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sabato 25 maggio 2013

M'illumino di Led. Una tecnologia tra la maturità e un’incompiuta penetrazione

M'illumino di Led. Una tecnologia tra la maturità e un’incompiuta penetrazione 

 (Fonte:Ecqualogia.it)




L'introduzione massiccia dei sistemi a Led sul mercato rappresenta una rivoluzione copernicana nel settore dell'illuminotecnica che per ora è in divenire poiché la tecnologia continua a evolversi. Se ne è parlato al convegno "Illuminazione urbana e architettura a led", che si è tenuto nell'ambito di "The Innovation Cloud" alla Fiera di Milano.

I Led, la loro introduzione e il loro possibile contributo per l'efficientamento energetico sono stati i focus discussi giovedì 9 maggio in un convegno dal titolo "Illuminazione urbana e architettura a led", che si è tenuto nell'ambito di The Innovation Cloud a Milano, ed è stato moderato da Sergio Ferraris.

Quella dei Led è una tecnologia recente che consente ingenti risparmi energetici in un settore nel quale si consuma a livello mondiale il 19% dell'elettricità, in un momento di grande trasformazione proprio nel settore dell'illuminotecnica.
La crescita e la maturità commerciale della tecnologia dei Led, infatti, ha rotto quello che dal dopoguerra a oggi è stato un vero e proprio monopolio mondiale dell'illuminazione, detenuto fino a poco tempo fa dall'Europa, cosa che ha favorito la manifattura di settore asiatica e statunitense. “Si tratta di un fatto che ha spinto l'Europa a varare una serie di iniziative di ricerca all'interno del Settimo programma quadro quasi concluso e in quello successivo”, ha detto Paolo Bertoldi, dell'European Commission Joint Research Center di Ispra. Con il Led il risparmio medio può arrivare al 55% rispetto alle lampade a scarica, ma siamo ben lungi dall'avere un prodotto omologato sia sotto al profilo della qualità della luce, sia dal punto di vista dell'affidabilità che alcuni produttori affermano possa arrivare a 50mila ore.


“Sono poche le aziende che hanno già maturato a fondo l'introduzione dei Led, la cui penetrazione si configura come una vera e propria rivoluzione elettronica, poiché portano il digitale nel mondo dell'illuminotecnica.- ha detto Aldo Bigatti di Gewiss - E ciò rappresenta uno dei fatti che è alla base della relativa lentezza riscontrata oggi nell'introduzione della tecnologia a Led”.


Il passaggio da un tipo d'illuminazione statica a una dinamica, come quella prodotta dai Led, infatti, sembra aver messo in difficoltà diverse aziende, anche perché questo mutamento ha coinciso con una fase di crisi che sta mettendo in difficoltà la ricerca applicata e di prodotto, indispensabili per tarare al meglio e raffinare ulteriormente i dispositivi illuminotecnici a Led.

E questa difficoltà si riflette anche sull'introduzione della tecnologia, come ha registrato Ispra. I Led, infatti, si stanno diffondendo con una relativa lentezza che in parte può essere giustificata dal loro maggior costo rispetto ad altri tipi di lampade, ma anche a causa di una loro relativa immaturità che non ne consente una profonda penetrazione in alcuni segmenti di mercato. Se in alcuni settori come quello della grande distribuzione, della refrigerazione e della vendita l'adozione di sistemi a Led è già iniziata, dovremo aspettare tra i tre e cinque anni prima che diventino lo standard in applicazioni ‘critiche’ sul fronte dell'illuminazione, in contesti come quelli del terziario e della manifattura industriale.

“Si deve considerare il fatto - ha proseguito Bigatti - che è una tecnologia da capire a fondo e che è ancora in evoluzione. Le 50mila ore di durata dei Led potrebbero non essere necessarie poiché arriveranno delle novità sostanziali, sempre in materia di Led, ben prima del fine vita dei sistemi che si installano oggi. Si tratta di dispositivi che possiedono un ciclo di vita ben diverso da quello della normali lampadine e siamo ancora all'interno della curva d'esperienza”.

Per quanto riguarda le esperienza specifiche sull'efficientamento dei sistemi d'illuminazione pubblica i Led di sicuro hanno un ruolo importante, così come lo possiedono anche altri sistemi di gestione intelligente dell'energia. Ma in questo caso le barriere all'introduzione di qualsiasi sistema per l'efficienza energetica nell'illuminazione pubblica non sono né tecnologiche, né sociali.

