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lunedì 25 marzo 2013

Detrazione 55% efficienza: Bersani propone una proroga

Detrazione 55% efficienza: Bersani propone una proroga

(Fonte:GreenStyle.it-Claudio Schirru)
 
 
 
Il tentativo di formare un Governo Bersani passerà anche per la detrazione al 55%. All’interno del programma in otto punti, con cui il segretario PD si presenterà in Parlamento per chiedere la “fiducia” al suo Governo, una sezione dedicata alla green economy: al suo interno un’eventuale proroga dalla detrazione fiscale per l’efficientamento degli edifici e alcune proposte per la riqualificazione del patrimonio edilizio.

Il quadro attuale della normativa sulle detrazioni vede la percentuale del 55% assicurata alla riqualificazione energetica degli immobili fino al 30 giugno 2013 grazie alla Legge Sviluppo 134/2012. Al termine di questa ennesima proroga, l’incentivo avrà termine e resterà a disposizione solo il bonus per le ristrutturazioni edilizie.

Per quanto riguarda quest’ultimo bonus ricordiamo che, in base agli effetti anche in questo caso garantiti dalla Legge Sviluppo, la percentuale assicurata è al momento del 50%, sempre fino al 30 giugno e con tetto di spesa maggiorato fino a 96.000 euro (48.000 quello previsto). Trascorsi questi ultimi tre mesi si tornerà al 36%.
Qualora Pierluigi Bersani riuscisse a formare il nuovo esecutivo propone, sul fronte incentivi e bonus fiscali, una nuova proroga per quanto riguarda la detrazione al 55% per l’efficientamento energetico degli immobili. Un progetto che andrebbe ad affiancarsi agli altri contenuti nella sezione del programma PD dedicata alla green economy, tra cui spiccano l’ottimizzazione della raccolta dei rifiuti, il recupero del patrimonio edilizio e delle aree urbane degradate e lo sviluppo delle “smart grid”.
Nuova proposta di proroga che rinvierebbe, insieme con la scadenza prevista per il provvedimento, anche l’ipotesi di stabilizzazione del bonus sulla riqualificazione energetica, a lungo invocata da Confindustria, sindacati e associazioni di categoria.

giovedì 7 marzo 2013

Proroga della detrazione 55% tra gli otto punti proposti da Bersani

Proroga della detrazione 55% tra gli otto punti proposti da Bersani

 (Fonte:EdilPortale.it-Paola Mammarella)
Economia verde e sviluppo sostenibile nel piano per il cambiamento che Pier Luigi Bersani vorrebbe portare in Parlamento.
Tra gli otto punti che sintetizzano gli obiettivi del centrosinistra c'è infatti la proroga del 55% per le ristrutturazioni edilizie effettuate per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ma anche un programma pubblico-privato per la riqualificazione del patrimonio edilizio, in grado di recuperare le aree dismesse ed evitare il consumo di suolo.
Secondo il capitolo sulla green economy, tra gli impegni per la sostenibilità spiccano inoltre un piano per le bonifiche, lo sviluppo delle smart grid e la rivisitazione e ottimizzazione del ciclo dei rifiuti.

Le misure continuerebbero quanto già iniziato nelle precedenti legislature. Sia nell’ambito del risparmio energetico che della riqualificazione urbana sono in campo una serie di iniziative, che in alcuni casi prevedono una scadenza imminente.

Efficienza energetica e ristrutturazioni
Al momento le agevolazioni riconosciute agli interventi per il risparmio energetico e alle ristrutturazioni vivono una situazione a termine. Come stabilito dalla Legge Sviluppo 134/2012,tra tre mesi un bonus scadrà, mentre l’altro tornerà ai livelli iniziali dopo essere stato elevato per incentivare la ripresa dell’economia.

Con la Legge Sviluppo, infatti, le detrazioni fiscali del 55% sulle spese per la riqualificazione energetica degli edifici sono state prorogate fino al 30 giugno 2013.

Le detrazioni sulle ristrutturazioni sono state maggiorate dal 36% al 50% fino al 30 giugno 2013. La stessa sorte è toccata al tetto di spesa, che dai 48 mila euro inizialmente previsti è passato a 96 mila euro. Dal primo luglio si tornerà automaticamente alla vecchia normativa. Le percentuali di sconto fiscale scenderanno di nuovo al 36% e il tetto di spesa a 48 mila euro.

Richieste di proroga e stabilizzazione sono state avanzate su più fronti per entrambi i bonus, trovando in alcuni casi riscontro nei programmi elettorali. Durante la campagna elettorale, il presidente del Consiglio uscente Mario Monti ha proposto di prorogare fino alla fine del 2015 la detrazione fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie ed estenderla ai mobili e agli elementi d'arredamento. Analogamente, il candidato per il centrodestra Silvio Berlusconi in un incontro con l’Ance ha ventilato la possibilità si stabilizzare la detrazione del 55% ed estendere il bonus del 36% per le ristrutturazioni anche alle demolizioni e ricostruzioni con variazione della sagoma e della volumetria, interventi oggi classificati come nuove costruzioni.

