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martedì 24 settembre 2013

Cosa c'è dietro al nuovo divieto di accumuli del GSE?

Cosa c'è dietro al nuovo divieto di accumuli del GSE?

(Fonte:QualEnergia.it-Giulio Meneghello)
 
 
 
 
 
Sembrerebbe una secchiata di acqua gelida quella che arriva dal GSE in un comunicato succinto, diffuso venerdì nel pomeriggio e che raffredda un po' le speranze che in Italia possa svilupparsi in maniera rapida l'utilizzo di sistemi di accumulo da abbinare ai piccoli impianti a rinnovabili. Gli impianti che hanno già avuto accesso agli incentivi, è il sunto della nota, non potranno dotarsi di sistemi di storage, pena la perdita del diritto all'incentivo. Questo finché non sarà pronto il quadro normativo specifico.

Un quadro che potrebbe essere completato nel giro di un mese... se tutto andrà liscio, cosa non scontata, dato che nella scrittura delle regole ha voce in capitolo anche chi dalla diffusione degli accumuli potrebbe avere dei danni, ossia i distributori di energia e anche conisderando che l'ultima parola andrà all'Autorità per l'Energia, che finora si è dimostrata tutt'altro che rapida quando si trattava di approvare regole per consentire l'autoconsumo.

"Nelle more della definizione e della completa attuazione del quadro normativo e delle regole applicative del GSE per l’utilizzo dei dispositivi di accumulo – si legge nella nota GSE - ai fini della corretta erogazione degli incentivi, non è consentita alcuna variazione di configurazione impiantistica che possa modificare i flussi dell’energia prodotta e immessa in rete dal medesimo impianto, come ad esempio la ricarica dei sistemi di accumulo tramite l’energia elettrica prelevata dalla rete. A tal proposito si rammenta che il GSE, nel caso in cui dovesse accertarne la sussistenza, nell’ambito delle verifiche effettuate ai sensi dell’art. 42 del Decreto Legislativo 28/2011, applicherà le sanzioni previste dal medesimo articolo, ivi inclusa la decadenza dal diritto agli incentivi e il recupero delle somme già erogate”.

Un segnale negativo che arriva proprio mentre sta crescendol'interesse del mondo delle rinnovabili verso le batterie da applicare agli impianti. A rendere solo in parte meno preoccupante la notizia, il fatto che, come detto, il divieto è transitorio: come si legge nella nota appunto “nelle more della definizione e della completa attuazione del quadro normativo e delle regole applicative del GSE per l’utilizzo dei dispositivi di accumulo”.

Il divieto espresso arriva perché, in mancanza di regole a riguardo, potrebbero accadere fenomeni di double-counting: cioé che qualcuno riceva l'incentivo due volte su parte dell'energia prodotta. Come spiega a QualEnergia.it il direttore del GSE, Gerardo Montanino: “E' indispensabile che l'Autorità definisca al più presto le regole, specie per quel che riguarda i sistemi di misura. C'era il rischio che potesse essere immessa in rete energia prelevata dalla rete dall'accumulatore e che questa venisse scambiata per energia prodotta dall'impianto”.

Lascia comunque perplessi la tempistica con cui il Gestore è intervenuto: le regole che permetteranno di installare sistemi di accumulo anche su impianti che già ricevono l'incentivo potrebbero infatti arrivare già nel giro di un mese e – per come sta andando il mercato delle batterie – è inverosimile che nel frattempo ci sia una corsa allo storage. “Ci sono già impianti che hanno installato questa tecnologia, sappiamo di altri che stanno per dotarsene e riviste di settore hanno pubblicato schemi di impianti del genere. Abbiamo preferito intervenire ora piuttosto che doverlo fare magari tra 3 mesi, a impianti già realizzati”, replica Montanino.

Il timore diffuso tra chi opera nel settore è però che il comunicato possa spaventare con lo spettro dell'incertezza normativa chi sta pensando allo storage. La speranza è quella che si arrivi al più presto ad un provvedimento normativo certo: i lavori sono già a buon punto e se tutto va liscio le regole definitive potrebbero arrivare già tra ottobre e novembre.

Ma che tutto fili liscio non è mai scontato: eventuali controversie potrebbero dilatare i tempi. La situazione è infatti piuttosto delicata, visto che nel comitato tecnico 316 del CEI, che contribuisce alla scrittura delle regole in questione, siede anche chi si vedrebbe danneggiato da una diffusione degli accumuli, cioè i distributori. Inoltre, per essere applicate agli impianti incentivati, le regole dovranno passare per una delibera dell'Autorità. Se pensiamo al precedente dei SEU (i sistemi di utenza efficienti che permettono di vendere energia “dietro al contatore”) c'è di che preoccuparsi: ancora si attende la relativa delibera Aeeg dal 2008.

L'augurio è che non succeda lo stesso per gli accumuli: un eventuale ritardo nella definizione di regole chiare e certe, potrebbe infatti compromettere lo sviluppo di questo comparto innovativo. Se ciò accadesse, gli unici ad averne un vantaggio sarebbero le compagnie elettriche, che come mostrano diversi studi, hanno seri motivi di temere generazione distribuita, rinnovabili, autoconsumo e storage, mentre a rimetterci sarebbe l'intero Sistema Paese, senza parlare delle ricadute occupazionali. Come mostra un recente studio ANIE la diffusione degli accumuli potrebbe portare benefici al sistema elettrico per oltre mezzo miliardo l'anno.

sabato 31 agosto 2013

Riordino incentivi, Gifi: "Impegni devono essere rispettati"

Riordino incentivi, Gifi: "Impegni devono essere rispettati"

(Fonte:ZeroEmission.it)
 
 
 
Il Presidente Cremona: "Necessario un chiarimento puntuale sul percorso tecnico-finanziario che si intende intraprendere”
 
La notizia dell’imminente riordino degli incentivi alle rinnovabili annunicato ieri dal Ministro Zanonato è stata accolta con sgomento da Anie/Gifi. “Centinaia di migliaia di impianti fotovoltaici – ha commentato Emilio Cremona, Presidente anie/Gifi – sono stati costruiti in Italia a fronte di un impegno dello Stato, ovvero il Conto Energia, e di un business plan calibrati su 20 anni. Gli errori fatti nella strutturazione del debito non sono da attribuire ai cittadini e alle imprese ma alla legislazione che non ha saputo gestire adeguatamente la distribuzione degli incentivi. Ogni intervento mirato ad una gestione ottimizzata del debito deve essere strutturato in modo da tutelare, e non affossare, i cittadini, le imprese e la filiera industriale generata dal fotovoltaico, circa 100mila occupati finora rimasti attivi, allo scopo di non danneggiare la credibilità del Sistema Paese per gli investimenti in tecnologie per le fonti rinnovabili”.

