mercoledì 8 giugno 2016

Tesla Powerwall videocorso giugno 2016

Breve videocorso sulla batteria Powerwall di Tesla Energy. Vengono approfonditi alcuni aspetti della scheda tecnica e gli schemi semplificati di connessione per impianti di nuova realizzazione o installazione su impianti esistenti.




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lunedì 30 maggio 2016

Lombardia, già chiuso il bando per i sistemi di accumulo.


Il bando istruito dalla regione Lombardia aperto il 26 maggio 2016 alle 12:00 e chiuso alle 13:10   ha avuto dei  risultati davvero positivi.
Le domande arrivate protocollate , e quindi istruibili, sono state 582: coprono sia le risorse messe a bando ( 2 milioni di euro) sia la quota di lista di attesa ( 400.000 euro).
A sistema sono registrate anche 853 bozze ovvero domande che non sono state inviate prima della chiusura del bando ma solo una cinquantina è arrivata fino al pagamento del bollo, necessario prima dell’ invio della domanda e della conclusione del processo.
L’ assessore all’ Ambiente, Energia e Sviluppo della regione Lombardia, Claudia Terzi, ha commentato con grande soddisfazione gli esisti del “ bando accumuli” sulle energie rinnovabili da 2 milioni di euro. Nel frattempo anche sul sito della regione Lombardia è stato pubblicato l’ avviso che il bando è chiuso.

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mercoledì 18 maggio 2016

Sistemi di accumulo in Lombardia:in arrivo 2 milioni di euro



In data 6 maggio 2016 la Regione Lombardia ha pubblicato sul bollettino ufficiale  il bando per l’incentivazione a fondo perduto per l’acquisto di sistemi di accumulo per gli impianti fotovoltaici. Il meccanismo di incentivazione rientra nel programma energetico ambientale regionale (PEAR). L’obiettivo della misura è la promozione dell’autoconsumo di energia rinnovabile.
La Regione ha stanziato un fondo di 2 milioni di euro, che andranno a sostenere le spese per l’acquisto e l’installazione dei sistemi di accumulo fotovoltaici.




Gli incentivi potranno essere richiesti a partire dal 26 maggio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, salvo esaurimento anticipato dei fondi.
Il bando è accessibile a soggetti pubblici e privati che abbiano fissato la residenza o la sede legale in Lombardia.
Sono ammessi all’incentivo sistemi di storage indipendentemente dal fatto che l’impianto fotovoltaico sia collegato o meno alla rete di distribuzione e/o che sia incentivato o meno dal GSE. Sono pertanto ammessi al contributo anche i sistemi di accumulo a servizio degli impianti fotovoltaici ad isola.

Per ricevere una quotazione visita il seguente link

mercoledì 10 febbraio 2016

Tesla: la nuova Apple dell'Energia


A cura di Rolando Roberto
 
Apple e Tesla, due realtà molto diverse seppur legate da un elemento che le caratterizza entrambe: creare innovazione entusiasmando i propri fan e clienti.
 Non siamo qui a  parlare di melafonini o di smartwatch ma della rivoluzione che riguarda il mondo dell’ Energia. Elon Musk, questa volta l’ha fatta grossa: dopo aver rivoluzionato il mondo della mobilità sostenibile ora punta a sferrare un ulteriore colpo all’ancien régime delle fonti fossili entrando direttamente nelle case dei propri utenti. 


