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giovedì 25 luglio 2013

Assosolare e Aper si uniscono: nasce AssoRinnovabili

Assosolare e Aper si uniscono: nasce AssoRinnovabili

 (Fonte:GreenStyle.it-Francesca Fiore)
 
 
 
La notizia è ora ufficiale: Aper e Assosolare hanno concluso la fusione, dando vita a AssoRinnovabili. Dopo la delibera del 2 luglio scorso, in cui i soci di Assosolare hanno approvato all’unanimità la decisione di passare ad Aper, è di oggi la notizia della fine delle operazioni e del cambio di nome della società in AssoRinnovabili.

Non solo il nome, ma anche lo statuto di Assosolare è stato modificato, per permettere una riorganizzazione più efficiente del nuovo soggetto: Giovanni Simoni, presidente di Assosolare, diventa vicepresidente della neonata società, mentre alla guida ci sarà Agostino Re Rebaudengo, che ha commentato così:

Siamo certi che questo importante passaggio contribuirà a sostenere meglio le prossime azioni per l’introduzione di un’adeguata disciplina sugli sbilanciamenti, per la regolamentazione dei Sistemi Efficienti d’Utenza e, in genere, per promuovere gli interessi di un settore che è ormai diventato un pilastro del Paese.

Da Assosolare, 6 soci su 60 sono entrati negli organi associativi del nuovo soggetto, che dovrà affrontare le sfide legate ai mutamenti del sistema energetico. Plauso anche dal vicepresidente, Simoni, che ha spiegato:

Era giunto il momento di mescolarci con le altre filiere rinnovabili. Nessuna filiera può pensare di affrontare in autonomia le sfide che ci attendono nei prossimi anni in termini di integrazione nelle reti e di sviluppo di nuove tecnologie smart come gli accumuli, il controllo e la gestione delle utenze.

venerdì 19 luglio 2013

Aper si fonde con Assosolare: nasce AssoRinnovabili

Aper si fonde con Assosolare: nasce AssoRinnovabili

(Fonte:ZeroEmission.it)
 
 
 
 
 Il Presidente Agostino Re Rebaudengo: “Siamo certi che questo importante passaggio contribuirà a sostenere meglio le prossime azioni in favore delle rinnovabili".

 
Dalla fusione di Aper e Assosolare (che lo scorso 2 luglio avevano deliberato all’unanimità di confluire in Aper) nasce assoRinnovabili. L’Assemblea di Aper, ha accolto ieri, con voto unanime i Soci dell'associazione guidata da Giovanni Simoni, modificando il nome e lo Statuto del nuovo organismo, adattandolo alle nuove esigenze organizzative. In assoRinnovabili anche i fornitori di servizi, tecnologie e componenti hanno l’identico status dei produttori di energia. Sei degli oltre 60 nuovi Soci entrano negli organi associativi e Giovanni Simoni diventa Vicepresidente di assoRinnovabili. Agostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili (già Aper), esprime soddisfazione per il percorso compiuto e per l’unità d’intenti manifestata dagli Associati di entrambe le compagini. “Siamo certi che questo importante passaggio – ha detto Re Rebaudengo – contribuirà a sostenere meglio le prossime azioni per l’introduzione di una adeguata disciplina sugli sbilanciamenti, per la regolamentazione dei Sistemi Efficienti d’Utenza e, in genere, per promuovere gli interessi di un settore che è ormai diventato un pilastro del Paese".

“Era giunto il momento di 'mescolarci' con le altre filiere rinnovabili – ha commentato il neo Vicepresidente Simoni – perché nessuna filiera può pensare di affrontare in autonomia le sfide che ci attendono nei prossimi anni in termini di integrazione nelle reti e di sviluppo di nuove tecnologie smart come gli accumuli, il controllo e la gestione delle utenze. Con questa operazione siamo diventati la maggior associazione industriale del settore in Europa dove contiamo di "pesare" ancora più che in passato nella discussione sui prossimi obiettivi di politica energetica".

mercoledì 26 giugno 2013

Internazionalizzazione aziende: Aper guarda al Marocco

Internazionalizzazione aziende: Aper guarda al Marocco 

(Fonte:ZeroEmission.it)
 
 
 
 
L'Associazione dei produttori di energia rinnovabile lancia un nuovo ciclo di incontri dedicati alle opportunità di investimento in Marocco per le aziende italiane

