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martedì 3 dicembre 2013

Produttori europei FV accolgono con favore i dazi antidumping

Produttori europei FV accolgono con favore i dazi antidumping

 (Fonte:ZeroEmission.it)
 
 
Da subito e fino alla fine del 2015 l’UE imporrà dazi del 47,7% di media ai produttori cinesi che non hanno aderito all'accordo commerciale tra Europa e Cina. Il presidente di EU ProSun, Milan Nitzschke, dichiara a tal proposito: “Finalmente l’UE si è decisa a mettere in pratica delle misure contro il dumping cinese. I nuovi dazi del 48% circa compensano, anche se solo in parte, gli investimenti che lo stato cinese impiega per respingere i produttori europei o non cinesi dal mercato del solare. Si tratta di una battaglia tra economia pianificata ed economia di mercato. Senza questi dazi le aziende che si muovono nell’ambito di un’economia di mercato sarebbero completamente alla mercé dell’economia di stato cinese. I dazi attuali rappresentano un primo raggio di sole per le imprese europee, che possono così sperare di rientrare sul mercato con i loro prodotti di elevata qualità”.

EU ProSun giudica tuttavia in modo critico i prezzi minimi stabiliti per le importazioni cinesi. “I prezzi minimi concordati con la Cina continuano a essere troppo bassi. Restano ancora inferiori ai costi reali della produzione di moduli solari in quel paese" ha affermato ancora Nitzschke. In un accordo bilaterale la Commissione Europa e le imprese cinesi hanno stabilito che i moduli solari venduti al prezzo di 56 centesimi di euro per watt restano liberi dai dazi. Contro tale accordo le imprese europee del solare hanno presentato ricorso presso il Tribunale dell’Unione europea. Nitzschke ha affermato a riguardo: “Ci aspettiamo che il Tribunale dell’Unione europea prima o poi dichiari nullo il regolamento relativo al prezzo minimo. A quel punto i dazi saranno validi per tutte le importazioni solari cinesi. Solo in tal caso il mercato solare europeo sarà libero: libero da sovvenzioni statali alle esportazioni e libero dal dumping”.

mercoledì 29 maggio 2013

Dazi antidumping FV: mezza Europa è contraria

Dazi antidumping FV: mezza Europa è contraria

(Fonte:ZeroEmission.it)
 
 
 
Secondo indiscrezioni raccolte dal Financial Times sarebbero almeno 14 gli Stati membri a opporsi all'imposizione di dazi sui prodotti fotovoltaici di importazione cinese
 
Mezza europa contro i dazi antidumping per le importazioni fotovoltaiche cinesi. A comunicarlo è stato il Financial Times, che ha pubblicato alcune indiscrezioni, riprese anche da alcune agenzie di stampa, come, ad esempio, Reuters, secondo cui, a seguito dell’incontro tenutosi ieri a Bruxelles, tra il Commissario europeo per il commercio Karel De Gucht, e il viceministro per il commercio cinese, Shan Zhong, sarebbero almeno 14 gli Stati membri dell'Unione europea a opporsi all'introduzione di dazi contro la presunta concorrenza sleale dei produttori cinesi nei confronti del mercato Ue.

E sarebbe proprio la Germania il paese a opporsi più fermamente a questo provvedimento: secondo il quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt, il ministro federale tedesco per l'Economia Philipp Rösler avrebbe affermato che il Governo tedesco avrebbe ufficialmente respinto l'idea dell'applicazione di dazi antudumping sui prodotti di importazione cinese; questo a causa degli innumerevoli scambi commerciali tra i due Paesi, non solo sul fronte fotovoltaico, ma anche su quello di altre tecnologie.

sabato 4 maggio 2013

Afase: "Indiscrezioni preoccupanti su dazi antidumping FV"

Afase: "Indiscrezioni preoccupanti su dazi antidumping FV"

(Fonte:ZeroEmission.it)
 
 
 
 
Afase lancia l'allarme: "La Commissione Europea avrebbe intenzione di proporre dazi antidumping provvisori del 50% in media sulle importazioni di pannelli solari cinesi"

Prime indiscrezioni sui dazi antidumping sul fotovoltaico cinese. E' Afase - Alliance for Affordable Solar Energy a diramare la notizia, lanciando un comunicato, nel quale esprime la propria preoccupazione circa il futuro del mercato europeo e cinese. "Le recenti notizie secondo cui la Commissione Europea avrebbe intenzione di proporre dazi antidumping provvisori del 50% (in media) sulle importazioni di pannelli solari cinesi sono estremamente preoccupanti - si legge nel comunicato di Afase - tariffe punitive potrebbero provocare danni irreversibili all’intera catena di valore del fotovoltaico europea. I livelli ora ipotizzati costerebbero un caro prezzo alla industria del FV dell’UE e all’intera economia dell’UE".