La strategia di Tesla è chiara: creare prodotti di altissimo livello tecnologico per poi  realizzare soluzioni alla portata di un pubblico ben più vasto .
Meno di un anno fa veniva presentato il Powerwall Home Battery, la batteria domestica ultra-compatta per il mercato domestico. I produttori di accumulatori hanno incominciato a tremare dopo l’annuncio del prezzo estremamente aggressivo di questa nuova soluzione. Negli ultimi 6 mesi, i prezzi del litio sono calati in maniera importante anche in relazione ad un aumento della domanda generato dal settore automotive.
Il mercato europeo è sicuramente fertile per le applicazioni storage. Quello che è mancato fino ad ora è stato un segnale forte con soluzioni d’avanguardia a costi più accessibili.
E’ di poche ore fa la notizia dell’avvenuta installazione del primo sistema in UK in un’anonima casetta in mattoni rossi del Galles. Il neo proprietario Mark Kerr, durante la sua prima intervista, non riesce a contenere il suo entusiasmo : “E’ un vero gioiello tecnologico, il suo design è molto elegante e minimalista ed è come un oggetto d’arte da poter fissare al muro. Non è di sicuro paragonabile ad altre batterie presenti sul mercato (…)”
Il ragionamento di Mark è lo stesso che potrebbe fare un qualsiasi proprietario o futuro acquirente di un impianto fotovoltaico: per massimizzare l’autoconsumo dei propri pannelli solari e per far coincidere il momento della produzione con quella del consumo (time- shift) è indispensabile un sistema di accumulo.
Continua Mark: "Io e la mia famiglia siamo fuori di casa nel corso della giornata, e non possiamo sfruttare l’ enorme quantità di energia pulita che i nostri pannelli solari producono. La batteria ci permetterà di immagazzinare l'energia che non usiamo nel corso della giornata da utilizzare quando ne abbiamo bisogno la sera ".
Intorno al marchio Tesla gravita una cerchia di appassionati ed adepti pronti ad ogni costo a realizzare il proprio sogno: rendersi il più possibile indipendenti dalle fonti fossili. Non parliamo più della sola bolletta elettrica  domestica ma del futuro “carburante” della propria vettura elettrica. La rivoluzione della mobilità sostenibile si sposa, infatti, con le nuove applicazioni presentate da Tesla con cui si punta ad un mercato ben più ampio. Quanti dei futuri possessori di Powerwall non vorranno prenotare il prossimo gioiellino a quattro ruote Tesla non appena disponibile?

Italia ancora in prima linea

Negli ultimi due anni il mercato dell’accumulo in Italia si è mosso in maniera confusa e spesso poco professionale. Con l’ambizione di voler installare a tutti i costi “qualcosa”, si è creato un substrato di clienti insoddisfatti che si sono voluti avventurare su soluzioni improvvisate. D’altronde è facile capire che un impianto equipaggiato co batterie per camion non può in nessun modo soddisfare le aspettative dell’utente.
Altri operatori più professionali hanno invece installato soluzioni molto valide dotando gli impianti di batterie maintenance-free come ad esempio quelle al GEL per applicazioni solari idonee per l’installazione in contesti domestici.
Il legislatore ci ha messo poi del suo realizzando una serie di disposizione che hanno cercato di rendere complesso lo sviluppo di questo nuovo mercato. Troppi dubbi sono stati generati a seguito della pubblicazione delle varianti tecniche CEI. Quanta invadenza, quanto insensato accanimento nel voler mettere mani a tutti i costi sull’energia autoconsumata e prodotta a chilometro zero! Gli stessi tecnici fino ad oggi hanno preferito fornire spiegazioni politiche anziché puntuali sulle possibile soluzioni realizzative.
In Italia finalmente abbiamo il primo caso di incentivo pubblico che con cui si finanziano i sistemi di accumulo per impianti fotovoltaici fino a 20 kW ed i punti di ricarica privati per veicoli elettrici. La prima regione a dare “fuoco alle polveri” è la Regione Lombardia attraverso la delibera 4769 del 28 gennaio 2016.
Nello specifico vengono destinati  4 milioni di euro per le 'Misure di incentivazione per la diffusione dei sistemi di accumulo di energia elettrica da impianti fotovoltaici e di sistemi di ricarica domestica per veicoli elettrici'. Il bando è rivolto a soggetti pubblici e privati residenti in Lombardia e si pone come obiettivo quello di incentivare l'efficienza energetica e l'uso di energia prodotta da fonti rinnovabili.
Se non siamo lombardi possiamo comunque accedere alla detrazione fiscale del 50% valida per tutto il 2016 che ci permette di recuperare i costi in 10 annualità. Che la rivoluzione energetica fosse iniziata ce n’eravamo accorti, ora è il momento di dare una vera svolta.

Per informazioni sui sistemi di accumulo puoi fare richiesta al seguente LINK.

martedì 8 settembre 2015

Staccarsi dalla rete, finalmente se ne parla!

