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giovedì 25 luglio 2013

Rinnovabili: aumenta del 19% il contributo green in Uk

Rinnovabili: aumenta del 19% il contributo green in Uk

(Fonte:Rinnovabili.it)

 
 
 
Aumenta il contributo delle rinnovabili in Uk, che producono sempre di più anche grazie alla crescita vertiginosa del contributo dell’eolico che fa avvicina re il paese al raggiungimento degli obiettivi energetici imposti dall’Europa. Aumenta la produzione di energia da fonti rinnovabili nel Regno Unito. Il nuovo mix ha potuto contare sul contributo delle energie alternative, aumentato del 19%, anche se i dati rilasciati oggi dal governo dimostrano che è cresciuto anche il consumo di carbone.
Il documento presentato dal DUKES britannico ha confermato che l’aumento della produzione di energia da fonti green ha avuto un impatto dell’11,3% sull’intera produzione elettrica del paese, un ottimo risultato che conferma il boom delle energie alternative in corso nel paese.

I dati hanno confermato anche che le energie rinnovabili hanno rappresentato il 4,1 per cento del consumo totale di energia l’anno scorso, contro il 3,8 per cento dell’anno precedente.

Un portavoce del Dipartimento di Energia e Cambiamenti Climatici (DECC) appresi i dati contenuti nel rapporto ha dichiarato che la performance è stata “molto incoraggiante”, aggiungendo che con i nuovi incentivi il governo prevede di offrire una nuova ondata di investimenti e quindi il Regno Unito resta sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo UE di generare il 15 per cento dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2015.

Un grande contributo all’incremento della produzione a basse emissioni è arrivato dal settore eolico: gli impianti offshore sono cresciuti del 46% mentre l’eolico su terra ha aumentato la propria presenza del 17%. “Questi dati confermano le tendenze recenti abbiamo visto che mostrano le energie rinnovabili, e in particolare il vento, stanno giocando un ruolo sempre più importante nella nostra produzione di elettricità”, ha detto Maf Smith, vice amministratore delegato di RenewableUK ricordando la recente inaugurazione del parco eolico offshore più grande del mondo, il London Array.

lunedì 3 giugno 2013

UK: Ministro energia attacca gli scettici del Climate change

UK: Ministro energia attacca gli scettici del Climate change

(Fonte:ZeroEmission.it)
 
 
 
In un discorso pubblico, il Liberal Democratico Ed Davey accusa i giornali di destra del Regno Unito di voler fare disinformazione sui tem scientifici e ambientali e i giornalisti di Nimbysmo e "chiusura mentale"
 
Il Ministro dell'energia britannico muove un attacco senza precedenti agli scettici del "cambiamento climatico". In un discorso pubblico, il Liberal Democratico Ed Davey accusa i giornali di destra di voler fare disinformazione su importanti temi scientifici legati all'ambiente e al cambiamento climatico in atto, soltanto per farsi pubblicità e attaccare l'attuale Governo britannico. L'accusa del Ministro è di Nimbysmo, ottusità e chiusura mentale. In passato, gli stessi giornalisti lo avevano accusato di "tradire" la vocazione verde del proprio partito, a seguito della decisione di rimandare al 2016 l'individuazione di obiettivi precisi di riduzione delle emissioni di carbonio al 2030.

Davey ritiene che editori e giornalisti di segno politico opposto stiano corrompendo la comprensione pubblica di verità scientifiche conclamate, con l'obiettivo di rendere più complessa l'imposizione di politiche a sostegno dell'ambiente. "La salvaguardia dell'ambiente è diventato un terreno di lotta politica - ha detto Davey - certo che ci saranno sempre delle incertezze all'interno della scienza del clima, ma alcuni organi di stampa stanno diffondendo opinioni acritiche sull'argomento, con un atteggiamento distruttivo, dando voce a scetticismo, Nimbysmo e disinformazione. Manipolando e male interpretando le prove, cercano di suggerire che il cambiamento climatico si sia fermato, in modo che tutti noi possiamo rilassarci e bruciare tutto il carburante sporco che vogliamo senza preoccuparci delle conseguenze. Coloro che si oppongono a tutte le azioni che stiamo intraprendendo per ridurre le emissioni, senza alcuna alternativa seria e praticabile, ci chiedono di abbandonare una scommessa enorme con il pianeta che i nostri figli erediteranno, di fronte a tutte le prove, anche quelle più schiaccianti".

martedì 16 aprile 2013

Uk: la Thatcher e le sue politiche climatiche ed energetiche

Uk: la Thatcher e le sue politiche climatiche ed energetiche

(Fonte:InformareXresistere.it-Debora Billi)
 
 
 
Vi segnalo un interessante articolo uscito su The Engineer. Analizza un po’ delle opinioni ed azioni politiche della da poco scomparsa Margaret Thatcher sulle questioni climatiche ed energetiche. Ve ne consiglio la lettura, perché si scoprono alcune cosine interessanti.

 
Ad esempio, l’autore ci fa la soprendente rivelazione che la Lady di Ferro era una sostenitrice del pericolo rappresentato dal cambiamento climatico causato dall’inquinamento. Abituati come siamo al fatto che i liberisti considerino l’inquinamento una sciocchezza da abbracciaalberi, o al massimo un intralcio alla macchina per far soldi, tale posizione da parte della Thatcher un pochino stupisce. Soprattutto considerando il fatto che la stessa ha sostenuto, in un discorso alla Royal Society, che il libero mercato “avrebbe fallito il proprio obiettivo” se avesse danneggiato la qualità della vita con l’inquinamento più di quanto non l’avrebbe migliorata con beni e servizi. Come mai la premier aveva assunto simili posizioni? L’autore ipotizza che si trattasse della sua formazione da ingegnere chimico; io ho invece la sensazione che Margaret fosse indubitabilmente “figlia” di quell’era che negli anni ’70, ai tempi della Presidenza Carter, aveva sensibilizzato gran parte dell’opinione pubblica mondiale sulle questioni climatiche, energetiche e di inquinamento. Un’era che poi, paradossalmente, fu proprio l’amico e sodale della Thatcher a chiudere per quasi vent’anni, quel Ronald Reagan che fece smontare dai tetti della Casa Bianca i pannelli solari che aveva voluto Carter.

E per quanto riguarda l’energia? Anche se solo per motivi prettamente economici, la Thatcher scoraggiò l’uso dei combustibili fossili (era una sostenitrice del nucleare). Ma in ogni caso, la sua politica energetica fu dominata sempre dalla presenza dei giacimenti del Mare del Nord, sia per quanto riguarda il bisogno di sostenere le esportazioni di petrolio, che per la competizione del nucleare con il più economico gas. Oggi il Mare del Nord, spremuto a morte, è ormai tramontato lasciando l’UK nelle peste, e anche la Thatcher è passata a miglior vita. Il liberismo, naturalmente, invece è vivo e lotta ancora contro di noi.