pervenute ed effettivi impianti realizzati, nell’ottica di un contrasto alle pratiche illegali e alle dichiarazioni mendaci.”
(riproduzione riservata)
Entrano in vigore oggi 1° giugno le nuove tariffe incentivanti per il fotovoltaico definite dal quarto Conto Energia, il DM 5 maggio 2011.

Il decreto, infatti, si applica agli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio da oggi fino al 31 dicembre 2016, per un obiettivo indicativo di potenza installata a livello nazionale di circa 23.000 MW, corrispondente ad un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro.

Per i ‘piccoli impianti’fotovoltaici (impianti fino a 1000 kW realizzati su edifici, impianti fino a 200 kW operanti in regime di scambio sul posto, impianti di potenza qualsiasi realizzati su edifici ed aree delle Amministrazioni pubbliche) non è previsto alcun tetto di spesa fino a fine 2012. Per i ‘grandi impianti’(tutti quelli diversi dai ‘piccoli’) sono previsti tetti di spesa semestrali fino al 2012. Vedi tabella

Per gli impianti grandi e piccoli, dal 2013 al 2016, il superamento dei tetti non limita l'accesso alle tariffe incentivanti, ma determina una riduzione aggiuntiva delle stesse per il periodo successivo. Dal 2013 è prevista l’introduzione del modello tedesco.

Chi può accedere agli incentivi
Possono beneficiare delle tariffe incentivanti persone fisiche, persone giuridiche, soggetti pubblici e condomini per impianti fotovoltaici di almeno 1 kW, conformi alle norme tecniche di cui all’allegato 1 e al Dlgs 28/2011, nuovi, collegati alla rete elettrica o a piccole reti isolate.

Le tariffe incentivanti in vigore dal 1° giugno 2011 alla fine del 2016
La tariffa incentivante, differenziata per potenza dell’impianto e per periodo temporale secondo le tabelle di cui all’allegato 5, è riconosciuta per 20 anni dall’entrata in esercizio dell'impianto ed è costante in moneta corrente per tutto il periodo di incentivazione. Le tariffe sono differenziate per tipo di impianto e per classe di potenza. Sono favoriti gli impianti su edifici, e tra questi i più piccoli.

Dal primo semestre 2013, le tariffe assumono valore onnicomprensivo sull’energia immessa nel sistema elettrico. Sulla quota di energia autoconsumata è attribuita una tariffa specifica. Dal secondo semestre 2013 si applicheranno riduzioni programmate rispetto alle tariffe vigenti nel semestre precedente. Tutte le tariffe applicabili dal 1° giugno 2011 alla fine del 2016, sono indicate nell’Allegato 5, Tabelle da 1 a 5.

Tariffe diverse sono previste per gli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative. Si tratta di impianti fotovoltaici tra 1 kW e 5 MW che utilizzano moduli non convenzionali e componenti speciali, sviluppati specificatamente per integrarsi e sostituire elementi architettonici. Tutte le tariffe applicabili dal 1° giugno 2011 alla fine del 2016, sono indicate nell’Allegato 5, Tabelle da 6 a 9.

Ultima tipologia è quella degli impianti a concentrazione, le cui tariffe applicabili dal 1° giugno 2011 alla fine del 2016, sono indicate nell’Allegato 5, Tabelle da 10 a 13.

Le regole per l’incentivazione dei grandi impianti
I grandi impianti che entrano in esercizio entro il 31 agosto 2011 accedono direttamente alle tariffe incentivanti, previa comunicazione al GSE dell’entrata in esercizio. Invece, i grandi impianti che entrano in esercizio dopo il 31 agosto 2011 e fino a tutto il 2012, per accedere alle tariffe incentivanti, devono essere iscritti nell’apposito registro informatico gestito dal GSE, in una posizione tale da rientrare nei limiti di costo definiti per ciascun periodo (leggi tutto).

Il GSE ha pubblicato le Regole tecniche per l’iscrizione dei grandi impianti fotovoltaici al registro (leggi tutto).


Le pratiche ex lege Salva-Alcoa
GIFI-ANIE ha ricevuto segnalazioni dalle sue aziende associate riguardanti il rigetto da parte del GSE di numerose pratiche di riconoscimento della tariffa incentivante relative alla Legge 129/2010, cosiddetta “Salva Alcoa”. Per questo motivo il Presidente di GIFI-ANIE, Valerio Natalizia, ha scritto al Direttore operativo del GSE, Gerardo Montanino.

“Ci risulta - dichiara Natalizia nella lettera - che la maggioranza delle non approvazioni riguardano la mancanza e la non conformità di alcune attestazioni formali, ancorché importanti, ad integrazione di molteplici documenti che già comprovano l'effettiva e compiuta realizzazione dell'impianto. Riteniamo - continua Natalizia - che tali attestazioni non dovrebbero pregiudicare l'esito del processo. Pertanto abbiamo chiesto al GSE di prevedere la possibilità di integrare entro un tempo massimo le attestazioni mancanti, al fine di garantire il buon esito di progetti avviati anche più di un anno fa”.

“Ribadisco anche in questo contesto - conclude Natalizia - la fondamentale importanza del severo controllo, anche da parte del GSE, della completezza, veridicità e corrispondenza fra dichiarazioni pervenute ed effettivi impianti realizzati, nell’ottica di un contrasto alle pratiche illegali e alle dichiarazioni mendaci.”
 
Rossella Calabrese (edilportale.it)