Spesso molti colleghi ci chiedono se sia possibile staccarsi dalla rete ed essere "liberi" di produrre la propria energia attraverso sistemi come fotovoltaico, eolico, micro cogenerazione etc. Questa necessità di alienarsi dal sistema e divenire una monade spesso non è dettata da meri motivi economici. Segnialiamo questo interessante articolo LINK dal quale è possibile prendere spunto per qualche riflessione. Pensiamo,ad esempio, di integrare nel sistema smart della nostra abitazione una vettura elettrica il cui pacco batterie potrebbe ottimizzare i consumi serali.


mercoledì 4 febbraio 2015

Edilizia sostenibile: approvate nuove linee guida ISO

(Fonte:GreenStyle.it-Marco Mancini)

 
 
Tra le attività umane l’edilizia è uno dei settori con l’impatto ambientale maggiore per via dell’alto consumo di risorse, del dispendio energetico in fase di costruzione e del consumo di suolo. Ridurre l’impronta ecologica del settore edile è fondamentale per costruire città più sostenibili.

Determinare la sostenibilità ambientale di un edificio, in mancanza di criteri di valutazione uniformi, può però essere complicato. Per un giudizio più oggettivo sull’indice di sostenibilità degli edifici, il Consiglio Direttivo UNI ha deciso perciò di approvare una nuova prassi ISO che assegnerà un punteggio a ciascun edificio.

La nuova prassi ISO per l’edilizia sostenibile, denominata UNI/PdR 13:2015, è stata realizzata basandosi sulle direttive del Comitato Tecnico CEN/TC 350 e sulle linee guida del Protocollo sviluppato da ITACA, l’Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale.

La sostenibilità ambientale di un edificio verrà valutata sulla base dell’aderenza a criteri fondamentali per massimizzare la qualità del sito, ridurre il consumo di risorse e i carichi ambientali, migliorare la qualità del servizio e la qualità ambientale indoor.

Le costruzioni che risponderanno ai requisiti richiesti nelle cinque aree oggetto di valutazione otterranno un punteggio maggiore. La Prassi di Riferimento “Sostenibilità ambientale nelle costruzioni – Strumenti operativi per la valutazione della sostenibilità” si articola in due sezioni: la sezione O, che definisce la metodologia adottata per la valutazione, e la sezione 1, che delinea i criteri di giudizio delle diverse categorie. Il calcolo del punteggio restituirà la relazione di valutazione.

Antonio Canzian, vicepresidente di Itaca, ha espresso la sua soddisfazione per l’approvazione della Prassi di riferimento, uno strumento che contribuirà a rendere più sostenibile l’edilizia:

Avendo oggi la necessità di evitare ulteriore consumo del territorio, di riqualificare il patrimonio edilizio esistente e di valorizzare aree strategiche è estremamente utile, per i tecnici e per gli amministratori pubblici, potersi avvalere di uno strumento quale il Protocollo ITACA.

martedì 20 gennaio 2015

Al via la cabina di regia per l’efficienza energetica

Al via la cabina di regia per l’efficienza energetica

(Fonte:Rinnovabili.it)

Si va lentamente completando il quadro italiano legato all’efficienza energetica. Con la firma del Decreto Interministerale del 9 gennaio 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Ambiente hanno, infatti, finalmente definito il funzionamento della cabina di regia per l’efficienza energetica, accorciando le distanze con quanto oggi ci richiede l’Europa. L’organo previsto dal D.lgs 102/2014, con cui l’Italia ha recepito la Direttiva 2012/27/Ue, nasce con l’obiettivo primario di promuovere l’attuazione coordinata del piano di interventi di medio-lungo termine per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili, a partire dalla pubblica amministrazione centrale; tra i primi target appare infatti il coordinamento della rapida attuazione del programma di retrofit edilizio della PA, per il quale in Governo ha stanziato risorse per 350 milioni di euro per il periodo 2014-2020.
“L’efficienza energetica è la priorità di intervento della Strategia Energetica Nazionale”, ha ricordato in questi giorni lo stesso ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, sottolineando come oggi l’obiettivo italiano di riduzione dei consumi di energia, ovvero 15,5 Mtep/anno entro il 2020, sia “tra i più ambiziosi nell’Unione Europea”. “Per raggiungerlo il nostro paese ha attivato un pacchetto di interventi che nel biennio 2011-2012 ha consentito di ridurre i consumi di circa 2,32 Mtep”, ha aggiunto Guidi. Ma la strada è ancora lunga e per non mancare il bersaglio la cabina di regia dovrà anche assicurare il coordinamento delle misure attivate attraverso il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica e quello degli interventi di formazione, di supporto alla predisposizione dei progetti e di pubblicità dei risultati; inoltre sarà impegnata a favorire sinergie con le Regioni per supportare lo sviluppo omogeneo dell’efficienza energetica degli edifici su tutto il territorio nazionale e a sostenere occasioni di dialogo con gli operatori del settore e con le istituzioni bancarie e finanziarie al fine di stimolare il mercato dei servizi energetici. Attualmente, è in corso l’istruttoria dei primi 30 progetti presentati dalle amministrazioni centrali in risposta alla call chiusa il 15 ottobre 2014.