Dalle notizie circolate dagli organi di stampa si apprende di uno scenario in cui gli incentivi saranno spalmati in 30 anni invece dei 20 già stabiliti per legge. “Sarebbe molto grave un simile intervento – ha aggiunto Cremona – Gli incentivi sono impegni presi che non possono essere negoziati. Piuttosto, sarebbe opportuno che il Ministro Zanonato illustrasse il percorso tecnico-finanziario che si intende intraprendere per una riorganizzazione ottimale del debito, tranquillizzando tutto il Sistema. Sono convinto che un’apertura del Ministro a intavolare una discussione sul riordino degli incentivi a tutte le fonte rinnovabili, nessuna esclusa, e della bolletta elettrica che grava sui cittadini e sul tessuto industriale, troverebbe favorevoli tutte le associazioni di settore, Anie/Gifi in primis. Il messaggio è che l’Italia deve poter fare quello che altri paesi hanno già sperimentato con successo e non percorrere strade che alimentino solo sfiducia negli investimenti, ulteriore disoccupazione e diminuzione di credibilità”.

venerdì 2 agosto 2013

Anie/Gifi: "Rapida soluzione sui dazi fotovoltaici"

Anie/Gifi: "Rapida soluzione sui dazi fotovoltaici"

(Fonte:ZeroEmission.it)




Secondo il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane, una procedura anti-dumping impatterebbe fortemente sulle aziende. L’ipotesi di retroattività dei dazi ha già portato al fallimento di molte aziende nella supply chain del settore

 
La soluzione alla questione dei dazi al fotovoltaico sembra avvicinarsi alla conclusione. Lo scorso fine settimana, il Commissario europeo Karel De Gucht aveva annunicato di aver raggiunto un accordo con la Cina su un prezzo minimo sui prodotti fotovoltaici di fabbricazione cinese. Oggi è il Gifi, il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane, a dire la sua sualla questione. "Il settore fotovoltaico italiano nella sua breve storia, ha sperimentato più volte quanto possano essere penalizzanti i cambi normativi repentini e non pianificati. Anie/Gifi lo ha rilevato con i vari conti energia che hanno causato violenti deprezzamenti dei magazzini, impossibilità di pianificare investimenti anche a medio termine, scadenze impossibili per consegne o ultimazioni lavori e relative penali. Questi stop and go sono insostenibili ed estremamente rischiosi per qualsiasi azienda. Una procedura anti-dumping causa dinamiche molto impattanti. Lo scenario di retroattività dei dazi sui moduli fotovoltaici che si ipotizzava a marzo 2013 ha rappresentato un rischio molto grande. Questo ha congelato ed in molti casi portato al fallimento le attività di moltissime aziende nella supply chain del fotovoltaico, oggetti di tali forniture (distributori, EPC, installatori etc..)".

Anie/Gifi raggruppa 165 aziende che operano nell’intera filiera industriale del fotovoltaico italiano: produzione, distribuzione, vendita, integrazione, progettazione e installazione di sistemi e componenti fotovoltaici. Le aziende associate rappresentano oltre il 50% del mercato nazionale. "Auspichiamo per il fotovoltaico e per le altre rinnovabili un percorso saggio e virtuoso che conduca alla grid parity in maniera sostenibile. Si augura, inoltre, che sia la disputa sulle importazioni di polisilicio che quelle sui moduli e vetro vengano risolte con accordi amichevoli nell’interesse non solo del settore fotovoltaico ma anche di altri comparti industriali. Infatti, le diverse indagini antidumping avviate in Cina, quale quella sul silicio e sul vino, sono state una reazione alla disputa sui moduli fotovoltaici. Pertanto la soluzione negoziale a quest’ultima dovrebbe rappresentare una buona premessa per risolvere le altre questioni".

martedì 30 luglio 2013

Natalizia (Gifi): "FV italiano non è pronto per grid parity forzata"

Natalizia (Gifi): "FV italiano non è pronto per grid parity forzata"

(Fonte:ZeroEmission.it)


Secondo il Vice Presidente del Gruppo imprese fotovoltaiche italiane, servono ancora interventi da parte di Governo e Aeeg, per traghettare in maniera sostenibile il settore verso la piena competitività.
 
Il fotovoltaico italiano non è pronto per una grid parity forzata dal taglio delle misure di sostegno al settore. Ne è convinto Valerio Natalizia, Presidente di Sma Italia e Vice Presidente di Gifi, gruppo imprese fotovoltaiche italiane. Abbiamo verificato - ha detto Natalizia a margine del convegno organizzato dallo stesso Gifi dal titolo “Fotovoltaico e Sistemi di accumulo: sfide e opportunità del mercato oltre il Conto Energia”, che si è tenuto qualche settimana fa a Cosenza - che ancora una volta l’industria fotovoltaica nazionale non è pronta ad affrontare la grid parity forzata e che essa necessita di urgenti interventi da parte del Governo e della Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas per traghettare in maniera sostenibile il settore verso la piena competitività.”

