Visualizzazione post con etichetta dazi fotovoltaico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dazi fotovoltaico. Mostra tutti i post

mercoledì 10 luglio 2013

Dazi fotovoltaico, accordo Cina-Germania: niente tasse sul silicio UE

(Fonte:GreenStyle.it-Silvana Santo)
 
 
 
La Cina non introdurrà tariffe punitive sulle importazioni di silicio policristallino dall’Unione Europea. Il ministro dell’economia tedesco Philipp Rösler e il suo collega cinese al Commercio, Gao Hucheng, hanno concluso un accordo sulla questione, come anticipato dal quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt e confermato dallo stesso dicastero dell’economia di Berlino.

L’intesa potrebbe rappresentare un primo passo verso una soluzione della controversia commerciale tra Cina e Unione Europea, scoppiata dopo che il settore fotovoltaico europeo è entrato in una fase di crisi che perdura da diversi mesi.

In seguito all’introduzione, da parte dell’UE, di dazi antidumping provvisori sui moduli cinesi, in molti temevano ritorsioni significative da Pechino. Del resto, lo stesso governo cinese ha preso in considerazione per mesi l’introduzione di dazi sul poli-silicio proveniente da Europa e Stati Uniti.

Già alla fine dello scorso anno, il Ministero del Commercio cinese aveva infatti avviato un’inchiesta sulle importazioni europee di silicio policristallino, poche settimane dopo che la Commissione UE aveva a sua volta dato il via alla propria indagine sulle presunte, poi confermate dall’inchiesta, pratiche di concorrenza sleale da parte dei produttori cinesi.



Dopo l’introduzione dei dazi provvisori, il governo tedesco ha più volte insistito per cercare una soluzione amichevole della controversia sul fotovoltaico, anche perché la Germania è il principale esportatore di silicio policristallino verso la Cina e sarebbe di conseguenza il Paese più danneggiato da eventuali misure punitive di Pechino.

Ora la Cina sembra in definitiva disponibile al compromesso con la Germania, mentre si è rifiutata di sottoscrivere accordi simili con altri Paesi UE che sostengono apertamente i dazi antidumping sui prodotti cinesi. È il caso ad esempio della Francia, ma anche dell’Italia, che potrebbero presto vedere prodotti di esportazione, come il vino, colpiti da tariffe punitive in Cina.

giovedì 20 giugno 2013

Dazi sul fotovoltaico, Europa e Cina pronte a negoziare?

Dazi sul fotovoltaico, Europa e Cina pronte a negoziare?

(Fonte:Rinnovabili.it)

Il commissario Ue al Commercio discuterà con l’omologo cinese della disputa sui pannelli solari.

La controversia commerciale apertasi nel mercato fotovoltaico dovrebbe essere al centro dei colloqui di questa settimana tra Bruxelles e Pechino. Dopo l’applicazione di dazi antidumping sui prodotti solari “made in China” e le contromisure prese dalla Repubblica Popolare si apre un momento di confronto tra le due potenze. Il gigante asiatico, a poche ore dall’applicazione delle tariffe doganali europee, aveva infatti fatto sapere di aver aperto un’indagine sul vino comunitario, una mossa che sembra pensata per colpire paesi come Francia e Italia, che sostengono l’azione sul solare.

Cina ed Europa hanno finalmente “preso posizione” e deciso di tenere la riunione annuale d’alto livello nella capitale cinese con l’obiettivo di provare a risolvere la querelle sui moduli fotovoltaici prima che le forti tensioni internazionali precipitino in una vera e propria guerra commerciale. “A questa conferenza, le due parti esamineranno seriamente quello che è successo lo scorso anno nelle relazioni commerciali bilaterali e studieranno come risolvere i problemi in atto”, ha spiegato alla stampa ha detto ai giornalisti Shen Danyang, portavoce del ministero del Commercio sostenendo che sia il ministro Gao Hucheng che il commissario europeo Karel De Gucht – che presidieranno congiuntamente i negoziati - siano pronti ad affrontare l’occasione “in maniera pragmatica” con il fine ultimo di “raggiungere un accordo sulla questione solare”.