mercoledì 14 gennaio 2015

Batterie agli ioni di litio: vetro aumenterà efficienza

(Fonte:GreenStyle.it-Marco Mancini)

 
 
Nei prossimi anni per limitare l’impatto devastante del riscaldamento globale il mondo dovrà affrontare una sfida importante: la decarbonizzazione dell’economia. Per ridurre la dipendenza dai fossili e coprire una fetta sempre maggiore dei consumi energetici globali grazie alle fonti rinnovabili i sistemi di accumulo giocheranno un ruolo determinante.

L’energia prodotta dall’eolico e dal fotovoltaico dovrà infatti essere immagazzinata in modo efficiente per permettere all’elettricità generata in surplus in alcuni momenti della giornata di essere impiegata nei momenti in cui invece si registra un calo produttivo. In questo modo l’energia rinnovabile reggerà alle fluttuazioni della rete, diventando più competitiva e affidabile. Le batterie giocano un ruolo determinante anche nel campo della mobilità sostenibile: auto elettriche con un’autonomia maggiore hanno maggiori probabilità di affermarsi sul mercato.

Per aumentare l’efficienza delle batterie agli ioni di litio i ricercatori dell’ETH di Zurigo hanno sviluppato un nuovo tipo di vetro, capace di incrementare la densità e la capacità dei sistemi di accumulo. Il nuovo materiale, prodotto dal vanadato-borato, è stato utilizzato per produrre gli elettrodi delle batterie agli ioni di litio.

Dalle prime sperimentazioni è emerso che il vetro potrebbe raddoppiare potenzialmente la capacità di stoccaggio delle batterie. Lo speciale materiale, composto da ossido di vanadio (V2O5) e litio-borato (LiBO2), è stato rivestito da uno strato di ossido di grafene ridotto (RGO) per migliorare le proprietà degli elettrodi.

Il vanadio, nella sua forma cristallina, permette solo alcuni cicli di ricarica ed è abbastanza instabile. Per questa ragione i ricercatori hanno preferito utilizzare il vanadio come fosse un vetro, fondendolo con dei composti del borato e creando un nuovo materiale dalla conducibilità elevata, economico e facile da produrre.

Le batterie composte da un elettrodo in vanadato-borato, rivestite di ossido di grafene, raggiungono una densità piuttosto elevata, pari a circa 1000 watt-ora per chilogrammo. Grazie a queste batterie, sul mercato non prima di 10 anni, l’autonomia delle auto elettriche e dei cellulari secondo i ricercatori potrebbe raddoppiare.

lunedì 12 gennaio 2015

Fotovoltaico: grid parity entro il 2017 in quasi tutto il mondo

 (Fonte:GreenStyle.it-Marco Mancini)



Il solare fotovoltaico raggiungerà la grid parity in gran parte del mondo entro il 2017. A sostenerlo è una recente analisi della Deutsche Bank. Vishal Shah, analista dell’istituto di credito tedesco, ha esaminato le prospettive del solare nel 2015 per determinare la sicurezza degli investimenti nel settore.
Secondo le previsioni della Deutsche Bank la grid parity per il fotovoltaico è sempre più vicina. Ci sono infatti tutte le condizioni affinché l’energia prodotta dal solare abbia lo stesso prezzo dell’energia generata dalle fonti fossili già entro i prossimi due anni. Tra i fattori determinanti per il raggiungimento della grid parity del fotovoltaico figurano l’aumento dei prezzi dell’elettricità generata dalle fonti convenzionali e i costi del solare in continuo calo.

Nei prossimi 4-5 anni si attende inoltre un ulteriore crollo dei prezzi dei moduli fotovoltaici che potrebbero ridursi di ben il 40%, abbassando notevolmente il costo finale dell’elettricità prodotta dal fotovoltaico.

In gran parte dei Paesi del mondo il solare diventerà estremamente competitivo. Se i costi dell’elettricità prodotta dai fossili dovessero aumentare al tasso del 3% l’anno, nell’80% dei Paesi del mondo il fotovoltaico raggiungerebbe infatti la grid parity senza grandi difficoltà. Come illustra Shah:

Crediamo che la tendenza sia piuttosto chiara: la grid parity senza sovvenzioni è già possibile e il solare è in crescita in tutto il mondo.


