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martedì 19 novembre 2013

Costruire sostenibile, a rischio spreco 7 miliardi di euro dell’Ue

Costruire sostenibile, a rischio spreco 7 miliardi di euro dell’Ue

(Fonte:Edilportale.it-Paola Mammarella)



L’edilizia sostenibile può contare su 7 miliardi di euro, a patto che si riesca a mettere la riqualificazione degli edifici e l’innovazione al centro delle politiche dei prossimi anni. È questa la sintesi tracciata dal secondo rapporto congiunturale “Costruire il futuro, innovazione e sostenibilità nel settore edilizio” messo a punto da Legambiente e FilleaCgil e presentato ieri a Roma.
Costruire il futuro, innovazione e sostenibilità nel settore edilizio
Secondo il Rapporto, considerando le risorse della programmazione comunitaria 2014-2020 e i vincoli per la destinazione a interventi in materia di energia e clima e i cofinanziamenti, in Italia si possono mobilitare risorse pari a 7 miliardi di euro.

In questo modo, dagli incentivi per l'efficienza energetica e le ristrutturazioni verrebbero creati circa 600 mila posti di lavoro nel settore edile e un milione in tutta la filiera delle costruzioni.

A detta dell’associazione ambientalista e del sindacato, “sarebbe irresponsabile sprecare queste risorse perdendo l’occasione di riqualificare finalmente il patrimonio edilizio esistente con interventi per l’efficienza energetica e la sicurezza antisismica, migliorando la qualità dell’abitare e dimezzando i consumi e le spese in bolletta per i cittadini”.

Perché la riqualificazione edilizia ed energetica faccia da volano della ripresa economica, il Rapporto spiega che dovrebbero essere coordinati gli interventi di riqualificazione delle aree urbane e metropolitane con la creazione di un Pon Città, cioè di un programma operativo nazionale finanziato dalla Commissione Europea con l'obiettivo di colmare il divario con le diverse realtà territoriali.,

Per migliorare la cabina di regia nazionale, associazione e sindacato sostengono che si dovrebbe superare la situazione attuale, caratterizzata da “una totale confusione di responsabilità rispetto a chi si debba occupare di efficienza energetica tra Ministero delle Infrastrutture, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell'Ambiente”.

Il rinnovamento è considerato necessario perché, come spiegato ieri durante la presentazione, “nessuno può seriamente sostenere che si possano recuperare quei livelli occupazionali ritornando semplicemente a fare quello che si faceva in Italia fino al 2008, ossia costruire nuove abitazioni al ritmo di 300mila all’anno, con oltretutto la beffa di non aver contribuito in alcun modo a dare risposta ai problemi di accesso alla casa e invece prodotto un rilevantissimo consumo di suolo”.

Per centrare gli obiettivi, secondo il rapporto di Legambiente e Fillea Cgil è necessario agire lungo tre linee direttrici:

Stabilire un criterio prestazionale per selezionare gli interventi di riqualificazione da finanziare e realizzare per cui potranno beneficiare delle risorse non interventi generici di riqualifica-zione ma solo quelli capaci di ridurre i consumi energetici certificati attraverso il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, evidenziando il salto di classe energetica realizzato.

Il Rapporto propone anche di escludere dal patto di stabilità gli interventi di riqualificazione energetica in tutti i casi in cui è dimostrata la riduzione complessiva di spesa di gestione, di istituire un fondo nazionale di finanziamento e di garanzia per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici pubblici e privati e di rendere obbligatorio il libretto di fabbricato per favorire la sicurezz antisismica.

Favorire gli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio privato rendendo permanenti le detrazioni fiscali e allargandole al consolidamento antisismico degli edifici, ma anche reintroducendo gli incentivi per la sostituzione di coperture in amianto con tetti fotovoltaici.

Innovare gli interventi urbani trovando il modo di intervenire sui condomini e introducendo un nuovo incentivo per promuovere interventi di retrofitting e messa in sicurezza di interi edifici.

Una necessità analoga è stata espressa da Legambiente e Cnappc, Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, nel documento Efficienza energetica in edilizia: dalle promesse ai cantieri.

lunedì 13 maggio 2013

Bonus 50% e 55%, chiarimenti dall’Agenzia dalle Entrate

Bonus 50% e 55%, chiarimenti dall’Agenzia dalle Entrate

(Fonte:EdilPOrtale.it-Rossella Calabrese)
 
 
 
 
Chiarimenti su tetti massimi e adempimenti relativi ai lavori di ristrutturazione edilizia; comunicazioni all’Enea per gli interventi di riqualificazione energetica; Interessi passivi sui mutui; cedolare secca; Ivie.

Sono questi alcuni dei principali chiarimenti contenuti nella Circolare 13/E dell’Agenzia delle Entrate, emanata per rispondere a numerosi quesiti posti dai Caf.

Vediamo nel dettaglio i più importanti.

Detrazione fiscale 36%/50% per le ristrutturazioni
La dichiarazione di esecuzione dei lavori, prevista per gli interventi che superano il limite di 51.645,69 euro, non è necessaria anche se l’importo limite delle spese ammissibili è stato elevato da 48.000 a 96.000 euro per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013.

Inoltre, il contribuente che ha sostenuto, su un medesimo immobile, spese per un importo pari a 48.000 euro, fino al 25 giugno 2012, e per 96.000 euro, dal 26 giugno al 31 dicembre 2012, può portare in detrazione le spese sostenute dal 26 di giugno in poi fino all’importo di 96.000 euro, fruendo così della detrazione del 50%.

La Circolare fornisce, inoltre, ulteriori chiarimenti sulle detrazioni per le spese di ristrutturazione nei casi di separazione legale e di decesso del conduttore che esegue i lavori.

Riqualificazione energetica degli edifici
Per i lavori di riqualificazione energetica eseguiti a cavallo di due periodi d’imposta (2012 e 2013) e relativi allo stesso intervento, l’invio all’Enea della documentazione necessaria per fruire della detrazione fiscale va effettuato nei 90 giorni dalla data di fine lavori, che non deve per forza avvenire entro il 30 giugno 2013. Lo stesso intervallo di tempo dalla fine dei lavori, 90 giorni, è valido anche per i lavori conclusi nel 2012, con spese sostenute anche nel 2013.

Interessi passivi per mutuo cointestato tra coniugi
Il coniuge cointestatario del mutuo per la costruzione dell’abitazione principale, può portare in detrazione la propria quota del 50% di interessi passivi, pur non essendo intestatario delle fatture di spesa per la costruzione, se sulle stesse è indicato che la spesa è stata sostenuta al 50% da ciascun coniuge.

Cedolare secca sui contratti di locazione
Per i contratti rientranti nel regime transitorio, in mancanza di revoca, l’opzione per la cedolare secca espressa nei modelli 730/2012 o Unico 2012 continua ad essere valida sino alla fine del contratto di locazione, anche se non confermata per le annualità successive con il modello 69. Tuttavia, l’opzione per la cedolare secca nella dichiarazione dei redditi 2012 non vincola all’applicazione di questo regime sino alla fine del contratto d’affitto potendo il contribuente scegliere di applicare il regime ordinario anche per fatti concludenti.

IVIE sugli immobili all’estero non affittati
Dal 2012 gli immobili all’estero soggetti all’Ivie non affittati sono esclusi dall’applicazione dell’Irpef. Il documento di prassi delle Entrate precisa che per questi immobili non deve quindi essere compilato il quadro della dichiarazione dei redditi relativo alla indicazione dei redditi degli immobili situati all’estero. Resta fermo l’obbligo di compilazione del quadro Rw.