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venerdì 31 gennaio 2014

A Londra il più grande ponte fotovoltaico del mondo

A Londra il più grande ponte fotovoltaico del mondo

(Fonte:ZeroEmission.it)




Con 4.400 pannelli fotovoltaici collocati sul tetto della stazione di Blackfriars è considerato il più grande ponte solare mai realizzato. Si trova a Londra ed è un’opera imponente, in grado di fornire circa il 50% del fabbisogno energetico della stazione e di ridurre le sue emissioni di oltre 500 tonnellate l’anno.

I pannelli fotovoltaici, che a regime forniranno 1,103 MW di energia solare, sono stati installati su un ponte vittoriano del 1886, che è alla base del progetto della nuova stazione.

La scelta del ponte rappresenta un simbolico passaggio di testimone dall’epoca del vapore alla green economy.
La realizzazione di quello che è ora il più grande impianto solare della capitale inglese è rientrato nei lavori di rinnovamento della London Blackfairs Station, che ha assunto un volto nuovo, più moderno e, soprattutto, più eco-compatibile.

Tra le novità introdotte ci sono anche dei sistemi per migliorare il trasporto e rendere più efficiente il traffico dei passeggeri, con risparmi – di energia e denaro – molto.

venerdì 17 gennaio 2014

Frazer-Nash Metrocab: arriva il cab londinese con piattaforma elettrica EREV

Frazer-Nash Metrocab: arriva il cab londinese con piattaforma elettrica EREV

(Fonte:AutoBlog.it)


Dimenticate i vecchi taxi londinesi, fumosi ed inquinanti. Frazer-Nash lancia il Metrocab, vettura d'aspetto vintage ma equipaggiata con una piattaforma modernissima: è elettica ad autonomia estesa.


La memoria storica dei cab londinesi non verrà ‘consumata’ dal Nissan NV200. Frazer-Nash ha infatti ultimato un taxi dalle forme e dall’impostazione fedele ad uno fra i simboli della city, chiamato Metrocab e realizzato con il supporto di Ecotive. Il Metrocab è stato disegnato, progettato e verrà costruito entro i confini del Regno. Misura 4.90 metri in lunghezza ed 1.93 in altezza, garantisce accesso facilitato ai portatori di handicap ed il suo abitacolo mette a disposizione due strapuntini da tre posti l’uno, in posizione trasversale al senso di marcia, mentre un settimo occupante può sedersi a fianco del conducente. Elemento di maggior interesse è tuttavia la piattaforma elettrica ad autonomia estesa.

Il Metrocab adotta infatti due motori elettrici da 80 CV, un pacco batterie agli ioni di litio da 12.2 kWh ed un motore a benzina da 1 litro, non collegato direttamente alle ruote ma con funzione di generatore. La piattaforma è di tipo plug-in, motivo per cui un rabbocco può essere effettuato anche da una tradizionale colonnina. L’autonomia in modalità elettrica è di 80 chilometri – aumenta a 560 chilometri quando interviene l’unità termica –, le emissioni restano inferiori a 50 grammi di CO2 al chilometro e la velocità massima non supera i 130 km/h, mentre il consumo medio ammonta a 3.77 litri ogni 100 chilometri. Il Frazer-Nash Metrocab pesa 1.750 chili e rispetta tutti i vincoli del London Public Carriage Office (PCO), compresa la possibilità di effettuare inversione in 7.25 metri.

lunedì 21 ottobre 2013

Il design dei Lego in aiuto alla tecnologia solare

 Il design dei Lego in aiuto alla tecnologia solare

 (Fonte:Rinnovabili.it)
 
 
 
I famosi mattoncini da costruzione Lego sono l’ultima fonte d’ispirazione della tecnologia solare. Un team di fisici dell’Imperial college di Londra, in collaborazione con scienziati provenienti dal Belgio, Cina e Giappone, ha lavorato su un nuovo design per le celle fotovoltaiche che ricorda da vicino la struttura dei Lego, nel tentativo di raggiungere due obiettivi oggi ancora dicotomici: l’alta efficienza e i bassi costi di produzione. I ricercatori hanno dimostrato che l’efficienza di qualsiasi pannello solare potrebbe essere migliorata fino al 22% coprendo la superficie con minuscole borchie in grado di intercettare e flettere la luce all’interno dello strato assorbente.