Le richieste di Anie/Gifi per rilanciare il settore sono: l'estensione dei certificati bianchi oltre i 20 kWp; il supporto ai sistemi di accumulo elettrico per impianti residenziali; rendere strutturale la detrazione del 50% perché strumento di ripresa economico e
dimostrazione di fiducia; l'estensione della detrazione del 50% alle persone giuridiche abbinato ad un incentivo alla
rimozione dell'eternit; la definizione e approvazione dei SEU e dei RIU; la semplificazione burocratica e la facilitazione per accesso al credito. “In linea di principio – ha concluso Natalizia – condividiamo a pieno le recenti dichiarazioni della Commissaria UE per l’Ambiente, Connie Hedegaard. Tutti i Paesi Membri si devono impegnare ad assumere un ruolo guida nell'eliminazione dei finanziamenti pubblici per la produzione da combustibili fossili a favore verso delle fonti rinnovabili e della generazione distribuita".

lunedì 8 luglio 2013

La difesa del fotovoltaico in Italia, un valore per l'economia nazionale

La difesa del fotovoltaico in Italia, un valore per l'economia nazionale

(Fonte:QualEnergia.it-Giulio Meneghello)
Il conto energia è finito, la grid parity è raggiunta solo teoricamente, mentre il settore continua a subire attacchi, non solo mediatici, e a tremare per possibili 'stangate' normative. Come ci si dovrà muovere affinché il fotovoltaico italiano attraversi questo periodo difficile? Ne parliamo con il nuovo presidente del Gifi, Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane, Emilio Cremona che è anche presidente di Universalsun srl.

Sabato, con la fine degli incentivi del conto energia, si è chiusa un'era per il fotovoltaico italiano. Quali sono ora i nodi strategici da sciogliere per permettere al settore di sopravvivere?

La fine degli incentivi non giunge certo inaspettata. Fortunatamente il prezzo dei moduli è calato molto. Ora bisogna puntare sugli altri strumenti: ad esempio far sì che i certificati bianchi possano essere ottenuti anche da impianti sopra i 20 kW o che delle detrazioni fiscali del 50% possano godere anche le imprese. A queste due misure andrebbe poi abbinato un sostegno a quella che è una missione strategica per il paese: la bonifica dell'amianto che copre ancora i tetti di molte imprese. Queste politiche sarebbero d'aiuto sia alle aziende che fanno fotovoltaico che a quelle imprese sul cui tetto l'impianto viene installato, che hanno così l'occasione di risparmiare autoconsumando.

Sappiamo che il futuro immediato del fotovoltaico è essenzialmente sugli edifici, con una produzione finalizzata quanto più possibile all'autoconsumo. La proposta dell'Autorità di far pagare gli oneri di sistema anche sull'energia autoconsumata rischia però di essere letale da questo punto di vista. A rendere più grave la situazione c'è il fatto che il ministro dello Sviluppo economico sembrerebbe voler accogliere questa idea e ricavare da quest'estensione degli oneri le risorse necessarie per finanziare il capacity payment necessario a soccorrere i cicli combinati. Che ne pensate al Gifi?

E' assolutamente sbagliato pensare di far pagare gli oneri a chi autoconsuma. Non si deve criminalizzare un settore. L'autoconsumo è un modo che famiglie e imprese hanno per fare efficienza energetica. Il futuro sono le smart grid basate sulla generazione distribuita. Cercare di recuperare denaro da qui per rimediare a scelte sbagliate che qualcuno ha fatto in passato è ingiusto non solo verso le rinnovabili, ma verso tutti i cittadini.

Parlando di autoconsumo viene naturale pensare allo sviluppo dei sistemi di accumulo ...

L'autoconsumo deve essere premiato, non scoraggiato. In questo periodo di crisi è anche uno strumento per le aziende per affrontare il problema del costo dell'energia. I sistemi di accumulo da questo punto di vista sono l'ideale; in un futuro prossimo saranno molto interessanti se abbinati al fotovoltaico e saranno un'ulteriore spinta allo sviluppo delle rinnovabili. La funzione di storage potrà essere anche assolta dalle auto elettriche, con notevoli benefici per tutto il sistema elettrico.

L'auto elettrica potrebbe infatti aiutare anche a far riprendere i consumi elettrici. Intanto però ci troviamo di fronte ad un crollo dei consumi che, assieme alla concorrenza del fotovoltaico, sta mettendo in crisi i cicli combinati a gas. Quali soluzioni si potrebbero adottare per attenuare l'impatto che la crescita delle rinnovabili sta avendo sul sistema elettrico?

Innanzitutto voglio sottolineare che se oggi noi in Italia abbiamo questo calo dei consumi è perché abbiamo perso competitività e dire che abbiamo perso competitività per colpa delle rinnovabili mi sembra quantomeno riduttivo. L'Italia sta consumando poca energia perché le imprese chiudono o lavorano meno. Capisco il punto di vista dei produttori da gas, ma un ministro dello Sviluppo Economico deve avere una visione più ampia, deve dare uno stimolo alla crescita perché solo così potranno risalire i consumi, con conseguente sollievo anche di chi gestisce i cicli combinati a gas. Invece, pensare di risolvere il problema andando a colpire uno dei settori che più portano sviluppo, quello delle rinnovabili, è un errore. Come è sbagliato pensare che le centrali a gas debbano essere privilegiate, anche se in parte è giusto che le si tuteli: gli addetti ai lavori dovevano sapere che in Italia si sarebbe installata e fatta in entrare in esercizio questa potenza di fotovoltaico; le decisioni erano state prese anni fa, la strada era tracciata da norme nazionali ed europee. Oggi bisognerebbe fare un discorso su costi e benefici. Invece le rinnovabili stanno già pagando i tagli e gli ostacoli messi in campo con una contrazione del 20-30% in termini di mercato e occupazione.

E le fonti pulite continuano a stare sul banco degli imputati: nell'ultima relazione, presentata qualche giorno fa, l'Autorità punta per l'ennesima volta il dito sul peso delle rinnovabili in bolletta. Come replicate?