Il tempismo in questo caso potrebbe davvero essere tutto. All’inizio di giugno, infatti, l’esecutivo europeo ha applicato una tariffa iniziale media del 11,8 per cento sull’import solare del gigante asiatico, che salirà al 47,6 per cento entro il 6 agosto, con il rischio che i dazi antidumping divengano definitivi dopo dicembre 2013.

martedì 18 giugno 2013

Dazi fotovoltaico cinese: potrebbero rivelarsi inefficaci

(Fonte:GreenStyle.it-Francesca Fiore)
 
 
 
 
 
Dopo l’avvio delle misure antidumping da parte della Commissione europea, Pechino è pronta a rispondere colpo per colpo. A dirlo sono alcuni analisti internazionali, che annunciano una possibile rappresaglia tariffaria da parte della Cina, cosa che porterebbe a una vera e propria guerra dei dazi. Allo stesso tempo, spiegano gli analisti, ci sarebbero anche scappatoie commerciali che potrebbero “ammorbidire” la situazione.

I produttori di pannelli solari sono già stati duramente colpiti dall’eccesso di offerta e dal calo del prezzo dei prodotti. Secondo IHS, le misure antidumping aggraveranno enormemente la situazione, portando la Cina a rispondere a sua volta con dazi che vanno dal 30% al 50% sui prodotti europei e americani: una strategia che, nel mondo dei giochi di ruolo, si chiama tip-for-tap e indica la capacità di rispondere colpo su colpo alle provocazioni. Ma, secondo Glenn Gu, analista senior di IHS, ci sarebbero delle scappatoie che i produttori e i compratori possono attuare per mitigare il problema:

L’incidenza dei dazi sarà importante ma, allo stesso tempo, sarà mitigata da fattori come gli sforzi da parte degli acquirenti e venditori per bypassare le tariffe.


L’industria del pannello solare di silicio ha, infatti, una lunga catena di fornitura, a partire dal silicio policristallino, che viene poi trasformato in lingotti, wafer, celle e moduli. I produttori comunitari, in questi anni, hanno coperto oltre l’80% del mercato europeo, con un export di pannelli del valore di 217 miliardi di dollari nel 2011. In Cina, secondo
Ray Lian Rui, analista presso la società di consulenza NPD Solarbuzz, il volume delle importazioni, del valore di 2,1 miliardi di dollari nel 2012, è aumentato del 27,4% in più rispetto all’anno precedente. In particolare, gli Stati Uniti sono stati il principale esportatore di polisilicio per impianti cinesi, pari al 39% del totale, seguiti dalla Germania con il 25% e dalla Corea del Sud con il 24%.



Secondo Gu, i modi per bypassare le tariffe sono vari. Il primo e il più semplice è quello di “auto escludersi” dalla trasformazione in atto: una ditta europea può fornire polisilicio a imprese del continente per la trasformazione in pannelli, che verranno poi spedite al cliente in UE. Un’altra possibile soluzione è l’esternalizzazione del processo per trasformare il silicio policristallino in lingotti, tramite strutture di un paese terzo non interessato dalle tariffe: così facendo, i produttori continentali potrebbero poi importare i lingotti per ulteriori elaborazioni.

In particolare, il mercato americano sembra essere più favorevole all’attuazione di queste scappatoie: negli States, infatti, le tariffe intervengono solo sul pannello ultimato. I produttori cinesi, infatti, possono inviare i wafer da trasformare in celle, oppure acquistare le celle direttamente da Taiwan. Quali che siano le soluzioni migliori da adottare, una cosa è certa: il mercato globale del fotovoltaico, secondo le stime di IHS, arriverà a 35 GW di potenza, grazie alla domanda asiatica, mentre il volume del mercato europeo è destinato a ridursi di oltre un terzo del valore attuale. Infatti, mentre la Cina, malgrado tutto, è comunque destinata a diventare il più grande mercato globale del fotovoltaico nel 2013, a beneficiare di un’eventuale guerra delle tariffe saranno soprattutto paesi come Taiwan, Corea del Sud e Malesia.