A livello microscopico, le borchie – che rendono la superficie delle celle simile a quella dei mattoni da costruzione – sono costituite da cilindri in alluminio dell’ordine del nanometro sulla superficie di un film sottile in Arseniuro di gallio (GaAs); questi piccoli cilindri hanno il compito di deviare il percorso dei raggi luminosi all’interno della cella al fine di aumentare il tempo in cui i fotoni possono essere venire in contatto con lo staro assorbitore. “La chiave per la comprensione di questi nuovi risultati è nel modo in cui le strutture interne di questo metallo interagisce con la luce”, spiega il Dott. Nicholas Hylton dal Dipartimento di Fisica dell’Imperial College London. Il futuro successo di questa tecnologia accorcerà il gap che ancora distanzia i tradizionali moduli fotovoltaici con quelli a film sottile.

lunedì 22 luglio 2013

L'Unione Europea apre agli aiuti pubblici al nucleare?

L'Unione Europea apre agli aiuti pubblici al nucleare?

(Fonte:QualEnergia.it)
 
 
 
 
Il nuovo nucleare senza aiuti pubblici non è economicamente sostenibile. Le due potenze europee che più puntano su questa tecnologia - Francia e Regno Unito - da tempo stanno facendo pressing affinché nuove regole a livello europeo permettano di sostenela con aiuti di Stato, ma l'idea non piace alla Germania, che con l'atomo ha deciso di chiudere.

I nuovi sviluppi del braccio di ferro risalgono a venerdì, quando la stampa ha diffuso la bozza di un documento della Commissione europea, il "Paper of the Commission Services containing draft guidelines on environmental and energy aid for 2014-2020", nel quale appunto si definiscono le linee guida per gli aiuti pubblici all'energia dal 2014 al 2020.

Tra gli aiuti ammessi la bozza elenca quelli “alla protezione ambientale inclusa la cattura e lo stoccaggio della CO2, infrastrutture energetiche, capacity mechanisms (come il capacity payment che in Italia e in altri paesi soccorrerà i cicli combinati a gas messi in crisi dalle rinnovabili premiandoli per la loro flessibilità, ndr) ed energia nucleare”.

Vi si legge che “perseguire lo sviluppo dell'energia nucleare, in particolare facilitando gli investimenti, è un obiettivo citato nell'articolo 2 del trattato Euratom”. Gli aiuti, si evidenzia, potrebbero essere dati anche per facilitare il decomissioning e lo smaltimento delle scorie (già adesso peraltro quasi sempre a carico del pubblico: in Italia stiamo ancora pagando in bolletta per le centrali fermate negli anni '80).

Immediata la reazione tedesca. La cancelliera Angela Merkel, interrogata in conferenza stampa sulla bozza e sull'eventualità di aiuti pubblici all'atomo, ha risposto secca: “La Germania ha votato contro e io sostengo questa decisione”.

La Commissione per contro precisa di non aver approvato il documento, che sarebbe in preparazione per una consultazione pubblica. “La Commissione Europea – spiega il portavoce Antoine Colombani – non vuole in nessun modo incoraggiare sussidi al nucleare. Tuttavia sembra che alcuni Stati desiderino farlo, ed essendo la Commissione incaricata di vagliare gli aiuti di Stato, quando un Membro ci notifica una misura, siamo obbligati ad esaminarla”.

Come detto non è una novità che in molti stiano spingendo in sede europea affinché l'atomo possa godere di incentivi pubblici, cosa che d'altra parte per certi versi già accade. La primavera scorsa era stato svelato un documento in cui Regno Unito, Francia, Polonia e Repubblica Ceca, chiedevano proprio questo alla Commissione e ai ministri UE per l'economia e l'energia. Un documento segreto con gli stessi contenuti, di paternità britannica, era già stato reso pubblico alcuni mesi prima, mentre è noto che la Francia insista affinché il nucleare venga riconosciuto come tecnologia low-carbon.

