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mercoledì 10 aprile 2013

FV italiano, senza incentivi un mercato annuo da 900 MW

FV italiano, senza incentivi un mercato annuo da 900 MW

(Fonte:QualEnergia.it)
 
 
 
 
Per il 2013 l'Italia potrà avere un mercato del fotovoltaico che andrà da 1,5 a 2,2 GW, a seconda dell'evoluzione delle misure di supporto, leggasi estensione o meno delle detrazioni fiscali. Nel 2014, senza incentivi, si viaggerà sotto al GW. Precisamente attorno ai 900 MW, una riduzione del 74% rispetto al già difficile 2012.

Che il mercato italiano, dopo i record degli anni scorsi, stia andando verso un ridimensionamento che definire drastico è un eufemismo si sapeva. Ora arrivano alcune stime più precise: quelle contenute nel Solar Energy Report dell'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, un ritratto a 360° del FV italiano che sarà presentato il prossimo 16 aprile ma che QualEnergia.it ha potuto sfogliare in anteprima.

Non c'è bisogno di dire che la contrazione del mercato registrata nel corso del 2012 e nel 2013 è effetto dei tagli agli incentivi e degli ostacoli burocratici introdotti con il quinto conto energia. Nel 2012 si sono installati 3,4 GW di nuova potenza per 141.833 impianti. Una contrazione del 73% rispetto al 2011 considerando il valore della potenza entrata in esercizio (i 9,3 GW del 2011 includono anche una parte di impianti realizzati nel 2010 ma connessi nel 2011 per effetto del Decreto Salva Alcoa); la riduzione è del 39% considerando invece il totale della potenza effettivamente installata (senza considerare dunque la potenza entrata in esercizio nel 2011 ma installata nel 2010).

Il quarto conto energia ha portato 7,13 GW di installazioni, circa 3 dei quali entrati in esercizio nel corso del 2012, e permesso di installare 455 MW nel 2012 e ad oggi in totale circa 1,3 GW con il V conto energia. Il nuovo incentivo, ricorda il report, ha fatto calare la taglia media degli impianti, più che dimezzata da 54 a 24 kW tra il 2011 e il 2012, con una riduzione in tutti i segmenti, ad eccezione di quello superiore a 1 MW, per il quale si registra una sostanziale stabilità. La causa è da ricercare nelle complicazioni dei registri. È cresciuto di oltre il 50% il peso degli impianti residenziali e di 12 punti percentuali quello del segmento commerciale.

Ma anche il quinto conto è ormai il passato. Secondo l'Energy & Strategy Group il limite dei 6,7 mld € potrebbe essere raggiunto già entro la fine di giugno 2013, con conseguente cessazione del sistema incentivante entro la fine di luglio 2013. Cosa succederà dopo? Gli autori hanno provato a ipotizzare due scenari, uno “Conservativo” e uno “Ottimistico”, in funzione della possibile evoluzione normativa nel breve-medio termine, assumendo ad esempio la presenza di misure di “accompagnamento” come le detrazioni fiscali. Nel migliore dei casi, come anticipato, si avrebbero nel 2013 nuove installazioni per 2,2 GW, senza un prolungamento di misure di supporto la stima è invece che ci si fermi a 1,5 GW.

“Appare evidente la necessità di confrontarsi direttamente con la grid parity - si legge nel report - se, da un lato, l’assenza di incentivi nel nostro Paese renderà il 2014 un anno molto sfidante per il fotovoltaico, dall’altro, le misure di supporto ancora previste per il 2013 potrebbero essere sufficienti – secondo le nostre analisi – per rendere il mercato italiano in grado di raccogliere la sfida dell’auto-sostenibilità economica a partire dal 2014, soprattutto al Sud e al Centro del Paese.

Per la valutazione del mercato post-2013, il report dunque ipotizza l’esaurimento di tutte le misure di supporto, anche delle detrazioni fiscali. In questo scenario il mercato residenziale potrebbe contribuire per circa 200 MW annui, contando su una ulteriore riduzione dei costi, favorita dalla diffusione di meccanismi di aggregazione quali i “Gruppi d’acquisto fotovoltaico”, su una progressiva integrazione con sistemi intelligenti di gestione dei carichi di consumo dell’utenza, sull’inizio della diffusione dei sistemi di storage e sulla possibilità di accedere allo Scambio sul Posto.

Il segmento industriale (20-200 kW) potrebbe rappresentare un mercato interessante, con un livello di nuove installazioni nell’ordine di 350 MW annui, tramite l’utilizzo di modelli di sitsemi di utenza efficenti (i SEU che però ancora aspettano una normativa da completare, ndr), per piccole applicazioni e grazie alle elevate percentuali di autoconsumo. Altri 300 MW annui potrebbero essere raggiunti tramite l’applicazione di sistemi SEU a contesti multi-cliente, quali centri servizi, porti, stazioni e installazioni di singoli impianti da parte di grandi imprese energivore.

