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giovedì 21 marzo 2013

Al via la riforma degli incentivi alle imprese, fondo da 600 milioni

Al via la riforma degli incentivi alle imprese, fondo da 600 milioni


(Fonte:Edilportale.it-Rossella Calabrese)


Diventa operativa la riforma degli incentivi alle imprese, introdotta dal Decreto Sviluppo di giugno dello scorso anno (DL 83/2012).

I Ministri dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e dell’Economia, Vittorio Grilli, hanno firmato il Decreto Interministeriale 8 marzo 2013 che disciplina le modalità di intervento del nuovo Fondo per la Crescita Sostenibile.

Il Fondo ha una dotazione iniziale di circa 600 milioni di euro, a cui potranno aggiungersi i finanziamenti agevolati di Cassa Depositi e Prestiti, il cui effettivo ammontare sarà determinato con un ulteriore decreto di concerto con il Ministero dell’Economia in corso di adozione.

Il provvedimento completa il processo di riforma degli incentivi alle imprese avviato dal Ministero dello Sviluppo economico, che prevede l’abrogazione di 43 norme nazionali di agevolazione e l’introduzione di numerose misure di semplificazione che - spiega il MISE in una nota - accelereranno l’impiego di gran parte dei regimi di aiuto esistenti.

Con il Fondo per la Crescita Sostenibile, il Governo intendeavviare una innovativa modalità di interventi in favore della competitività delle imprese, introducendo profonde innovazioni dei meccanismi di intervento che consentono di:
- focalizzare i finanziamenti su pochi obiettivi strategici per lo sviluppo del Paese: ricerca, sviluppo e innovazione; rafforzamento della struttura produttiva; internazionalizzazione delle imprese;
- concentrare le risorse disponibili su un’unica fonte finanziaria, evitandone la dispersione su una pluralità di interventi, utilizzando come strumento prevalente di intervento il finanziamento agevolato ed eliminando i contributi a fondo perduto.

Gli interventi - spiega ancora il Ministero - saranno fortemente ancorati al Programma “Horizon 2020”, il quadro di riferimento comunitario per le azioni europee a sostegno della ricerca e sviluppo. Subito dopo la registrazione del decreto da parte della Corte dei Conti, potranno partire i primi bandi per l’attuazione degli interventi.

“Con la definizione di questo Decreto, rendiamo pienamente operativa la riforma degli incentivi del ministero dello Sviluppo economico varata con il Decreto Sviluppo dello scorso giugno” ha dichiarato il Ministro Corrado Passera. “Si tratta di una semplificazione attesa da diversi anni - ha continuato - che consentirà di concentrare gli interventi su un numero limitato e funzionale di strumenti e su aree prioritarie di intervento: innovazione, internazionalizzazione e risoluzione di crisi industriali. Si chiude finalmente la stagione degli interventi a fondo perduto e si inquadra la politica di incentivazione all’interno di una cornice europea” ha concluso Passera.

lunedì 11 febbraio 2013

Auto elettriche, il rebus della durata degli incentivi

Auto elettriche, il rebus della durata degli incentivi

(Fonte:Ediltecnico.it)
 
 
Gli incentivi 2013 per l’acquisto delle auto elettriche e degli altri veicoli green non sono ancora partiti (si attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo della l. 134/2012 di conversione del Decreto Sviluppo 83/2012), che spunta fuori subito la questione della durata degli incentivi.

La questione, ridotta ai minimi termini, è questa: per il triennio 2013 – 2015 sono stati stanziati 120 milioni di euro per promuovere la mobilità elettrica in Italia, tramite incentivi all’acquisto di auto elettriche, auto ibride, a metano, ecc.

In particolare, per il 2013 le risorse ammontano a 4,5 milioni di euro per l’acquisto di auto elettriche da parte di tutte le categorie di acquirenti (e senza necessità di rottamazione), di veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 95 g/km e 35,5 milioni di euro per l’acquisto di veicoli destinati all’uso di terzi o utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni, e destinati ad essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa.