Quando si sono presi gli impegni per installare una certa potenza da rinnovabili il costo degli oneri era noto. Si sapeva benissimo che l'A3 sarebbe arrivata a questi livelli: è la conseguenza di scelte fatte in precedenza. Ora si tratterebbe di ristrutturare la bolletta, visto che sugli oneri di sistema non pesano certo solo le rinnovabili, ma tutta una serie di altre voci. Bisognerebbe fare un po' di chiarezza: ad esempio nessuno mai dice che nella fascia diurna il costo dell'energia cala per il contributo a costi competitivi dell'energia da rinnovabili.

Altra questione attuale è quella dei dazi sul fotovoltaico cinese.

La mia personale opinione è che il dazio di per sé non è mai una misura giusta: è una correzione in corsa di quelli che sono i valori di mercato. D'altra parte ritengo non appropriati i tempi e i modi con cui questi dazi sono stati applicati, creando di fatto problemi al mercato italiano. Se possono portare sollievo ai produttori, i dazi però rimettono tutto in discussione per impiantisti e installatori che si ritrovano nuove condizioni di mercato che diventano più difficili da gestire.

Gli interessi del fotovoltaico italiano sarebbero difesi più efficamenente se il settore riuscisse a parlare con una voce unica. Ritiene auspicabile e praticabile arrivare ad avere un'associazione di categoria unitaria?

Ritengo che la visione di chi rappresenta il fotovoltaico debba essere univoca. Se poi la visione è rivolta al bene generale e non solo a quello dell'industria fotovoltaica, questo è veramente auspicabile. Si deve far capire, grazie ad una vera rappresentanza globale, quante aziende e quante persone sono impegnate in questo settore che, ripeto, è e sarà un traino per l'economia nazionale.

lunedì 10 giugno 2013

Proposte Gifi per il futuro del fotovoltaico

Proposte Gifi per il futuro del fotovoltaico

(Fonte:InfoBuildEnergia.it)
 
 
 
Valerio Natalizia, presidente uscente di Gifi, nel corso dell'assemblea annuale dell'Associazione ha presentato il documento "Proposte Gifi per il FV 2.1 in Italia", con un'analisi dei benefici del fotovoltaico e le possibili soluzioni perché il settore possa superare questo momento di crisi e crescere fino ad arrivare alla grid parity. A partire dalla necessità che ci sia un confronto costruttivo tra tutte le parti e che il Governo trovi delle strategie per supportare il settore ora che il V conto energia ha concluso il suo iter.

Ad oggi circa il 7% del fabbisogno energetico nazionale è soddisfatto attraverso l’energia fotovoltaica e sono stati installati quasi 530 mila impianti fotovoltaici e ciò - ha sottolineato Natalizia - ha segnato definitivamente l'inizio della transizione del sistema elettrico italiano verso la generazione distribuita.

17,2 GW di potenza fotovoltaica sono stati collegati alla rete in Europa nel 2012, rispetto ai 22,4 GW nel 2011; l'Europa rappresenta ancora la quota preponderante del mercato mondiale del fotovoltaico, con il 55% di tutta la nuova capacità nel 2012. La Germania è stato il primo mercato per il 2012, con 7,6 GW di nuovi sistemi collegati seguita da Cina con una stima di 5 GW, Italia con 3,4 GW, Stati Uniti con 3,3 GW, e Giappone con una stima di 2 GW.

E' importante poi evidenziare come dal 2008 al 2013 ci sia stata una costante diminuzione dei costi tecnologici del fotovoltaico: Il prezzo dei moduli fotovoltaici si è ridotto del 22% ogni volta che la capacità cumulativa installata (in MW) è raddoppiata. Il costo di KWp è passato da 7000 € a circa 2000 € (-70%). L'obiettivo vero degli incentivi - ha evidenziato Natalizia - era proprio quello di abbassare i prezzi tella tecnocogia, permettendo al settore di arrivare alla grid parity.



Preoccupano i dati relativi all'occupazione, dall'analisi del Gifi emerge che complessivamente ci sia stata una decrescita del 22% nel numero degli addetti impegati nel settore e una contrazione altrettanto preoccupante negli investimenti.

A partire da questa analisi i principali obiettivi emersi nel documento proposto dal Gifi sono i seguenti:
Sviluppo della generazione distribuita
Ammodernamento delle infrastrutture di rete ed interconnessione europea;
Ricerca, sviluppo ed innovazione tecnologica (smart grids, sistemi di accumulo, etc);
Razionalizzazione e bilanciamento della bolletta elettrica (evidenziare non solo gli effetti negativi in termi di costi ma anche quelli positivi in termini di benefici);
Competitività del settore oltre gli incentivi (grid parity);
Stabilità normativa e chiarezza delle regole;
Snellimento della burocrazia (autorizzazioni, procedure per la connessione alla rete...);
Internazionalizzazione delle imprese.

Il Gifi ha poi individuato le priorità per traghettare il settore fotovoltaico nell'era della grid parity
• Estensione del periodo di validità della detrazione al 50% al 30 giugno 2014 ed estensione ai soggetti giuridici.

• Semplificazione procedure autorizzative e di connessione alla rete

• Approvazione della delibera sui SEU (Sistemi Efficienti d’Utenza) senza modifiche dell’ultima ora

• Facilitazione dell’accesso al credito

• Possibilità di utilizzo dei Certificati Bianchi (TEE) anche per impianti FV di potenza superiore ai 20kW

• Incentivazione per la sostituzione dell’amianto
"E' Fondamentale - ha concluso Natalizia - innescare sin da ora tutti i processi virtuosi normativi e legislativi (snellimento burocrazia in primis) affinchè l’industria nazionale possa tornare a competere nei mercati globali con orgoglio ed innovazione".

mercoledì 20 febbraio 2013

Gifi: "Verso trasformazione epocale del fotovoltaico"

Gifi: "Verso trasformazione epocale del fotovoltaico"

(Fonte:ZeroEmission.it)
 
 
Il fotovoltaico italiano e l'intero sistema elettrico nazionale si trova a un passo dalla svolta. Di questo si è discusso ieri a Milano nel corso di un importante incontro pubblico tra l’industria fotovoltaica e gli esponenti dei maggiori partiti candidati alle prossime elezioni. Anie/Gifi, durante l'appuntamento, ha chiesto un vero impegno della politica per lo sviluppo sostenibile del settore elettrico in transizione verso la generazione distribuita. "I tempi sono maturi - ha detto Valerio Natalizia, Presidente Anie/Gifi – abbiamo l’esperienza ed anche la tecnologia. L’industria fotovoltaica nazionale ha bisogno in questo momento di stabilità, certezza delle regole e di una visione strategica per poter sfruttare al meglio tutte le opportunità offerte da questa transizione e per rilanciare l’economia italiana".