 
Opportunità di investimento all'estero per le imprese italiane nel campo delle rinnovabili. Aper (Associazione produttori dei energia rinnovabile) lancia un nuovo ciclo di incontri dedicati all'internazionalizzazione delle aziende del nostro Paese, il cui primo appuntamento sarà focalizzato sul Marocco: si terrà giovedì 11 luglio a Milano nella sala Convegni della sede Aper, in via Pergolesi, 27. L’evento è organizzato in partnership con l’istituto milanese Althesys, il cui supporto scientifico ed esperienza forniranno ai partecipanti gli elementi chiave per valutare la possibilità di avviare nuovi investimenti nei mercati internazionali.

Il percorso formativo si aprirà con un intervento a cura diell'economista Alessandro Marangoni dedicato al quadro regolamentare, alle potenzialità di mercato ed agli economics delle rinnovabili in Marocco. Seguirà un intervento dell’Associazione RES4Med che offrirà una panoramica del ruolo delle FER nel Mediterraneo, mentre Enel Green Power porterà la sua esperienza di operatore che ha già effettuato investimenti in loco. Concluderà l’incontro A. El Hafidi, direttore del Dipartimento “Energia Elettrica e Fonti Rinnovabili” al Ministero dell’Energia marocchino, che illustrerà i programmi del Governo per lo sviluppo delle FER. Nei prossimi mesi completeranno il ciclo gli approfondimenti su Romania e Turchia.

martedì 11 giugno 2013

Attacco alle rinnovabili: lettera delle associazioni al Corsera

Attacco alle rinnovabili: lettera delle associazioni al Corsera 

(Fonte:ZeroEmission.it)
 
 
Aper, Assosolare e Coordinamento Free hanno inviato una lettera al Corriere della Sera, in merito all'articolo anti-rinnovabili di Danilo Taino pubblicato nel numero del 5 giugno scorso, senza ottenere alcuna risposta dal quotidiano. "Soltanto il presidente di Assoelettrica, per difendere interessi delle fossili, può parlare dell’energia solare nel nostro Paese come di un flop"

 
Anche le associazioni italiane delle rinnovabili si scagliano contro l'articolo-propaganda che definiva il solare in Italia come un "flop". L'articolo, a firma di Danilo Taino, pubblicato dal Corriere della Sera il 5 giugno, raccoglieva pareri di noti avversari delle fonti rinnovabili, senza contraddittorio e senza aggiungere il parere di nessuno degli innumerevoli e stimati ricercatori che, invece, si sono, da sempre, schierati in favore delle fonti pulite. Per questo, Aper, Assosolare e Coordinamento Free hanno spedito giorni fa una lettera al direttore del prestigioso quotidiano nazionale in risposta e a commento di quell'articolo, senza però, ottenere alcuna risposta.

ZeroEmission pubblica di seguito il testo della lettera, con l'obiettivo di darne la dovuta visibilità:

Gentile Direttore,
le scriviamo in rappresentanza di APER, l'Associazione dei Produttori di Energia Rinnovabile, di Assosolare, l’associazione degli operatori dell’industria fotovoltaica, e del Coordinamento FREE, che raggruppa 35 soci tra associazioni ed enti operanti nel settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, in replica all’articolo “Sos Terra", pubblicato in prima pagina il 5 giugno 2013, per fornire al lettore informazioni e dati completi, non solo di una parte, peraltro minoritaria! In primo luogo, solo il presidente di Assoelettrica, per difendere interessi delle fossili, può parlare dell’energia solare nel nostro Paese come di un flop: 18 GW di potenza installata in pochi anni, costruendo dal nulla una filiera di imprese produttrici di energia, servizi e componenti che è ormai pronta a lavorare senza incentivi – proprio in questi giorni è stato raggiunto il limite previsto dal V Conto Energia - non può in nessun modo essere considerato un insuccesso. Non servono forse a questo, gli incentivi, ad avviare un settore? Ebbene, obiettivo raggiunto: nei prossimi anni si continueranno a installare impianti fotovoltaici incrementando la quota di energia verde prodotta in Italia. In più, particolare fondamentale, ogni tonnellata di anidride carbonica risparmiata sarà a costo zero!