Più difficile appare il decollo delle grandi centrali solari in ottica “Power Generation”, per le quali è possibile prevedere un mercato da circa 50 MW annui costituito da sistemi superiori ai 1.000 kW.In conclusione, anche in assenza di incentivi, il mercato Italiano, è la previsione dell'Energy Strategy Group, potrà attestarsi su livelli di installazioni nell’ordine dei 900 MW annui a partire dal 2014, valore significativamente inferiore a quelli registrati negli ultimi anni: in confronto al 2012, l'anno in cui è iniziato il crollo sarebbe pari a -74%.

lunedì 14 gennaio 2013

Nel 2013 oltre 100 miliardi di kWh verdi in Italia

Nel 2013 oltre 100 miliardi di kWh verdi in Italia

(Fonte:QualEnergia.it-Gianni Silvestrini)
 
 
Questo sarà un anno di transizione problematico per le rinnovabili elettriche e un anno di ripresa per le rinnovabili termiche e per l’efficienza energetica.

Per l’elettricità verde il 2013 si presenterà come un periodo ancora più travagliato rispetto a quello passato a causa dei meccanismi delle aste che si faranno sentire pesantemente nel settore eolico, che vedrà una potenza più che dimezzata rispetto al 2012, e in considerazione del fatto che il fotovoltaico nella seconda parte dell’anno non godrà più di incentivi diretti.

Secondo la nostra stima, comunque, la generazione di elettricità verde sorpasserà la soglia emblematica dei 100 miliardi di kWh (vedi grafico). Se così sarà (il valore finale dipenderà molto dalla produzione idroelettrica), il contributo green si posizionerà su valori molto alti. Le rinnovabili sarebbero infatti in grado di soddisfare il 31% della richiesta elettrica e di coprire il 35% della produzione nazionale già entro fine anno.



Sul versante termico invece, si dovrebbe assistere ad una certa una ripresa grazie ai nuovi incentivi che sono stati attivati all’inizio dell’anno, sicuramente interessanti per le biomasse, ma utili anche per il solare. È dal comparto termico, peraltro, che ci si aspetta la crescita maggiore nei prossimi anni per riuscire raggiungere gli obiettivi rinnovabili del 2020, con vantaggi sia per gli utenti finali che per i produttori. Tra l’altro, i decreti hanno già comportato uno sforzo delle aziende verso il miglioramento delle tecnologie sia sul versante dell’efficienza che su quello del controllo delle emissioni.

Gli Enti locali dovranno prestare una particolare attenzione al nuovo quadro normativo che offre diverse opportunità. A parte il ‘Salva Alcoa2’ sul fotovoltaico, maldestro emendamento mirato ai Comuni ma che farà male al settore complessivo del fotovoltaico, ci sono infatti per la prima volta interventi interessanti per il settore pubblico sia sul versante dell’efficienza energetica che su quello delle rinnovabili termiche.

Anche se lo scorso anno sono state definite le nuove forme di incentivazione, è chiaro che ci sono diverse storture su cui intervenire per eliminare intoppi peraltro ampiamente previsti.

Con il prossimo Governo si dovrà dunque aprire subito un tavolo di confronto (la nascita del Coordinamento FREE aiuta in questo senso) per apportare le modifiche necessarie, per definire la continuazione del supporto alla riqualificazione degli edifici e per creare le condizioni affinché il fotovoltaico possa continuare a diffondersi anche senza incentivi diretti.

mercoledì 19 dicembre 2012

Fotovoltaico, nella legge di Stabilità torna il “Salva Alcoa 2” per la PA

Fotovoltaico, nella legge di Stabilità torna il “Salva Alcoa 2” per la PA

(Fonte:QualEnergia.it)

 
Gli impianti fotovoltaici delle amministrazioni pubbliche potranno godere degli incentivi del quarto conto energia - anziché di quelli meno generosi del quinto – fino al 31 marzo 2013 e in alcuni casi fino al 2014, anziché fino al 31 dicembre 2012. Altro colpo di scena per il cosiddetto “Salva Alcoa 2” come è stato battezzato in memoria del famigerato decreto del 2010 responsabile di aver mandato fuori controllo la spesa per gli incentivi al fotovoltaico.

A prorogare il quarto conto energia per il pubblico ci avevano già provato con un emendamento al Ddl Sviluppo 2.0, poi stralciato, che prevedeva un estensione a tutto il 2013. Ora nel pacchetto “milleproroghe” della legge di stabilità è stato inserito un emendamento analogo (vedi allegato) che prevede appunto la proroga del quarto conto per la PA fino al 31 marzo 2013, termine che può essere posticipato fino ad un anno – dunque fino al 31 marzo 2014 - per impianti che devono sottoporsi a valutazione d'impatto ambientale o verifica di assoggettabilità.

