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giovedì 5 settembre 2013

Acqua potabile ed energia dal moto ondoso

(Fonte:GreenStyle.it-Francesca Fiore)
 
 
 
 
Produrre acqua potabile ed energia allo stesso tempo. Questo l’obiettivo dell’accordo firmato da Water Corporation, che gestisce il sistema idrico dell’Australia Occidentale, e Carnegie Wave Energy, azienda di Perth che si occupa di desalinizzazione e celebre per aver progettato la prima centrale al mondo per la produzione energetica dal moto ondoso.

A Perth, capitale dello Stato dell’Australia Occidentale, sono già in funzione vari impianti per desalinizzare l’acqua: il primo, a Kwinana, è stato costruito dalla Water Corp nel 2006, mentre un secondo impianto sta per essere ultimato a Binningup. I due impianti sono in grado insieme di soddisfare metà del fabbisogno di acqua dolce della capitale.

L’accordo di cooperazione con la Carnegie prevede la costruzione di un impianto sperimentale a Garden Island, base navale vicino Perth, da integrare con l’esistente impianto basato sull’osmosi inversa: la tecnologia CETO, realizzata dalla Carnegie, sarà il cuore del progetto.

I galleggianti creati dall’azienda di Perth, dal diametro di 11 metri, saranno ancorati al fondale tramite boe che, a loro volta, saranno collegate a delle pompe idrauliche: queste manderanno sulla terra acqua ad alta pressione. L’acqua, una volta arrivata in superficie, azionerà delle turbine idroelettriche che produrranno energia: parte di quest’acqua sarà infine convogliata nell’esistente impianto di desalinizzazione, in modo da garantire i due servizi contemporaneamente.

Il progetto è il primo nel suo genere: nella fase di avvio, dovrebbe garantire energia elettrica per 2 MW. Il CEO di Carnegie, Michael Ottaviano, ha spiegato in una nota:

Il nostro impianto pilota, che permette la dissalazione grazie al moto ondoso, sarà una prima mondiale.

I lavori dovrebbero iniziare nel 2014, grazie ad un finanziamento pubblico da 1,27 milioni di dollari, nell’ambito del Federal Government’s AusIndustry Clean Technology Innovation Program.

venerdì 15 febbraio 2013

A Venezia in arrivo energia rinnovabile dal moto ondoso

A Venezia in arrivo energia rinnovabile dal moto ondoso

(Fonte:Ecqualogia.it)
Questo il rivoluzionario progetto presentato con una conferenza stampa al Municipio di Mestre, e in contemporanea a “Ecomondo”, la fiera internazionale sulla sostenibilità energetica e ambientale in corso a Rimini.

Sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, la dirigente della Direzione Ambiente e Politiche giovanili, Anna Bressan, la direttrice di Agire, Alessandra Vivona.

La sperimentazione è stata avviata dal Comune di Venezia, attraverso Agire, l’Agenzia veneziana per l’energia, e consente di trasformare l’energia contenuta nel moto ondoso della laguna e del mare in energia elettrica pulita e rinnovabile, che potrà alimentare attrezzature ed impianti.“Crediamo molto in questo nuovo sistema, per ora unico al mondo e mai sperimentato prima – ha esordito l’assessore Bettin – per produrre energia pulita seguendo e sfruttando la grande vocazione e opportunità del territorio veneziano, ovvero il mare. Da sempre i veneziani hanno avuto la capacità di adattarsi al mare e adattare il mare alle proprie esigenze. Oggi noi lo facciamo portando avanti politiche per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale”. Come ha infatti spiegato la direttrice di Agire, Vivona, il progetto ha portato alla realizzazione di tre prototipi: due che saranno installati in mare aperto entro la prossima primavera, e uno già posizionato in laguna, nel Canale della Giudecca, ad agosto.

SI CHIAMA “GIANT” E “WEM”

e sono costituiti da un galleggiante e da un generatore, che sfrutta il Principio di Archimede, ossia un corpo immerso in un fluido riceve una spinta verso l’alto eguale al peso del liquido spostato, quindi un galleggiante di peso trascurabile potrebbe muovere un analogo volume d’acqua. Nel tempo che intercorre tra due picchi dell’onda, il galleggiante si muove dalla massima altezza al livello zero del mare per risalire al punto più alto.

L’energia prodotta, ad esempio, potrebbe innanzitutto essere impiegata sul posto, ovvero per l’illuminazione delle briccole in laguna e degli imbarcaderi Actv della città, ma si stima che la produzione possa tranquillamente sopperire al consumo energetico di scuole ed edifici pubblici. La fase di sperimentazione durerà circa un anno, durante il quale saranno perfezionati i dispositivi in modo da renderli più efficienti possibile e saranno raccolti i dati. Una volta ultimata la sperimentazione sarà possibile calcolare la quantità di energia prodotta e quindi impiegarla nel modo più adeguato.