Per gli aiuti all'atomo tutto potrebbe essere più facile se il target europeo su clima ed energia per il 2030 – ancora da definire – fosse un unico obiettivo legato alla CO2 per le nuove strategie al 2030, in luogo di un target triplice su efficienza energetica, fonti rinnovabili ed emissioni. Questa - cioè di avere un obiettivo unico - peraltro è anche la posizione del nostro Governo.

Il nucleare, ricordiamo a costo di ripeterci, non avrebbe nessun futuro senza la stampella pubblica. La Francia ha appena stabilito un aumento delle bollette elettriche per coprire le perdite di EDF legate anche alla costruzione dei nuovi reattori. Negli Usa, dopo uno stop di 35 anni si è ricominciato a costruire reattori solo con lo stanziamento di un fondo di garanzia pubblico da 8 miliardi di dollari.

Ma il caso più clamoroso è probabilmente quello britannico. Il governo è in trattative con EDF affinché la compagnia francese investa circa 14 miliardi di sterline per costruire nuovi reattori in Gran Bretagna. Per convincere l'azienda, Londra ha già offerto un fondo di garanzia da 10 miliardi di sterline e sta trattando un accordo per il quale ai nuovi impianti verrebbe garantita per 35 anni una remunerazione di poco inferiore a 100 sterline per MWh. Si tratta di circa il doppio del prezzo di mercato attuale dell'elettricità e la differenza sarebbe a carico dei consumatori britannici.

Una soluzione che potrebbe trovare un ostacolo insormontabile a Bruxelles. Ovviamente a meno che le regole europee per gli aiuti di Stato non cambino nella direzione indicata dal documento trapelato.

lunedì 15 luglio 2013

Ecotricity: la nuova tariffa elettrica è 100% green

Ecotricity: la nuova tariffa elettrica è 100% green

(Fonte:Rinnovabili.it)
Ecotricity, azienda che sta trasformando la mobilità del Regno Unito ha deciso di dare una connotazione ancora più green ai propri progetti. Meritevole di aver istallato centinaia di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici con lo scopo di dar vita a vere e proprie autostrade elettrificate la società stavolta modifica l’offerta e al posto di due tariffe da offrire ai propri clienti ne mette sul mercato una solamente battezzata “Green Electricity” ma davvero vantaggiosa. I consumatori che sceglieranno di abbonarsi da oggi in poi potranno infatti aver garantito il consumo esclusivo di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

“Questo è il modo in cui il settore energetico deve andare – ci sono ancora una serie illimitata di tariffe presenti sul mercato, mentre Ecotricity sempre avuto solo due tariffe, ma non c’è niente di più semplice di una sola possibilità”, ha detto il fondatore di Ecotricity Dale Vince in un comunicato. ”L’elettricità verde porterà semplicità e e trasparenza a tutti i nostri clienti – tutti saranno sullo stesso piano.”

Inizialmente i clienti di Ecotricity potevano usufruire della tariffa più economica “New Energy”, che garantiva il 60% dell’energia verde e di una tariffa 100%, più costosa, conosciuta come ”New Energy Plus”. Da adesso però tutti i clienti potranno usufruire della nuova tariffa 100% green “Green Electricity” al costo della precedente tariffa economica con una parte degli importi che vengono investiti per la produzione di nuova energia da fonte rinnovabile mentre i vecchi abbonati della tariffa economica saranno passati alla più vantaggiosa senza variazioni di prezzo.