giovedì 13 giugno 2013

Dazi fotovoltaico accelereranno declino mercato in Europa

(Fonte:GreenStyle.it-Francesca Fiore)
 
 
 
Le misure antidumping contro il pannelli fotovoltaici cinesi accelererà il declino del settore in Europa: a dirlo questa volta non è la Cina, ma gli analisti di IHS, che dipingono uno scenario buio per il solare made in Europe. Secondo le previsioni, infatti, la potenza complessiva del fotovoltaico europeo scenderà di 6 GW entro il 2013, di cui almeno 1,3 GW saranno conseguenza dei dazi imposti dalla Commissione europea.

Malgrado le previsioni negative per il vecchio continente, secondo IHS le installazioni globali cresceranno con un tasso a due cifre, fino a raggiungere i 35 GW entro il 2013, grazie alla crescente domanda che proviene dall’Asia. Ma in Europa le installazioni, già in calo del 33% nel 2012, subiranno gravi conseguenze a causa delle misure protezionistiche, in particolare per il mercato italiano e tedesco. Ash Sharma, senior director per il settore solare di IHS, ha spiegato:

Anche se la Commissione UE ha concesso una piccola finestra per ridurre la tariffa al 11,8% per 60 giorni, la domanda continuerà a diminuire. Questo calo è in netto contrasto con il forte aumento spedizioni di moduli dalla Cina, che gli acquirenti hanno già effettuato per mettere da parte scorte in vista del prossimo aumento delle tariffe dal mese di agosto. Come risultato le nostre previsioni sul mercato europeo per la seconda metà del 2013 sono state drasticamente ridotte di quasi 20% dal nostro outlook precedente.

Ma non tutti concordano con IHS: secondo Milan Nitzschke, presidente di EU ProSun, che ha lanciato l’inchiesta antidumping lo scorso anno, la riduzione della domanda non dipenderà dai dazi:

Se è vero che il volume del mercato generale diminuirà, non ci aspettiamo alcun declino a causa dei dazi, ma piuttosto un passaggio dalla richiesta di moduli cinesi a moduli di altra provenienza, grazie al fatto che, da agosto, le nuove tariffe impediranno di fatto l’effetto dumping. Solo la concorrenza consente di sviluppare i mercati. L’esempio migliore è negli USA, dove il numero di installazioni esplose dopo le nuove tariffe ha aiutato a tornare il mercato in condizioni di parità e aumentato il numero dei competitor sullo scenario americano.
 
Secondo le previsioni di IHS, l’area trainante per i prossimi anni sarà il continente asiatico, con le installazioni che toccheranno quota 15 GW< e rappresenteranno così il 45% della domanda mondiale. Il mercato asiatico, per la prima volta, supererà quello europeo.

In particolare, Cina e Giappone copriranno la gran parte della domanda, mentre i mercati emergenti asiatici passeranno da quota 3.4GW nel 2012 a 5.9GW nel 2013. Saranno quindi gli Stati asiatici i nuovi bacini verso cui la domanda si rivolgerà: tuttavia, secondo IHS, questi mercati potrebbero non essere pronti a soddisfarla appieno. Sharma ha poi precisato, concludendo:

La buona notizia, tuttavia, è che le installazioni in queste regioni cresceranno di 9GW nel 2014 e di oltre 16GW nel 2017 evidenziando la necessità, per le aziende solari, di concentrarsi sui mercati emergenti. Ma, decisione ancora più importante, sarà quella di scegliere quali siano quelli più affidabili per il futuro.

lunedì 10 giugno 2013

Dazi fotovoltaico mettono a rischio la lotta al cambiamento climatico

(Fonte:GreenStyle.it-Francesca Fiore)
 
 
I dazi sul fotovoltaico imposti da Europa e Stati Uniti potrebbero scatenare una guerra commerciale su vasta scala e inficiare tutti i progressi fatti dall’industria del solare negli ultimi dieci anni. A lanciare l’allarme è China Daily, con un articolo a firma Martin Khor, che spiega come la concorrenza feroce tra aziende e le nuove misure protezionistiche possano rendere il fotovoltaico un settore non più appetibile. Non solo: i dazi starebbero mettendo a rischio i progressi fatti in materia di tutela climatica e ambientale.