Riqualificazione del patrimonio edilizio
Con la Legge Sviluppo è stato previsto un piano per la riqualificazione delle aree urbane degradate e lo sviluppo delle città come motore per il settore edile. A gennaio sono stati selezionati 28 progetti che usufruiranno di un cofinanziamento nazionale pari a 318 milioni di euro, derivante per 224 milioni dal Fondo Piano Città e per 94 milioni dal Piano Azione Coesione per le Zone Franche Urbane, capace di attivare altri investimenti per un totale di 4,4 miliardi.

Contro il consumo di suolo è stato inoltre predisposto il ddl Catania, che mira a favorire il recupero dei nuclei abitati rurali, attraverso la manutenzione, ristrutturazione e restauro degli edifici.

Contiene disposizioni volte a contrastare il consumo di suolo anche la proposta di legge sulla bellezza promossa da Legambiente. La norma prevede l’istituzione di un Registro nazionale del consumo del suolo presso l’Istat e la realizzazione degli interventi edilizi nelle aree già urbanizzate, degradate o ad uso produttivo da riqualificare.

Anche se condivise da molti candidati, le due norme sono al momento in una fase di stasi. Il loro iter si è infatti arrestato a causa della crisi di Governo e al rinnovo del Parlamento.

giovedì 10 gennaio 2013

Svanisce la speranza di un governo ‘green’?

Svanisce la speranza di un governo ‘green’?

(Fonte:QualEnergia.it-Leonardo Berlen)

 
“Aumentiamo pure la produzione interna, sia di gas che di petrolio, facciamo questo hub del gas, facciamo delle rinnovabili che costino meno, se possibile, in termini di carico sulla bolletta”. Lo ha detto ieri Pier Luigi Bersani, segretario Pd e candidato premier per il centrosinistra, intervistato a Sky Tg24.

Ma vediamo se questa dichiarazione fa il paio con quanto ha detto Mario Monti: “è importante capire cosa il Pd intenda fare per esempio su infrastrutture, energia, Tav". Qualcuno ci vede la connessione?

Insomma, un cantiere aperto per una possibile e quasi certa alleanza Pd-Sel-Psi, da un parte, e centristi montiani dall’altra. Lungi da noi dall’impelagarci in chiacchiere da bar sulle noiose strategie dei partiti, ma a vederla con gli occhi di chi spera in un cambiamento radicale nelle politiche energetiche e industriali di questo paese orientate verso la green economy non si può che restare delusi. A meno che qualcuno non pensi ingenuamente che questa intesa possa portare i suddetti gruppi politici, illuminati sulla via di Damasco, a puntare, con una manovra a 180 gradi, su una strategia per la transizione energetica o per la riconversione del sistema industriale in salsa verde.

La priorità appare chiara: assecondare le lobby del settore energetico, le grandi opere e i poteri economici che gestiscono il settore infrastrutturale. Stanno parlando a loro?

Del milione e passa di piccoli imprenditori che lavorano nei settori green dell’economia pare interessi a pochi. Il Governo Monti è passato come una caterpillar su questi operatori distribuiti in migliaia di aziende, capaci di indicare anche ad un cambio di rotta della nostra malmessa economia.

Ma nessuna agenda o agendina dei partiti ‘classici’ mette al centro l’ambiente, l’ecologia, le rinnovabili e l’efficienza energetica. Resta un orpello infilato in qualche punto del programma, perché un po’ di verde ci vuole sempre. L’esperienza accumulata ci fa ricordare però che sia i programmi scritti sia quelli annunciati, reclamizzati in campagna elettorale, lasciano il tempo che trovano. Allora meglio guardare i fatti, quelli sull’energia pulita.

Dell’attuale Governo abbiamo detto e scritto ciò che è stato fatto. Il ministro Passera ci racconta ora di “aver riordinato gli incentivi, esagerati”, e di esserne orgoglioso, ma evita di dire del gravissimo danno arrecato dalla sua azione al settore, mentre si sarebbe potuto ottenere un atterraggio morbido puntando su semplificazioni e liberalizzazioni. Del precedente governo ‘nuclearista’ meglio stendere un velo pietoso. Il Pd, dal canto suo, ha preferito svuotare la componente ambientalista nelle sue liste, in particolare Francesco Ferrante e Roberto Della Seta, preferendo, per dire solo un nome, il giornalista Mucchetti, conosciuto dal settore fotovoltaico come un accanito sostenitore dell’inutilità di questa tecnologia. Sarà un caso?

Il presidente nazionale Ecologisti Democratici (EcoDem), Fabrizio Vigni, piuttosto vicino a Bersani, sconcertato per l’esclusione dei due senatori, ha dichiarato: “è stato un grave errore escludere Ferrante e Della Seta, perché essi non sono solo, per la loro storia, due figure di rilievo dell'ambientalismo italiano, ma anche due parlamentari che in questi anni hanno svolto un lavoro prezioso per affermare le ragioni dell'ambiente e della green economy” E aggiunge: “l'esclusione di Della Seta e Ferrante dalle liste è una ferita profonda all'anima ecologista del partito, ma prima ancora una decisione che danneggia il Partito Democratico".

Condivido. E pare condividano centinaia di addetti ai lavori (e mica tutti elettori del Pd!) che in questi giorni hanno espresso un forte rammarico per questa esclusione. Quanti voti perderà il Pd per questa scelta? Si accettano scommesse.