Il blocco dei pagamenti della pubbliche amministrazioni, il patto di stabilità e l'assenza di liquidità per le imprese impediscono di fatto la maggior parte degli interventi, ‘condannando’ di fatto la PA a continuare a sprecare energia e denari dei contribuenti, anche in presenza di sistemi con un break even tra i 7 e 9 anni. Un passo avanti potrebbe essere quello di mettere al di fuori del Patto di stabilità gli investimenti nell'efficienza energetica, garantendo dei tempi di pagamento ‘umani’ alle aziende.

lunedì 22 aprile 2013

L’efficienza energetica non teme l’alta quota

L’efficienza energetica non teme l’alta quota

(Fonte:Rinnovabili.it)



Al via l’accordo con cui si studieranno progetti di rifacimento e valorizzazione dell’illuminazione pubblica e si realizzeranno impianti di smart lighting nei comuni montani

L’efficienza energetica è in grado di scalare montagne. Soprattutto se sono quelle dove risiedono i comuni dell’Uncem l’Unione Nazionale Comunità Enti Montani. L’associazione ha firmato oggi un accordo con Enel Sole la società di Enel che opera nel mercato dell’illuminazione pubblica ed artistica. L’obiettivo della neo intesa è quello di dare man forte allo sviluppo delle pratiche legate all’efficienza e al risparmio energetico nei territori presidiati dall’Unione.

“Il protocollo siglato con UNCEM segna un ulteriore importante passo verso il miglioramento dell’efficienza energetica nei sistemi di illuminazione pubblica dei comuni italiani, e in particolare di quelli montani – afferma Giovanni Maria Pisani, Direttore generale di Enel Sole –. Si tratta di un impegno che Enel Sole porta avanti con importanti risultati. Grazie all’installazione di quasi 100mila sistemi di illuminazione pubblica a LED Archilede in oltre 1.600 comuni italiani abbiamo realizzato un risparmio di energia di circa 24 GWh (gigawattora) all’anno e un abbattimento delle emissioni di CO2 pari a circa 16.700 tonnellate all’anno”.

Se l’efficienza energetica fa rima con smart light

Nel dettaglio grazie all’accordo verranno studiati specifici progetti di rifacimento e valorizzazione dell’illuminazione pubblica da accostare a quelli di illuminazione artistica e di design per valorizzare il patrimonio storico e artistico dei comuni montani, attraverso sistemi sostenibili dal punto di vista del consumo energetico; inoltre saranno realizzati impianti di smart lighting con ricorso a tecnologie innovative e audit energetici.
Per il Presidente di UNCEM Enrico Borghi “l’importante collaborazione che si avvia con l’Enel Sole rappresenta una chiara testimonianza di un approccio che guarda alla montagna e al suo sviluppo in modo nuovo, con l’obiettivo di realizzare comunità sostenibili e sicure, responsabili dal punto di vista energetico e ambientale, inclusive e in grado di utilizzare al meglio la tecnologia per consentire l’accesso a diritti fondamentali quali la salute, l’istruzione, l’informazione e la partecipazione democratica”.

giovedì 11 aprile 2013

Come risparmiare illuminazione pubblica, alcuni progetti

Come risparmiare illuminazione pubblica, alcuni progetti

(Fonte:TuttoGreen.it)
 
 
 
Pensare in ottica green significa anche cercare di ottimizzare i consumi riducendo gli sprechi che riguardano l‘ambito pubblico (e privato) , come nel caso dell’illuminazione. E non basta fare proprie le buone pratiche di risparmio energetico ma si devono estendere anche alla pubblica amministrazione.

 
Prendiamo il caso dell‘illuminazione delle strade. Per rischiarare le strade delle nostre città i Comuni devono spendere parecchio del loro già magro bilancio.
I costi? La stessa ENEA in un rapporto datato settembre 2011 che s’inseriva nel nell’ambito del progetto ’Lumière: efficienza energetica nell’illuminazione pubblica’, già stimava la spesa delle città italiane per l’illuminazione dei lampioni stradali in 103,3 euro per ciascun punto luce e 817,7 euro per kW, con una spesa media di circa 19 euro annuali per abitante.

Di fatto, si tratta secondo molti di uscite che possono essere contratte con un risparmio notevole a beneficio di tutti i cittadini.

Già abbiamo parlato di progetti che mirano a diffondere l’idea che l’illuminazione notturna non sia così fondamentale né per la sicurezza del luogo né dei suoi abitanti
Alcune Amministrazioni in Italia hanno provato a mettere in pratica progetti finalizzati a ridurre gli sprechi in questo campo.

Ne è un esempio l’esperienza di Prato, dove il Comune è stato di grado di tagliare circa del 34% i consumi di energia elettrica utilizzando lampade ad alta efficienza ed installando sistemi per ridurre il flusso di luce durante le ore con minore traffico (ad esempio la notte).

Altri buoni esempi provengono dalla Puglia: a Barletta sono stati installati apparecchi regolabili telegestiti all’interno di due strade del centro cittadino con un conseguente taglio dei consumi superiore al 32 % su base settimanale.

Anche a Bari si sta tentando di perseguire la strada del risparmio energetico grazie all’installazione di lampioni a luminosità variabile per facilitare la riduzione dei consumi.
 
Il Comune di San Giovanni in Marigliano in provincia di Rimini ha invece investito su apparecchi luminosi più efficienti e meno dispersivi contando su una rapida ammortizzazione dei costi in pochi anni.
Insomma, la strada è aperta. Ora si tatta di capire se sarà più efficace spegnere le luci delle nostre strade, oggi anche troppo illuminate da insegne e pubblicità, o puntare su sistemi intelligenti a basso costo per gestire i lampioni.