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lunedì 12 gennaio 2015

Fotovoltaico: grid parity entro il 2017 in quasi tutto il mondo

 (Fonte:GreenStyle.it-Marco Mancini)



Il solare fotovoltaico raggiungerà la grid parity in gran parte del mondo entro il 2017. A sostenerlo è una recente analisi della Deutsche Bank. Vishal Shah, analista dell’istituto di credito tedesco, ha esaminato le prospettive del solare nel 2015 per determinare la sicurezza degli investimenti nel settore.
Secondo le previsioni della Deutsche Bank la grid parity per il fotovoltaico è sempre più vicina. Ci sono infatti tutte le condizioni affinché l’energia prodotta dal solare abbia lo stesso prezzo dell’energia generata dalle fonti fossili già entro i prossimi due anni. Tra i fattori determinanti per il raggiungimento della grid parity del fotovoltaico figurano l’aumento dei prezzi dell’elettricità generata dalle fonti convenzionali e i costi del solare in continuo calo.

Nei prossimi 4-5 anni si attende inoltre un ulteriore crollo dei prezzi dei moduli fotovoltaici che potrebbero ridursi di ben il 40%, abbassando notevolmente il costo finale dell’elettricità prodotta dal fotovoltaico.

In gran parte dei Paesi del mondo il solare diventerà estremamente competitivo. Se i costi dell’elettricità prodotta dai fossili dovessero aumentare al tasso del 3% l’anno, nell’80% dei Paesi del mondo il fotovoltaico raggiungerebbe infatti la grid parity senza grandi difficoltà. Come illustra Shah:

Crediamo che la tendenza sia piuttosto chiara: la grid parity senza sovvenzioni è già possibile e il solare è in crescita in tutto il mondo.


Oggi l’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici installati sui tetti che non hanno ricevuto incentivi ha raggiunto un costo medio compreso tra 0,13 e 0,23 dollari al kWh. Questa cifra è nettamente inferiore al prezzo di vendita al dettaglio dell’energia elettrica registrato in molti mercati.

Secondo gli analisti, nei prossimi anni, il continuo incremento dell’efficienza dei pannelli e una maggiore competizione, uniti alla perdità di attrattività delle fonti fossili, renderanno l’energia solare sempre più economica.

Le reti intelligenti e i sistemi di stoccaggio più efficienti abbasseranno i costi legati alla distribuzione dell’energia solare. Il fotovoltaico diventerà una componente fondamentale del mercato energetico globale.

Negli USA la domanda nel 2016 sarà 5 volte maggiore, arrivando a 16 mila MW nel 2016. In Cina la richiesta sarà di 13 mila MW all’anno. Il crollo dei prezzi del petrolio non avrà un impatto rilevante sulla crescita del solare e sul raggiungimento della grid parity. Non a caso molte compagnie energetiche, come la E.ON, hanno deciso di abbandonare progressivamente i fossili a favore delle fonti rinnovabili.

mercoledì 19 giugno 2013

Rinnovabili: paesi emergenti hanno trainato gli investimenti nel 2012

(Fonte:GreenStyle.it-Francesca Fiore)
 
 
 
Investimenti globali in energie rinnovabili per la seconda volta in calo dal 2006: lo scorso anno, un meno 12% dovuto a un abbassamento dei prezzi ha segnato il trend negativo del mercato europeo e americano. Malgrado questo, secondo quanto scrive il sito Phys.org, nel 2012 l’ammontare totale degli investimenti globali ha toccato quota 1.300 miliardi, grazie soprattutto alla crescente domanda proveniente dall’Asia.

La tendenza si sta invertendo: dal 2007 in poi, infatti, il divario fra investimenti delle economie sviluppate e quelli dei Paesi in via di sviluppo si attestava al 18%. Le economie sviluppate investivano in media 2,5 volte le risorse messe a disposizione dai Paesi in via di sviluppo: ma il 2012 potrebbe essere stato l’ “anno soglia”. Gli investimenti totali dello scorso anno, compreso il mini idroelettrico, ammontava a 244 miliardi dollari. Negli anni precedenti, invece, la quota toccata era di 279 miliardi di dollari nel 2011, 227 miliardi dollari nel 2010, 168 miliardi dollari nel 2009, 172 miliardi dollari nel 2008, 146 miliardi dollari nel 2007, fino alla quota di partenza, 100 miliardi di dollari nel 2006.

La capacità a livello mondiale ha superato 1.470 GW nel 2012, in crescita dell’8,5% rispetto al 2011. In particolare, l’energia eolica ha rappresentato per circa il 39% della capacità di energia rinnovabile, seguita dall’idroelettrico e dal solare fotovoltaico, che hanno rappresentato ciascuno il 26% circa. La potenza fotovoltaica ha raggiunto il traguardo di 100 GW, diventando la terza tecnologia rinnovabile in termini di capacità in funzione, dopo idroelettrico ed eolico. Phys.org individua poi gli elementi che hanno contribuito alla frenata degli investimenti, sulla base dei rapporti della Frankfurt School – UNEP Centre/BNEF report (stilato sui dati di Bloomberg New Energy Finance) e sul REN21, Renewables 2013 Global Status Report. L’instabilità delle politiche energetiche dei vari Paesi coinvolti, insieme alla concorrenza asiatica, hanno rappresentato due ostacoli importanti alla crescita delle rinnovaibili. I Paesi emergenti determineranno dunque la domanda nei prossimi anni, in particolare quelli dell’area Asiatico-Pacifica. Arthouros Zervos, Presidente di REN21, ha spiegato:

Il 2012 è stato un altro anno record per l’installazione di fonti rinnovabili in tutto il mondo ed è incoraggiante vedere che 138 paesi hanno posto gli obiettivi di energia rinnovabile all’interno del quadro politico in atto. Il Global Status Report di REN21 dimostra che le giuste politiche possono guidare l’integrazione delle più grandi di fonti rinnovabili nel mix energetico: ciò che occorre è la volontà politica di attuare le misure necessarie.

Zevos ha poi portato l’esempio della Mongolia che, da pochissimo, lo ha invitato a visitare il primo parco eolico da 50MW, che rappresenta:

L’inizio del suo ambizioso piano per sfruttare energia eolica e solare, allo scopo di alimentare il Paese con energie pulite, e allargare le offerte anche alla Cina e al resto della regione. Come molte altre nazioni, anche la Mongolia ha visto la logica di abbracciare un percorso di sviluppo verde e sta cogliendo questa opportunità a piene mani.


Dei 138 paesi nel mondo con obiettivi energetici impostati sule fonti pulite, i due terzi sono in via di sviluppo: naturalmente al primo posto troviamo la Cina, seguita da Sud Africa, Marocco, Messico, Cile e in Kenya, con Medio Oriente e Africa che mostrano la più alta crescita regionale, il 228%, con investimenti pari a 12 miliardi. Un altro elemento importante ravvisato durante le analisi è la capacità locale di sviluppo di progetti in rinnovabili, aumentata di molto rispetto ai precedenti anni.

Se, infatti, da un lato, si rileva un calo della potenza delle politiche nazionali, dall’altro lato i governi locali hanno spesso preso in mano strumenti e normative al fine di sviluppare progetti locali di rifornimento energetico e sostenibilità. Diverse città stanno lavorando con i governi nazionali per promuovere l’energia rinnovabile, un fenomeno visto in India, Brasile, Cina, Indonesia, India, Giappone e Sud Africa. La tendenza all’organizzazione locale non investe solo i Paesi emergenti: anche in Europa e negli States le città hanno cominciato a organizzarsi “dal basso verso l’alto”. L’esprimento di successo del Patto europeo dei sindaci, ad esempio, ha portato un aumento significativo dei partecipanti al progetto, con 1.116 nuove città e paesi che si sono impregnati a ridurre le emissioni di CO2 del 20% e molti altri progetti di sostenibilità ambientale dei propri centri urbani.

mercoledì 29 maggio 2013

Rinnovabili e risparmio energetico: la Cina al top

(Fonte:GreenStyle.it-Silvana Santo)

 
 
La Cina è il Paese in cui negli ultimi anni c’è stato il massimo sviluppo delle energie rinnovabili, nonché il risparmio energetico più significativo. Lo sostiene un rapporto intitolato “The sustainable energy for all global tracking framework” e realizzato dalla Banca Mondiale insieme all’Agenzia internazionale per l’energia e ad altre 13 agenzie.

Il report ha preso in esame una ventina di Paesi ad alto impatto, che insieme consumano l’80% dell’energia globale, inclusi naturalmente Cina e India. Il documento riferisce che nel 2010 le fonti rinnovabili hanno rappresentato il 18% del mix energetico globale, ma secondo il World Energy Council (WEC), che ha contribuito alla stesura del rapporto, questa percentuale dovrebbe per lo meno raddoppiare.

Un obiettivo ambizioso, almeno quanto quello di raddoppiare il grado di efficienza energetica mondiale entro il 2030 e il raggiungimento dell’accesso universale all’energia elettrica. Si tratta dei target fissati dalla campagna “Sustainable energy for all initiative” lanciata nel 2011 dalle Nazioni Unite.

Monitorare il grado di raggiungimento di questi traguardi è uno degli obiettivi del rapporto, che richiedono, secondo gli esperti che hanno lavorato alla sua stesura, “un pacchetto globale di misure politiche e fiscali, incentivi economici e l’eliminazione graduale dei combustibili fossili”.

I governi del mondo, in altri termini, dovranno impegnarsi non poco se vorranno modificare il sistema energetico globale. Vivien Foster, responsabile del settore energia della Banca Mondiale, ha invitato tutti i paesi del mondo, gli investitori del settore privato e le organizzazioni internazionali ad aumentare gli investimenti nel settore energetico, precisando che per soddisfare gli obiettivi dell’Onu occorreranno almeno 600 miliardi di dollari l’anno fino al 2030 (attualmente, le stime parlano di 409 miliardi di dollari l’anno).

Più nel dettaglio, gli investimenti aggiuntivi dovrebbero essere così ripartiti: 174 miliardi per le energie rinnovabili, 45 per l’accesso all’energia elettrica, 394 miliardi di dollari per l’efficienza energetica e 4,4 per modernizzare le tecniche di cottura dei cibi, soprattutto nelle aree rurali.