Oggi l’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici installati sui tetti che non hanno ricevuto incentivi ha raggiunto un costo medio compreso tra 0,13 e 0,23 dollari al kWh. Questa cifra è nettamente inferiore al prezzo di vendita al dettaglio dell’energia elettrica registrato in molti mercati.

Secondo gli analisti, nei prossimi anni, il continuo incremento dell’efficienza dei pannelli e una maggiore competizione, uniti alla perdità di attrattività delle fonti fossili, renderanno l’energia solare sempre più economica.

Le reti intelligenti e i sistemi di stoccaggio più efficienti abbasseranno i costi legati alla distribuzione dell’energia solare. Il fotovoltaico diventerà una componente fondamentale del mercato energetico globale.

Negli USA la domanda nel 2016 sarà 5 volte maggiore, arrivando a 16 mila MW nel 2016. In Cina la richiesta sarà di 13 mila MW all’anno. Il crollo dei prezzi del petrolio non avrà un impatto rilevante sulla crescita del solare e sul raggiungimento della grid parity. Non a caso molte compagnie energetiche, come la E.ON, hanno deciso di abbandonare progressivamente i fossili a favore delle fonti rinnovabili.

giovedì 8 gennaio 2015

Fotovoltaico: crescita del 63% all’anno a New York

Fotovoltaico: crescita del 63% all’anno a New York

(Fonte:GreenStyle.it-Marco Mancini)



Complici i costi sempre più bassi il fotovoltaico negli Stati Uniti sta conoscendo una crescita record negli ultimi anni. In particolare in California, stato da cui è partita la rivoluzione verde americana.

Nelle città californiane il solare è ormai una delle fonti di energia più diffuse. Le ricadute occupazionali del settore fotovoltaico sono state enormi. Negli ultimi anni in California il comparto solare ha creato ben 15 mila nuovi posti di lavoro. Il fotovoltaico cresce però a ritmi vertiginosi anche nello stato di New York.

Secondo gli ultimi dati disponibili, dal 2010 al 2013 il fotovoltaico a New York è cresciuto di ben il 63% all’anno. A rivelarlo è stato un recente report dal titolo “Star Power: The Growing Role of Solar Energy in New York” (trad. L’energia di una stella: il crescente ruolo dell’energia solare a New York). Percentuali di crescita così alte solitamente si registrano una tantum, mai per diversi anni di seguito.

Non è raro trovare tassi di incremento elevati in singole annate, a causa di incentivi particolarmente favorevoli o di un boom temporaneo dettato da un brusco abbassamento dei prezzi di mercato.

Secondo le previsioni più rosee degli analisti del settore lo Stato di New York, che certo non è uno dei meno energivori, potrebbe essere alimentato al 100% dall’elettricità prodotta dal solare. Potenzialmente, l’energia generata dai pannelli fotovoltaici installati nello stato potrebbe coprire 11 volte il fabbisogno energetico totale.

Se il fotovoltaico dovesse continuare a crescere a un tasso del 63% l’anno, New York taglierebbe un traguardo molto importante per uno Stato americano: generare circa il 20% dell’elettricità totale grazie al solare entro il 2025. I vantaggi sarebbero evidenti sia sotto il profilo economico che dell’impatto ambientale.

Una transizione energetica simile ridurrebbe la richiesta di energia elettrica dalle centrali a carbone, energivore e altamente inquinanti. Una misura che a livello di riduzione delle emissioni di CO2 avrebbe un effetto equiparabile a quello di 3 milioni di auto a benzina in meno sulle strade.

mercoledì 7 gennaio 2015

Installazione di sistemi di accumulo su impianti incentivati o che beneficiano dei prezzi minimi garantiti

Installazione di sistemi di accumulo su impianti incentivati o che beneficiano dei prezzi minimi garantiti

(Fonte: Gse.it)

In attuazione della deliberazione 574/2014/R/EEL recante disposizioni relative all’integrazione dei sistemi di accumulo di energia elettrica nel sistema elettrico nazionale, nelle more della definizione da parte del GSE delle regole tecniche per l’erogazione degli incentivi per le fonti rinnovabili e delle modalità di rilascio della qualifica di impianto di cogenerazione ad alto rendimento e di riconoscimento dei prezzi minimi garantiti nell’ambito del ritiro dedicato, si rende noto quanto segue.