Non solo. Secondo uno studio dell’istituto di ricerca indipendente Prognos citato all'interno del medesimo comunicato stampa di Afase, l'introduzione di dazi del 60% costerebbe all'economia europea fino a 242.000 posti di lavoro e 27 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Nel corso di un'audizione organizzata venerdì 5 aprile presso la Commissione europea, i sostenitori di Afase hanno inoltre dichiarato che lo sviluppo attuale del mercato non lascia spazio ad aumenti dei prezzi e che i dazi ad un livello del 15% potrebbero distruggere l’85% della domanda di fotovoltaico dell’UE. “Il settore del solare è molto sensibile all’andamento dei prezzi. Le aziende operanti nel solare hanno già dovuto affrontare, in passato, una continua diminuzione degli incentivi. Se i prezzi sono aumentati artificialmente a causa dell’introduzione di tariffe punitive, il mercato solare europeo arriverebbe ad una fase di stallo, con effetti disastrosi per i posti di lavoro verdi ”, ha detto Wouter Vermeersch, Amministratore Delegato della società belga Cleantec Trade.

"La Commissione Europea dovrebbe capire che il valore aggiunto risiede a monte e a valle della produzione di pannelli solari. Imporre dazi provvisori sulle importazioni di pannelli solari dalla Cina andrebbe contro l’Interesse dell’Unione europea e sarebbe in contraddizione con l’ambizione dell’Europa di creare una economia verde con un alto valore aggiunto - continua Afase nel testo - le oltre 450 aziende che supportano Afase, pertanto, vedono favorevolmente una soluzione che eviti l’aumento dei prezzi, tenendo conto degli interessi dell’industria solare a monte e a valle. Inoltre, se si intende ricercare una soluzione negoziata, non dovrebbero essere imposti dazi anti-dumping provvisori, dal momento che tali dazi porrebbero immediatamente fine a gran parte dei progetti FV nell’UE e causerebbero seri danni, a cui nessun negoziato concluso dopo l’imposizione di misure provvisorie potrebbe porre rimedio". Secondo quanto previsto dall’inchiesta anti-dumping, il termine ultimo per l’entrata in vigore dei dazi è il 6 giugno 2013. Gli Stati membri adotteranno la decisione finale sull’imporre o meno i dazi definitivi nel dicembre di quest’anno.

martedì 11 settembre 2012

Comunicato: il 5 Conto Energià è già morto


Comunicato: il 5 Conto Energià è già morto


Autori: MSA (Movimento per lo Sviluppo Energie Alternative) e ATER ( Associazione Tecnici Energie Rinnovabili)

Inoltriamo a tutti i nostri lettori del Blog Enerstore.it un comunicato che ci sentiamo di voler condividere. Non un semplice sfogo ma un nuovo punto di partenza per poterci opporre con forza a quanto, troppo spesso, ci viene imposto.

Il V C.E. è nato morto. Forse durerà poco più di un mese e sarà un terno al lotto per chi ha progetti avviati.. cioè tutti. Gli operatori del fotovoltaico non capiscono l'utilità e la logica di avere impegnato per mesi Ministeri, politici e tecnici in un progetto dalla durata paradossale. Tutto questo a spese dei cittadini. Bozze, incontri,conferenze Stato Regioni, programmi informatici (GSE), riunioni .. per arrivare a cosa ??? Le aziende del settore (sia produttrici che installatrici) sono in enormi difficoltà, molte stanno chiudendo. E' impossibile riuscire a lavorare senza avere nessuna possibilità di programmazione e dovendosi adeguare a leggi, delibere e regolamentazioni che cambiano di giorno in giorno in un diabolico crescendo di cavilli e astrusità. Qualcuno ha deciso che il fotovoltaico andasse stoppato ma non sono accettabili le modalità, in assoluta controtendenza con le comuni regole di mercato e con l'assoluta mancanza di rispetto di qualsiasi tipo di business plan che ogni azienda dovrebbe poter intraprendere se non a lungo almeno a medio termine. In un momento così difficile per l'intera economia del nostro Paese risulta incomprensibile l'atteggiamento del Governo nei confronti di un settore in cui di lavoro ce ne sarebbe tantissimo e risulta altrettanto incomprensibile ed inaccettabile il silenzio assoluto dei media.
Soprattutto non può essere accettato l'atteggiamento schizofrenico dei ministri interessati che a parole dicono una cosa ma poi con i comportamenti scelgono la strada opposta.
Dicono di voler semplificare tutte le procedure (Semplifica Italia) e poi appesantiscono la burocrazia con richieste di ulteriori certificazioni e procedure rispetto a quelle esistenti, tant'è che è stato conteggiato che per portare un impianto domestico da 3 kW al riconoscimento dell'incentivo sono necessari almeno 30 documenti e sono coinvolti, nel caso più semplice, 4 enti diversi.
Dicono che il fotovoltaico è insostenibile, è costoso e pesa troppo nelle bollette per cui bisogna stoppare gli incentivi; e poi rimborsano i proprietari delle centrali termoelettriche dei loro mancati introiti causati dalla minor richiesta energetica con un provvedimento unico in Europa: il Capacity Payment. Hanno dato gli incentivi al gas, al petrolio e al carbone!
Dicono che bisogna tutelare l'ambiente, il paesaggio, la natura e per questo bisogna stoppare gli impianti fotovoltaici ed eolici sui terreni agricoli e poi semplificano le procedure per le trivellazioni petrolifere offshore. Le piattaforme petrolifere si, l'eolico offshore no.
Non serve snocciolare altre cifre, altre statistiche o altri elementi di convincimento. E' già stato fatto e detto tutto ed è stato totalmente ignorato. Come sono stati totalmente ignorati.. due moniti dell'Unione Europea....