Il punto, dunque, è quanto potranno durare gli incentivi e, soprattutto, quante di queste agevolazioni potranno essere sfruttate anche dai privati cittadini.

Secondo l’UNRAE, l’Unione nazionale dei rappresentanti autoveicoli esteri, le misure incentivanti contano su risorse a esaurimento piuttosto esiguo, soprattutto per le auto elettriche (quest’anno i bonus potrebbero esaurirsi in un paio di mesi).

“E comunque – affermano dall’UNRAE - vendere 25.000 auto in più all’anno non servirebbe a risollevare un mercato in caduta libera. Poi, il sistema è studiato per lasciare solo le briciole ai privati cittadini, visto che è destinato quasi esclusivamente alla sostituzione di flotte aziendali tramite il meccanismo della rottamazione (ma c’è da chiedersi – ed è una delle critiche più forti - quante aziende hanno auto vecchie di almeno un decennio da rottamare)”.

La ripartizione dei poco più dei 40 milioni di euro stanziati per il 2013 parla chiaro: solo 15 milioni andranno ai veicoli che producono da 0 a 95 g/km di CO2 (appunto le auto elettriche e qualche ibrido e GPL), e ben il 70% di questa cifra è destinata alla sostituzione (legata, come detto, alla rottamazione) di veicoli aziendali, veicoli “destinati all’uso di terzi” (taxi, autonoleggi) e veicoli di professionisti e artigiani che li utilizzano esclusivamente per la propria attività. Dunque solo il residuo 30% è destinato, senza vincolo di rottamazione, ai privati cittadini che vogliano acquistare un veicolo elettrico.

giovedì 6 dicembre 2012

Il nuovo decreto sviluppo potrebbe aiutare il fotovoltaico delle amministrazioni pubbliche

Il nuovo decreto sviluppo potrebbe aiutare il fotovoltaico delle amministrazioni pubbliche

(Fonte:NewsEnergia.it-Stefano Caproni)

 
Dopo il “salvataggio” dei grandi impianti fotovoltaici alla fine del 2010 con il famoso decreto “Salva Alcoa“, potrebbe arrivare una nuova “deroga”, questa volta per gli impianti fotovoltaici delle amministrazioni pubbliche. Già il quinto conto energia aveva previsto la possibilità per le amministrazioni pubbliche di beneficiare delle tariffe del quarto conto energia, per gli impianti che entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2012.

Probabilmente la cronica lentezza delle amministrazioni pubbliche, e la conseguente difficoltà a realizzare impianti entro il 2012, ha fatto si che si pensasse di allungare i tempi, e la nuova versione del Decreto Sviluppo potrebbe posticipare al 31 dicembre 2013, il termine ultimo a disposizione della amministrazioni pubbliche per poter beneficiare delle tariffe del quarto conto energia.

Il decreto infatti prevede che all’articolo 1, comma 4 alla lettera c) del decreto 5 luglio 2012, recante: ”Incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici” sostituire: ”entro il 31 dicembre 2012” con ”entro il 31 dicembre 2013”.

La possibilità delle amministrazioni pubbliche di accedere a tariffe più elevate, potrebbe togliere risorse agli altri impianti, a parità di kW installati infatti, il costo cumulativo annuo degli incentivi sarà più elevato, e quindi minore sarà la disponibilità di incentivi a disposizione degli impianti fotovoltaici di privati e aziende. Chissà se un giorno si penserà a qualche agevolazione a favore delle famiglie e dei piccoli impianti fotovoltaici strozzati dalla burocrazia e dalle regoline e regolette a contorno del conto energia. Se da una parte c’è chi potrebbe beneficiare del quarto conto energia sino a fine 2013, dall’altra ci sono le famiglie e i privati con i piccoli impianti, che fanno fatica ad avere gli incentivi del quinto conto, ben più complesso dal punto di vista della documentazione da produrre e dei requisiti necessari.

Aspettiamo fiduciosi che finisca questa telenovela triste del conto energia, e che si torni a fare del sano fotovoltaico in grid parity, con un minimo di certezza e di programmazione.