Durante l'incontro è stato presentato un recente studi europeo, che ha evidenziato come l’utilizzo della tecnologia fotovoltaica induca a una diminuzione del prezzo dell’elettricità fino a 4.8 centesimi al kWh per effetto della riduzione delle perdite di rete, delle emissioni inquinanti e della dipendenza dalle importazioni. Parallelamente si è ridotto nell’ultimo anno del 35% il LCOE (il costo di produzione dell’energia elettrica durante l’intera vita dell’impianto fotovoltaico) mentre si riduce del 22% il costo dei moduli (che rappresentano oggi circa il 40% dell’investimento totale) ad ogni raddoppio della potenza installata. "Gli incentivi sono serviti a creare competenze, know-how e benefici per tutto il Sistema Paese - ha aggiunto Natalizia. Ora ci stiamo incamminando verso la piena competitività che potrà essere raggiunta solo attraverso la completa liberalizzazione del mercato elettrico, il potenziamento delle infrastrutture di rete, la facilitazione di accesso al credito per le aziende, la riduzione della burocrazia, innescando una serie di misure di stimolo al mercato: SEU, RIU e detrazioni".

“Non è colpa del fotovoltaico se il prezzo dell'energia elettrica è così alto – ha dichiarato Paolo Romani, PDL. La SEN deve diventare nel prossimo Governo lo strumento principale per armonizzare la produzione energetica delle diverse fonti con l'obiettivo di alleggerire la bolletta degli italiani.”

“C'è bisogno di una politica industriale specifica – ha dichiarato Stella Bianchi, PD - che contempli l'integrazione delle rinnovabili nel sistema elettrico a favore della generazione distribuita attraverso i piccoli medi impianti. Allo stesso tempo è importante evitare battute d'arresto dovute a modifiche improvvise nelle regole avvenute in passato e all’eccessiva burocrazia.”

“Le nostre imprese hanno una elevata capacità di innovazione - ha dichiarato Ermete Realacci, PD - e attraverso la sburocratizzazione ed il supporto alla ricerca possiamo fornire strumenti fondamentali per la loro competizione nei mercati globali.”

“Le grandi imprese dell'energia hanno il dovere di prendere atto della trasformazione epocale della generazione elettrica - dichiara Monica Frassoni, SEL - Sottolineo la necessità di un lavoro sinergico fra le forze politiche e il settore delle imprese della green economy e per consentire lo sviluppo del fotovoltaico, delle rinnovabili e del l'efficienza energetica.”

“Siamo soddisfatti – ha concluso Natalizia – che la politica abbia oggi condiviso le nostre proposte e preso un impegno formale davanti ad una platea foltissima e rappresentativa dell’industria fotovoltaica italiana. La strada da percorrere verso la piena competitività è ancora lunga ma oggi abbiamo dimostrato di avere le idee chiare e soprattutto di essere compatti verso obiettivi comuni. L’auspicio finale è l’urgente unità del settore per affrontare con più determinazione le sfide del cambiamento”.

lunedì 28 gennaio 2013

Anie/Gifi: "Nella prossima legislatura sostenere il FV"

 Anie/Gifi: "Nella prossima legislatura sostenere il FV"

 (Fonte:ZeroEmission.it)



L'appello al mondo della politica dal Gruppo imprese fotovoltaiche italiane, secondo cui, il fotovoltaico e le altre rinnovabili hanno tutte le carte in regola per avere un ruolo di primo piano nel rilancio del sistema Paese.

Regole certe per la green economy e in particolare per le rinnovabili per un uso intelligente delle risorse energetiche: le chiede Anie/Gifi, il gruppo delle imprese fotovoltaiche italiane, condividendo le priorità già avanzate dall’Agenda Anie. "Chiediamo che nei programmi dei candidati - dichiara Valerio Natalizia, Presidente Anie/Gifi – si dimostri maggiore attenzione alla green economy in generale ed al fotovoltaico in particolare. L’assenza di proposte in questi settori strategici appare incomprensibile dal momento che a livello europeo, ma non solo, la green economy è considerata il volano principale della prossima rivoluzione industriale". Già oggi i risultati del sostegno alle energie rinnovabili in Italia sono notevoli. Nel 2011 abbiamo risparmiato 2.5 mld sulle importazioni di gas e 18 mln ton di CO2. Inoltre grazie all'effetto peak shaving, sempre nel 2011, la bolletta energetica nazionale si è ridotta di 400 mln. Il solo fotovoltaico nel 2012 ha contribuito a soddisfare il 5.63% della domanda elettrica nazionale ed ha rappresentato il 6.43% della produzione netta nazionale di elettricità.