I sistemi di accumulo dovranno essere integrati nel sistema elettrico nel rispetto delle disposizioni inerenti l’erogazione del servizio di connessione, trasmissione, distribuzione, misura e dispacciamento dell’energia elettrica previste nella succitata delibera, nonché nel rispetto delle norme CEI di riferimento, ai sensi della deliberazione 642/2014/R/EEL.

Quindi, a partire dal 1° gennaio 2015, è possibile installare sistemi di accumulo su impianti incentivati e/o che beneficiano dei prezzi minimi garantiti, fatto salvo il caso di impianti fotovoltaici fino a 20 kW in scambio sul posto che accedono agli incentivi di cui ai decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006 per i quali l’installazione di sistemi di accumulo, non è operativamente compatibile con l’erogazione degli incentivi di cui ai medesimi decreti interministeriali.

Al fine di consentire l’erogazione del servizio di misura in presenza di sistemi di accumulo e la corretta erogazione degli incentivi e/o il corretto riconoscimento dei prezzi minimi garantiti, è necessario che:

1- l’impianto su cui viene installato il sistema di accumulo sia dotato di idonee apparecchiature di misura. A tal riguardo si precisa che:
  • nei casi di sistemi di accumulo lato produzione, qualora le apparecchiature di misura dell’energia elettrica prodotta siano caratterizzate da misuratori monodirezionali, il responsabile dell’installazione e manutenzione delle predette apparecchiature deve procedere, entro la data di entrata in esercizio del sistema di accumulo, alla loro sostituzione con apparecchiature di misura bidirezionali conformi all’articolo 6 dell’Allegato A bis alla deliberazione AEEG 88/07 e s.m.i.;
  • nei casi di sistemi di accumulo post-produzione, per i soli impianti di produzione che accedono alle tariffe onnicomprensive e/o che beneficiano dei prezzi minimi garantiti, il responsabile dell’installazione e manutenzione delle apparecchiature di misura dell’energia elettrica assorbita e rilasciata da un sistema di accumulo deve procedere, entro la data di entrata in esercizio del sistema di accumulo, all’installazione di apparecchiature di misura dell’energia elettrica assorbita e rilasciata dal sistema di accumulo bidirezionali e, qualora non fossero presenti, all’installazione di apparecchiature di misura dell’energia prodotta, conformi all’articolo 6 dell’Allegato A bis alla deliberazione AEEG 88/07 e s.m.i.;
  • nei casi di sistemi di accumulo istallati in unità che richiedono il riconoscimento del funzionamento come cogenerative ad alto rendimento (di seguito CAR) ai sensi del D.Lgs. 20/07 come integrato dal DM 4 agosto 2011 e/o l’accesso al regime di sostegno previsto dal DM 5 settembre 2011, si rimanda a quanto disposto dai succitati decreti e dalle “Linee guida per l’applicazione del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 5 settembre 2011 – Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR)”;
2- il Soggetto Responsabile invii al GSE, entro 30 giorni dalla data di primo parallelo con la rete elettrica del sistema di accumulo, la comunicazione di installazione di sistemi di accumulo all’indirizzo di posta elettronica info@pec.gse.it, redatta utilizzando il modello allegato e completa della documentazione da allegare ivi indicata.

Nell’oggetto della e-mail dovranno essere riportati i seguenti elementi:

A. il prefisso:
" FTV” (per impianti fotovoltaici incentivati);
“IAFR” o “FER” (per impianti incentivati diversi dai fotovoltaici);
“CAR” (per le unità che richiedono il riconoscimento del funzionamento come cogenerative ad alto rendimento);
"PMG” (per impianti che beneficiano dei prezzi minimi garantiti);

B. la dicitura “INSTALLAZIONE DI SISTEMA DI ACCUMULO”;

C. il numero identificativo (numero pratica) e/o il numero di convenzione RID (per gli impianti che beneficiano dei prezzi minimi garantiti) dell'impianto.

Esempio: per un impianto fotovoltaico incentivato che benefici anche dei prezzi minimi garantiti l’oggetto della e-mail sarà “FTV - PMG - INSTALLAZIONE DI SISTEMA DI ACCUMULO – 000001 – RID000001”.

