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martedì 8 ottobre 2013

Investire nelle energie fossili? Oggi è un rischio

Investire nelle energie fossili? Oggi è un rischio

(Fonte:Rinnovabili.it)

Le compagnie che operano nel settore delle energie fossili saranno costrette a diversificare la propria attività se vorranno continuare a mantenere il profitto. A mettere in guardia il comparto è un nuovo un rapporto redatto dall’Università di Oxford e reso pubblico oggi: il crescente numero di campagne di disinvestimento nei combustibili fossili sta minacciano la redditività a lungo termine di alcuni importanti produttori, stigmatizzando le aziende agli occhi del pubblico.
Un dato che deve necessariamente far riflettere gli investitori, come sottolinea il WWF, secondo cui la riduzione dello stock di capitale per le energie tradizionali è da considerare un passo naturale nel settore finanziario, soprattutto in un momento in cui le fonti rinnovabili sono in piena espansione e stanno progressivamente guadagnando la fiducia di cittadini e finanziatori. La ricerca indipendente prova infatti che la valutazione degli asset a elevato tasso di carbonio potrebbe essere significativamente alterata nel tempo a causa degli effetti indiretti derivanti dalla necessità di frenare i cambiamenti climatici. Ignorare la crescente sensibilità, il movimento di opinione, nonché le preoccupazioni su una possibile ‘bolla del carbonio’ potrebbe tradursi in un forte rischio per gli investitori.
“Dobbiamo considerare i rischi che si corrono investendo nei combustibili fossili”, ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima & Energia del WWF Italia. “Gli investitori prudenti devono essere i primi e non seguire il gregge, preparandosi a un mondo che fa a meno dei combustibili fossili, un mondo a basse emissioni di carbonio. Se non faranno nulla, i cambiamenti nelle politiche e la pressione a disinvestire dai fossili potrebbero deprezzare e frenare i loro investimenti. Non è che non ci siano le soluzioni pronte. Abbiamo bisogno di spostare gli investimenti dai combustibili fossili e incrementare invece investimenti intelligenti in energie rinnovabili che non sono solamente la scelta migliore, ma anche l’unica nostra opzione perché il modo in cui il mondo al momento produce energia non è sostenibile e deve cambiare”.

mercoledì 7 novembre 2012

Parlamento Ue vaglia progressi su lotta cambiamenti clima e Kyoto

Parlamento Ue vaglia progressi su lotta cambiamenti clima e Kyoto

(Fonte:ZeroEmission.it)
 
 
L’Europarlamento sta esaminando la relazione della commissione sullo stato dell’arte delle politiche Europee di lotta al cambiamento climatico e di attuazione del Protocollo di Kyoto. Sotto la lente i progressi effettivi nel periodo 1990-2010
Il Parlamento Ue ha messo sotto la lente d’ingrandimento i progressi fatti in tema di lotta al “clima pazzo” e all’effettiva attuazione del Protocollo di Kyoto. In particolare, sta esaminando la relazione della commissione sullo stato dell’arte delle politiche Europee di lotta al cambiamento climatico e di attuazione del Protocollo. Nel documento è stata fatta una ricognizione sui progressi effettivi nel periodo 1990-2010, con un’analisi dell’andamento delle emissioni di gas serra negli Stati membri e un confronto tra le emissioni di gas serra del 2009 e del 2010, grazie alla collaborazione dell’Agenzia per l’ambiente. Si tratta di un testo che però guarda anche al futuro, indicando i progressi da compiere per la realizzazione degli obiettivi di Kyoto e delle misure di adattamento ai cambiamenti climatici.

Da quanto emerge dalla relazione “L’obiettivo di Kyoto 2008-2012 è vicino: le emissioni totali di gas serra nell’Ue a 27 sono state inferiori del 15% ai livelli del 1990. Rispetto al 2009 le emissioni sono aumentate del 2,4%, recuperando in parte la diminuzione considerevole registrata quell’anno a causa della recessione economica (meno 7,3%). Facendo astrazione del calo eccezionale del 2009, le emissioni di gas serra si mantengono nel 2010 sul percorso discendente generale imboccato nel 2004”. Inoltre, dai dati provvisori per il 2012 emerge che le emissioni di gas serra dell’Ue a 15 e dell’Ue a 27 sono in quell’anno diminuite del 3,6 e del 2,5% rispetto al 2010. Le proiezioni delle emissioni totali di gas serra indicano che l’Ue a 15 è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi del protocollo di Kyoto, e forse anche per superarli.