"Nonostante questi ottimi risultati - continua Natalizia - l'industria fotovoltaica nazionale ha perso ben 6.000 posti di lavoro nel 2012 con conseguente riduzione del gettito fiscale per le Casse dello Stato ed un maggior ricorso alla cassa integrazione. Una situazione paradossale in questo contesto. Riteniamo quindi opportuno che le forze politiche che guideranno il Paese nel prossimo quinquennio si adoperino per dare continuità agli investimenti e allo sviluppo del settore fotovoltaico traghettandolo dal sistema incentivante verso la piena competitività con le altre fonti energetiche".

mercoledì 19 dicembre 2012

Gifi/Anie: "Basta provvedimenti dell'ultima ora"

 Gifi/Anie: "Basta provvedimenti dell'ultima ora"

 (Fonte:ZeroEmission.it)


Alla luce dell’ultimo emendamento approvato in Commissione al Senato Anie/Gifi si appellano ai Ministri Passera e Clini

Presentato un emendamento per prorogare l’attuale termine del 31 dicembre 2012 al 31 ottobre 2013 per godere delle tariffe del Quarto Conto energia per tutti gli impianti fotovoltaici installati su edifici e terreni della PA. Due relatori del Ddl Sviluppo sembra abbiano presentato l'emendamento nel contesto dei lavori parlamentari per il ddl stabilità. a dirlo è Anie/Gifi, secondo cui, questa pratica comporterebbe il rischio che con l'apposizione della fiducia si scateni un ulteriore scossone al mercato fotovoltaico. L'emendamento che prorogherebbe il termine per le tariffe del Quarto Conto energia, ben più generose delle attuali, non avrebbe, secondo Anie/Gifi, una copertura finanziaria garantita. "Il risultato - si legge nel testo diramato dall'associazione - è che si andrebbero ad intaccare le scarsissime risorse rimaste a disposizione con il Quinto Conto energia a beneficio di pochi. Inoltre molti terreni potrebbero essere ceduti a titolo gratuito alle PA per poter godere di questo beneficio".

"Non vorremmo che dietro questi provvedimenti si celino tentativi di speculazione - dichiara Valerio Natalizia Presidente Anie/Gifi - che danneggerebbero l'immagine e l'imprenditorialità di un settore industriale che opera seriamente e con etica professionale. Ci domandiamo se chi ha firmato l’emendamento ne abbia comprese fino in fondo le pesanti conseguenze sul piano occupazionale. La crisi attuale richiede sì fermezza, ma anche estrema chiarezza nel quadro regolatorio. Provvedimenti di questo tipo invece creano nell'opinione pubblica un'immagine negativa del nostro settore e ne accelerano la caduta”.

"Come Anie/Gifi - conclude Natalizia - prendiamo le distanze da questo emendamento e chiediamo che i Ministri Passera e Clini intervengano urgentemente in sede di discussione d’aula. La fine della legislatura e i tempi accelerati di questi giorni non giustificano gli errori e sarebbe difficile comprendere un loro silenzio su un settore così importante”

lunedì 10 dicembre 2012

Anie/Gifi: "Provvedimenti a costo zero verso la grid parity"

Anie/Gifi: "Provvedimenti a costo zero verso la grid parity"

(Fonte:ZeroEmission.it)

 
Riduzione della burocrazia e degli oneri per l'accesso al sistema elettrico ed estensione dell’attuale meccanismo di Scambio sul Posto. Questi provvedimenti a costo zero per le casse dello Stato e per i cittadini che potrebbero dare nuova spinta al settore fotovoltaico italiano. E' quanto è emerso dall'Assemblea annuale di Anie/Gifi che si è tenuta nella sede di Milano il 5 dicembre. Gli imprenditori, alla luce dell'attuale crisi del settore, hanno espresso la necessità di attuare misure normative sia per il breve che per il medio periodo allo scopo di dare continuità al mercato ed evitare la perdita di ulteriori posti di lavoro e quindi di competitività a livello internazionale.

Sono infatti oltre 6.000 i posti di lavoro persi nell'ultimo anno e numerose le aziende costrette a chiudere o trasferire all'estero le proprie attività. Tale situazione è la conseguenza di una serie di misure legilsative e normative - Quinto Conto energia e CEI 0-21 - approvate nel giro di poche settimane che non hanno recepito le istanze dell'industria e che hanno affossato in maniera consistente un settore che ha dimostrato, in un periodo di crisi finanziaria, una dinamicità unica generando benefici enormi per il Sistema Paese. "Stiamo vivendo il periodo peggiore della storia del fotovoltaico italiano - ha detto Valerio Natalizia Presidente di Anie/Gifi, la voce fotovoltaica di Confindustria - ed una situazione al limite dal paradosso. Il fotovoltaico contribuisce a soddisfare oltre il 7% della produzione elettrica nazionale ed allo stesso tempo abbiamo un comparto industriale che rischia di scomparire a causa di provvedimenti privi di lungimiranza che hanno ulteriormente inasprito la burocrazia e disinibito quei processi virtuosi che permettevano alle aziende di pianificare investimenti sul territorio."

"Nonostante tutto - continua Natalizia - le aziende associate hanno mostrato di avere la forza di reagire e l'assemblea è stata l'occasione perfetta per condividere idee e proposte facilmente implementabili a supporto del settore. Proposte che contemplano la riduzione della burocrazia e degli oneri per l'accesso al sistema elettrico e di esercizio degli impianti fotovoltaici ed una estensione dell’attuale meccanismo di Scambio sul Posto. Questi provvedimenti non avrebbero nessun impatto sulla bolletta elettrica e sarebbero a costo zero sia per le casse dello Stato sia per i cittadini e contribuerebbero ad abbassare i costi degli impianti per accompagnare la tecnologia alla piena competitività.Auspichiamo che, almeno questa volta, i nostri interlocutori Istituzionali mostrino apertura e disponibilità ad ascoltare le istanze di un settore che fino al 2011 ha dato lavoro e prosperità ad oltre 100.000 persone".

mercoledì 28 novembre 2012

Posticipato il rinnovo delle cariche associative Anie/Gifi


Posticipato il rinnovo delle cariche associative Anie/Gifi


(Fonte:ZeroEmission.it)
 

Il Consiglio Direttivo del Gruppo imprese fotovoltaiche italiane ha preso la decisione di posticipare le elezioni dal 5 dicembre a febbraio 2013

Anie/Gifi comunica che il rinnovo delle cariche associative fissato per la data del 5 dicembre 2012 verrà posticipato al mese di febbraio 2013. "In virtù delle numerosi attività di rappresentanza dell’industria fotovoltaica italiana in corso presso le Istituzioni - si legge nel comunicato diramato dal Gruppo imprese fotovoltaiche italiane - la scorsa settimana il Consiglio Direttivo ha preso la decisione di posticipare le elezioni".