L'emendamento in questione è il 2.0.4000 (comma 30) dei relatori Giovanni Legnini e Paolo Tancredi (vedi allegato). La legge di Stabilità, dovrebbe approdare in Senato oggi. Dopo il via libera di Palazzo Madama, il testo, sul quale il Governo è intenzionato a porre la questione di fiducia, dovrà tornare alla Camera per un ultimo passaggio definitivo, verosimilmente tra il 20 e il 21.

giovedì 6 dicembre 2012

Il nuovo decreto sviluppo potrebbe aiutare il fotovoltaico delle amministrazioni pubbliche

Il nuovo decreto sviluppo potrebbe aiutare il fotovoltaico delle amministrazioni pubbliche

(Fonte:NewsEnergia.it-Stefano Caproni)

 
Dopo il “salvataggio” dei grandi impianti fotovoltaici alla fine del 2010 con il famoso decreto “Salva Alcoa“, potrebbe arrivare una nuova “deroga”, questa volta per gli impianti fotovoltaici delle amministrazioni pubbliche. Già il quinto conto energia aveva previsto la possibilità per le amministrazioni pubbliche di beneficiare delle tariffe del quarto conto energia, per gli impianti che entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2012.

Probabilmente la cronica lentezza delle amministrazioni pubbliche, e la conseguente difficoltà a realizzare impianti entro il 2012, ha fatto si che si pensasse di allungare i tempi, e la nuova versione del Decreto Sviluppo potrebbe posticipare al 31 dicembre 2013, il termine ultimo a disposizione della amministrazioni pubbliche per poter beneficiare delle tariffe del quarto conto energia.

Il decreto infatti prevede che all’articolo 1, comma 4 alla lettera c) del decreto 5 luglio 2012, recante: ”Incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici” sostituire: ”entro il 31 dicembre 2012” con ”entro il 31 dicembre 2013”.

La possibilità delle amministrazioni pubbliche di accedere a tariffe più elevate, potrebbe togliere risorse agli altri impianti, a parità di kW installati infatti, il costo cumulativo annuo degli incentivi sarà più elevato, e quindi minore sarà la disponibilità di incentivi a disposizione degli impianti fotovoltaici di privati e aziende. Chissà se un giorno si penserà a qualche agevolazione a favore delle famiglie e dei piccoli impianti fotovoltaici strozzati dalla burocrazia e dalle regoline e regolette a contorno del conto energia. Se da una parte c’è chi potrebbe beneficiare del quarto conto energia sino a fine 2013, dall’altra ci sono le famiglie e i privati con i piccoli impianti, che fanno fatica ad avere gli incentivi del quinto conto, ben più complesso dal punto di vista della documentazione da produrre e dei requisiti necessari.

Aspettiamo fiduciosi che finisca questa telenovela triste del conto energia, e che si torni a fare del sano fotovoltaico in grid parity, con un minimo di certezza e di programmazione.

lunedì 17 settembre 2012

La Spagna tassa l'energia.

La Spagna tassa rinnovabili, nucleare e termoelettrico del 6%


(Fonte:GreenStyle.it-Peppe Croce)

La Spagna è in bolletta e decide di tassare i ricavi della vendita di elettricità. Il ministro dell’Energia José Maria Soria ha annunciato l’arrivo di una tassa del 6% sulla generazione elettrica. Non si salva nessuno: la dovranno pagare i produttori da fonti termoelettriche, rinnovabili, nucleare.
Verrà detratta dai ricavi che i produttori fanno vendendo l’energia, compresi quelli derivanti dagli incentivi al fotovoltaico. I produttori da nucleare pagheranno la tassa sui rifiuti radioattivi, quelli da idroelettrico pagheranno in base all’acqua che utilizzano. Viene introdotta anche una tassa differenziata in base all’inquinamento prodotto per il carbone e il petrolio utilizzati nelle centrali elettriche.
Con questa stangata la Spagna cercherà di ridurre il cosiddetto "tariff deficit", cioè le rilevanti perdite per lo Stato derivanti dal mantenimento delle tariffe elettriche artificiosamente basse per sostenere l’economia. Una pratica molto simile a quella vista in Italia con la famosa legge "Salva Alcoa", che in Spagna ha causato un buco da 24 miliardi di euro nel 2011 e che potrebbe arrivare a 50 miliardi nel 2015 se il Governo non prendesse delle contromisure.
Ma le ha prese, con questa nuova tassa, facendo infuriare i produttori di energia elettrica. Specialmente quelli da fotovoltaico che, non molti mesi fa, avevano già avuto in regalo un bel taglio retroattivo delle tariffe incentivanti.