Secondo il quotidiano cinese, l’energia solare -da sempre una fonte costosa di approvvigionamento – è diventata conveniente solo negli ultimi anni e potrebbero esserlo in maniera ancora maggiore: da 76 dollari per Watt nel 1977, a circa 10 dollari nel 1987, fino ai 74 attuali. Tra il 2006 e il 2011, il prezzo delle celle solari cinesi è sceso 80%: a partire da 4,50 dollari per watt a 90 centesimi per watt.

La domanda è cresciuta con il calare dei costi: la capacità installata globale di energia solare è aumentata di 28,4 GW nel 2012 a e attualmente è a quota 89,5 GW: il traguardo di 100 GW dovrebbe essere attraversato quest’anno, secondo China Daily. I dazi americani prima e le misure emanate dalla Commissione europea qualche giorno fa, mettono in serio pericolo non solo l’industria cinese, ma l’intero settore del fotovoltaico globale. Inoltre l’Europa prevede di aumentare le attuali imposizioni fino al 47% nei prossimi mesi. Aumentando i prezzi del fotovoltaico a causa dei dazi sarà meno conveniente scegliere l’energia solare e questo potrebbe portare a un effetto indesiderato per il clima globale: il ritorno alla scelta di fonti fossili.

Uno scenario troppo negativo? Probabilmente sì, ma l’analisi di China Daily, seppur troppo negativa, stimola comunque a delle riflessioni su quanto effettivamente potranno incidere i dazi, non soltanto a livello economico, sullo sviluppo di una tra le energie rinnovabili più diffuse e apprezzate.

giovedì 6 giugno 2013

L’Ue tassa il fotovoltaico cinese e la Cina mostra i muscoli

L’Ue tassa il fotovoltaico cinese e la Cina mostra i muscoli

(Fonte:Rinnovabili.it)

 
 
All’imposizione, sui propri moduli solari, di dazi antidumping Pechino risponde con l’accusa diretta ai produttori di vini europei d’aver ricevuto sussidi illegali
 
La Cina è pronta a rispondere a tono all’imposizione dei dazi antidumping sui propri moduli fotovoltaici. Il Primo Ministro non aveva fatto mistero che la guerra commerciale innescata sul mercato del solare avrebbe prodotto solo sconfitti e non vincitori e ora il Gigante asiatico ha deciso di passare direttamente dalle parole ai fatti. Sono così finiti sotto indagine i vini europei, nuova passione della classe media cinese che colpisce, non a caso proprio i Paesi che hanno sostenuto fin dall’inizio all’applicazione di misure punitive sul fotovoltaico “Made in China”; basti pensare che nel 2012 solo le importazioni dalla Francia sono state di ben 170 milioni di litri.

“Il ministero del Commercio ha già ricevuto una richiesta dal settore vinicolo nazionale, che accusa i vini importati dall’Europa di entrare sul mercato cinese utilizzando tattiche commerciali scorrette, come il dumping e le sovvenzioni”, ha spiegato il Governo in una nota stampa. “Ciò ha un impatto sull’industria vinicola e hanno chiesto al ministero del Commercio di avviare un’inchiesta anti-dumping e anti-sovvenzioni”. Ed è stato lo stesso Ministero in questi giorni ad accattare duramente la decisione di Bruxelles di ricorrere a misure antidumping ricordando come la parte europea abbia imposto “ostinatamente dazi ingiusti sulle importazioni di pannelli solari cinesi” nonostante Pechino stesse compiendo grandi sforzi nel tentativo di risolvere la questione attraverso il dialogo.

giovedì 23 maggio 2013

Anche il Regno Unito dice no ai dazi sul fotovoltaico cinese

Anche il Regno Unito dice no ai dazi sul fotovoltaico cinese

(Fonte:Rinnovabili.it)