“Dagli esiti degli incontri con le Istituzioni – dichiara Valerio Natalizia, Presidente di Gifi/Anie – e alla luce dell’attuale situazione critica del settore nonché dello scenario politico generale, riteniamo necessario il mantenimento e l’intensificazione delle azioni in corso, al fine di una più rapida concretizzazione delle attività proposte. In tale ottica, e considerata l’Assemblea Gifi del prossimo 5 dicembre 2012 si è pertanto ritenuto opportuno rinviare il rinnovo delle cariche Associative ad una ulteriore Assemblea, fermo restando che le candidature già pervenute alla Segreteria rimangono valide e saranno presentate alla prossima Assemblea elettiva”.




lunedì 19 novembre 2012

Anie/Gifi: FV e consorzi riciclo: l’ennesima barriera

Anie/Gifi: FV e consorzi riciclo: l’ennesima barriera

(Fonte:ZeroEmission.it)

 
Il Quinto Conto energia varato a luglio 2012 introduce l’obbligo per i produttori di moduli fotovoltaici di essere iscritti ad un Consorzio di riciclo che soddisfi una serie di requisiti necessari per lo smaltimento dei moduli stessi, ma ad oggi i requisiti necessari non sono stati ancora pubblicati. Purtroppo però, secondo Gifi/Anie, ancora una volta, la burocrazia mette i bastoni tra le ruote a privati e aziende, in quanto sembra che il GSE abbia inviato comunicazioni ai proprietari di molti nuovi impianti per riferire che la tariffa incentivante è stata approvata, ma condizionata all’inoltro del certificato di adesione ad un Consorzio conforme ai requisiti che non sono ancora stati resi noti. Risultato: i proprietari dell’impianto reagiscono contro chi gli ha venduto l’impianto; gli operatori ed il mercato FV continuano a perdere di credibilità.

“Come se l’inasprimento della burocrazia con il registro per tutti gli impianti sopra i 12 kWp non fosse stata sufficiente – ha detto Valerio Natalizia, Presidente di Gifi/Anie, la voce fotovoltaica di Confindustria – si è creata un’ulteriore paradossale barriera allo sviluppo del mercato fotovoltaico. Come operatori del settore ci impegnamo costantemente a fornire un servizio professionale e affidabile ai nostri clienti. Purtroppo il nostro lavoro è ostacolato e reso aberrante dalle infinite complicazioni create dalla burocrazia. È grazie soprattutto alla burocrazia che molte aziende stanno fallendo, portano all’estero le loro competenze licenziando personale sul territorio nazionale”.

Gifi/Anie ha condotto molte riunioni con le proprie aziende associate sull’argomento. Da tali riunioni si sono concretizzate una serie di richieste già inoltrate alle Istituzioni competenti. Le propsote sono: obbligo per i produttori di adesione a Consorzi/Sistemi per lo smaltimento dei moduli a fine vita a decorrere da almeno 30 giorni dopo la data di pubblicazione della lista degli stessi sul sito GSE, senza alcuna retroattività; identificazione in maniera inequivocabile ed esemplificativa del “produttore” dei moduli fotovoltaici; definizione delle operazioni che devono essere effettuate ai fini di un corretto smaltimento e riciclo; sospensione della creazione di un database per la tracciabilità del prodotto poiché comporta particolari difficoltà gestionali e aumenti di costo; redazione di un fac-simile di lettera che i Consorzi devono rilasciare ai propri consorziati affinché il soggetto responsabile non incorra nel rischio di rigetto della tariffa incentivante.

“Ancora una volta – ha concluso Natalizia – ci siamo rivolti alle Istituzioni in maniera propositiva e costruttiva cercando il dialogo allo scopo di dare continuità al mercato fotovoltaico, certezze agli operatori ma anche ai clienti finali. I cittadini italiani si sono impegnati ad investire oltre 6 miliardi di euro all’anno per lo sviluppo del fotovoltaico. Abbiamo il dovere di definire un percorso virtuoso che porti a compimento il progetto di decarbonizzare la produzione energetica nazionale attraverso regole chiare e certe”.

mercoledì 3 ottobre 2012

News:Indipendenza dagli incentivi

Indipendenza dagli incentivi con una strategia condivisa

(Fonte:QualEnergia.it-Leonardo Berlen)
Nel mondo del fotovoltaico è ormai aperto il cantiere delle proposte sui meccanismi e sulle strategie che servono ad accompagnare il settore verso quell’indipendenza dagli incentivi che consentirebbe al mercato di svilupparsi e di arrivare alla tanto agognata “grid parity”.

“Non è più tempo per chiedere incentivi o nuovi conto energia perché la situazione economica generale, non solo nel nostro paese, ci impone dei sacrifici alla stregua di altri comparti”, ci dice Valerio Natalizia, presidente del GIFI-ANIE, associazione di categoria del fotovoltaico intervistato da Qualenergia.it. Questo è anche il punto di partenza del breve documento, “Proposte GIFI per il FV 2.0 in Italia”, da poco in circolazione.
Per far procedere il settore, e non solo per quei pochi segmenti di mercato che già oggi potrebbero essere economicamente convenienti, ma tutto, GIFI ha proposto delle soluzioni, alcune delle quali già disponibili, come quegli interventi di natura fiscale e finanziaria per lo sviluppo delle imprese (facilitazione dell’accesso al credito, incentivazione degli investimenti, detrazione fiscale sugli investimenti o sulla produzione di energia). C’è poi una parte di interventi dedicati alla strategia energetica vera e propria. Anche qui ci sono meccanismi già disponibili o da migliorare, ma anche soluzioni nuove o poco conosciute come i SEU (sistemi efficienti di utenza), che richiedono in tempi rapidi una specifica regolamentazione normativa. Sappiamo, secondo quanto afferma l’Autorità, che su questo aspetto una delibera ad hoc è attesa entro la fine dell’anno (attesa dal 2008, secondo l''annuncio fatto questa primaera darebbe divuta arrivare entro l'estate, ndr) . Altri meccanismi o soluzioni considerate nel documento, che invitiamo a consultare, sono lo scambio sul posto, le reti interne di utenza, ecc.