“Non è la percentuale di energia verde in una tariffa ad essere importante, ma è come tale tariffa aiuti a costruire più impianti per la produzione di energia verde in Gran Bretagna, dove si produce solo il 11 per cento della nostra energia elettrica da fonti rinnovabili. Se davvero vogliamo affrontare gli alti costi della bolletta energetica e arginare la nostra dipendenza dai combustibili fossili, avremmo bisogno di molto più di questo” ha concluso Vince.

giovedì 4 luglio 2013

Google: nuovo quartier generale sostenibile a Londra dal 2016

(Fonte:GreenStyle.it-Giuseppe Cutrone)
 
 
 
 
È King’s Cross la zona di Londra scelta da Google per la realizzazione del suo nuovo quartier generale che si annuncia come una delle costruzioni più avveniristiche ed efficienti realizzate nella capitale inglese negli ultimi anni.

L’edificio si basa sul concetto di design sostenibile e punta a offrire ai dipendenti Google un ambiente di alta qualità, capace di accentrare i requisiti di dinamismo e flessibilità, oltre a voler ridurre al minimo l’impatto ambientale, sia durante le fasi di costruzione che durante l’utilizzo una volta che sarà stato messo a disposizione del gruppo americano.

Il nuovo quartier generale britannico di Google sarà un edificio con un altezza minima di sette piani da un lato, ma il progetto prevede di arrivare fino a undici piani complessivi nella parte esposta a Nord, sul Regents Canal. La struttura è studiata per offrire ampi spazi e un’abbondante quantità di luce, con tanto di giardino pensile, percorsi per ciclisti utili a collegare le diverse aree, un campus interno e servizi accessori che si affiancheranno agli uffici veri e propri.

Alla base della costruzione ci sarà spazio per una vasta gamma di negozi, compresi ristoranti e bar, mentre tra i materiali impiegati ci saranno pannelli di legno e componenti in acciaio. Google stima di contenere del 40% le emissioni di CO2 grazie alla nuova struttura le cui dimensioni totali arrivano a 92.900 metri quadrati, di cui oltre 67.350 destinati alle attività del popolare motore di ricerca americano.

I lavori di costruzione dovrebbero essere avviati all’inizio del prossimo anno, con la consegna prevista verso la fine del 2016 o, al massimo, nei primi mesi dell’anno seguente.

lunedì 8 aprile 2013

Gli scarti alimentari daranno energia elettrica a Londra

Gli scarti alimentari daranno energia elettrica a Londra


(Fonte:GreenStyle.it-Giuseppe Cutrone)
 
 
Da oggi, gli scarti alimentari prodotti dai ristoranti e dalle aziende alimentari di Londra non saranno più un maleodorante problema, ma avranno invece un benefico effetto sull’ambiente. Olii e grassi derivanti dai processi di frittura delle cucine londinesi andranno infatti a contribuire in maniera pulita a soddisfare il fabbisogno energetico dei londinesi, arrivando ad assicurare energia elettrica a circa 40.000 abitazioni medie.

Il progetto, strutturato su un periodo di 20 anni e del valore di 200 milioni di sterline, è stato approvato dal consorzio Thames Water, sarà messo in atto da iCON Infrastructure e prevede la partecipazione di 2OC.

I piani prevedono che tutti i materiali di scarto della cucina vengano convogliati verso un apposito impianto di smaltimento a Beston, nella periferia est di Londra, dove verranno trattati al fine di ricavarne energia elettrica da veicolare poi alla National Grid, cioè la rete elettrica inglese.

L’impianto di Beston sarà operativo dal 2015 e si annuncia come la più grande centrale al mondo per la produzione di energia elettrica basata sul trattamento di olii e scarti alimentari. La struttura sarà in grado di lavorare 30 tonnellate di rifiuti al giorno, arrivando a produrre fino a 130 GWh all’anno di elettricità.

I tecnici assicurano che nel processo non verranno impiegati oli vergini o provenienti da colture da campo, ma a convincere i finanziatori del progetto pare sia stata la possibilità di tagliare le spese di manutenzione dei depuratori attivi in città. L’accumulo di grassi alimentari nelle condutture costringe infatti a numerosi blocchi le strutture deputate a tenere efficiente la rete fognaria di Londra, con conseguenti spese per il ripristino che si aggirano su circa un milione di sterline al mese: spese che, grazie alla nuova centrale, potranno essere contenute, dirottando i fondi risparmiati verso altri progetti.