Un’analisi completa dovrebbe poi contemplare le due facce della medaglia - costi e benefici - che dovrebbero sempre essere considerate congiuntamente. Le stime più recenti (cfr. Althesys, IREX Report) indicano in circa 35 miliardi di euro il saldo tra benefici (miglioramento della bilancia commerciale, riduzione dei costi associati ai diritti di emissione, impatti su Pil e occupazione) e costi delle politiche già varate per sostenere il settore delle rinnovabili (altre stime arrivano perfino a 76 miliardi). E, si badi, si tratta di stime che non tengono in considerazione gli impatti sicuramente positivi che lo sviluppo delle rinnovabili ha sul sistema sanitario nazionale e sull’ambiente (meno malattie dovute alle emissioni inquinanti e ad effetto serra). Peraltro i costi, noti da tempo, sono stati “messi in sicurezza” dai decreti del ministro Passera dello scorso luglio, che ha fissato chiari limiti di spesa massima annuale. Rimetterli in discussione oggi significherebbe una volta di più allontanare potenziali investitori dal nostro Paese e comprometterne ulteriormente la fiducia, già gravemente minata dalle innumerevoli riforme non fatte. Premesso che l’Italia ha precisi doveri etici e materiali per rispettare impegni presi in sede internazionale e che il risparmio energetico è comunque un obiettivo da perseguire e una grande opportunità di sviluppo e di crescita, si ritiene che il vero problema in Italia sia la mancanza totale di una programmazione energetica.

L’ultimo Piano Energetico Nazionale risale alla fine degli anni 80, la decisione di pianificare la costruzione di una serie di centrali nucleari è naufragata con un referendum dai forti significati anche sociali, mentre gli impianti termoelettrici sono stati costruiti recentemente anche a fronte di una ben nota diminuzione delle richieste di energia e la SEN del Governo Monti è solo un insieme di buone intenzioni, senza alcuna indicazione strategica concreta. In questo vuoto si sono innestati alla rinfusa una serie di interventi, in grado di premiare ora l’una ora l’altra tecnologia, con tutte le conseguenze del caso, compreso il dilagare di norme tecniche spesso in contrasto tra di loro e di tariffe dell’energia non sempre congruenti. Ci permettiamo di suggerire di cambiare logica e capire, finalmente, che il risparmio e l’efficienza energetica si possono ottenere solamente coniugando un mix di tecnologie, in alcune delle quali, peraltro, l’industria Italia è tra i leader di mercato. Solo una seria programmazione energetica, seguita da un’altrettanto seria pianificazione delle norme tecniche e delle tariffe dell’energia potrà permettere a tutti, dai progettisti degli impianti, agli installatori fino all’utente finale, di comprendere i reali vantaggi di un investimento nella green economy. Senza posizioni talebane, né dall’una (amplificata a dismisura dall’establishment), né dall’altra parte (alla quale in verità non viene data grande possibilità di replica).

venerdì 5 aprile 2013

Fotovoltaico cinese: anche gli installatori contro i dazi

Fotovoltaico cinese: anche gli installatori contro i dazi

(Fonte:GreenStyle.it-Peppe Croce)
 
 
 
Ennesima tegola sull’ipotesi di imporre dazi, a livello europeo, contro il fotovoltaico cinese. Secondo uno studio condotto da EuPD Research tra circa 120 società di installatori di fotovoltaico, infatti, la maggioranza della categoria sarebbe fermamente contraria a questo tipo di misura doganale.

Se i dazi fossero realmente introdotti gli installatori sarebbero ben presto costretti a modificare il proprio catalogo depennando i prodotti cinesi, resi molto meno attraenti dal prezzo maggiorato. Il prezzo finale dell’impianto, quindi, potrebbe salire e non di poco rendendo il fotovoltaico molto meno attrattivo.

La cosa maggiormente allarmante è che la ricerca di EuPD si concentra in particolare sull’impatto dei dazi sul settore dei piccoli installatori artigiani. Spiega Thomas Olbrecht di EuPD:

La nostra ricerca mostra chiaramente che la maggior parte degli installatori è contraria all’introduzione di questo tipo di misure. La motivazione principale degli installatori è che i dazi punitivi metterebbero a rischio il loro modello di business e che sarebbe molto probabile un aumento dei prezzi.
Molti installatori temono anche che anche alcuni prodotti europei potrebbero avere ripercussioni sul prezzo a causa dell’uso di forniture provenienti dalla Cina.