“La cosa che ci preoccupa molto – dice Natalizia - è vedere il comportamento di alcuni operatori del settore che restano ancorati ad un attacco frontale contro il quinto conto energia, invece di andare oltre e di guardare avanti. Condividiamo queste critiche, ma restare ancorati a quello che possiamo ormai definire il passato, non facilita certo la discussione con gli interlocutori politici e istituzionali, e nemmeno la ripresa del mercato”.

In effetti è in funzione un subdolo passaparola che sembra voler raccontare in giro che il fotovoltaico è ormai defunto. C’è chi parla erroneamente di fine degli incentivi del V conto energia entro un paio di mesi, chi ritiene che sia totalmente impossibile accedere agli incentivi, chi ha rinunciato a fare gli impianti come molti cittadini, trascinati da una informazione disfattista e anche un po’ nichilista che racconta che, persa l'occasione del quarto conto energia, ora bisogna attendere tempi migliori.

“Penso che tutte le associazioni del settore debbano provare adesso a pianificare quello che dovrebbe essere lo sviluppo del nostro settore nel medio e lungo periodo e senza dividerci sul singolo dettaglio”. A che strategia pensa il presidente del GIFI? “Le nostre proposte, simili o complementari a quelle di altre associazioni, ma anche altre formulazioni e idee sono benvenute, dovranno essere messe sul piatto e discusse insieme, dando anche una prova di maturità nei confronti di chi in questi anni ha contrastato duramente la tecnologia e che oggi vorrebbe poter dimostrare che, nonostante il denaro speso in incentivi, il settore non è ancora in grado di stare sul mercato”.

Il punto è che il fotovoltaico e le nuove rinnovabili oggi non sono più le ‘cenerentole’ del sistema elettrico nazionale, ma se sono parte con un peso e un effetto che ha qualcosa di epocale soprattutto per la rapidità con cui è avvenuto. E per questo il comparto si deve prendere gli onori ma anche gli oneri.
Oggi le soluzioni indicate dal GIFI come da altre Associazioni di categoria non sono solo dei meri tecnicismi semplicemente da implementare. L’operatività e l’efficacia di questi strumenti e di queste proposte dipenderà dalla volontà politica del governo di renderli tali oppure di ostacolarli, in quest’ultimo caso assecondando la spinta delle solite lobby energetiche.

“Quello che oggi vediamo mancare - dice il presidente GIFI – è la regia politica. Non possiamo demandare ai soli tecnici quelle scelte che hanno una valenza strategica per il paese. Fino ad oggi si è proceduto in maniera scoordinata in campo energetico. Quando nella bozza di Strategia Energetica Nazionale si dice che grazie alle rinnovabili si importa un valore di 2,5 miliardi di euro in meno di combustibili fossili, si sta dicendo qualcosa di importante sul beneficio che oggi danno le fonti pulite. Quando si dice che nel decennio in corso si investiranno 1.800 miliardi di dollari in fonti rinnovabili e il doppio nella seconda decade, significa indicare quale sarà la strada e il mercato energetico del futuro”, sottolinea Natalizia.

In effetti nel dibattito nazionale attuale non si ha traccia di politici, se non rarissime eccezioni, che ritengono di proporre tale percorso. Una classe politica che sta tentando disperatamente di salvare se stessa dallo tsunami in arrivo, difficilmente può guardare oltre l’orizzonte delle prossime elezioni. Ma sappiamo anche che non è mai stato nel suo Dna sviluppare politiche oltre il brevissimo periodo. La bozza del SEN fa lo stesso, tanto da sembrare un’operazione di piccolo cabotaggio, per non prendere quelle decisioni ineludibili (basandosi sugli investimenti in rinnovabili dell’ultimo decennio in Europa e su quelli previsti a livello globale) che farebbero troppo male all’attuale establishment energetico.
Intanto chi vuole fermare le rinnovabili, secondo Valerio Natalizia, è già all’opera. “Gli oppositori delle rinnovabili delle rinnovabili stanno sondando il terreno per poter togliere la priorità di dispacciamento alle fonti pulite, peraltro disciplinata e resa obbligatoria a livello di Unione Europea”, spiega. “Togliere la priorità di dispacciamento sarebbe un massacro per il settore. Non è certo possibile farlo in maniera retroattiva, perché ci sono degli incentivi di cui poi non beneficerebbe nessuno. Per i nuovi impianti significherebbe richiedere a questi di fare un prezzo e competere con le altre fonti. Vogliamo chiedere questo al privato che ha l’impianto FV da 3 o da 20 kW?”

Insomma serve un nuovo e condiviso approccio secondo il presidente GIFI che aggiunge: “se tutti gli operatori riuscissero a far capire che, da un lato, incentivi sotto la vecchia forma non ne vogliamo più e, dall’altro, che ci sono meccanismi che hanno, sì un costo, ma sicuramente inferiore e soprattutto che non ricade sulla bolletta e sulla collettività, allora forse potremmo avere al nostro fianco l’opinione pubblica e coloro che ci hanno comunque sostenuto in questi anni”.
Poiché molto dovrà giocarsi su una chiara comunicazione, l’altra componente è l’informazione, la stampa, che in questi ultimi due anni ha usato inchiostro e parole per parlare spesso male e scorrettamente dell’energia solare e delle rinnovabili, quando non ha invece completamente ignorato una piccola rivoluzione in atto (questa era la notizia!) che ha visto nascere in pocchissimi anni sul nostro territorio oltre 400mila piccoli produttori di energia elettrica.