Il mancato rispetto delle disposizioni sopra indicate determinerà la sospensione dell’erogazione delle tariffe incentivanti e/o degli altri benefici e riconoscimenti previsti per l’impianto a partire dalla data di primo parallelo con la rete elettrica del sistema di accumulo.
Qualora, in occasione dell’installazione del sistema di accumulo, l’impianto incentivato dovesse essere interessato da un fermo di produzione, il Soggetto Responsabile è tenuto a informarne tempestivamente il GSE.

Si rammenta infine che il Soggetto Responsabile è tenuto a dare comunicazione al GSE di tutte le altre eventuali modifiche apportate all’impianto nel corso del periodo di incentivazione.
La presente comunicazione sostituisce la precedente news del 20 Settembre 2013 relativa ad interventi di modifica della configurazione impiantistica mediante installazione di sistemi di accumulo.

martedì 25 novembre 2014

Finalmente è stata partorita la tanto attesa delibera riguardante i sistemi di #accumulo . Viene chiarito che si possono installare #sistemidiaccumulo  eccetto che su "impianti incentivati FV fino a 20 kW in scambio sul posto che accedono agli incentivi di cui ai decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006".

Nella definizione di #sistemadiaccumulo  non rientrano i dispositivi "gruppi di continuità statici" UPS che rispondono alla EN62040. Il nostro tecnico Rolando Roberto sottolinea come questa tipologia di dispositivi non rientri nel novero delle disposizioni dell'AEEG. Tali sistemi di tipo passivo possono essere installati senza l'obbligo di rincorrere le ultime disposizioni normative.
Al seguente LINK potrete scaricare il testo completo del provvedimento.

martedì 24 giugno 2014

Solare a concentrazione: una risorsa per i paesi del Mediterraneo

(Fonte: GreenStyle.it-Francesca Fiore)


Energia solare a concentrazione: una tecnologia sulla quale puntare nei prossimi anni. Uno studio pubblicato su Nature Climate Change dimostra come il Concentrating Solar Power (CSP) possa sopperire a un fabbisogno energetico esteso, soprattutto in determinate zone del Mediterraneo.

Lo studio, condotto all’International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA), spiega come un sistema CSP su vasta scala, in alcune aree del Mediterraneo, sarebbe in grado di fornire il 70-80% della domanda di energia elettrica.

Secondo i ricercatori, i sistemi attuali su vasta scala permettono di produrre una quota di energia pari a quella prodotta in impianti tradizionali, come gli impianti nucleari, e senza nessun costo aggiuntivo rispetto alle centrali a gas. La ricerca è la prima ad esaminare le potenzialità dei sistemi CSP in quattro regioni del bacino del Mediterraneo. Stefan Pfenninger, ricercatore presso l’Imperial College di Londra e a capo della ricerca IIASA, ha spiegato:

Questo tipo di sistemi sono in grado di soddisfare molto più del nostro fabbisogno di energia elettrica, a costi più contenuti di quelli attuali.
L’ostacolo principale ad un utilizzo dell’energia solare è l’instabilità della fonte e quindi il problema dell’accumulo: ma, a differenza dei sistemi fotovoltaici a concentrazione (CPV), con il solare a concentrazione è possibile bypassare il problema.

I sistemi CPV, ugualmente quotati quanto i CSP da Global Data, trasformano direttamente l’energia solare in energia elettrica, sfruttando l’effetto fotovoltaico: i CSP, invece, la trasformano in calore, più facile da immagazzinare rispetto all’elettricità.

L’energia solare, quindi, potrebbe essere immagazzinata sotto forma di calore e trasformata in elettricità solo quando necessario: tuttavia, l’instabilità della fonte resta un problema non da poco per questo tipo di tecnologia.

La soluzione suggerita dai ricercatori è quella di costruire una rete di sistemi solari a concentrazione su vasta scala, che possa ovviare ai problemi locali: per questo motivo, la ricerca rappresenta un primo studio di fattibilità, in particolare su due territori considerati potenzialmente i più adatti. Anthony Patt, co-autore della ricerca IIASA ha concluso:

Il nostro studio è il primo ad analizzare nel dettaglio la possibilità costruire un sistema energetico basato principalmente sul solare, che fornisca quotidianamente energia elettrica, in modo stabile ed affidabile. Secondo i risultati, questo sarebbe sicuramente possibile in due regioni del mondo come il bacino del Mediterraneo e il deserto del Kalahari in Sud Africa.