Una posizione molto simile a quella espressa in Italia da APER, Assosolare e GIFI e specularmente opposta a quella del Comitato IFI. C’è poi il problema della registrazione del fotovoltaico cinese, obbligatoria dai primi di marzo, che potrebbe portare a dazi preventivi retroattivi già a giugno. Ciò porterà molto probabilmente gli installatori a rifornirsi solo dai grandi grossisti per limitare il rischio di dover pagare un’ulteriore tassa in estate.

Dall’indagine di EuPD, però, emerge anche un’altra cosa interessante: molti degli installatori non sono soddisfatti dalle comunicazioni ricevute dai produttori cinesi e vorrebbero informazioni concise e oneste sulla reale situazione e sui possibili effetti dei dazi.

Non manca la critica ai giornalisti: i media dovrebbero fornire informazioni più obiettive sulla questione. Dovrebbero, cioè, essere più neutrali nel descrivere i fatti senza tifare per una o l’altra posizione.

Noi dal canto nostro continueremo a dare voce a tutti, mettendo in luce lo scontro tra le lobby che si sta consumando in questi mesi a Bruxelles e rendendo conto anche delle possibili soluzioni pacifiche a questa vicenda.

giovedì 7 marzo 2013

Rinnovabili: 5.700 MW in più nel 2012. Il plauso di APER

Rinnovabili: 5.700 MW in più nel 2012. Il plauso di APER

(Fonte:GreenStyle.it-Peppe Croce)



Secondo i dati preliminari del GSE relativi al 2012, durante l’anno appena finito sono stati creati circa 5.700 nuovi MegaWatt di potenza elettrica da fonti rinnovabili. Facendo una differenza sommaria tra l’installato a fine 2011 e quello a fine 2012, infatti, il numero che esce fuori è 5.693 MW mentre il rapporto tra la produzione di energia da fonti rinnovabili e il Consumo Interno Lordo (CIL, produzione lorda + saldo estero - produzione da pompaggi) è passato da 24 a 27.

Il che, in parole semplici, vuol dire che consumiamo energia elettrica complessivamente più pulita. Questi dati sono stati salutati con estremo favore da APER, che tramite il suo presidente Agostino Re Rebaudengo ha lanciato anche uno sguardo sul futuro:

Sarebbe auspicabile che i positivi risultati fino a ora raggiunti non venissero vanificati da politiche inadatte a promuovere un sempre maggiore utilizzo di fonti rinnovabili. La nostra speranza è che il Governo che verrà, in conformità ai vincolanti obiettivi europei e alla Strategia Energetica Nazionale (SEN) recentemente approvata, adotti una politica coerente, come suggerita dalle 26 azioni per lo sviluppo delle rinnovabili elettriche in Italia, proposte dalla nostra Associazione e sottoscritte dai principali partiti politici prima delle elezioni.

Rebaudengo, però, teme il passo indietro sulle rinnovabili che, a suo dire, sarebbe un grave errore. Perché con eolico, fotovoltaico, biomasse e con tutte le altre fonti verdi è possibile risparmiare gas importato dall’estero con evidenti vantaggi sulla bolletta energetica italiana. Come anche creare nuova occupazione nel paese.

giovedì 21 febbraio 2013

Assoelettrica, Aper e i costi delle rinnovabili elettriche

 Assoelettrica, Aper e i costi delle rinnovabili elettriche

 (Fonte:QualEnergia.it)



Nei giorni scorsi Assoelettrica è tornata all'attaco delle rinnovabili, colpevoli di pesare troppo sulla bolletta degli italiani. L'associazione dei grandi dell'elettricità convenzionale ha pubblicato delle stime secondo le quali il costo totale degli incentivi alle fonti rinnovabili elettriche dal 2009 al 2032 sarà pari a circa 220 miliardi di euro; di questi, 200 miliardi verranno erogati nei prossimi 20 anni tra il 2013 e il 2032. Il picco di spesa si raggiungerà nel 2016 quando si supereranno i 12,5 miliardi di euro di incentivi, una cifra, aggiungiamo noi, che comprende anche soldi che non vanno interamente alle rinnovabili, come il famigerato Cip6 di cui beneficiano anche inceneritori e raffinerie. A quell'anno prevede Assoelettrica gli incentivi peseranno in bolletta per circa 200 € per ogni cittadino italiano.