 
 
Il ministro britannico Barker ha inviato una lettera ai propri colleghi europei per chiedere che votino contro le proposte di applicare dazi punitivi sull’import solare dalla Cina


Ancora un “no” da parte di uno dei Ventisette dell’Unione europea contro la proposta di applicare dazi puniti nei confronti del fotovoltaico cinese. Dopo la ferma opposizione della Germania, il Ministro britannico per l’Energia e il Cambiamento Climatico, Greg Barker, è arrivato oggi a Bruxelles con il preciso obiettivo di far pressione alla Commissione affinché la misura doganale non venga applicata. Il governo britannico ha rotto il proprio silenzio sulle indagini comunitarie attualmente in corso, invitando gli altri Stati Membri a votare contro l’applicazione di dazi provvisori che, se in vigore, dovrebbero portare ad un prelievo medio del 47% applicato a tutti i prodotti solari “made in China” importati in Europa.

Barker ha scritto personalmente a tutti i 26 ministri dell’Ambiente dell’Unione europea prima del suo arrivo in Belgio, invitando i suoi omologhi a “seguire il Regno Unito nel sostenere la crescita del solare”. Un portavoce del ministero britannico ha riferito alla stampa che il Regno Unito ha “serie riserve su queste proposte che sono state chiarite alla Commissione europea. Questi piani potrebbero avere un significativo effetto a catena sul prezzo dei moduli solari, mettendo a rischio in tutta a Europa la crescita del mercato a basso tenore di carbonio e rendendo il fotovoltaico un’opzione meno valida per le famiglie e le imprese UK”.

martedì 30 aprile 2013

Dazi fotovoltaico, l’UE indaga ufficialmente anche sul vetro solare

Dazi fotovoltaico, l’UE indaga ufficialmente anche sul vetro solare

(Fonte:GreenStyle.it-Peppe Croce)

 
 
Non solo le celle e i moduli fotovoltaici, ma anche il vetro utilizzato per costruire i pannelli solari, sotto la lente di ingrandimento dell’Unione europea. Accogliendo la richiesta formulata a inizio febbraio da EU ProSun Glass la Commissione ha dato inizio il 26 aprile all’indagine ufficiale sulla eventuale concorrenza sleale dei cinesi nel settore del vetro fotovoltaico.

Secondo EU ProSun Glass, lobby di rappresentanza dei produttori di vetro fotovoltaico europei (ne rappresenta oltre il 25%, soglia minima per poter chiedere un’indagine anti dumping), la Cina offre ingenti aiuti statali alle sue aziende che possono di conseguenza vendere in Europa il loro vetro a prezzi stracciati e fuori mercato.

Come nel caso dell’altra indagine, quella sulle celle e i moduli cinesi richiesta da Eu ProSun (associazione distinta e separata da Eu ProSun Glass), la procedura è chiara: la Commissione europea invierà dei questionari alle parti interessate per ottenere le informazioni necessarie a stabilire se ci sia effettivamente concorrenza sleale e, eventualmente, quali danni economici stia arrecando ai produttori europei.

I questionari verranno mandati ai produttori di vetro, sia esteri che europei, agli importatori e alle associazioni di categoria del settore. Qualora dovesse emergere che la concorrenza sleale c’è, e che sta danneggiando le aziende europee, bisognerà anche stabilire se l’imposizione di dazi al vetro fotovoltaico cinese faccia bene o male all’industria comunitaria.

E su questo punto si apre un mondo di interpretazioni opposte e contrarie, come dimostrano le frequenti prese di posizione pro o contro i dazi a celle e moduli fotovoltaici cinesi, delle quali vi diamo notizia con cadenza quasi settimanale.

Importanti anche i tempi dell’indagine: potrà durare al massimo 13 mesi, quindi fino al 26 maggio 2014, e dopo sei mesi dall’inizio della procedura sarà possibile imporre dazi preventivi qualora dovesse emergere almeno un forte sospetto di dumping sul vetro fotovoltaico cinese.