“Una spesa - si sottolinea - che, se non si modificherà la situazione attuale, graverà sulle bollette elettriche di cittadini ed aziende. Le utenze domestiche rappresentano il 22% circa della domanda italiana di energia elettrica, le altre utenze il rimanente 78%, quindi la gran parte di questi incentivi sarà a carico di industrie, di piccole e medie aziende di tutti i settori, dalla manifattura al commercio ai servizi, e delle amministrazioni pubbliche. Dunque, se solo un quarto del costo degli incentivi peserà direttamente nella bolletta elettrica delle famiglie, i rimanenti tre quarti si rifletteranno in buona parte in un aumento nel costo di prodotti e servizi che le stesse famiglie acquisteranno.”

Non tarda ad arrivare la risposta di chi non ci sta a vedere per l'ennesima volta accusare le fonti rinnovabili considerando gli incentivi un costo e non un investimento, anche piuttosto conveniente. “A distanza di pochi giorni dal voto – scrive Aper, l'associazione dei produttori di energia rinnovabile - Assoelettrica sceglie di parlare degli incentivi alle rinnovabili, illustrando nel dettaglio, e non capiamo il perché, solo i costi e non i benefici da essi derivanti, che sono: l’aumento dell’indipendenza energetica nazionale (meno gas, petrolio e carbone importati); la diminuzione dei costi che dovranno sostenere gli impianti termoelettrici nell’ambito del sistema europeo ETS sui diritti d’emissione (costi che pesano sulle bollette);l’incremento del PIL (le rinnovabili generano più ricchezza delle fossili per il Paese) fino ad una rilevante crescita occupazionale non solo quantitativa, ma anche qualitativa".Le stime più prudenti indicano in almeno 30 miliardi di euro il saldo tra benefici e costi delle politiche già varate (altre stime più ottimistiche arrivano fino a 76 miliardi). Vale a dire che a fronte dei 220 miliardi di euro che gli italiani avranno investito nel periodo 2008-2030, il Paese avrà benefici per quasi 300 miliardi. E, si badi - continua il comunicato Aper - si tratta di stime che non tengono in considerazione gli impatti sicuramente positivi che lo sviluppo delle rinnovabili ha sul sistema sanitario nazionale e sull’ambiente (meno malattie dovute alle emissioni inquinanti e ad effetto serra). Peraltro i costi, noti da tempo, sono stati “messi in sicurezza”, come la stessa Assoelettrica evidenzia, dai decreti del ministro Passera dello scorso luglio, che ha fissato chiari limiti di spesa massima annuale. “Aper è fermamente convinta - ribadisce il presidente Agostino Re Rebaudengo - che le due facce della medaglia (costi e benefici) debbano sempre essere considerate congiuntamente.”

lunedì 4 febbraio 2013

Green economy, le proposte di Aper al nuovo Governo

 Green economy, le proposte di Aper al nuovo Governo

(Fonte:EdilPortale.it-Paolo Mammarella)



Green Economy centrale tra gli impegni del nuovo Governo. È la richiesta avanzata da Aper, Associazione produttori energia rinnovabile, alle forze politiche che si presenteranno alle elezioni del 24-25 febbraio.

Il documento, articolato in dieci schede, contiene le azioni che il prossimo Esecutivo dovrebbe intraprendere nei suoi primi dodici mesi di attività per raggiungere gli obiettivi del SEN, Strategia energetica nazionale, e dell’Energy Roadmap dell’Unione Europea.

Per queste ragioni secondo l’Aper durante la prossima legislatura l’Italia dovrebbe:
 
- Assumere un ruolo di leadership nella redazione del nuovo Pacchetto Clima-Energia, individuando, per ognuno dei settori coinvolti, i seguenti obiettivi vincolanti al 2030: 35% di energia da fonti rinnovabili e, per il segmento delle rinnovabili elettriche, il 50% sul totale dei consumi, aumento del 35% nell’efficienza energetica, riduzione del 35% nelle emissioni di gas climalteranti;
- Confermare l’obiettivo del 38% per le rinnovabili elettriche sui consumi finali al 2020;
- Predisporre una nuova disciplina normativa che consenta realmente di raggiungere l’obiettivo del 38%;
- Sostenere lo sviluppo della filiera del biometano predisponendo una specifica disciplina normativa;
- Varare una politica industriale che privilegi e sostenga la filiera delle rinnovabili quale strumento di rilancio della manifattura italiana e l’esportazione;
- Incrementare gli investimenti pubblici nella ricerca e nello sviluppo sperimentale;
- Promuovere gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo sperimentale da parte di aziende private;
- Costituire una cabina di regia nazionale;
- Incentivare una collaborazione con le istituzioni comunitarie e nazionali coinvolte nell’adozione di bandi finalizzati al finanziamento di progetti innovativi e di sviluppo delle fonti rinnovabili;
- Sostenere il processo di internazionalizzazione della filiera rinnovabili;
- Costruire un nuovo sistema per la promozione delle imprese italiane all’estero;
- Rivedere i meccanismi di sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, basandoli su modelli di accesso diretto e certo, eventualmente con tariffe differenziate per fonte soggette a riduzioni automatiche progressive all’aumentare della potenza nazionale installata;
- Riallocare, per le future aste/registri, i contingenti non richiesti (eolico off-shore, grande idro) verso le tecnologie con maggior disponibilità di progetti (eolico onshore e piccolo idro);
- Prevedere regole chiare e durature e favorire l’adozione di norme regionali omogenee;
- Semplificare e accelerare i procedimenti autorizzativi;
- Ampliare l’uso di strumenti quali il silenzio-assenso;
- Prevedere poteri sostitutivi e sanzionatori nei confronti delle amministrazioni territoriali;
- Rendere trasparente e meno pesante la bolletta elettrica;
- Adeguare gli attuali meccanismi di sostegno per raggiungere gli obiettivi europei al 2030 e favorire la transizione post-incentivi;
- Estendere l’applicabilità del meccanismo di scambio sul posto agli impianti di potenza fino a 5 MW;
- Sollecitare l’AEEG affinché adotti la regolamentazione dei Sistemi Efficienti di Utenza;
- Introdurre contratti bilaterali di lungo periodo;
- Integrare le fonti rinnovabili nel mercato;
- Introdurre forme di agevolazione fiscale per l’acquisto di auto elettriche, pompe di calore, cucine a induzione;
- Rivedere la struttura di prezzo dell’energia elettrica;
- Favorire gli investimenti che portano ad un risparmio energetico e, nel caso della Pubblica Amministrazione prevedere un plafond di investimento in deroga al Patto di Stabilità per gli interventi con payback breve (entro 5 anni).

Aper ha chiesto ai partiti di sottoscrivere il documento entro il 7 febbraio, condividendolo anche solo parzialmente.

Dall’8 febbraio sul sito dell’associazione partirà un ritardo metro, che segnalerà i giorni di ritardo nell’invio delle risposte.

giovedì 31 gennaio 2013

Elezioni 2013, da APER 26 proposte ai partiti sulle rinnovabili

Elezioni 2013, da APER 26 proposte ai partiti sulle rinnovabili

(Fonte:GreenStyle.it-Silvana Santo)
 
 
Ventisei azioni per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia nei prossimi anni. Le propone APER (Associazione produttori energia rinnovabile) alle forze politiche in campo per le elezioni del 24 e 25 febbraio, chiedendo a tutti i candidati di dedicare una maggiore attenzione ai temi della green economy.

Le 26 idee da inserire nei programmi elettorali, contenute in un documento di 10 pagine, puntano non solo a migliorare la salute dell’ambiente nel nostro Paese, ma anche a promuovere il rilancio dell’economia nazionale e a incrementare l’occupazione.

Molto varie le proposte di Aper, dall’aumento degli investimenti in ricerca e innovazione alla semplificazione burocratica nel settore delle rinnovabili, dalla riduzione delle importazioni di combustibili fossili dall’estero a una maggiore certezza normativa per l’intero settore.

Non solo. L’associazione chiede ancora ai partiti politici di rendere più ambiziosi gli obiettivi dell’Italia in materia di energie rinnovabili, impegnandosi a raggiungere il 35% di energia pulita entro il 2030, di aumentare l’efficienza energetica della stessa quota e di ridurre le emissioni di CO2 sempre del 35%.

Impegni che APER ha chiesto alle forze politiche di sottoscrivere entro il prossimo 7 febbraio.A partire dal giorno successivo, sul sito dell’associazione sarà attivato un “ritardometro” che darà appunto conto agli elettori del ritardo con cui i partiti sottoscriveranno le 26 proposte sulla green economy.

lunedì 21 gennaio 2013

Aper, aste e registri: si può fare meglio

Aper, aste e registri: si può fare meglio

(Fonte:InfoBuildEnergia.it)
 
 
 
Sono state rese note le graduatorie degli impianti FER ammessi ai registri ed alle aste, cosi come disciplinati dal DM 6 luglio 2012. Aper in una nota sottolinea che tali risultati evidenziano come tali meccanismi non sembrino garantire il raggiungimento degli obiettivi in termini di energia da fonti rinnovabili, previsti dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN).
"I dati emersi non sorprendono - commenta Agostino Re Rebaudengo, Presidente APER - bensì confermano le perplessità più volte formulate da APER in tutti i tavoli istituzionali, in occasione dei quali ha sostenuto che il nuovo quadro normativo, con l'introduzione di tali meccanismi, avrebbe inevitabilmente portato ad un forte rallentamento della crescita del settore. I criteri di accesso ai nuovi meccanismi incentivanti, il livello delle tariffe e l'inadeguatezza dei contingenti rispetto al mercato, rappresentano, a nostro avviso - continua Re Rebaudengo - i principali punti critici su cui il Governo deve intervenire immediatamente".

In particolare:
• sul fronte registri nella maggior parte dei casi i contingenti previsti sono stati ampiamenti superati dalle richieste pervenute, risultando pertanto troppo esigui;
• sul fronte aste, la scarsa partecipazione è principalmente dovuta alla difficoltà dei meccanismi di accesso e alla possibilità di escussione delle garanzie senza giusta causa.

venerdì 14 settembre 2012

Conto energia fotovoltaico

Conto energia fotovoltaico e decreto rinnovabili sotto la lente di GSE e APER

(Fonte: QualEnergia.it)
 
Ieri mattina alla sede del Gestore Servizi Energetici si è tenuto il workshop sul futuro delle rinnovabili elettriche con i nuovi decreti, organizzato da GSE e APER. Il Gestore ha spiegato con pazienza le nuove regole a una platea di operatori, ma i decreti non sono coerenti con gli obiettivi del Paese, commentano da APER.
Grande partecipazione per il workshop organizzato dal Gestore dei Servizi Energetici e APER dal titolo "Un nuovo inizio per le rinnovabili. Come cambiano gli scenari e le regole del gioco dopo l’entrata in vigore del DM FER e del V Conto energia" che si è tenuto oggi presso l’Auditorium del GSE. Un importante momento di formazione che ha visto illustrate le principali novità contenute nei recenti provvedimenti che hanno ridisegnato il settore italiano delle rinnovabili.
"Oggi il settore delle FER è in pieno fermento, come del resto accade ogni qualvolta venga introdotta una novità normativa" così ha aperto il Convegno il Presidente e Amministratore Delegato del GSE, Nando Pasquali, "ed è altrettanto indubbio che questo comparto si sia contraddistinto per una crescita costante, sostenuta dagli incentivi, da una grande capacità degli operatori e dalla maturazione tecnologica del settore, che speriamo possa portare presto alla grid parity", ha dichiarato Pasquali.
"I nuovi decreti - dichiara al termine dell’evento Agostino Re Rebaudengo, Presidente di APER – permetteranno un modestissimo sviluppo delle rinnovabili elettriche da oggi al 2020, appena sufficiente a raggiungere gli obiettivi fissati da Bruxelles. Ritengo che l’Italia debba essere più ambiziosa e attenta alla crescita, facendo la fondamentale scelta di prediligere uno sviluppo green rispetto alle fonti fossili. In un momento in cui il contesto europeo ha quasi definito ambiziosi obiettivi al 2030 e le strategie al 2050, il nostro Paese dovrebbe proseguire politiche di sviluppo con strumenti attuativi coerenti che rendano possibile il raggiungimento al 2020 di una quota pari al 38% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, così come sembra suggerire la bozza di Strategia Energetica Nazionale, apparsa in questi giorni sui media".